Filippo Tommaso Marinetti “Come si seducono le donne e si tradiscono gli uomini”, Bibliotheka Edizioni

SEDURRE LE DONNE E TRADIRE GLI UOMINI, TORNA IN LIBRERIA IL MANIFESTO FUTURISTA DI MARINETTI SULL’ARTE AMATORIA

Nota di lettura di Riccardo Calimani

Bibliotheka

Dal 25 luglio in libreria

Dal letto dell’Ospedale militare di Udine, dove si trova ricoverato per una ferita da granata, Filippo Tommaso Marinetti detta agli amici Corra e Settimelli il primo manifesto futurista di arte amatoria.
Un saggio, che rappresenta il primo vero successo commerciale dell’autore e segna il passaggio del futurismo da movimento artistico a fenomeno di costume, Marinetti ricorre a episodi della sua vita, alimentando l’immagine del fulmineo e irresistibile tombeur de femmes. Tattiche, astuzie e teorie gli consentono di vantare conquiste amorose, ma anche di mettere in discussione i rapporti tra uomini e donne, parteggiando apertamente per il divorzio e invocando l’estinzione della gelosia.
Il testo di Marinetti, intitolato Come si seducono le donne e si tradiscono gli uomini, viene riproposto con una nota di lettura dello scrittore e saggista Riccardo Calimani (160 pagine, 16 euro).

Al di là delle ossessioni psicologiche, magnificamente descritte, con l’aiuto di sottigliezze e paradossi, emergono con forza situazioni apparentemente banali, ma capaci di mettere in luce le debolezze di uomini e donne alla ricerca di una effimera felicità. Non stupisce quindi che, a distanza di un secolo dalla sua prima stesura, questo testo mantenga inalterata una freschezza attuale e inaspettata offrendo al lettore pagine che possono essere interpretate in molti modi differenti. Perché seduzione e tradimento illuminano le debolezze della condizione umana. (dalla nota di lettura di Riccardo Calimani)

L’autore, Filippo Tommaso Marinetti (1876 – 1944) fondatore del futurismo, trascorre la giovinezza a Parigi, dove pubblica le prime opere, scritte in francese. Sul Figaro del 20 febbraio 1909 divulga il primo manifesto futurista, un’esaltazione del dinamismo moderno, della macchina, della guerra, della violenza. Le applicazioni sono il romanzo Mafarka il futurista (1910) e, per la poesia, Zang Tumb Tumb. Adrianopoli, ottobre 1912 (1914), descrizione fonosimbolica di un episodio della guerra d’Africa. Sostenitore del fascismo, nel 1929 diviene Accademico d’Italia.

Elisabetta Moro e Marino Niola “Gatti neri e specchi rotti. Perché siamo superstiziosi”, presentazione

Gatti neri, specchi rotti, giorni sfortunati, numeri fortunati, amuleti infallibili, talismani indispensabili, riti scaramantici. Sono pochi esempi di quello sterminato catalogo di superstizioni cui sin dalla notte dei tempi ricorriamo contro i rischi del vivere e le incognite dell’esistenza. Perché, nonostante i progressi della conoscenza, dell’alfabetizzazione, della tecnologia, l’immaginario scaramantico non conosce declino, anzi continua a moltiplicare i propri segni. Perché evidentemente non sono un residuo prelogico del pensiero ma un bisogno di spiegazione supplementare, l’illusione di controllare l’incontrollabile.(dal Catalogo Einaudi)

Si legge nell’Introduzione

“Quelle che chiamiamo comunemente superstizioni sono in realtà sistemi di credenze, simboli e comportamenti che vengono da molto lontano. Spesso neanche ne conosciamo l’origine. Le usiamo e basta, come facciamo con il linguaggio. Ignoriamo l’etimologia di ogni parola che usiamo, eppure continuiamo a parlare. In realtà piú che un residuo prelogico del pensiero, come vorrebbe un facile evoluzionismo sociologico, si tratta di una pulsione istintiva a scongiurare possibili situazioni avverse. Come se la mente mettesse le mani avanti per avere l’impressione di poter esercitare un controllo sull’esistenza. In realtà le superstizioni servono a dar senso agli aspetti piú oscuri e sfuggenti del mondo, della natura, della società. E soprattutto ci aiutano a riconoscere e controllare le nostre ansie, paure, insicurezze dando loro un volto, una forma e persino un numero”.

