Suzumi Suzuki “L’ultima poesia”, Fanucci Editore

LA LETTERATURA GIAPPONESE FA IL SUO ESORDIO NEL CATALOGO LEGGEREDITORE CON UN ROMANZO DALLE TINTE FORTI E UNA PROSA RICERCATA. NELLA SHORTLIST PER IL 167° PREMIO AKUTAGAWA

Traduzione di Chiara Pasqualini

Leggereditore/Fanucci

La protagonista di questo seducente romanzo se ne è andata di casa a 17 anni. Ora che ne ha 25, lavora come intrattenitrice nel quartiere notturno di Tokyo. La madre, con cui non ha rapporti da tempo e che è gravemente malata, si presenta all’improvviso alla sua porta con il desiderio di rimanere da lei per un po’ di tempo e comporre così la sua ultima poesia. Ma un giorno collassa e viene portata in ospedale dove i dottori le danno pochi giorni di vita. Oltre a prendersi cura della madre, la nostra protagonista deve affrontare il lutto per la sua cara amica Eri, una sex worker che si è suicidata da poco. Con la fine sempre più vicina, madre e figlia riusciranno a relazionarsi e a trovare un punto di incontro? Qual è il segreto dietro ai segni di bruciature sul braccio della figlia? E chi è l’uomo misterioso che fa visita alla madre? 

Una storia toccante, una Tokyo sconosciuta e ammaliante, una ragazza alle prese con sfide più grandi di lei, uno spaccato inedito della cultura e della vita giapponese.

INCIPIT

 Giro dietro al palazzo sulla strada che separa il quartiere dei divertimenti da Korean town, in fondo al parcheggio apro una porta pesante e subito dopo salgo la scala laterale interna fino al terzo piano. Finita la scala c’è di nuovo una pesante porta che conduce al corridoio, la spingo con il peso del corpo fino a che, superato un certo punto, fa un rumore simile a un cigolio metallico; poi, prima che lentamente si richiuda, inserisco la chiave nella serratura della porta del mio appartamento, la giro verso sinistra e sento il rumore della serratura che si apre. Sono i due rumori che ogni notte scandiscono il mio rientro. Nell’intervallo, lungo o corto che sia, tra il rumore cigolante dei cardini della porta che si chiude e quello della vecchia serratura a perno che si apre non mi sento serena: se mi capita di appoggiare una borsa pesante a terra o mi cadono le chiavi per distrazione il ritmo si spezza.

Suzumi Suzuki è un’acclamata sociologa e editorialista giapponese. Si è laureata all’Università Keio in Environmental and Information Studies per poi conseguire un master all’Università di Tokyo. Prima di diventare giornalista per la Nikkei Inc., ha lavorato come attrice di video per adulti, e la sua tesi di laurea, basata su interviste ad attrici del settore, è stata pubblicata come A Sociology of AV Actresses (2012). Tra le sue pubblicazioni: Sell Your Body, and It’s Goodbye (2016); Flowers for Love and the Womb (2017); A Prostitute’s Bookself (2022) e Letters of Correspondence (2021), scritto insieme alla più acclamata studiosa femminista giapponese Chizuko Ueno. Con L’ultima poesia, il suo romanzo d’esordio nominato al premio Akutagawa, debutta nel catalogo Leggereditore.

Umberto Guidoni “Sfidare lo spazio. Un astronauta racconta l’esplorazione del cosmo”

Entro la fine di questo secolo, i nostri nipoti lavoreranno sulla Luna, vivranno in avamposti permanenti su Marte e utilizzeranno materie prime provenienti dagli asteroidi:  in una parola, l’umanità diventerà una vera specie interplanetaria

Mursia

Il 4 ottobre 1957, il mondo intero assistette al lancio dello Sputnik 1, il primo “compagno di viaggio” della Terra, l’evento che ha segnato l’inizio della sfida spaziale. Oltre sessanta anni dopo, i viaggi nello spazio sono diventati una realtà. Tra qualche anno torneremo sulla Luna, le prossime generazioni vedranno Marte dalla visiera di un casco ed esploreranno le lune dei giganti gassosi, e la “frontiera spaziale” si sposterà sempre più lontano dalla Terra, fino ai limiti del nostro Sistema Solare e oltre, verso lo spazio profondo, verso pianeti di altre stelle e, forse, potremo imbatterci in altre forme di vita o in vere e proprie civiltà extraterrestri.

