Irène Némi­rovsky “Il Carnevale di Nizza e altri racconti”, presentazione

Le prime «scritture brevi» di un’autrice ancora molto giovane, ma già in possesso di uno stile pienamente riconoscibile e di quella capacità di penetrazione psicologica che è soltanto sua.

A cura di Teresa Lussone

Diciassete racconti raccolti a cura di Teresa Lussone di cui uno per la prima volta in volume, I giardine di Tauride, seguono quasi il percorso dell’autrice dalle sue prime realizzazioni fino alla pubblicazione del suo romanzo Suite francece, riscoperto nel 2004 e che l’ha fatta riconoscere, anche se con titolo postumo, come scrittrice raffinata sin dagli esordi avvenuti in giovane età quando giunse a Parigi con i genitori in fuga dalla Rivoluzione d’ottobre, lei di origini russo-ebraiche.
I quattro racconti che aprono il volume furono scritti tra il 1921 e il 1922, all’età di diciotto anni, la sua protagonista è Nanoche, una serie di dialoghi che la ritraggono  ingenua e impertinente che s’adopera per trovare un uomo ricco da sposare.
Il racconto che dà il titolo alla raccolta fu scritto nel 1931 ed è ambientato tra il 1907 e il 1914: due giovani coniugi a Nizza, nei giorni del Carnevale, saranno protagonisti di un’avventura extraconiugale vissuta in modo molto diverso da ciscuno dei due.
Nei primi scritti e nei romanzi successivi pubblicati in vita dominano alcune tematiche, matrimoni indesiderati, segreti inconfessabili, incomprensioni, attrazioni fatali, così come la particolare capacità di osservare senza giudicare le sue creature di carta.

“Come fa una giovane donna di appena trent’anni, qual era all’epoca Irène Némi­rovsky, a scavare così profondamente nel­l’animo umano? si chiese Bernard Gras­set, il suo primo editore, leggendo questi racconti. Come fa a capire, e a descrivere in modo così empatico e al tempo stesso spietato, non solo le lusinghe e le illusioni della giovinezza, ma anche la nostalgia de­gli amori perduti, il rimpianto delle vite non vissute, l’acredine delle esistenze sba­gliate, le ferite dell’ambizione frustrata, l’angoscia della solitudine, lo sgomento per i segni che lascia sul corpo il passare degli anni, la ferocia che si annida nel cuore de­gli uomini?”(da Libro Adelphi Editore)

Brevi note biografiche

Figlia di un banchiere ebreo ucraino, figlia unica solitaria, dopo un’infanzia agiata a San Pietroburgo, durante la rivoluzione d’Ottobre si trasferì con la famiglia prima in Finlandia e Svezia (1918), poi in Francia (1919). A Parigi ebbe inizio un periodo di intensa attività letteraria e di sfrenata mondanità. Si laureò in lettere alla Sorbona e nel 1926 sposò M. Epstein, ingegnere ebreo russo. Durante la Seconda guerra mondiale, subì le conseguenze delle leggi razziali: costretta ad abbandonare Parigi, venne arrestata nel luglio 1942 e deportata ad Auschwitz, dove morì il mese successivo. Esordì con il romanzo Le malentendu (1926), cui seguirono: L’enfant génial (1926, successivamente intitolato Un enfant prodige); il fortunato David Golder (1929); Le bal (1930; trad. it. 2005). Tra il 1941 e il 1942, negli anni dell’esilio forzato, compose i primi due volumi (Tempête en juin, che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell’arrivo dei tedeschi; e Dolce, in cui alcuni personaggi prendono spicco e la struttura della finzione romanzesca si fa più complessa) di quello che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un grande affresco storico della Francia di quel periodo. Il libro, incompiuto, pubblicato per la prima volta dopo quasi sessant’anni con il titolo Suite française (2004), le è valso, postumo, il premio Renaudot.(da Treccani)

Alcune delle ultime novità di NeP Edizioni

IL SEGRETO DELLA FELICITA’

Una vicenda misteriosa tra eterne tradizioni e piccoli gesti quotidiani


Una Calabria del 1976 fa da sfondo a una vicenda pura, la cui narrazione è scandita dalle tradizioni radicate di una famiglia unita del Sud Italia.
Cullata dal profumo del mare, dalla sabbia e dalla spensieratezza della gioventù, Stella cresce in una dimensione raccolta, caratterizzata dalla semplicità di piccoli momenti quotidiani, come le urla di divertimento per le strade, l’odore del pane appena sfornato e dei peperoni arrostiti, l’aroma del caffè fumante o il profumo del bucato steso ad asciugare.
Negli anni però, la protagonista percepisce che qualcosa sta cambiando. E non solo dentro di lei, ma anche in tutti coloro che le stanno accanto. Persino sua madre è sempre ansiosa per via di alcune strane lettere che riceve di tanto in tanto e pare che le stia nascondendo qualcosa.
Sarà un incontro inatteso a portare Stella a una scoperta che cambierà la sua vita per sempre.
Nella sua vivace freschezza e leggibilità, questo testo presenta al lettore diversi spunti interessanti.
La giovane autrice è al suo secondo romanzo, in cui le tradizioni della sua terra confluiscono in una vicenda misteriosa tutta da scoprire. Scene e personaggi ideati dalla fantasia grazie ai racconti dei parenti l’hanno condotta in una dimensione totalmente differente per interrogarsi su una società che forse sta perdendo i suoi valori più autentici.
“Il segreto della felicità” è un libro che si svela poco per volta, capace di far sorridere ma soprattutto riflettere profondamente. Un viaggio intimo tra passato e presente, che percorre la spontaneità dei piccoli gesti, delle abitudini tramandate, lo stare insieme, i giochi all’aperto, il mare e la genuinità dei tempi.
Un libro per tutti coloro che sono legati alle piccole realtà, alle usanze ancora integre e alla voglia di mantenerle intatte. Per chi ha voglia di ritornare un po’ bambino e chi crede ancora nella purezza dei comportamenti. Che sia proprio questo il segreto della felicità?

