Joël Dicker “Un animale selvaggio”, presentazione

Traduzione di Milena Zemira Ciccimarra

Un animale selvaggio è un thriller mozzafiato costruito attorno a un meccanismo di suspense perfetto, che ci ricorda perché Joël Dicker, l’autore di La verità sul caso Harry Quebert, è diventato un fenomeno editoriale mondiale.(da La nave di Teseo)

La sinossi da La nave di Teseo

2 luglio 2022, due ladri stanno per rapinare una importante gioielleria di Ginevra. Ma questo non sarà un colpo come tutti gli altri. Venti giorni prima, in un elegante sobborgo sulle rive del lago, Sophie Braun sta per festeggiare il suo quarantesimo compleanno. La vita le sorride, abita con il marito Arpad e i due figli in una magnifica villa al limitare del bosco. Sono entrambi ricchi, belli, felici. Ma il loro mondo idilliaco all’improvviso s’incrina. I segreti che Arpad custodisce cominciano a essere troppi perché possano restare nascosti per sempre. Il loro vicino, un poliziotto sposato dalla reputazione impeccabile, è ossessionato da quella coppia perfetta e da quella donna conturbante. La osserva, la ammira, la spia in ogni momento dell’intimità. Nel giorno del compleanno di Sophie, un uomo misterioso si presenta con un regalo che sconvolgerà la sua vita dorata. I fili che intrappolano queste vite portano lontano nel tempo, lontano da Ginevra e dalla villa elegante dei Braun, in un passato che insegue il presente e che Sophie e Arpad dovranno affrontare per risolvere un intrigo diabolico, dal quale nessuno uscirà indenne. Nemmeno il lettore.

Lasciata l’ambientazione americana del Maine di Harry Quebert, i protagonisti operano in un contesto più familiare e contemporaneo: la città natale Ginevra, due coppie di protagonisti quasi quarantenni con i figli ancora piccoli, coinvolti loro malgrado in una rapina e attanagliati in un intrigo dal quale nessuno esce indenne, nemmeno chi lo vivrà solo sulla carta, come il lettore.

In una recente intervista (di Alberto Infelise su tuttolibri del 27 Aprile 2024) alla domanda

 I suoi romanzi si stanno avvicinando alla sua vita?

“Senza dubbio il sottotesto dei miei libri è molto vicino a quello che io sono. Harry Quebert era un libro in cui la domanda fondamentale su cui si basava tutto era “chi sono io e cosa voglio diventare”. Avevo venticinque anni quando l’ho scritto e quella era la domanda cruciale per me”.

“In questo ultimo libro a mettere in moto l’azione è il sentimento di non avere mai abbastanza, di non apparire mai abbastanza, di non essere mai abbastanza. I personaggi sono tutti a loro modo inseriti nella società, hanno successo nelle cose che fanno. Ma qualcosa li spinge sempre a volere di più[…] Il discrimine tra l’ambizione, il sogno, la speranza e l’insoddisfazione è molto labile. Dov’è il limite tra essere ambiziosi ed essere insoddisfatti?”

E precisa più avanti riflettendo sugli obiettivi che ciascuno si pone nella propria vita

“[…]E questo ha molto a che fare con i personaggi di Un animale selvaggio e con il modo in cui costruiscono le loro vite. Come le stanno costruendo? Per loro stessi o per la società? In questa società dell’apparenza, dei social, di Instagram, le persone si costruiscono per poter essere guardate e ammirate o per cosa è davvero importante per loro?”

Un’intervista interessante anche in relazione alle risposte, insite nel romanzo stesso.

Joël Dicker è nato a Ginevra nel 1985. I suoi romanzi sono tradotti in 40 lingue e hanno venduto più di dieci milioni di copie. Ha pubblicato La verità sul caso Harry Quebert (2013), Gli ultimi giorni dei nostri padri (2015), Il libro dei Baltimore (2016), La scomparsa di Stephanie Mailer (2018), L’enigma della camera 622 (2020), Il caso Alaska Sanders (2022). Ha ricevuto il Prix des écrivains genevois 2010, il Grand prix du roman de l’Académie Française 2012 e il Prix Goncourt des Lycéens 2012.