«Il 2037 potrebbe essere la data per la prima missione con equipaggio verso Marte. Il veicolo cargo di supporto lascerebbe la Terra 2 anni prima, nel 2035, seguendo una traiettoria di minima energia che lo porterebbe a raggiungere Marte in poco più di 200 giorni. Il volo degli astronauti avverrebbe nel 2037 con tempi di transito di circa sei mesi per l’andata e altrettanti per il ritorno. Con un tempo di permanenza su Marte di un anno e mezzo, la durata totale della missione si aggirerebbe intorno ai 900 giorni. Buona parte di questo tempo verrebbe trascorsa sulla superficie di Marte, mentre i tempi di transito interplanetario sarebbero ottimizzati per ridurre al minimo l’esposizione dell’equipaggio alle radiazioni solari e ai raggi cosmici.»

Umberto Guidoni è nato nel 1954 a Roma, dove si è laureato con lode in Fisica. Ha compiuto il suo primo volo in orbita nel 1996 ed è stato il primo europeo a salire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2001. In veste di divulgatore, ha condotto rubriche sullo spazio in radio e TV, oltre a pubblicare libri per ragazzi, saggi e articoli. Per i suoi contributi, ha ricevuto la nomina di Grande Ufficiale e la medaglia della NASA per Exceptional Service. Gli è stato dedicato l’asteroide 10605-Guidoni. Con Mursia ha pubblicato insieme a Donato Altomare il romanzo Wormhole (2022).

Linda Lercari “Kaijin L’ombra di cenere”, presentazione

Giappone – Periodo Kamakura, anno 1330.
Le parole che il fedelissimo samurai Haka mormora sul letto di morte sono un enigma e diventano un tarlo che rode la mente del suo signore.

Alla ricerca di indizi che possano far luce sul mistero, Momokushi ripercorre la storia dell’amicizia con l’amico e guerriero, scavando nel passato e visitando i luoghi che sono stati testimoni delle loro imprese di gioventù.
Ma ciò che Haka ha mantenuto celato per oltre cinquant’anni non è solo un segreto in grado di sconvolgere una vita, ma anche la più struggente dichiarazione d’amore che un essere umano possa lasciare in dono.
( da Idrovolante Edizioni)

Alcuni stralci

Sogghignò. Era stata dura riuscire a diventare tanto forte da non dover temere il giudizio altrui, ma era una vittoria che gustava ogni giorno, una vittoria che impediva al suo cuore di affogare in quel mare di lacrime che si portava dentro e che non poteva assolutamente mostrare. Era un Asura e
come tale si comportava.
Allentò la presa sulla spada. Era una giornata di festa e aveva deciso di godersela senza pensieri.
Probabilmente era persino il giorno del suo compleanno, ma non v’era certezza. La madre aveva raccontato più volte di aver scelto il suo nome proprio per i bellissimi fiori di mandorlo sotto i quali aveva partorito, ma questo ricordo, ormai, apparteneva a qualcuno che non esisteva più.
Si accomodò su uno scranno pieghevole e rivolse lo sguardo ai rami carichi di rosea bellezza. Uno spettacolo degno per festeggiare i suoi venticinque anni.

Linda Lercari
Scrittrice di narrativa, poesia, fantapolitica, racconti noir, romanzi gotici e romanzi storici, pratica l’arte marziale del Kendo presso la storica Scuola Kendo Lucca ed èstata attrice nella compagnia Next Artists di Viareggio specializzata in testi di Shakespeare rigorosamente in lingua originale. Ha frequentato corsi di recitazione tenuti da Federico Barsanti del Piccolo Teatro Sperimentale, da Pietro Malavenda, da Marco Sodini del Teatro del Giglio di Lucca, da Cathy Marchand del Living Theatre e Mark Roberts dell’Ensemble Studio Theatre di New York. Inoltre fa parte del TOF – Testo Originale a Fronte – gruppo di artisti attivi in Versilia. Attualmente pubblica con le case editrici Amarganta, Bookabook, Booktribu, Bré e DelosDigital, con quest’ultima è bestseller Amazon per racconti erotici.

