Telmo Pievani, Andrea Vico, N. Mingolini (Illustratore)”Piante in viaggio”, recensione da Il Venerdì La Repubblica 4 ottobre

Guido Tonelli “Genesi” da Il Tirreno 5 ottobre

Così nasce l’universo, il fisico Tonelli al Tirreno

LIVORNO. Il professor Guido Tonelli, fisico al Cern di Ginevra e professore all’Università di Pisa, presenterà a un pubblico di lettori del “Tirreno” e di studenti delle scuole superiori livornesi il suo ultimo libro “Genesi”. L’incontro si svolgerà stamani alle ore 11 nella sede del Tirreno (viale Alfieri 5). Tonelli è stato coordinatore e portavoce della ricerca che ha portato alla scoperta del Bosone di Higgs, una scoperta che ha cambiato il modo di leggere la nascita dell’universo e che venne premiata poi con il Nobel per i due fisici, Englert e Higgs, che ne avevano teorizzato l’esistenza. Da qualche anno, all’attività di docente universitario e di ricercatore al Cern, Tonelli affianca con altrettanto successo quella di scrittore e divulgatore come testimoniano i suoi libri “La nascita imperfetta delle cose”, “Cercare mondi. Esplorazioni avventurose ai confini dell’universo”, “La nuova fisica delle particelle e i segreti dell’universo”. Il titolo del suo ultimo libro, “Genesi”, non è ovviamente casuale, ma si rifà all’altra Genesi, quella più nota, dell’Antico Testamento. Se quella era la spiegazione mitica e religiosa della nascita del mondo, creato da Dio in sette giorni, quello di Tonelli è il racconto che la scienza oggi è in grado di fare dell’origine del cosmo, nato insieme dal caos e dal caso, se vogliamo giocare con le parole. Un racconto anche questo articolato in sette “giornate” che hanno però una durata ben diversa tra loro: si va dalle frazioni di secondo delle prime “giornate”, decisive, che indirizzano poi l’evoluzione cosmica, ai miliardi di anni delle fasi successive. Un universo nato dal “vuoto” e della sua energia, diventato quello che è grazie a impercettibili asimmetrie e irregolarità nella sua prima espansione. Tonelli ci guida in questo straordinario viaggio a ritroso nel tempo affiancando alla storia del cosmo riflessioni nate sul terreno della cultura classica, della letteratura, della storia dell’arte e dell’umanità. C’è anche un altro motivo che spiega la scelta di quel titolo e Tonelli lo spiega nell’ultimo capitolo quando cita l’incontro con il gesuita e teologo padre Cesare Geroldi autore di un’osservazione illuminante e apparentemente paradossale con cui definiva la Genesi (quella biblica) come «un libro che parla del futuro». Perché Tonelli ne è convinto: la storia delle origini è una necessità a cui l’umanità non può rinunciare. Di più, è un elemento di identità che rafforza la nostra presenza nel mondo, così emotivamente fragile. Nella storia dell’umanità la narrazione, prima mitica e poi religiosa, delle origini ha aiutato Homo Sapiens nell’affrontare le avversità dell’esistenza ed è diventata un punto di forza evolutivo. Ora il racconto spetta alla scienza. Stamani alle 11 Tonelli sarà nel salone del Tirreno. Dopo l’introduzione del direttore Fabrizio Brancoli, il fisico terrà una sorta di “lectio”, risponderà alle domande e firmerà le copie del libro.

Irene Soave “Galateo per ragazze da marito” recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno 16 settembre