Stefano Bartezzaghi sulla pagina di Repubblica (venerdì 4 luglio 2025) scrive che secondo gli autori superstiziosi lo siamo un po’ tutti; l’intenzione dell’opera è quella di offrire una panoramica sulla scaramanzia quotidiana ritenuta “sostanzialmente innocua”, di evidenziare il legame tra oggetti e credenze in un parallelo linguistico (ad esempio in quelle legate allo specchio “in etimo comune con lo spettro”), e di inserire “nelle sue connessioni storiche, letterarie e appunto antropologiche” l’insieme degli oggetti, colori, nomi e quant’altro, abbinato alle principali superstizioni.

Degli stessi autori su tuttatoscanalibri

Mangiare come Dio comanda

Baciarsi

I segreti della dieta mediterranea

Sirene. Il mistero del canto a cura di Elisabetta Moro

A.Ferrini e S.Pizzuoli “Lungo la via Francigena in Toscana”, Edida

Edida

Dalla Premessa

Questo volume sul tratto toscano di una grande strada dell’antichità, riscoperta e oggi tra i cammini più percorsi, ha un preciso obiettivo: non vuole essere una guida, in questa direzione operano già testi che svolgono egregiamente questo compito, organizzati capillarmente in base ai chilometri, alle soste, ai ricoveri, ma nasce dall’intento di fornire su questa storica via tutta una serie di approfondimenti storico geografici, trascurati, per evidenti motivi, dalle guide al percorso, per soffermarsi, illustrando le caratteristiche storico-architettoniche, ambientali e artistiche, dei centri principali o degni di particolare nota attraversati o limitrofi, sia che si proceda a piedi, in bicicletta o in auto.
Il cammino, il viaggio sono da sempre stati sinonimo non solo di un bisogno di interiorizzazione o di attività salutare, ma soprattutto mezzo specialissimo per osservare da vicino e trascorrere all’interno di un territorio: unico modo per accoglierne la struttura, i mutamenti nella sua storia rimasti impressi nel paesaggio, gli aspetti culturali propri come la lingua, la cucina, le strutture architettoniche urbane e rurali, l’uso e la coltivazione della terra e gli attrezzi utilizzati, l’organizzazione sociale in città e in campagna, la viabilità, tra cui le acque gestite e utilizzate come grandi vie di comunicazione. In questa prospettiva, tra gli obiettivi principali c’è quello di poter rispondere a molte delle domande e alle curiosità che pellegrini o viaggiatori potrebbero porsi in itinere relativamente alle terre che stanno attraversando.

L’INDICE

I titoli principali

Premessa                                                                                                                                     
Storia e geografia del territorio                                                                                                   
Luoghi paesaggi dintorni                                                                                                          
Fra Luni e Lucca                                                                                                              
Fra Lucca e Siena                                                                                                                      
Verso Siena
Fra Siena e la valle del Paglia                                                                                                   
La sosta del viandante: cucina storia e ricette                                                                         

Della stessa Collana, Macchie di Toscana:

La valle dell’Arno tra storia e geografia

La Val di Merse: luoghi e paesaggi

Alcune pagine dall’ebook (che è stato possibile realizzare a colori senza gravare sul prezzo di copertina): in alto la Porta di accesso alla Toscana, sotto la Rocca di Staggia, quindi una pagina dal testo in cartaceo realizzato in bianco e nero senza nulla togliere alla nitidezza e alla bellezza estremamente godibile del paesaggio.

E buona Francigena a tutti gli estimatori!

William Le Queux “Il ministro del male. La storia segreta di Rasputin”, Lorenzo de Medici Press

Traduzione e introduzione di Sara Musarra Pizzo

Lorenzo de’ Medici Press

Dal 23 giugno in libreria

Per la prima volta in italiano, la traduzione di un classico della narrativa sensazionalistica inglese. Con una sapiente inventiva romanzesca, Le Queux raccoglie in questo libro l’insieme delle rivelazioni scritte – quasi in forma di resoconto storico – dal giovane Feodor Rajevski, il segretario e servitore personale di Rasputin. Pagine e pagine di segreti, tradimenti e sotterfugi sconvolgenti attorno alla figura di una delle più inquietanti personalità della Russia moderna. I colpi di scena si susseguono in una vertiginosa cavalcata storica dove si intrecciano truci passioni, smodata ambizione e tragedia umana.
Le Queux, da maestro dell’invenzione, traccia di Rasputin un profilo ipnotico e agghiacciante al tempo stesso, nel cuore della corte imperiale russa e sullo sfondo di uno dei più drammatici momenti della storia: dalla prima guerra mondiale alla rivoluzione.