Costanza DiQuattro “L’ira di Dio”,

Baldini Castoldi Editori

Costanza DiQuattro nel suo ultimo romanzo “L’ira di Dio”, grazie alla sua particolare capacità nel descrivere i sentimenti umani  più travagliati e sofferti, riesce ancora una volta a catturare e coinvolgere il lettore. È un romanzo particolare  perché, all’interno di un contesto storico- geografico drammatico  quale quello del disastroso terremoto che devastò la Val di Noto nel 1693, ci accompagna lungo i sentieri delle più profonde e agitate inquietudini umane narrate attraverso la figura del protagonista Bernardo, uomo di Chiesa solo per volontà familiare e in continua lotta con sé stesso. È un’analisi acuta e tenera nello stesso tempo, con una prosa fluida ed efficace. Piace il messaggio sulla capacità tutta umana di rimettersi in piedi con forza e sofferenza sia dalle tragedie collettive, progettando e ricostruendo un futuro, sia da quelle individuali, accogliendole dopo averle drammaticamente e ostinatamente respinte. Piace il messaggio ” sul potere della bellezza e sulla necessità di attuarla proprio ora  che il mondo era caduto a pezzi”. Tragedia e faticosa, ma determinata rinascita: messaggi senza tempo di cui oggi più che mai dovremmo tutti fare tesoro.

Mar

Costanza DiQuattro (Ragusa, 1986) è scrittrice e drammaturga. Dirige il teatro Donnafugata dal 2008. Dal 2019 scrive per il teatro. Conduce la rubrica «Dimore nella storia» sulle dimore storiche italiane per Rai 1. Con Baldini+Castoldi ha pubblicato “La mia casa di Montalbano” (2019), “Donnafugata” (2020, Premio Porta d’Oriente 2021), “Giuditta e il monsù” (2021) e “Arrocco siciliano” (2022, Premio Comisso 2023).

Dello stesso autore su tuttatioscanalibri

La mia casa di Montalbano

Donnafugata

Giuditta e il monsù

Arrocco siciliano

Judith Hermann “A casa”, presentazione

A casa è il racconto di una rinascita che parte da un luogo remoto, una tabula rasa che consente alla protagonista di mettersi a fuoco e sperimentare la libertà da donna matura non relegata al ruolo di madre e moglie; un romanzo armonioso, in cui una prosa superba tiene insieme tutte le fila e trascina con sé il lettore riuscendo a cogliere la sostanza impalpabile di un’atmosfera, uno stato d’animo, un incontro. ( da Fazi Editore)

Si può ricominciare anche a cinquant’anni e trovare ancora, nonostante i ricordi di una vita precedente, “casa”. La storia di un allontanamento volontario, lontano, sul mare, per chiudere e poi riaprire una fase nuova: l’unica figlia è partita, il marito Otis continua ad accumulare oggetti per un futuro, nel suo immaginario già presente e terribile in una visione solo catastrofica: lontano ma tenendo insieme i ricordi del passato insieme, tra missive e regali. E lei abbandona la città e sceglie un piccolo centro sulla costa nordorientale della Germania, in una casa malmessa, dove il vento spalanca le porte. Ma poi il lavoro estivo nella birreria del fratello che vive a pochi chilometri, le nuove conoscenze, la nuova amica Mimì, coetanea a artista, le letture, la solitudine, la quiete, per rimettersi in gioco e a fuoco, da sola, nel presente da vivere, per riaprire una nuova stagione, da donna ormai matura, non solo madre e moglie.

Judith Hermann, nata a Berlino nel 1970, è una delle autrici più importanti nel panorama della letteratura tedesca contemporanea. Ha esordito nel 1998 con la raccolta di racconti Casa estiva, più tardi, salutata con entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica e adattata per il cinema. A casa, il suo secondo romanzo dopo L’amore all’inizio, è stato candidato al premio della Fiera del libro di Lipsia, ha vinto il Bremer Literaturpreis e in patria ha dominato le classifiche di vendita per mesi. L’opera di Judith Hermann viene letta nelle scuole tedesche, è celebrata a livello internazionale ed è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Kleist e il premio Friedrich Hölderlin.(da Fazi Autore)

Due saggi sul gatto, questo sconosciuto…

Traduzione di Cristina Spinoglio

Come sarebbe guardare il mondo attraverso gli occhi di un gatto? Il legame tra l’uomo e questo animale è così speciale e di lunga durata che ci sembra di conoscerlo bene. In effetti, spesso i tratti che gli assegniamo sono umani e spieghiamo i suoi comportamenti sulla base dei nostri. E se invece non interpretassimo correttamente il modo in cui percepisce la realtà?