Galateo per ragazze da marito nell’epoca di Tinder

di Flavia Piccinni

«Molte fidanzate ambiziose preferiscono, per l’anello, un’enorme acquamarina a un minuscolo brillante. Ma consultatele in proposito: ce ne sono molte che preferiscono il minuscolo brillante all’enorme acquamarina». Scriveva così, riguardo l’anello di fidanzamento, Irene Brin in quel fortunato volume battezzato “I segreti del successo” alla metà degli anni Cinquanta. E scriveva anche, Irene Brin, di molte fidanzate e di molti fidanzati, del corteggiamento e di quello che vi deve (almeno in un mondo ideale) seguire. Lo faceva con quella prosa leggera e gentile, ma non meno pungente e ironica, che l’ha resa e mantenuta celebre, nonostante i decenni trascorsi e i numerosi emuli. Non è un caso dunque che Irene Brin venga spesso e molto giustamente citata – insieme a Donna Letizia, ma anche a Jolanda o a Elena Canino – nel saggio firmato dalla giornalista appena pubblicato da Bompiani (pp. 256, EUR 17). Il libro – proposto nella collana diretta da Stefano Bartezzaghi – è una sorta di riflessione allargata sul tema del fidanzamento e del matrimonio, ma anche una guida attraverso le pubblicazioni fra il 1861 e il 1968 focalizzate sui costumi. L’ironia di Soave affronta con un piacevole cinismo – che ricorda vagamente l’approccio leggiadro di Samantha in Sex&TheCity – le questioni di cuore e di portafogli, piacevolmente smarrendosi in talune analisi che si dimostrano comiche fino a lambire la tragedia (come la condizione di zitella o la reputazione della stessa), preoccupandosi tanto delle condotte da marito quando delle nuove tecnologie come Tinder che rendono le moderne Biancaneve meno credibili e innocenti. Non si esibisce cattiveria né sociologia da quattro soldi. Anche per questo ne esce fuori una lettura piacevole, sublimata da una degnissima bibliografia.

Andrea Moro “La razza e la lingua – Sei lezioni sul razzismo” recensione di Elena Loewenthal, da La Stampa del 4 settembre

di Elena Loewenthal

[…]come spiega Moro in queste pagine tanto avvincenti quanto illuminanti, il razzismo, cioè la convinzione che l’umanità sia fatta di alti e bassi separati da confini invalicabili, permea anche la lingua. Varie teorie, del passato quanto del presente, sostengono infatti che vi siano lingue migliori, più evolute di altre. O ritengono che certe culture, certe forme di pensiero, certe vette concettuali siano possibili solo in alcuni universi lessicali e non in altri. La linguistica dimostra invece che la parola non è solo uno strumento di comunicazione ma un vero e proprio «tessuto» del cervello comune a tutta l’umanità, proprio come il Dna.

… continua a leggere la recensione di Elena Loewenthal

Mathilda Masters “321 cose intelligenti da sapere sugli animali”recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno 23 settembre

Animali tutti da scoprire con Mathilda Masters
di Flavia Piccinni
Ci sono un sacco di cose da sapere sugli animali. Alcune sono curiose, altre sciocche, altre ancora lasciano a bocca aperta. Ed è lo stupore il sentimento principale che coglierà i lettori di “321 cose intelligenti da sapere sugli animali” (Rizzoli, pp. 312), un meraviglioso atlante di curiosità dai raffinati disegni. A firmarlo Mathilda Masters, esploratrice e viaggiatrice, che costruisce con sapienza utilizzando studi scientifici e ricerche contemporanee un viaggio fra bruchi (che non vanno accarezzati, perché hanno peli super urticanti), formiche (che hanno un gps integrato e ottima memoria), foche (che imparano da giovanissime a essere indipendenti), gufi (dall’orecchio sopraffino) e galline (leggete cosa svelano gli studi: non direte più che qualcuno ha l’intelligenza di un pollo). Spazio anche ad animali curiosi, e poco noti come il quokka, piccoli marsupali australiani noti per «una boccuccia all’insù che li fa sembrare sempre sorridenti». Peccato che non siano innocui o, meglio, che siano alquanto spietati: «quando la madre viene infatti inseguita da un predatore, si mette a correre velocissima e lancia fuori dal marsupio il cucciolo che fa un urlo fortissimo, distraendo così il predatore. A quel punto mamma quokka ha il tempo di mettersi in salvo mentre il suo piccolo viene divorato». Meno inquietante la storia di un orsetto che adora il miele e vive nel Sudest asiatico: una sorta di Winnie the pooh originale. A fine lettura ne saprete sicuramente di più, e per i bambini sarà una strepitosa lettura densa di affascinanti aneddoti e curiosità. —

Silvia Genovese e Martina Sala “Spoiler – Il libro sui libri più b*st*rdo del mondo” recensione di J.P. da Il Tirreno 8 settembre

Ora c’è anche il saggio
che “spoilera” i finali
di classici e bestsellers

MILANO.