Ma cosa sappiamo davvero di Rasputin? Grigórij Efimovic Rasputin, ladro di cavalli prima e consigliere privato dei Romanoff e mistico russo dopo, nasce a Pokrovskoe il 21 gennaio 1869 in un villaggio della Siberia orientale. Quinto di nove figli, di cui solo due raggiunsero l’età matura, Rasputin dimostra fin da piccolo un’indole improntata sulla spiritualità. Dopo essersi sposato nel 1887, infatti, lascia la sua famiglia e i lavori nei campi per dirigersi verso un monastero a Verchotur’e e vestirsi dei panni del pellegrino. Ben presto afferma di aver avuto una visione della Madonna di Kazan’ e proprio dopo questo episodio decide di dedicarsi completamente alla vita mistica. In quegli anni visita i luoghi santi a piedi, fa ritorno al suo villaggio per aiutare la famiglia nei lavori agricoli ed è solito tenere degli incontri privati nella propria abitazione. Spostandosi da monasteri a conventi e pregando e vivendo di elemosina, Rasputin arriva a San Pietroburgo dove approda alla corte dello zar Nicola II di Russia e della moglie Aleksandra. A Corte è circondato da donne e si comincia a mormorare che sia in grado di prevedere il futuro e guarire i malati. (dall’introduzione)

William Le Queux (1864-1927) scrittore, viaggiatore e diplomatico, ha proposto al pubblico di tutta Europa oltre 150 romanzi. Considerato un maestro del genere poliziesco, giallo e thrilling, Le Queux univa alle trame complesse e ai colpi di scena un particolare interesse per le vicende storiche del suo tempo che seppe reinterpretare e rendere avvincenti a suo modo. La passione per i documenti e i dettagli storici colloca le sue opere a metà strada fra saggio e romanzo. Fra le sue più fortunate creazioni, La spia dello zar (1910), Il mistero del raggio verde (1915), L’ombra del passato (1915), I segreti del Foreign Office (1920).

Pablo Maurette “Il senso dimenticato. Breve storia del tatto”, presentazione

Il senso dimenticato è una storia culturale del tatto, il senso che ha plasmato l’arte, la filosofia e la letteratura. Un viaggio curioso e sorprendente nelle nostre radici per capire come non solo di sguardi, di suoni, di odori e sapori sia fatto il nostro immaginario, ma soprattutto di ciò che è riuscito a sfiorare la nostra superficie fino a toccarci nel profondo.(da Il Saggiatore)

Pablo Maurette, professore alla Florida State University, in questa breve storia, richiamandosi a scrittori, poeti, intellettuali ma anche a persone comuni, riscatta questo senso dimenticato.
Un senso fondamentale tanto che Lucrezio lo riteneva nel De rerum natura in grado di governare la natura e considerava gli altri sensi come sue varianti.
Ci aiuta infatti a percepire, a venire in contatto con la realtà esterna attraverso quella pellicola che si estende sul tutto il nostro corpo, l’epidermide, l’organo più esteso della nostra fisicità che si forma già a partire dell’ottava settimana di gestazione e con il quale il feto percepisce ciò che lo circonda.

Oggi  il mondo digitale, che fin dal nome sottolinea la facoltà delle dita, permette facilmente di cogliere l’interattività definita aptica, che vuol dire entrare in contatto, toccare, afferrare, in questo caso attraverso  i polpastrelli.
Una storia quella di Maurette che dopo un elogio del senso propone una sorta di rilettura aptica dell’arte occidentale a partire dall’Iliade.
Una riflessione e un’indagine particolare è poi dedicata  al baciarsi, usando il tatto come grande alleato che, attraverso limitati e focalizzati “contatti”,  ci aiuta a penetrare noi stessi, il mondo degli esseri fuori di noi, la realtà in senso globale che ci circonda.

Pablo Maurette (Buenos Aires, 1979), è professore alla Florida State University. Collabora con diverse testate argentine tra cui Clarín, La Nación e Perfil, e con la Repubblica. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Il tempo è un fiume (2022).