Jessica Serra, etologa francese, specializzata nella cognizione degli animali, in questo interessante saggio spiega come i gatti percepiscano la realtà in modo diverso dagli umani che invece spesso attribuiscono loro caratteristiche che non gli appartengono: diversa è infatti la loro percezione del tempo, del mondo, delle emozioni, ciascuno con una propria spiccata personalità, diversa gli uni dagli altri.

“In un racconto avvincente, Jessica Serra conduce un’esplorazione nella mente dei gatti, attingendo agli ultimi progressi dell’etologia e a innovativi test comportamentali per svelare il loro sorprendente mondo cognitivo: la percezione del tempo, il labirinto delle emozioni, l’istinto al servizio dell’intelligenza, persino la sensibilità alla musica (soprattutto rock!), le grandi doti terapeutiche e antidepressive e la fenomenale capacità di orientamento. Il risultato è un ritratto vivido della loro vita interiore che dischiude tutta la bellezza e genialità del mondo felino e ci fa comprendere gli enormi benefici della loro presenza nella nostra vita”(da Carocci Editore)

Jessica Serra È etologa specializzata nella cognizione degli animali e conduce sia attività di ricerca che di divulgazione. Ha studiato in particolare il comportamento dei mammiferi, mettendo a punto particolari tecnologie di tracking che seguono lo spostamento degli animali domestici fuori dal domicilio. Consulente scientifica di molti documentari, per la televisione francese ha co-condotto la trasmissione La Vie secrète des chats.(da Carocci Autori)

I gatti sono creature misteriose, strane, incomprensibili, occasionalmente diaboliche, o siamo noi che non riusciamo a decifrare il loro comportamento? Perché ci ignorano quando li chiamiamo? Perché pescano il cibo dalla ciotola e lo mangiano per terra? Perché passano ore e ore a leccarsi? Perché chiedono continuamente cibo? Perché fanno le fusa? La convivenza a volte può renderci umani frustrati e gatti infelici, perché ci manca un modo per decifrare il loro linguaggio. Ma davvero sono così incomprensibili? (da Flaco Edizioni)

Nel suo Manuale d’uso e manutenzione, la biologa Lisa Signorile parla di anatomia, alimentazione, medicine, sterilizzazione, del comportamento dentro e fuori le mura dell’abitazione di questo compagno peloso tra i più stimati oltre che amati animali domestici.

Lisa Signorile Nasce a Bari, dove studia Biologia. Nel Regno Unito consegue un Master in Forestry Protection and Conservation e un PhD in genetica delle popolazioni presso l’Imperial College London. Dal 2012 scrive di zoologia per National Geographic Italia, su cui tiene una rubrica mensile, e per varie altre testate giornalistiche nazionali e internazionali. Autrice de Il coccodrillo come fa e L’orologiaio miope, editi da Codice.

Giovanni Coppola “Bourbon in un giro di Blues”, Algra Editore

Un romanzo sociale, uno spaccato (che non fa sconti a nessuno) sull’Italia di oggi. 

Algra Editore

Un pub è un microcosmo che ospita destini diversi. Così è il Charlie Brown, il posto dove Felix prepara i suoi cocktail e dove Manero, il professore, e Cirino, con i suoi sodali, trascorrono le serate. È lì dentro che i loro inferni si incrociano, tra le scorie degli anni di piombo, i frammenti di un amore scorbutico e l’algebra della malvivenza. A fare da cornice Catania con le sue trame di mafia, chiusa dentro un patto tossico di connivenze e convenienze che avvelena la città: c’è la violenza della strada, l’immobilismo di una città splendida ma tossica, droga, corruzione. Ma anche la mafia (quella nigeriana, soprattutto, con i suoi rituali violenti), la solitudine sentimentale e i ricordi dolorosi di un passato che continua a far sanguinare le ferite.  Poi c’è una piccola isola felice: al Charlie Brown si incrociano i sogni, le speranze e le delusioni dei quattro protagonisti.

Scrive l’Autore sui suoi protagonisti:

«Più che vinti sono dei disillusi, dei non sognatori. Affrontano e accettano la vita con le armi del disincanto. Io credo che la felicità non consista nell’avere la vita perfetta, ma nel saper trovare la giusta forza e le giuste motivazioni per superare gli ostacoli che di volta in volta si incontrano. La perfezione non esiste e qualora esistesse sarebbe eccessivamente noiosa da raccontare».