Matthew Blake “Anna O”, presentazione

Con un esordio sorprendente, che è diventato un caso editoriale globale in corso di traduzione in oltre trenta paesi, Matthew Blake firma un thriller psicologico avvincente e inquietante, in cui il confine tra preda e predatore, tra vittima e carnefice, tra innocente e colpevole è sempre effimero e volubile.(da La nave di Teseo)

Anna Ogilvy, venticinquenne, scrittrice londinese, fondatrice della rivista “Elementary”, viene trovata addormentata nel suo cottage in una fattoria nell’Oxfordshire, con accanto un coltello da cucina di venti centimetri. Nel cottage vicino i corpi dei suoi migliori amici. E lei dorme e non si risveglia.

Un esordio travolgente quello di Matthew Blake già tradotto e venduto in trenta paesi, che ha visto la Warner Bros acquistare i diritti e  anche  i complimenti da Jeffery Deaver, Lee Child e David Baldacci.

Già la premessa colpisce il lettore: i fatti li espone uno dei protagonisti del libro, il dottor Benedict Prince, psicologo forense, esperto del sonno con il compito di svegliare la protagonista, affetta da una sindrome definita “della rassegnazione”, e sapere finalmente se si tratta di un’assassina e ricevere il naturale processo. Quello di Anna O, nome attribuito al caso e nato da quello da lei usato  sui social, comincia ad essere tale quattro anni dopo quando a Ben Prince, che ha studiato una lunga casistica di persone che hanno commesso crimini durante il sonno, viene dato l’incarico dal ministro della Giustizia di risvegliare Anna.

La maggior parte dei capitoli vedono Ben Prince come voce narrante che non solo cerca di svegliare “la bella addormentata”, così come è stata definita sui quotidiani, ma cerca anche risposte avviando un’indagine parallela. I capitoli sono poi inframmezzati da pagine del diario della protagonista e non mancano colpi di scena, false piste, nuove direzioni, interruzioni di scene proprio nel momento culminante.

In una recente intervista (di Marco Bruna su la lettura del 14 aprile) l’autore relativamente alla scelta del sonno e del sonnanbulismo, come elementi chiave nel suo thriller, ha dichiarato

Il sonnambulismo e la sindrome della rassegnazione, che porta a uno stato di riduzione della coscienza, sono due misteri. Ancora oggi, nessuno sa veramente che cosa li provochi. Un sonnambulo ha gli occhi aperti ma il cervello addormentato. È affascinante. Perché accade? E se fai qualcosa mentre sei sonnambulo, sei colpevole o no? Per trattare la sindrome della rassegnazione, secondo le teorie attuali, bisogna provare a riportare speranza nella vita di qualcuno. È un’idea meravigliosa, soprattutto per un romanziere: per curare qualcuno devi indagarlo come individuo, come faresti con un personaggio di finzione.

Matthew Blake ha studiato Lettere alla Durham University e al Merton College di Oxford. Ricercatore e speechwriter a Westminster, dopo aver scoperto che in media una persona passa dormendo trentatré anni della propria vita, inizia una ricerca approfondita sui crimini legati al sonno e sulla misteriosa malattia conosciuta come “sindrome della rassegnazione”, che lo porta a indagare su delitti compiuti in casi di sonnambulismo. Anna O nasce da questo interesse ed è il suo romanzo d’esordio. (da La nave di Teseo)

Silvio Governi “La lista di Greta”, recensione di Antonia del Sambro

Les Flâneurs Edizioni 

Quanto conosciamo i nostri figli adolescenti?

Greta è una figlia unica sedicenne, suo padre Antonio è un ispettore di polizia e sua madre un’infermiera. La sua amica del cuore Viola è per lei una sorella sin dall’infanzia, ma da qualche tempo nelle maglie strette del loro legame si è inserita Giulia, una ragazza tanto carismatica quanto irrequieta. Il trio concepisce un proposito, ovviamente segreto: stilare una lista di dieci desideri da realizzare insieme, a qualsiasi prezzo.[…](da Les Flâneurs Edizioni )

Nel 1998 un efferato fatto di cronaca scosse coscienze, famiglie e un intero territorio italiano. Le protagoniste erano tre studentesse dell’ultimo anno delle superiori. Una di loro morì tragicamente e di quella morte premeditata e insensata parlarono a lungo giornali e televisioni. Silvio Governi ne La lista di Greta partendo da questo doloroso e tragico evento costruisce un romanzo attuale e “personale” dove i differenti piani di lettura e di azione danno vita a un lavoro letterario di grande pathos e pura originalità.