Antonella Sgherri “L’accompagnamento delle famiglie nel percorso del “Dopo di Noi”, NeP Edizioni

Un valido supporto di tipo emotivo e informativo

La collana “SCIE” *di NeP edizioni

Negli ultimi decenni nell’ambito della disabilità, abbiamo assistito ad importanti cambiamenti, di ordine culturale, sociale e normativo, con una ripercussione anche sulle politiche sociali. Il “Dopo di Noi” è un tema ancora poco esplorato e concretamente realizzato a livello nazionale. La ricerca dottorale da cui nasce questo volume, deriva dalla percezione di un bisogno delle famiglie in cui vi sia un adulto con disabilità di uno spazio in cui poter accedere a tutta una serie di informazioni.

Finora l’attenzione è stata rivolta in via privilegiata agli adulti con disabilità coinvolti in diversi progetti in corso di realizzazione, mentre per i loro genitori e le loro famiglie raramente vengono predisposti spazi in cui poter realizzare una formazione che li sostenga e li aiuti ad essere attori consapevoli di questo passaggio delicato della vita familiare.

La ricerca che viene presentata all’interno del volume ha sperimentato un dispositivo didattico, che possa offrire a un campione di famiglie interessate al “Dopo di Noi” un supporto sia di tipo emotivo che informativo utile per poter affrontare in futuro un percorso di questo genere. I risultati hanno confermato che l’esigenza delle famiglie è quella di essere accompagnate e formate per poter affrontare in modo più sereno e consapevole la fase delicata dello svincolo del figlio con disabilità dal nucleo familiare.

Antonella Sgherri è psicologa-psicoterapeuta ed educatrice professionale. Dal 2006 coordina un Centro Diurno per adulti con disabilità. Nel 2023 consegue il Dottorato di Ricerca presso l’Università Pontificia Salesiana, Facoltà di Scienze dell’Educazione, Curricolo di Pedagogia Sociale. È docente invitato presso l’Istituto Universitario “Progetto Uomo” e insegna in corsi per OEPAC.

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*La collana “SCIE” – acronimo di Scienze dell’Educazione – a cura dell’IPU, Istituto Universitario Progetto Uomo dell’Università Pontificia Salesiana, sede aggregata della Tuscia, è diretta dal Prof. Nicolò A. Pisanu e coordinata dal Prof. Massimiliano Nisati.Ruota attorno alle diverse declinazioni della Pedagogia e delle Scienze Sociali e si occupa dell’educazione e della formazione dell’uomo nella sua interezza e nel suo intero ciclo di vita.

Federico Fellini “Il cavallo in biblioteca”, scritti inediti a cura di Rosita Copioli e con uno scritto di Pietro Citati, Vallecchi Firenze

Gli spot inediti per la promozione della lettura

«Il bell’animale elegante e mansueto
si avvicina ai grandi leggii
e annusa delicatamente i libroni aperti
che vi giacciono sopra,
poi volge con grazia il collo chiomato
verso gli scaffali e lecca appena
il dorso di uno dei tanti libri.»

In libreria il 30 maggio

Vallecchi Firenze

Il cavallo in biblioteca è l’ultimo libro di Federico Fellini: inedito. Contiene i divertentissimi spot per la lettura che scrisse su commissione di un consorzio di editori rimasto fantasma, e che depositò nel marzo 1988 alla SIAE, senza poi realizzarli, come invece accadde per la pubblicità di Campari, Barilla e della Banca di Roma. Ritrovati nell’archivio del Fellini Museum di Rimini, sono diversissimi tra loro per ambienti, invenzioni, paradossi, umorismo, sarcasmo e parodia sociale: come la polemica sull’invasività della televisione, dove Fellini ingaggia un duello scatenato e impari con Berlusconi, che nei suoi canali privati interrompe i film con la pubblicità. «Non si interrompe un’emozione» è il suo slogan. Fellini sfodera le proprie arti/armi: la fantasticheria surreale e fantascientifica, la difesa dell’avventura, della magia, dell’immaginazione e del sapere. Sono quadri memorabili. Ritraggono le famiglie italiane, gli stereotipi, il quotidiano, ma anche i grandi archetipi legati ai personaggi romanzeschi, ai libri, alle biblioteche, alla sapienza autentica. Veri e propri apologhi che rispecchiano la sua invenzione imprevedibile. Appunto quella del cavallo in biblioteca, che dà il titolo al libro, ed è per Fellini il simbolo della libertà e della sua bellezza.