Un romanzo sociale: contro il politically correct. Una storia dura che esce fuori dagli schemi ipocriti. Uno spaccato sul Paese dei poteri dove la politica guarda i profitti e non gli ideali.

«Il mondo è un mattatoio buono solo per macellai e affamati di ogni genere e specie. È un circo dove la fanno da padroni domatori e prestigiatori, non c’è posto per chi domanda cose tipo: “Scusi, sa, avrei della fame arretrata, la mia dispensa è piena di diritti ignorati, non ho pane, io, ma solo le vostre belle parole”. I politici stabiliscono leggi e proclamano teoremi. Facce di minchia. Ecco tutto! Il resto lo facciamo noi con la nostra ingenuità. Siamo noi a creare il loro mondo. Quando chiedono il microfono è perché bramano carne fresca, sanguinolenti brandelli di vita, hanno bello e pronto il loro alfabeto di torture, sono pronti a svuotare il loro pitale di veleni sulle nostre teste e preparano orizzonti di forche e di ossa. Non servono più un’idea, una visione di passione, servono i tassi di interessi, e il diavolo è nato proprio dentro il calcolo dei profitti. Ti sibila che sta lavorando per te, il diavolo, e ti congeda con un untuoso: “Caro amico”. Il grande imbonitore ieri ha invitato gli ignari alla cena del voto. C’erano tutti: rivoluzionari della chiacchiera, gli eroi della sesta, i riempi spazi, gli eiaculatori di sciocchezze, i distributori di frasi fatte.»

Giovanni Coppola è nato a Catania, dove vive e lavora. Ha pubblicato il saggio Il Cavaliere, l’elefante e il Leviatano, la raccolta di poesie L’estasi della menzogna (Premio “Fortunato Pasqualino” 2011) e il romanzo Una comune storia sbagliata (Premio della critica “Etnabook” 2022). È autore dell’opera teatrale Morte di un giudice che ha riscosso un notevole successo di pubblico e i favori della critica. Ha collaborato, per alcuni anni, con il quotidiano “Giornale di Sicilia” e con diversi periodici locali, occupandosi di sport, cultura e spettacolo. Ama i suoi tre figli, il genio di Celine, il bourbon e il Catania calcio.

Leonardo Patrignani “La cattedrale di sabbia”, presentazione

Mondadori Editore

Puoi fidarti dei tuoi ricordi?

Un thriller che sa di futuro prossimo, inquietante: MILANO 2045. La Engam, azienda leader nella sperimentazione delle interfacce neurali, ha creato un software, Mnesia, che può salvare i ricordi e farli condividere.

Il protagonista, Stefano Valeri, vi lavora come neuroscienziato coadiuvato dalla moglie Arianna, neuropsicologa,fino a quando un attemntato terroristico, durante il quale la donna trova la morte, vedranno Stefano spegnersi e rifugiarsi nella solitudine. Ma sarà dopo ben quattro anni dall’avvenimento che, scoprendo delle discrepanze nel suo ricordo relativo all’attentato, sarà costretto a risistemarli con l’ausilio delle nuove generazioni: la figlia e un giovane hacker. Scoprirà così l’esistenza di bug neuronali che, come cortociucuiti,  determinano in alcune persone memorie di avvenimenti che non hanno al contrario compiuto.

Patrignani, autore di racconti fantastici per ragazzi, si produce nel suo primo e corposo trhiller che prospetta una possibile realtà futura in cui si materializzano le nere prospettive che oggi la nostra sta affrontando in termini etici sui possibili usi della IA.

Leonardo Patrignani, scrittore e musicista, ha pubblicato numerosi romanzi di narrativa fantastica per ragazzi e adolescenti, tra cui la trilogia “Multiversum”, con oltre 200.000 copie vendute in 24 Paesi. Con Darkness (DeA, 2019) ha vinto il Premio Bancarellino 2020. La Cattedrale di Sabbia è il suo esordio nel thriller. (da Mondadori Editore)

Daniele Pasquini “Selvaggio ovest”, presentazione

Selvaggio Ovest è allo stesso tempo un romanzo d’avventura, un romanzo corale, un arazzo dove le piccole vite spiccano vivide e indimenticabili sul grande intreccio della Storia. Con passione e meraviglia, Daniele Pasquini trasporta il West americano in terra toscana, e lo trasforma in quotidiana leggenda, da tramandare a voce, da ascoltare con il cuore.(da NN Editore)

Pasquini racconta una storia avventurosa ambientata nella Maremma toscana di fine Ottocento con molti personaggi le cui vite s’intrecciano tra cavalli e furti degli stessi, con un bandito ricercato, Occhionero, un carabiniere che lo cattura fortunosamente, il buttero Giuseppe e la moglie Leda genitori di Donato, un figlio trovato alla morte per malaria dei suoi legittimi genitori, fino a Buffalo Bill in Italia con il suo spettacolo Wild West Show. E non mancano azioni di violenza, seguite da volontà di vendetta, perpetrate su una fanciulla, Gilda, figlia di un carbonaio, dai complici di Occhionero.