C’è il giallo della scomparsa di una giovane donna, la rete sottile e impenetrabile di bugie che circonda questa scomparsa, la vita precedente della protagonista, ovvero quella di una ragazza brillante, educata, ambiziosa e gentile il cui unico errore è stato fidarsi delle persone a lei più vicine e più care e la tragicità del Male che quando assume le forme più inspiegabili finisce con l’essere inevitabilmente banale.

Governi però va oltre lo spunto di cronaca vera e di narrativa di genere e affianca una sottonarrazione da young adult dove le colpe apparenti di genitori fragili e determinati allo stesso tempo sono il pretesto autoriale per raccontare di una società profondamente malata e sola dove ognuno sembra essere sul cuor della terra trafitto da un raggio di odio.
Vendetta, premeditazione, solitudine, invidia, superficialità e odio, tanto odio represso e abilmente nascosto, questo racconta La lista di Greta che è oltre un noir, oltre un giallo, oltre un saggio sui rapporti genitori-figli nella società 2.0.

La scrittura di Silvio Governi è precisa, minuziosa e facile, nel senso più positivo del termine perché nonostante il tema e l’articolata trama questo è un romanzo che si legge tutto di un fiato. Ed è la vera novità di genere di questa primavera 2024.   

Silvio Governi, classe 1967, è un regista romano. Nel 2014 il suo cortometraggio Ad esempio, interpretato da Vinicio Marchioni e Sabrina Impacciatore, è stato candidato al David di Donatello. Con Piemme ha pubblicato il romanzo Domani arriva veloce. (da Autore, Les Flâneurs Edizioni )

Simonetta Ronco “Février e gli orfanelli”,La Bussola Edizioni

La Bussola Edizioni

“Février e gli orfanelli” è il quinto romanzo di Simonetta Ronco in cui vede protagonista il pianista investigatore francese Audemars Février.
Il lettore si ritrova nuovamente a Blessy, il paese dove l’autrice aveva ambientato il primo episodio della “Saga di Février”, “Ritorno a Blessy”, ma questa volta l’atmosfera è meno bucolica, più cupa e inquietante, quasi gotica.

La trama cattura l’attenzione sin dalle prime pagine, trascinandoci in una rete di suspense e mistero che avvince fino alla conclusione. La scrittura fluida e impressionista di Ronco rende la lettura di questo romanzo un’esperienza davvero coinvolgente e appagante.

Nell’ottobre del 1925 il Maestro torna a Blessy, perché richiamato da padre Benjamin. Costui gli rivela che dalle ricerche risulta che nel periodo in cui all’orfanotrofio di Pomarie fu lasciato il figlio di Adèle Robinot, furono accolti due neonati: lui e Gaston Roblet.
Chi è dunque il duca di Saint Alary? E chi ha ucciso la moglie del Dottor Brouillard? E che fine ha fatto Lara Fiodorova, evasa dal carcere, sulle cui tracce è tutta la polizia di Parigi? Février si muove in un ambiente conosciuto ma minaccioso, tra leggende gotiche e indagini serrate, bersaglio di una caccia spietata che porta necessariamente alla morte.

Il Book Trailer a questo link


Simonetta Ronco, nata a Genova, è docente universitaria, giornalista e scrittrice.
Il padre, Antonino Ronco, giornalista e storico e la madre scrittrice di racconti per bambini premiata anche all’Andersen, le inculcano la passione per la cultura in generale e per la storia e la letteratura in particolare. Dal 2002 al 2008 collabora con la Terza Pagina del Secolo XIX e successivamente con alcuni periodici culturali come Satura, Resine, Xenia, Il Porticciolo, sempre più impegnata su temi femminili, soprattutto biografie e romanzi storici. Nel 2005 esce la prima biografia da lei scritta, sulla vita di Cristina di Borbone, prima Madama Reale, che viene anche premiata con l’Anguillarino d’Argento. Seguono altre biografie di notevole rilievo sociale, come quella di Giulia Colbert di Barolo che viene anche presentata presso l’Ateneo Genovese. Successivamente pubblica le biografie di Giuditta Bellerio Sidoli, Antonietta Costa Galera, Giuseppe Mazzini, Costantino Nigra, Ilaria del Carretto. La Ronco pubblica, inoltre numerosi romanzi e racconti storici, che vedono sempre donne come protagoniste.Nel 2018 la Ronco ha dato vita a una collana editoriale, Mnemosine – Donne nell’ombra che si propone di pubblicare biografie di donne poco conosciute o dimenticate e saggi su tematiche femminili. L’ultimo volume della Collana, edito con De Ferrari editore (dal titolo “Protagoniste Genovesi”) è dedicato alle 14 donne rappresentate nella Sala delle Donne a Palazzo Ducale. Ha creato i personaggi di Audémars Février, Dario Barresi e Luca Traverso, protagonisti di gialli seriali.