Il cavallo discende da Pegaso alato, il simbolo dell’immaginazione. Non è ciò che i film e i libri trasmettono? Rosita Copioli introduce i testi, li trascrive per la comodità dei lettori, ma li presenta anche nei dattiloscritti originali. Li commenta secondo lo stile de Gli occhi di Fellini (Vallecchi 2020), che Pietro Citati definì «un libro splendido, quasi unico nella saggistica italiana: sottile, profondo, enigmatico». Nello scritto che qui si pubblica, Citati notò, di quegli «occhi», ciò che appare scorrere in questi spot: «ogni sfumatura dell’anima umana, forse ogni sentimento animale, perché Fellini apparteneva – io penso – anche all’amabile e terribile regno degli animali». Il cavallo, appunto: in biblioteca.

Federico Fellini (Rimini, 20 gennaio 1920 – Roma, 31 ottobre 1993) è stato non solo uno dei più grandi registi, ma uno dei massimi artisti del Novecento. Con ciascuno dei suoi film ha dato una rappresentazione memorabile della storia italiana, e più nel profondo, dell’anima umana. Dove – si è chiesto Kundera – dopo Stravinskj, dopo Picasso, si trova un’opera più bella, d’una immaginazione più potente? I suoi film La stradaLe notti di Cabiria8½ Amarcord hanno vinto l’Oscar per il miglior film straniero. La dolce vita ha conseguito la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1960, 8½ Intervista il Gran Premio del Festival di Mosca rispettivamente nel 1963 e nel 1987. Fellini ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985, e l’Oscar alla carriera nel 1993.

Rosita Copioli è scrittrice e poeta. Ha pubblicato libri di prosa e saggi, drammi, testi storici, curato e tradotto opere di Saffo, Leopardi, Goethe, Flaubert, Yeats. Fra gli ultimi saggi: La voce di Sergio Zavoli (Vallecchi 2021); Simbolo (Vallecchi 2022); William Butler YeatsOmero in Irlanda (Ares 2024); Acque della magia. Matteo Maria Boiardo e L’inamoramento de Orlando (Metilene 2024). Fra i libri di poesia: Splendida lumina solis (Forum 1979); Furore delle rose (Guanda 1989); Elena (Guanda 1996); Il postino fedele (Mondadori 2008) Le acque della mente (Mondadori 2016); Le figlie di Gailani e mia madre (Franco Maria Ricci 2020); Elena Nemesi (MC 2021); I fanciulli dietro alle porte (Vallecchi 2022). Su Fellini ha scritto dal 1989 e ne ha curato opere e mostre, fino all’ultimo libro Gli occhi di Fellini (Vallecchi 2020). In uscita nel 2025, per Vallecchi I libri di Fellini: un percorso nella sua biblioteca, tra gli autori e i soggetti amati.

Piero Martin “Questo è quanto. La fisica quantistica in cinque idee”, presentazione

Laterza

Riporto alcuni passi dal Prologo che, a mio avviso, spiegano perfettamente cosa, come lettori e curiosi dell’argomento, dobbiamo attenderci dalla lettura di un testo che, sin dal titolo, promette di essere breve ed esaustivo.

“La meccanica quantistica è spiazzante e difficile, tanto da far dire a un premio Nobel come Richard Feynman: «Credo di poter dire con sicurezza che nessuno ancora comprende la meccanica quantistica». Noi comuni mortali possiamo rilassarci e far pace con il fatto che non è per nulla facile. Però è affascinante e non c’è da stupirsi se tantissime persone sono attratte dall’idea di capirci qualcosa”

Affrontiamo quindi una materia ostica, ma sicuramente interssante pertanto cosa scegliere si chiede l’autore?

“di rinunciare ad affacciarsi su uno dei più appassionanti paesaggi che la cultura moderna abbia avuto innanzi, su uno strumento che consente di penetrare i più intimi segreti della natura, rinunciando tout court a capirne qualcosa in attesa di cambiare vita e iscriversi a fisica, o quella di perseverare in letture e ascolti che ci lasciano con l’amaro in bocca e la sensazione che non ci ariveremo mai?

