Gianni Bonini “Il Mediterraneo nuovo” Edizioni Samizdat

dalla Quarta di copertina:

Il Mediterraneo nuovo è più di ieri un luogo privilegiato di
meticciato commerciale e culturale attraverso la maglia
delle reti energetiche ed il rafforzamento delle vie di
comunicazione. Un interscambio che lo rende ancora più di ieri aperto alle emergenze ed alle competizioni globali, mentre, dopo le cosiddette primavere arabe, tarda a ritrovare sul suo versante sud orientale un equilibrio fondato sulla ricostruzione statuale e civile.

Un processo di cui insieme l’Europa e l‘Italia, che non
esistono storicamente senza il Mediterraneo, non possono non essere protagoniste a pieno titolo.

Il volume raccoglie articoli e testi di conferenze tenute nel corso dell’ultimo triennio da Gianni Bonini sul Mediterraneo in qualità di studioso e delegato del governo italiano nel Governing Board del Ciheam (Centro Internazionale per gli Alti Studi Agronomici per il Mediterraneo).

Una raccolta significativa per le intuizioni e le interessanti riflessioni, nonché per l’excursus storico legato al mare nostrum, nel quale l’Italia è stata ed è fulcro per la stabilità.

Quale Mediterraneo?

Il futuro di un Mare che ha costruito, negli interscambi e sin dal lontano passato, la storia della nostra civiltà che definiamo da sempre “mediterranea”, oltre quindi limiti e confini nazionali e che accomuna e unisce popoli e culture che vi si affacciano.

Le Edizioni Samizdat Firenze:

Su Amazon in ebook 

Su Mondadori store in cartaceo

Angela Borghesi “L’anno della Storia” un saggio sulla polemica letteraria sul romanzo “La Storia” di E. Morante, da La Repubblica Cultura di Marco Belpoliti

Quarantacinque anni fa usciva ” La Storia”. Fu un clamoroso successo. Ma la scrittrice fu oggetto di durissimi attacchi. Contro di lei soprattutto critici di sinistra. La vicenda viene ricostruita ora in un saggio.

L’accusa principale fu di aver ecceduto nel pathos narrativo e di far piangere i lettori.

…continua a leggere la recensione di Marco Belpoliti

E anche:

Elsa Morante “La Storia”

Elsa Morante “L’isola di Arturo”

Anna Folli  “Morante Moravia. Una storia d’amore”

Carlo Tosco “Storia dei giardini. Dalla Bibbia al giardino all’italiana” recensione da Il Corriere

 

Eden, Paradiso, giardino come segno del potere? Giardino come memoria di un luogo perduto? Giardino come speranza finale? Ecco, si potrebbe anche raccontare così una storia vecchia di oltre 4.000 anni che va dall’Egitto alla Mesopotamia, dal mondo romano ai monasteri medievali, dalle corti dei trovatori alle ville rinascimentali. Il parco affiancato al palazzo nell’impero persiano da Ciro il Grande in poi (539 a.c.) in lingua iranica si chiama pairi daeza, accumulare intorno, cioè chiudere con un muro un recinto sacro; la parola diventa paradeisos in greco e paradisus in latino.

…continua a leggere l’articolo di A.Carlo Quintavalle

Michel Pastoureau “La stoffa del diavolo” da La Repubblica recensione

 

 

Come spiegare certa passione per tutto ciò che è eterogeneo e bizzarro? Una pista è nel saggio che Michel Pastoureau dedicò all’ossessione medievale per i tessuti a strisce, sinonimo di eresia e disordine…

…continua a leggere la recensione di Marco Belpoliti 

Dello stesso autore: Pastoureau Blu. Storia di un colore

Alberto Angela “Cleopatra” da La Repubblica recensione

La vera storia di Cleopatra è un dark-thriller politico

Un saggio narrativo di Alberto Angela sulla più celebre primadonna del mondo antico

Vai alla presentazione di Marino Niola

 