Un palcoscenico di figure singole con le proprie psicologie la cui vita s’intreccia in un insieme collettivo, fino allo scontro finale innescato da un furto di cavalli.

Daniele Pasquini è nato nel 1988 in provincia di Firenze e lavora come addetto stampa nel mondo editoriale. Ha esordito in narrativa nel 2009 con Io volevo Ringo Starr, seguito da un romanzo breve e da una raccolta, tutti usciti per Intermezzi Editore. Suoi racconti sono comparsi su riviste e antologie. Nel 2022 ha pubblicato per SEM Un naufragio.

Fabio Delle Donne “Come una lacrima” presentazione

Il 15 marzo il nuovo romanzo di Fabio Delle Donne: Come una lacrima, pubblicato da Golem edizioni nella collana Ombre.

Nell’arco di poche settimane i corpi di tre ragazze vengono ritrovati pelle e ossa, leggeri come una piuma, ma coi capelli che ancora gridano alla vita. Quando anche Melissa Manninger scompare, il caso viene affidato all’ispettore Michael Esposito, un uomo schivo e introverso, con l’olfatto particolarmente sviluppato a causa dell’iperosmia, peculiarità che si rivelerà utile nel corso delle indagini. Melissa viene ritrovata e anche l’uomo nero pare consegnato alla giustizia; purtroppo il lieto fine ha breve durata perché un nuovo rapimento sconvolge la città. Per la famiglia Stones, l’ispettore Esposito, il commissario Moric e l’agente Poretti inizia una corsa contro il tempo. Nulla è come sembra ed Esposito dovrà affrontare un viaggio agli inferi per fermare il serial killer ed evitare che una tragedia del passato continui a mietere vittime innocenti nel presente. 

Un thriller indimenticabile che vi aspetta in tutte le librerie e gli store online.

Alcuni stralci

Usò tutta la forza che aveva per cercare di spostare quella mano, ma non riusciva a staccarla di dosso, era come una morsa di ferro. Stretta così forte da soffocare anche i mugugni. Trattenne il respiro più che poteva, per non fare entrare nei polmoni ciò che aveva capito potesse essere la sua condanna. Concentrò tutte le forze sulle dita di quell’essere invisibile, gli artigli dell’uomo nero. Cercò di sollevarne un paio e per un istante ci riuscì. Un flebile soffio di speranza uscì dalle sue labbra.
«Aiuto.»

[…]

Qualcuno la stava seguendo.
Il panico prese il sopravvento, era completamente indifesa, la luce fra le mani la rendeva un bersaglio facile. Il bosco sulla destra le parve l’unica opzione.
Spense la torcia e iniziò a correre con le mani avanti, le dita presero a bruciare un taglio dopo l’altro, i rami sembravano colpirla di proposito mentre avanzava. Per fortuna la giacca era spessa e morbida e attutiva l’impatto sulle altre parti del corpo.
Si voltò, non aveva alcun dubbio, dei passi rapidi procedevano assieme a lei, ma gli occhi non riuscivano a penetrare il buio della notte.

Fabio Delle Donne Dopo la laurea in Giurisprudenza e un master in Istituzioni internazionali ed europee, è diventato un avvocato, professione che svolge a Napoli, dove è nato e vive. La passione per la letteratura e il disegno lo ha portato a pubblicare la serie di gialli con protagonista il commissario Vincenzo Lo Tufo, Sfogliatelle e delitti e Cannoli e delitti, oltre al libro illustrato per bambini Pirì il brucaleoneCome una lacrima da inedito ha ricevuto un riconoscimento di merito nel 2022 al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica ed è stato scelto tra gli inediti selezionati al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2022.

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Sfogliatelle e delitti. La Napoli del commissario Lo Tufo

Cannoli e delitti. La Sicilia del commissario Lo Tufo