Ma conclude incoraggiando:

” L’ambizione di questo libriccino è quella di riconciliarci con la bellezza della meccanica quantistica, consapevoli del senso del limite, ma allo stesso tempo curiosi e stupiti. Si può restare senza fiato di fronte alla maestosità di una cima dolomitica anche senza doverla per forza scalare, ci si può emozionare di fronte a un’opera d’arte senza essere Picasso o Caravaggio, si può godere di un brano musicale anche se non si è persone che fanno musica per professione.
Ecco allora discontinuità, identità, futuro, indeterminazione e relazione. Cinque idee quantistiche, cinque sguardi curiosi e appassionati sulla meccanica quantistica alla portata di tutte e tutti proprio perché risuonano con pensieri ed emozioni che ci appartengono. Le dita di una mano saranno sufficienti per quelle linee di pensiero che intrecciandosi tratteggiano l’architettura della quantistica e danno forma a tante applicazioni che ci cambieranno la vita. Senza false promesse, ma con una ambizione: giunti alla fine non ci trasformeranno in fisiche e fisici quantistici, ma ci consentiranno di ampliare le nostre conoscenze e il nostro linguaggio per descrivere la natura, di godere in modo duraturo e più consapevole della meraviglia di una tra le più affascinanti conquiste dell’intelletto umano”

Non solo incoraggiante ma soprattutto  apre una sfida tra autore e lettore, a noi la scelta….

Piero Martin è professore ordinario di Fisica sperimentale all’Università di Padova, attualmente distaccato presso il Centro Interdisciplinare “B. Segre” dell’Accademia Nazionale dei Lincei e visiting professor presso la Columbia University di New York. Studia la fusione quale sorgente di energia. Fellow dell’American Physical Society, è stato responsabile scientifico di grandi progetti internazionali e oggi coordina le attività di fisica di DTT, il nuovo grande esperimento di fusione italiano. Scrive per “Domani” e “La Stampa” e ha vinto il Premio Fiuggi Scienza. Ha pubblicato L’era dell’atomo (con A. Viola, Il Mulino 2014), Zerologia (con C. Bartocci e A. Tagliapietra, Il Mulino 2016) e Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti (con A. Viola, Codice edizioni 2018, finalista al Premio Galileo 2018 e vincitore del Premio nazionale di divulgazione scientifica, sezione Scienze). Per Laterza è autore di Le 7 misure del mondo (2021, tradotto in molte lingue e finalista al Premio Galileo 2022) eStorie di errori memorabili (2024, vincitore del Premio Trieste Next. Science Book of the Year e del Premio nazionale di divulgazione scientifica, sezione Scienze).

Alessandro Magrini “Nel segno di Thot. La meravigliosa avventura dei numeri dall’antichità all’età moderna”, presentazione

[…]Muovendosi con disinvoltura tra l’Egitto del IV millennio a.C. e le scuole d’abbaco medievali, maneggiando pazientemente i chiodini che scorrevano sulle «calcolatrici» romane e i gettoni usati da papa Silvestro II a ridosso dell’anno Mille, percorrendo coi mercanti (e i matematici) arabi le strade fra la valle dell’Indo e il Marocco, Alessandro Magrini affronta queste e moltissime altre questioni in Nel segno di Thot, seguito ideale de Il dono di Cadmo, in cui ci ha accompagnato alla scoperta dell’alfabeto. 
E anche qui aneddoti, curiosità e soprattutto la chiarezza espositiva e la passione che traspare da ogni pagina rendono godibilissimo uno studio pur così documentato.
(da Ponte alle Grazie)

Se alle origini due i modi differenti di concepire la matematica e l’idea di numero: se per alcuni gli enti matematici siano simili alle idee platoniche, esistono da sempre e l’uomo li «scopre»; altri  dubita invece dell’esistenza di una realtà indipendente e pertanto se per i primi i numeri sono concetti innati, non così per i secondi; modi differenti che hanno caratterizzato la concezione fino al Settecento, come si legge  Nel segno di Thot di Alessandro Magrini (seguito di Il dono di Cadmo, dedicato alla scoperta dell’alfabeto), successivamente la questione si è manifestata ben più complessa.