Luigi Grassia “Gli Italiani alla conquista del West” da Il Tirreno recensione

Protagonisti uomini e donne originari del nostro Paese
I cowboy e l’epopea americana nel libro di Luigi Grassia

Soldati, missionari
e cacciatori di taglie
Ecco gli italiani
che fecero il West

Le avventure di pionieri sconosciuti, scovati scovando tra epistolari, diari di viaggio e biblioteche

 

 

Vai alla recensione di Giuseppe Culicchia

 

Massimo Recalcati “A libro aperto” su Terza Pagina La Repubblica

 

Ci si accosta a molti libri, per interesse, curiosità o obbligo; ma il lettore sa che alcuni di loro, appena aperti, sembrano come venirgli incontro. Proprio “incontro” è la parola-chiave: designa la forma della relazione che si instaura fra libro e lettore.

Vai all’articolo di Stefano Bartezzaghi

Gabriele Romagnoli “Senza fine” presentazione in breve

Il primo o l’ultimo? Gabriele Romagnoli capovolge l’antico detto perché amare è difficile e occorre essere maturi per affrontare questo viaggio in due

Se il primo amore è «un universo, un enigma, un lungo aspettami e torno», è possibile raccontare l’approdo, la fine del viaggio, la certezza di essere «in un luogo da cui non vorrò andarmene al risveglio»? Se il primo amore è un mito, l’ultimo è una possibile salvezza, l’approdo, il desiderio di fermarsi, la sicurezza di non volere altro; c’è questo nell’ultimo amore: la consapevolezza di aver trovato nell’altro la fine del viaggio e la  certezza di fermarsi.
E per questo è il più avventuroso di tutti, perché “smetti di aspettare non quando perdi la speranza, ma quando l’hai trovata. Quando non ti giri più a guardare chi scende nell’altra direzione sulla scala mobile. Quando non invochi più il domani perché domani è adesso”.

 

 

Vittorio Lingiardi “Diagnosi e destino” Corriere Cultura

Noi di fronte al male. Tormenti e difesa:così la mente reagisce alla scoperta della malattia

Vai all’articolo di Eugenio Borgna

Vai alla recensione del libro su Corriere Cultura anche on line

 

John Leland “Scegliere di essere felici” recensione su La Stampa

 

È semplice il segreto della felicità: basta ascoltare i super-anziani

[…]Scegliere di essere felìcì di John Leland, cinquantanovenne, giornalista del New York Times.

Si tratta del resoconto di un anno trascorso dall’ autore conversando, in varie puntate, con sei persone molto in là con gli anni. E precisamente: Fred Jones, 87 anni, impiegato statale in pensione, Helen Moses, 90 anni, da sei mesi fidanzata con un altro anziano allocato nella stessa casa di riposo, John Sorensen, novantenne gay incapace di accettare la morte del suo compagno libraio, Ping Wong, 89 anni, fanatica del Majong ed ex lavoratrice immigrata, Ruth Wìllig, 91 anni, capace di organizzare un argomentato programma di lamentele da non riconciliata senza per questo perdere il buon umore e Jonas Mekas, 92 anni, regista e scrittore, ancora molto attivo e creativo.

Ciascuno dei personaggi incontrati, più che ricevere l’onore di un interesse costante quanto inusuale (ai vecchi, si sa, nessuno presta attenzione). regala all’ autore una complessa ed imprevedibile «lezione di felicità». Ciascuno, pur limitato dai problemi del corpo invecchiato, offre a Leland vie d’uscita mentali o morali che, se applicate quando si è ancora nel pieno della mezz’ età, suonano come campane a festa. I vecchi sono «felici malgrado», mentre i giovani sono «felici se». E questa è una piccola rivoluzione esistenziale: se impari a mantenere il tuo sguardo positivo quando vedi, nello specchio del mattino, soltanto un reticolo di rughe, puoi buttare la crema che ti illudeva, fino alla scorsa stagione, di poter diventare più bella e perciò più felice.[…](da Lidia Ravera La Stampa)