Nadia Terranova “Addio fantasmi” tra i semifinalisti del Premio Strega

Ida ha trentasei anni e  torna a Messina da Roma dove vive con Piero l’uomo che ha sposato, per aiutare la madre a sgombrare la casa in cui loro due hanno vissuto, prima con il padre Sebastiano, uscito di casa e sparito quando lei aveva tredici anni, e poi da sole. Ida adolescente ha vissuto la sparizione del padre come una propria colpa: tornata ora da adulta sulla scena che in tante notti occupa i suoi sogni si trova ad affrontare tutto il proprio rimosso che le permetterà di ripartire da Messina con una condizione diversa: un viaggio catartico che permetterà a Ida, voce narrante, di superare un lutto inestinguibile proprio perché privo di una consistenza corporea e pertanto sempre assente, sostituita dalla presenza ossessiva degli oggetti che ricordano quel lutto.

Nadia Terranova nata a Messina vive a Roma. Ha pubblicato cinque libri per ragazzi tra cui Bruno il bambino che imparò a volare  dedicato alla vita di Bruno Schulz, e Le nuvole per terra. Ha esordito nel romanzo nel 2015 con Gli anni al contrario, vincitore del Bagutta Opera Prima e altri premi.

e anche

 la recensione su Spazio libero di lettura

Vittorio Lingiardi “Diagnosi e destino” Corriere Cultura

Noi di fronte al male. Tormenti e difesa:così la mente reagisce alla scoperta della malattia

Vai all’articolo di Eugenio Borgna

Vai alla recensione del libro su Corriere Cultura anche on line

 

Edgar Lee Masters “Antologia di Spoon River”

Vai alla presentazione dell’opera tratta dall’edizione Einaudi Gli Struzzi del 1971 e ad alcune poesie dalla Antologia

Susanne Schötz ” Il linguaggio segreto dei gatti” da Panorama Libri

Vai all’articolo di Valeria Merlini su Panorama Libri

Salvina Pizzuoli “Corti e… fantastici”, racconti

Vai alla presentazione dell’opera con alcuni commenti e stralci dai racconti

Boris Pasternak “Il dottor Živago”

Boris Pasternak scrisse il suo romanzo, tra i più famosi nel mondo anche per le riduzioni cinematografiche e teatrali che ne furono fatte e per la vincita del premio Nobel l’anno successivo alla sua pubblicazione, negli anni ‘40. Fu pubblicato invece a molti anni di distanza e fuori dalla Russia da Giangiacomo Feltrinelli nel 1957 e da lì in tutte le altre lingue.

Il dottor Živago di Pasternak, autore conosciuto in patria (Mosca 1890/1960), come poeta e traduttore, fu osteggiata, e per la visione socio politica dell’autore e per l’impostazione dell’opera, al punto da impedirne la pubblicazione. Fu Giangiacomo Feltrinelli che riuscì a pubblicarlo nella sua giovane Casa Editrice, fondata nel 1954, nel novembre del 1957.

…continua a leggere la presentazione dell’opera

John Leland “Scegliere di essere felici” recensione su La Stampa

 

È semplice il segreto della felicità: basta ascoltare i super-anziani

[…]Scegliere di essere felìcì di John Leland, cinquantanovenne, giornalista del New York Times.

Si tratta del resoconto di un anno trascorso dall’ autore conversando, in varie puntate, con sei persone molto in là con gli anni. E precisamente: Fred Jones, 87 anni, impiegato statale in pensione, Helen Moses, 90 anni, da sei mesi fidanzata con un altro anziano allocato nella stessa casa di riposo, John Sorensen, novantenne gay incapace di accettare la morte del suo compagno libraio, Ping Wong, 89 anni, fanatica del Majong ed ex lavoratrice immigrata, Ruth Wìllig, 91 anni, capace di organizzare un argomentato programma di lamentele da non riconciliata senza per questo perdere il buon umore e Jonas Mekas, 92 anni, regista e scrittore, ancora molto attivo e creativo.

Ciascuno dei personaggi incontrati, più che ricevere l’onore di un interesse costante quanto inusuale (ai vecchi, si sa, nessuno presta attenzione). regala all’ autore una complessa ed imprevedibile «lezione di felicità». Ciascuno, pur limitato dai problemi del corpo invecchiato, offre a Leland vie d’uscita mentali o morali che, se applicate quando si è ancora nel pieno della mezz’ età, suonano come campane a festa. I vecchi sono «felici malgrado», mentre i giovani sono «felici se». E questa è una piccola rivoluzione esistenziale: se impari a mantenere il tuo sguardo positivo quando vedi, nello specchio del mattino, soltanto un reticolo di rughe, puoi buttare la crema che ti illudeva, fino alla scorsa stagione, di poter diventare più bella e perciò più felice.[…](da Lidia Ravera La Stampa)

 

Orazio Olivieri “L’età delle spezie. Viaggio tra i sapori dall’antica Roma al Settecento” recensione da Il Tirreno

Vai alla recensione di Massimo Braglia su Il Tirreno