Anche  “Nel segno di Thot” è un viaggio nel tempo e nello spazio, tra aneddoti e curiosità, pagine piacevoli e divulgative nonostante la materia, per molti, abbia ancora del misterioso, scoprendo con stupore quali meraviglie l’uomo è stato capace di creare con quei segni che nel tempo sono stati vergati con il gesso, con il calamo, la cannuccia appuntita di cui anticamente ci si serviva per scrivere, fino  alla penna: un viaggio, che ha il suo inizio nel mito che racconta che il dio Thot ne fece dono agli antichi egizi, alla scoperta da dove vengano i numeri, del modo di contare e le diverse operazioni.

Alessandro Magrini dopo gli studi di filologia classicaed egittologia presso La Sapienza di Roma, dove ha tenuto interventi sull’insegnamento del latino e sull’utilizzo dell’informatica come strumento per la scrittura e la catalogazione dei testi in geroglifico, non ha mai smesso di coltivare la passione per lo studio delle lingue e del mondo antico. Guida turistica abilitata di Roma e Provincia, attualmente redattore presso la casa editrice Futura, sin da giovanissimo ha collaborato con i Gruppi Archeologici d’Italia e con il Centro Italiano di Archeologia Sperimentale. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato Il vero amore è quando si amorano tutti. Dialoghi di una bimba col suo papà dalla nascita ai quattro anni (con sua figlia Elena, 2020) e Il dono di Cadmo. L’incredibile storia delle lettere dell’alfabeto (2022).(da Ponte alle Grazie)

Roberto Danovaro “Restaurare la natura. Come affrontare la più grande sfida del secolo. Strategie e tecniche di ripristino degli ecosistemi” presentazione

[…]Roberto Danovaro ci accompagna in un viaggio tra le sfide e le opportunità del restauro ecologico, analizzando le tecniche più avanzate e i successi già ottenuti. Curare la natura non è solo un dovere etico, ma un investimento concreto: per ogni euro speso nel restauro degli ecosistemi, se ne generano almeno quattro in benefici economici, oltre a migliorare la salute pubblica e a ridurre i costi della crisi climatica. Riparare i danni inflitti all’ambiente è la sfida del nostro tempo e segnerà il confine tra chi saprà costruire un futuro sostenibile e chi sarà costretto a subirne le conseguenze.(Edizioni Ambiente)

Restaurare la natura è sicuramente la sfida del nostro tempo: non basta più proteggere o interrompere la cultura dello sfruttamento delle risorse naturali occorre un intervento più completo e complesso, un vero restauro ecologico. Proprio per questo è una sfida e non solo perché il restauro è costoso ma soprattutto perché scienza, politica e azione collettiva devono convergere petr affrontare la crisi ecologica in cui versa  la natura e restituirle quindi il suo perduto equilibrio.
Si può fare, così afferma lo studioso in questo suo importante lavoro, rigoroso ma anche divulgativo. Anzi afferma che si debba fare proprio perché l’inazione sarebbe molto più dispendiosa.  Gli ecosistemi restaurati infatti ritroverebbero la loro struttura, tornerebbero stabili e la curva di estinzione della biodiversità si interromperebbe: una terapia intensiva quindi per un malato cronico e di molte gravi malattie, in un ritrovato rapporto, sano e interferente positivamente, tra mondi coesistenti, tra umano e non.
Un testo che apre alla speranza di poter fattivamente intervenire e risolvere nel tempo una crisi ecologica annosa e conseguentemente costosa per le sue conseguenze anche sulla salute. Un testo diverso, per questo sicuramente più coinvolgente proprio perché fornisce esempi chiari su come operare.

Roberto Donovaro è ecologo e docente di Marine Ecosystem Restoration nel master internazionale IMBRSea all’Università Politecnica delle Marche. Ha contribuito alla creazione del primo corso di laurea in Sostenibilità ambientale in Italia ed è stato presidente di diversi enti di ricerca e società scientifiche, tra cui la Società italiana di ecologia, la Società italiana di limnologia e oceanografia e la Stazione zoologica Anton Dohrn. Membro dell’Accademia europea delle scienze e dell’Inspiration board di Slow Food, presiede il Consiglio scientifico del WWF Italia e la Fondazione “Patto con il mare per la Terra”. Ha guidato oltre 30 spedizioni scientifiche in tutto il mondo, coordinato numerosi progetti europei sul restauro degli ecosistemi marini e pubblicato oltre 500 lavori scientifici e divulgativi. ExpertScape lo ha riconosciuto come lo scienziato più influente al mondo fra gli esperti di oceani e mari per il decennio 2010-2020.(da Edizioni Ambiente Autore)