Giulio Guidorizzi “I miti delle stelle”, presentazione

[…] Mappare il cielo, e cercarne i messaggi attraverso l’astrologia, fu un’attività a cui tutte le culture antiche si dedicarono, a partire dai Babilonesi e dagli Egizi; ma il nostro cielo, quello delle costellazioni, fu creato dai Greci.[…] gli astronomi greci tracciarono le costellazioni, definirono lo zodiaco e diedero loro i nomi che ancora restano. Ma quello dei Greci fu anche un cielo mitico: ogni costellazione ha una storia, e i personaggi del mito popolavano anche i cieli degli antichi.(da Raffaello Cortina Editore)

Giulio Guidorizzi,  studioso di mitologia classica, nel volume ha raccolto i miti greci legati alle costellazioni. In una recente intervista (La stampa 6 gennaio 2024 di Francesco Rigatelli) spiega che il mondo astronomico delle origini, “una specie di grande orologio cosmico”, in cui gli astronomi dall’osservazione hanno identificato le costellazioni, in seguito, quando i Greci conquistarono l’oriente, divenne, da osservatorio astronomico, astrologico: il grande apparato cosmico non era lì per caso ma ci influezzerebbe.

Alle interessanti domande conclusive: E lei che li studia da una vita cosa ha capito dei miti?

La risposta, che riportiamo integralamente:

“Intanto sono dei bei racconti che interpretano il reale in maniera poetica, e questo è già molto. Il mito in sé come dice Freud poi esprime un modo simbolico di pensare. È la storia o la pittura del nostro inconscio. Ci troviamo le forze elementari e irrazionali che si agitano nella nostra mente trasformati in racconto. Ci sono i rapporti famigliari, la vita e la morte, dunque esisteranno finché l’uomo avrà un inconscio. Si vedrà se l’intelligenza artificiale saprà sognare ed emozionarsi guardando le stelle”.

Il mito che li racchiude tutti?

“Ulisse, incarnazione della curiosità e al contempo dell’inquietudine dell’uomo”.

Brevi note biografiche

Giulio Guidorizzi, studioso di mitologia classica e di antropologia del mondo antico, ha insegnato Letteratura greca all’Università degli Studi di Milano e di Torino. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Ai confini dell’anima (2010), Il compagno dell’anima (2013), vincitore del premio Viareggio-Rèpaci, I colori dell’anima (2017), In viaggio con gli dei (con S. Romani, 2019), Il mare degli dei (con S. Romani, 2021), La Sicilia degli dei (con S. Romani, 2022) e I miti delle stelle (2023).(da Raffaello Cortina Editore)

Piergiorgio Odifreddi “Pillole matematiche. I numeri tra umanesimo e scienza”, presentazione

Le “pillole matematiche” intendono mostrare, non solo ai giovani ma anche agli adulti, come la matematica sia presente, a volte sommessamente e altre prepotentemente, in tutta la cultura, umanistica e scientifica: nelle discipline dove non stupisce, dalla fisica all’economia, ma anche in quelle in cui meno la si aspetta, dalla letteratura alla storia dell’arte.(dal Catalogo Raffaello Cortina Editore)

120 pillole per curare un male ancora non del tutto estirpato: l’analfabetismo matematico di cui soffre la nostra società, tratte alcune dalla rubrica ventennale che Odifreddi cura sul mensile Le Scienze, altre mostrano le applicazioni matematiche in altre discipline, altre ancora evidenziano la stretta connessione tra matematica e letteratura e arte, meno immaginabili; un’attività divulgativa quella dell’autore che auspica, incuriosendo, di far cogliere  quell’unità del sapere che spesso sfugge tra umanistico e scientifico.

A tale proposito la Disney nei lontani anni ’50 aveva prodotto un cartone animato il cui protagonista era uno stupito Paperino che scopriva attraverso giochi matematici addirittura la sezione aurea di Fibonacci: “Paperino e la matemagica”  titolo tra i più stimolanti per il pubblico cui era dedicato, quello dei più piccoli, ma che sicuramente apriva anche agli adulti il mondo delle scienze e della matematica come non l’avevano mai neanche immaginato; ancora attualissimo e da rivedere è come accostarsi senza timori alle pillole che Odifreddi propone come rimedio a questo annoso malanno.

