Matti Friedman “Spie di nessun paese. Le vite segrete alle origini di Israele”presentazione

In questo saggio, Matti Friedman, giornalista e corrispondente che vive a Gerusalemme, ricostruisce la storia oscura di quattro giovani ebrei, tra i venti e i venticinque anni, due nati in Siria uno nello Yemen e uno a Gerusalemme, nati quindi e vissuti nei paesi musulmani di cui conoscono la lingua e le tradizioni; sono i mista’arvim termine ebraico che designa “coloro che vivono tra gli arabi” che sono “arabizzati”; saranno così inseriti nel Palmach, un’unità con attività di guerriglia e di difesa, per fare le spie.

“Tra azioni spericolate e vicende profondamente umane, nei vicoli di Haifa o sui tetti di Beirut, Matti Friedman segue quattro di queste giovani spie dal gennaio 1948 all’estate 1949. Venti mesi cruciali per la nascita e la futura identità dello Stato ebraico”. (Da Giuntina Editore)

Yitzhak, Yakuba, Havakuk e Gamliel”, questi i nomi dei quattro giovani che torneranno in Israele quando il Palmach fu sciolto dal capo del neonato governo: arruolati da un’organizzazione prima che Israele esistesse erano tornati quando non la riconosceva più, spie di nessun paese.

Matti Friedman ha vinto con questo saggio il Natan Book Award nel 2018

Dal Catalogo Giuntina Editore

Il 14 maggio 1948 la nave Euryalus lascia il porto di Haifa. A bordo c’è l’ultimo Alto Commissario britannico per la Palestina. È la fine del dominio coloniale inglese in Medio Oriente. Da questo momento la tensione tra ebrei e arabi diventa incontenibile, abbandonando le forme più clandestine della guerra civile e trasformandosi in vero e proprio conflitto armato. Sul fronte ebraico, a svolgere un ruolo fondamentale in questa nuova fase furono le operazioni dell’Alba, meglio nota come «Sezione araba», un’unità formata da giovani ebrei provenienti dal mondo arabo e cresciuti a stretto contatto con la cultura islamica. I membri della Sezione «si distinguevano dagli ebrei europei per la tonalità sbagliata della pelle e per l’accento», e potevano così facilmente infiltrarsi nei paesi nemici e svolgere attività di spionaggio, raccolta di informazioni e sabotaggio. Erano i Mistaʻarvim, «quelli che diventano come arabi». Erano i primi agenti segreti di Israele, le radici dimenticate del Mossad.[…]

Matti Friedman collabora con il New York Times ed è stato corrispondente da Israele, dal Libano, dal Marocco e da Mosca. Scrive per numerose riviste ed è considerato uno dei più grandi esperti di storia del Medio Oriente. Nato a Toronto, vive attualmente a Gerusalemme. Di lui la Giuntina ha pubblicato Spie di nessun paese.

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