I precedenti titoli della saga di Février:

  • Ritorno a Blessy
  • Février e l’enigma degli uccelli
  • Février e un caso di coscienza

Fabio Delle Donne “Come una lacrima” presentazione

Il 15 marzo il nuovo romanzo di Fabio Delle Donne: Come una lacrima, pubblicato da Golem edizioni nella collana Ombre.

Nell’arco di poche settimane i corpi di tre ragazze vengono ritrovati pelle e ossa, leggeri come una piuma, ma coi capelli che ancora gridano alla vita. Quando anche Melissa Manninger scompare, il caso viene affidato all’ispettore Michael Esposito, un uomo schivo e introverso, con l’olfatto particolarmente sviluppato a causa dell’iperosmia, peculiarità che si rivelerà utile nel corso delle indagini. Melissa viene ritrovata e anche l’uomo nero pare consegnato alla giustizia; purtroppo il lieto fine ha breve durata perché un nuovo rapimento sconvolge la città. Per la famiglia Stones, l’ispettore Esposito, il commissario Moric e l’agente Poretti inizia una corsa contro il tempo. Nulla è come sembra ed Esposito dovrà affrontare un viaggio agli inferi per fermare il serial killer ed evitare che una tragedia del passato continui a mietere vittime innocenti nel presente. 

Un thriller indimenticabile che vi aspetta in tutte le librerie e gli store online.

Alcuni stralci

Usò tutta la forza che aveva per cercare di spostare quella mano, ma non riusciva a staccarla di dosso, era come una morsa di ferro. Stretta così forte da soffocare anche i mugugni. Trattenne il respiro più che poteva, per non fare entrare nei polmoni ciò che aveva capito potesse essere la sua condanna. Concentrò tutte le forze sulle dita di quell’essere invisibile, gli artigli dell’uomo nero. Cercò di sollevarne un paio e per un istante ci riuscì. Un flebile soffio di speranza uscì dalle sue labbra.
«Aiuto.»

[…]

Qualcuno la stava seguendo.
Il panico prese il sopravvento, era completamente indifesa, la luce fra le mani la rendeva un bersaglio facile. Il bosco sulla destra le parve l’unica opzione.
Spense la torcia e iniziò a correre con le mani avanti, le dita presero a bruciare un taglio dopo l’altro, i rami sembravano colpirla di proposito mentre avanzava. Per fortuna la giacca era spessa e morbida e attutiva l’impatto sulle altre parti del corpo.
Si voltò, non aveva alcun dubbio, dei passi rapidi procedevano assieme a lei, ma gli occhi non riuscivano a penetrare il buio della notte.

Fabio Delle Donne Dopo la laurea in Giurisprudenza e un master in Istituzioni internazionali ed europee, è diventato un avvocato, professione che svolge a Napoli, dove è nato e vive. La passione per la letteratura e il disegno lo ha portato a pubblicare la serie di gialli con protagonista il commissario Vincenzo Lo Tufo, Sfogliatelle e delitti e Cannoli e delitti, oltre al libro illustrato per bambini Pirì il brucaleoneCome una lacrima da inedito ha ricevuto un riconoscimento di merito nel 2022 al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica ed è stato scelto tra gli inediti selezionati al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2022.

dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Sfogliatelle e delitti. La Napoli del commissario Lo Tufo

Cannoli e delitti. La Sicilia del commissario Lo Tufo

Justin Cronin “Il traghettatore”, Fanucci Editore

Dall’autore di The Passage, JUSTIN CRONIN, esce IL TRAGHETTATORE: un romanzo distopico su un gruppo di sopravvissuti in un’isola segreta