Brevi note biografiche da Raffaello Cortina Editore

Piergiorgio Odifreddi insegna Logica all’Università di Torino. Ha pubblicato Il Vangelo secondo la scienza (Einaudi 1999) e C’era una volta un paradosso (Einaudi 2001). Nelle nostre edizioni ha pubblicato, tra gli altri, Il computer di Dio (2000), La repubblica dei numeri (2002) e Pillole matematiche (2022).

Stanislas Dehaene “Vedere la mente. Il cervello in 100 immagini”

Traduzione di R. Ferraresi

Un viaggio per immagini dentro il chilo e mezzo della massa molle che costituisce la mente umana, quello che chiamiamo cervello, ottantasei miliardi di neuroni connessi da un milione di miliardi di sinapsi, intitolandolo infatti “vedere” la mente.

Cento immagini del cervello che oggi può essere osservato grazie a potenti microscopi e la lettura di neuroimmagini, così lo psicologo cognitivo Dehaene ha costruito un volume che illustra le aree cerebrali che si attivano, a partire dalla propria.

Una materia, quella che studia dai tempi il funzionamento del cervello, difficile da indagare, ma oggi le nuove tecnologie, come ad esempio la risonanza magnetica funzionale, hanno permesso di guardare e vedere come le diverse aree cerebrali si attivano trasformandosi in base ai pensieri che, nei molti anni di studio di quest’organo complesso e articolato, sono diventati via via sempre più decodificabili.

“Benvenuti nell’intimità del vostro cervello!” È il saluto con cui Stanislas Dehaene accoglie il lettore in questo libro, un autentico viaggio nel nostro organo della mente e della coscienza. In effetti, le cento immagini incluse ci raccontano, con una vividezza impensabile anche solo pochi anni fa, quasi tutto ciò che siamo, noi e la nostra personalità, i nostri ricordi e la nostra storia. […] Dehaene è stato un pioniere in questo campo, e già ai suoi esordi da scienziato si era prodigato per capire dove alcune capacità proprie dell’uomo, come il linguaggio e l’aritmetica, risiedono nei pochi millimetri superficiali della corteccia cerebrale. […](da Raffaello Cortina Editore, scheda del libro )

e anche
Brevi note biografiche

Stanislas Dehaene è professore presso il Collège de France, titolare della cattedra di Psicologia cognitiva sperimentale e membro dell’Académie des sciences. Presiede il Consiglio scientifico del Ministère de l’Education nationale. Nelle nostre edizioni ha pubblicato I neuroni della lettura (2009), Il pallino della matematica (2010), Coscienza e cervello (2014), Imparare (2019) e Vedere la mente (2022)

David T. Blumstein “Paura. Lezioni di sopravvivenza dalla natura selvaggia”, presentazione

Traduzione di Sabrina Placidi

Cosa è la paura e come gestirla in caso di pericolo lo spiega in questo suo saggio l’etologo e biologo evoluzionista Daniel Blumstein che da più di trent’anni si interessa e studia il fenomeno anti-predatorio in diverse specie. La paura è una reazione ancestrale che nel corso di milioni di anni si è affinata permettendo la sopravvivenza e la giusta risposta di fronte al pericolo. In una recente intervista (5 febbraio 2022 di Eleonora Barbieri per Il Giornale) ha dichiarato che la più importante lezione di sopravvivenza ricavata dalla natura allo stato selvaggio è quella di “non sovrastimare i rischi” perché, come natura insegna, una stima erronea è molto costosa per conciliare la sicurezza con il bisogno di acquisire risorse. Imparare quindi a gestire la paura è importante, anche perché essendo una risposta difensiva altamente raffinata dal corso dei millenni non può essere eliminata, e anche perché una sottovalutazione può al contrario alzare il livello di rischio. Una gestione valida è necessaria anche quando non è più la natura selvaggia a circondarci. Come animali moderni siamo sottoposti a paure e pericoli diversi rispetto a quelli dell’ambiente naturale ma una gestione in disequilibrio di questa risposta al pericolo può diventare stress e ansia.

“Approfondendo le origini evolutive e i contesti ecologici della paura tra le specie, Blumstein considera ciò che possiamo imparare dai nostri simili animali, dai loro successi e dai fallimenti. Osservando come gli animali sfruttino l’allarme a proprio vantaggio, possiamo sviluppare nuove strategie per affrontare i rischi senza panico.( da Raffaello Cortina Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Daniel T. Blumstein insegna presso il Department of Ecology and Evolutionary Biology e presso l’Environment and Sustainability Institute della University of California, Los Angeles, dove è condirettore dell’Evolutionary Medicine Program. È membro della Animal Behaviour Society.