Spoiler è un termine molto in voga nel linguaggio comune degli ultimi anni, utilizzato per indicare l’informazione che rovina la fruizione di un film, di una serie televisiva o di un libro, rivelando la trama, il finale e gli effetti più spettacolari, sciupando l’effetto sorpresa. In genere chi spoilera è visto malissimo. Immaginatevi dunque come possono essere viste Silvia Genovese e Martina Sala, le autrici dell’ironico “Spoiler – Il libro sui libri più b*st*rdo del mondo” (Magazzini Salani) in cui vengono svelati i finali e i colpi di scena dei più grandi capolavori e successi della letteratura internazionale, da “La Ricerca del tempo perduto” a “Harry Potter”. Con un bel senso dell’umorismo (ma anche con una punta di perfidia e un grande amore per la lettura) le due autrici hanno sezionato e ridotto in 80 schede quei libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita, dai già citati capolavori di Proust e della Rowling alla Bibbia, “Cent’anni di solitudine” ma anche “Guida galattica per gli autostoppisti” e il primo “Diario di una Schiappa”. Di ogni opera ecco quello che serve : un po’ di sano nozionismo ( autore, lingua originale, anno di pubblicazione ) e poi qualche bella citazione da far cadere qua e là, come va a finire e, soprattutto, gli spoiler. Di ogni libro ne sono stati individuati i due o tre fondamentali, quelli perfetti per mandare di traverso la voglia di prendere in mano il volume. E, come in ogni guida blasonata, il grado di “spoilerabilità” più o meno elevato «a seconda che lo spoiler vi tramortisca, vi faccia prudere le mani o semplicemente vi scivoli via come una gocciolina di sudore. Cinque stelle spoiler sono roba da preoccuparsi». — J.P.

Stefano Erzegovesi “Il digiuno per tutti” recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno 2 settembre

Consigli per dimagrire superando la paura di non farcela

di Flavia Piccinni

È estate. Fa caldo. E voi siete in sovrappeso (non dispiacetevi troppo, lo è un italiano su due). Avete evitato con attenzione quasi maniacale tutte le proposte per rimettersi in forma suggerite dal web – dalla dieta dell’avocado sostenuta con un budget pari a quello delle riprese di Ben-Hur su Facebook, a quella meno nota a base di frutti rossi -, e siete perfino riusciti a non leggere le decine e decine di proposte di riviste e libri e app per perdere i fantomatici “chili di troppo guadagnati durante l’inverno”. Se ci siete riusciti fino ad adesso, a fare lo slalom nella grasso-fobia, forse questa lettura non fa per voi. Se invece avete snobbato le proposte, alla ricerca di un’offerta ragionata e allo stesso tempo gestibile, forse vi potrà incuriosire il progetto di Stefano Erzegovesi, psichiatra e nutrizionista, già direttore del Centro per i Disturbi Alimentari dell’Ospedale San Raffaele di Milano, che con “Il digiuno per tutti” (Vallardi, pp. 221) sostiene per mano il lettore paziente/lettore in un metodo studiato appositamente per «chi ha paura di non farcela». Erzegovesi propone così di praticare per un giorno intero un semi-digiuno per il corpo, assumendo non le solite quantità di cibo, bensì molte verdure di stagione e molti liquidi, nonché cibo ricco di probiotici; la disintossicazione proposta però non deve essere solo alimentare, bensì anche mentale: qualche ora in meno di telefonino e qualche passeggiata in più, alla ricerca di una concentrazione più mirata e non sconclusionata come quella ai tempi del multitasking a tutti i costi. Molti i consigli interessanti, agevolati dalla snella struttura del libro – che è un mix di storie ascoltate e frequentate dall’autore in anni di lavoro, sublimate in due personaggi fittizi – ed è in linea con i nuovi trend, secondo quella saggistica di imprinting americano che sta trovando crescente spazio negli ultimi anni. La lettura è semplice e molto diretta, capace di coinvolgere e di persuadere che tentare sicuramente non potrà che essere un giovamento.