Fanucci Editore

Traduzione di Eleonora Antonini

Fondato dal misterioso genio noto come il Designer, l­’arcipelago di Prospera è nascosto dagli orrori di un mondo esterno ormai in declino. Su quest­’isola paradisiaca, i fortunati cittadini godono di vite lunghe e appaganti fino a quando i monitor incastonati nei loro avambracci, destinati a misurare il loro benessere fisico e psicologico, scendono sotto il 10%. A quel punto si ritirano, imbarcandosi su un traghetto per l’­isola conosciuta come Nursery, dove la loro memoria viene cancellata e i loro corpi deteriorati vengono rinnovati in modo da ricominciare una nuova vita. Proctor Bennett ha una carriera soddisfacente come traghettatore, accompagnando le persone nel processo di pensionamento. Ma c­’è qualcosa che non va in lui. In primo luogo, sogna, cosa che si suppone sia impossibile a Prospera. In secondo luogo, la percentuale sul monitor incastonato nel suo braccio ha iniziato a diminuire in modo allarmante. E nel giorno in cui viene convocato per traghettare il proprio padre, quest’­ultimo gli consegna un criptico messaggio dai risvolti inquietanti. Nel frattempo, il personale di supporto, uomini e donne comuni che forniscono la manodopera necessaria al funzionamento di Prospera, ha iniziato a mettere in discussione il proprio posto nell’­ordine sociale. Con i disordini aumentano, si diffondono sempre di più voci su un gruppo di ribelli che potrebbe scatenare una rivoluzione. Ben presto, Proctor si ritrova a mettere in discussione tutto ciò in cui credeva, invischiato in una causa molto più grande di lui e in una missione disperata alla ricerca della verità.

PROLOGO

Sta per spuntare l’alba quando lei sguscia via di casa. L’aria è calma e fresca; gli uccelli cantano sugli alberi. Ovunque, il suono del mare, il grande metronomo del mondo, che sbatte sotto un cielo vellutato di stelle evanescenti. Attraversa il giardino, con indosso la camicia da notte chiara. Il suo passo non è esitante, semplicemente pacato, quasi compiaciuto. Come somiglia a un fantasma, questa figura solitaria che fluttua tra le aiuole, le fontane gorgoglianti, le siepi affilate come lame taglienti. Dietro di lei, la casa è scura come un monolite, anche se presto le finestre affacciate sul mare si riempiranno di luce. Non è cosa facile, lasciare una vita, una casa. I dettagli scavano trincee dentro di noi: profumi, suoni, associazioni, ritmi. Le assi scricchiolanti del pavimento al piano di sopra. L’odore che ti accoglie all’ingresso a fine giornata. L’interruttore della luce che la mano trova in automatico anche al buio. Potrebbe muoversi senza problemi tra i mobili con una benda sugli occhi. Vent’anni. Resterebbe altri venti se potesse.

Nel 2010, Il passaggio di JUSTIN CRONIN è stato un fenomeno. L’indimenticabile capolavoro che critici e lettori hanno paragonato ai romanzi di Cormac McCarthy, Michael Crichton, Stephen King e Margaret Atwood ha incantato i lettori di tutto il mondo. Stephen King lo ha definito “avvincente… una volta letto questo libro il mondo ordinario scomparirà” e nel 2019 è diventato una serie tv prodotta da Scott Free Productions e 20th Television. Ora Justin Cronin, vincitore del PEN/Hemingway Award, dopo aver debuttato nel catalogo Fanucci Editore con la conclusione della sua epica trilogia con La città degli specchi, ritorna con un nuovo fenomenale romanzo ambientato in un futuro distopico, Il traghettatore. Sempre in questa collana, verranno ripubblicati Il passaggio e I Dodici, i primi due capitoli della serie The Passage.

Benjamin Stevenson “Tutti su questo treno sono sospetti”, presentazione

Dopo il grande successo di Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno, Benjamin Stevenson torna con un giallo brillante e ricco di humour, che corre davvero come un treno verso il più sorprendente dei finali.
Un viaggio in treno.
Un cadavere alla prima fermata.
Dei passeggeri molto sospetti: sanno tutti come cavarsela con un delitto.
Chi di loro è il colpevole? (da Feltrinelli Editore)

“Tutto già sentito, dite? Scordatevelo. Questo romanzo è tra i più originali e spiazzanti che avrete letto, se come vi consigliamo caldamente vorrete farlo. Tutto è unico, tutto è esclusivo. Dai personaggi, i cui caratteri sono disegnati con velenosa conoscenza del mondo editoriale tanto da dare i brividi e far ridere convulsivamente chi lo pratica per mestiere, alla trama piena di rivolgimenti e colpi di scena; dall’ambientazione, esotica e tuttavia riconoscibile, alla scrittura, brillante e coinvolgente, colta e divertente in ogni momento”.

Così, nella sua recensione al romanzo, De Giovanni su La Lettura (4 febbraio 2024) definisce la seconda opera narrativa dello scrittore – attore australiano Benjamin Stevenson autore di   “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno” il cui successo ne ha determinato la traduzione in oltre 20 paesi e una serie Tv per HBO di prossima programmazione.

Il protagonista è di nuovo Ernest Cunningham, quasi un secondo episodio della sua storia, che è diventato famoso per aver scritto un true crime sulla propria famiglia, ma ora il suo agente letterario e il suo editore gli chiedono un nuovo libro. Invitato al Festival Australiano del Giallo, in omaggio ad Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, viaggerà, come previsto dagli organizzatori, insieme ad un gruppo di giallisti a bordo del Ghan, il treno che attraversa l’Australia, da Darwin a Adelaide: sarà occasione per nuove ispirazioni.

E in men che non si dica il morto ammazzato è servito alla prima stazione… E così tutti sono sospettati e nello stesso tempo investigatori!

Benjamin Stevenson, pluripremiato stand-up comedian e scrittore, ha fatto il tutto esaurito all’International Comedy Festival di Melbourne e al Fringe Festival di Edimburgo, ed è apparso più volte su abc, Channel 10 e The Comedy Channel. Ha scritto tre romanzi e lavora come agente letterario in Australia. In corso di traduzione in oltre venti paesi, Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno ha raggiunto il primo posto delle classifiche bestseller australiane e diventerà una serie tv per hbo.(da Feltrinelli Autori)

John Connolly “I senza nome”, Fanucci Editore


Uscita in libreria e ebook: 26/01/2024 

CINQUE VITTIME. UN NUMERO NON IDENTIFICATO DI ASSASSINI. SOLO DUE UOMINI POSSONO FARE GIUSTIZIA.

Con l’aiuto di Parker, Louis e Angel cercano vendetta per la morte del vecchio alleato di Louis. Ad Amsterdam, quattro persone vengono massacrate, e i resti disposti intorno alla forma crocifissa del loro patriarca, De Jaager, intermediario e vecchio alleato dell’assassino di nome Louis. I responsabili sono criminali di guerra serbi che credono di poter sfuggire alla giustizia ritirandosi in patria. Si sbagliano. Perché Louis è arrivato in Europa per dare loro la caccia: cinque assassini da stanare e punire prima che si disperdano nell’est. C’è solo un problema. Il sesto.

Con quella prosa “oscura, inquietante e magistralmente eseguita” (Booklist) tipica di John Connolly, per non parlare dei colpi di scena che vi lasceranno a bocca aperta, I senza nome è un thriller irresistibile che vi terrà con il fiato sospeso.

JOHN CONNOLLY è nato a Dublino nel 1968. Per Fanucci Editore è in corso di pubblicazione, nella collana Timecrime, la serie dedicata al detective Charlie ‘Bird’ Parker, composta da Tutto ciò che muore, Il ciclo delle stagioni, Gente che uccide, Palude, I tre demoni, Un’anima che brucia, La rabbia degli angeli, Il lupo in inverno, La canzone delle ombre, Un tempo per soffrire, Un gioco di fantasmi, La donna nel bosco, Il libro di ossa e Sporco Sud. The nameless – I senza nome è il diciannovesimo volume della serie ora disponibile, mentre The Lovers, The Reapers e The Unquiet sono di prossima pubblicazione nella presente collana. Per il catalogo Fanucci Editore, invece, sono previste contemporaneamente la ristampa de Il libro delle cose perdute e il sequel The Land of Lost Things.

Luca Pallanch “Un colpo da pochi milioni”, LdM Press

In libreria il 25 gennaio
Lorenzo de’ Medici Press

In una ricca e sonnolente città di provincia viene rilasciato per buona condotta, dopo vent’anni di detenzione, Vincenzo Sabelli, noto alle cronache per un leggendario e misterioso colpo nella principale banca dell’intera provincia. Fuori lo attendono una tuta da giardiniere comunale e i vecchi complici, rimasti impuniti e perfettamente reinseriti nella vita cittadina. Riuscirà Vincenzo Sabelli, in arte il gentleman, a recuperare la sua parte di refurtiva e a realizzare l’ultimo colpo della sua vita? E il suo rivale, il commissario Tretti, dal quale era stato incastrato, riuscirà prima di andare in pensione a sgominare le due bande di slavi e di cinesi che si contendono il territorio? 

Prologo:

Il rumore dei passi era come un frastuono. Scivolava via alle sue spalle, senza mai armonizzarsi con il suono metallico prodotto dagli stivali della guardia che lo precedeva e soprattutto con il rimbombo delle sbarre, aperte e richiuse in fondo a ogni corridoio. Stridula l’apertura provocata dalla chiave, agghiacciante la chiusura con una robusta spinta. Si era messo a contare i passi, così, per gioco, con lo sguardo dritto in direzione dell’ennesimo cancello, tanto le pareti erano bianche e immacolate, come se solo lì non fosse giunta la mano dell’uomo a commentare il tempo che passa, inesorabile, eppure lentissimo. Vent’anni ci aveva passato lì dentro, fortunato per non essere stato costretto a emigrare in un altro penitenziario, ma ormai chi si faceva vent’anni per reati comuni, anzi comunissimi? Furti, per lo più, mai una rapina, mai un’arma in mano, lavori puliti, però quando sei un delinquente abituale dall’età di diciott’anni o giù di lì, le aggravanti fioccano a ogni condanna e la colpa di essere stato a capo di una banda, sia pure di ladri, pesa ancora di più. Specie in provincia. Quindici passi, ma ormai si era dimenticato quanti corridoi avesse percorso. Erano anni che non riceveva una visita. Non teneva famiglia, come si dice nella mala, solo qualche lontano parente, di quelli che si guardano bene dall’andare a trovare una mela marcia. Le donne con cui era stato si erano ormai sistemate e spesso separate, ma di certo non pensavano a lui. E gli amici, quei pochi che aveva, non erano tipi da entrare in un carcere per diletto. In un mondo sempre più social gli unici a essere tagliati fuori sono i detenuti .

Luca Pallanch  ha curato per anni la programmazione del Cinema Trevi, sala d’essai del Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale, presso cui lavora dal 2000. Ha scritto il romanzo I fiori di Early (Armando Siciliano Editore, 2000) e vari libri di cinema, oscillando tra sguardi sul cinema d’autore (Luigi Comencini architetto dei sentimenti; Tagli. Il cinema di Dario Argento; Arpino e il cinema; Non solo Gomorra. Tutto il cinema di Matteo Garrone; Divi & antidivi. Il cinema di Paolo Sorrentino) e fughe nel passato alla ricerca di personaggi singolari (Un “idolo” in controluce: Enzo Battaglia; Se non ricordo male. Frammenti autobiografici di Giulio Questi; Il caso Tretti; Fabio e Mario Garriba, i gemelli terribili del cinema italiano). Ha collaborato, con articoli e interviste, a vari quotidiani e riviste di cinema, ed è stato per anni redattore di “Bianco e Nero”, la storica rivista del Csc. Ha curato retrospettive alla Mostra del Cinema di Venezia (La situazione comica, 2010; Orizzonti 1960-1978, 2011) e ai Festival di Roma (Le notti pazze de La dolce vita, 2010; Cinema espanso 1962-1984, 2012; Danze macabre. Il cinema gotico italiano, 2014) e di Torino (Omaggio a Giulio Questi, 2014; Omaggio Augusto Tretti, 2015; Omaggio ai fratelli Garriba, 2016). Ha partecipato (redazione e ricerche storiche) alla serie di 28 documentari I militi ignoti della fede di Pupi Avati, sulle persecuzioni operate dai regimi comunisti nell’Europa dell’Est dal dopoguerra alla caduta del muro di Berlino, trasmessi da Tv2000 nel 2014-2015. Ha curato i documentari Il cinema Kriminal di Umberto Lenzi, presentato al Noir Film Festival di Courmayeur 2002, e Fernando Di Leo. Un pugliese a Roma, presentato al Festival del Cinema Europeo di Lecce 2013; ha collaborato alla sceneggiatura del cortometraggio Fernando, l’ultimo poeta rivoluzionario venuto dal Sud di Cosimo Damato Damiano, presentato al Bif&est di Bari 2019; ha scritto soggetto e sceneggiatura del documentario Profondo Argento di Steve Della Casa e Giancarlo Rolandi, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2023. Nel 2023 ha scritto, insieme a Domenico Monetti, un libro-intervista ai produttori degli anni d’oro del cinema italiano dal titolo Per i soldi o per la gloria. Storie e leggende dei produttori italiani dal dopoguerra alle tv private (Minimum Fax e Centro Sperimentale di Cinematografia), al quale è stato conferito il Premio Diego Fabbri per il miglior libro cinematografico dell’anno. Da anni lavora a un romanzo storico sulla malavita romana.

Beatrice Fiaschi “La vasca”, presentazione

Il Viandante Edizioni

in libreria il 21 ottobre

“Un filo quasi impercettibile collega tre donne trovate senza vita nelle loro vasche da bagno. Appena un sentore, che solo un fiuto allenato al buon vino riesce a percepire – un istante prima che la pista sia persa per sempre. Il fiuto di Alessio Sala che, pur avendo lasciato il suo lavoro di commissario di Polizia, anche nella sua nuova carriera di giornalista non riesce a mollare quell’ultimo caso: un serial killer sopraffino che nei suoi delitti ripete un trauma atavico, nella speranza di risanarsi.
Lo stesso tentativo che compie Gaia, una donna che ruota accanto ad Alessio in una danza inquieta.
Le vite di Alessio, di Gaia e del serial killer orbitano attorno a una vasca da bagno di cui non è più possibile attutire il gorgoglio e che li sta per risucchiare nelle sue più oscure profondità.”

Agghiacciante. Accattivante. Intensissimo. Noir per eccellenza. Una storia che non vuole semplicemente inserirsi nel genere per cui nasce, ma riesce, al contrario, a raggiungere vette altissime di narrativa scavando nelle più buie profondità della psiche umana, prendendo l’autore per mano e conducendolo, insieme ai personaggi di Alessio e Gaia, nella labirintica complessità delle perversioni del killer. Un killer dalla fredda puntualità, mosso da una precisa azione pianificatrice e che lascia ruotare attorno all’alone mortifero dei suoi omicidi sempre lo stesso oggetto, come fosse un marchio di fabbrica: la vasca.
Quella vasca che, nella narrazione, assume un duplice e ambiguo significato, o meglio, diventa il suo stesso contrario. Da luogo di serena intimità – dove immergere il corpo per godersi l’abbraccio regressivo e amniotico dell’acqua calda – a vera e propria tomba, freddo e agghiacciante sepolcro di corpi che riposano per sempre, tumefatti dalla crudeltà dell’omicida.
Nell’incalzante susseguirsi delle indagini di questo thriller psicologico, siamo portati costantemente a interfacciarci con un mistero che si infittisce e che ci confonde, e ci costringe a ripensare il nostro ruolo di persone come “animali sociali” perché forse, in fondo, la prossima vittima potremmo essere proprio noi.

L’AUTRICE
Scrittrice e giornalista, editor e docente di scrittura creativa, Beatrice Fiaschi ha esordito nel 2021 con il giallo psicologico «L’Essenza Fatale» (Ianieri Edizioni). Alcuni suoi racconti sono pubblicati in antologie e online, così come i suoi articoli di cultura e società, lavoro e psicologia. Si occupa da anni di ricerca spirituale, Reiki e meditazione, che utilizza per i suoi laboratori di scrittura creativa e coaching individuale. Collabora con cooperative sociali impegnate in progetti artistici per utenze speciali.

L’EDITORE
La casa editrice IlViandante nasce nel 2015 e vanta al proprio attivo centinaia di pubblicazioni, principalmente di narrativa, saggistica e poesia.
Fedele al proprio nome, accompagna i propri autori lungo tutto il percorso che va dalla revisione del testo, alla pubblicazione, sino alla complessa fase della promozione.
Conclamata mission aziendale è quella di essere “fucina di talenti”, affiancando autori esperti e già affermati, ad autori esordienti ma dalle grandi potenzialità. A tal proposito organizza corsi, seminari, convegni rivolti ai propri autori, nel corso dei quali affrontare le diverse tematiche della complessa arte dello scrivere, del pubblicare e della promozione.
Distribuita da Messaggerie, fa parte del Gruppo editoriale IlViandante-Chiaredizioni.