Agnese Pia Sulla è nata a Crotone nel 2008. Frequenta il liceo classico “Pitagora” e studia pianoforte presso il conservatorio “Tchaikovsky”. Per NeP edizioni ha già pubblicato nel 2022 il suo primo romanzo “Per non smettere mai di sognare”.

“LE STELLE NON MENTONO MAI”
Una raccolta di racconti di Maurizio Persiani

“Le stelle non mentono mai” è una piacevole raccolta di racconti di Maurizio Persiani, che rappresenta l’ultimo lavoro di una penna particolarmente prolifica.
L’autore, che in passato ci ha abituati alle avventure poliziesche del commissario Fosco Reggiani in una fortunata sequenza di romanzi gialli, continua a dimostrare versatilità in molteplici generi narrativi.
A dare il titolo della raccolta è l’ultimo dei racconti che la compongono, insieme a “La sfera di vetro”, “Un uomo, tre uomini”, “Storia di paese” e “Mini bar service. Oggetti trovati”.
Cinque racconti, cinque brevi storie di chi ha perso la libertà e s’inventa una dimensione in cui rifugiarsi. Cinque storie che, con una scorrevole narrazione, trascineranno il lettore in un mondo dove fantasia e realtà s’intrecciano in un felice, coinvolgente connubio.
Trame sorprendenti, i cui protagonisti possono cambiare personalità stravolti dalla paura o perdere ogni controllo fino al ridicolo, ingegnarsi per affermarsi nella propria arte, oppure vivere un’imprevedibile esperienza sentimentale, aperti al futuro dell’intelligenza artificiale.
Una scrittura, quella di Maurizio Persiani che rivela padronanza, abilità descrittiva e sapiente utilizzo della tecnica narrativa, capace di tessere imprimere efficacia ai dialoghi e delineare con minuzia i tratti psicologici dei personaggi.
Il libro verrà presentato ufficialmente in occasione della fiera nazionale della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, prevista al centro congressi “La Nuvola” di Roma dal 4 all’8 dicembre.

Maurizio Persiani è nato a Roma, dove vive e lavora. È giornalista professionista ed è il primo autore di NeP edizioni. Ha scritto diversi racconti, alcuni dei quali pubblicati nelle raccolte di novelle contemporanee: “Racconti di tenebra” (1987, Newton Compton Editori) e “Racconti d’incubo” (1988, Newton Compton Editori) a cura di Gabriele La Porta. Con Piero Bernacchi ha scritto il romanzo “La porta grigia” (Edizioni Era Incontro). La sua “Hoama, i segreti di Ostia” (2008) è la prima opera in assoluto edita da NeP edizioni. Segue un lungo e fortunato sodalizio, che vede la pubblicazione di numerosi altri titoli: “Maga” (2009), “Anime sparse” (2009), “Anime sparse due” (2010), “Il colpo del coniglio” (2010), “Es la historia de un amor…” (2011), “Il Greco” (2011), “O Curandeiro” (2012), “Me” (2013), “Le campane di Mücheln” (2013), “Ciao, chi sei?” (2014) “Amore, scendo alla prossima” (2015). Inoltre, “La Tessera mancante” (2016), “Il bandolo della matassa” (2017), “L’aroma del caffè” (2018), “Il Senso del Serpente” (2018), “Anche le masche amano il sole” (2019), “Il sole che non c’è” (2020), “La prova” (2021), “La Malia di Alice” (2021), “Il Geco” (2021) “Il caso NN” (2022) e “Una notte di Primavera” (2023).


DUE DONNE IN UNA”

Un romanzo sulla maternità e sull’affermazione individuale

“Due donne in una” di Anna Iollo è un’opera intensa e riflessiva che esplora l’odissea interiore di una donna moderna, tra il desiderio di maternità e la consapevolezza di sé, in un contesto segnato da conflitti culturali, sociali e familiari. Alla soglia dei quarant’anni, Teresa sceglie di intraprendere la strada della fecondazione assistita. La decisione la getta in un turbine di emozioni contrastanti: da un lato, il desiderio profondo di diventare madre; dall’altro, il peso delle aspettative che le gravano addosso.
Nel cuore della narrazione c’è una donna con la sue duplice identità: quella che desidera diventare madre, ma anche quella che non vuole perdere sé stessa nel processo, in tutta la sua forza e vulnerabilità. Sempre più labile appare il confine tra il desiderio e l’obbligo, tra la libertà di scelta e le imposizioni invisibili ma potenti che la società attuale esercita sulle donne. Il libro, scritto con uno stile intimo e profondo, indaga il confronto tra tradizione e modernità, la tensione tra modelli di vita opposti e l’ineludibile sensazione di ambiguità e di colpa che accompagna ogni passo in questa nuova fase della vita. Un’ambivalenza che tocca anche altri aspetti della vita, come l’amore, l’amicizia e la famiglia, che raccontano una fase dell’esistenza di una donna come tante in tutta la sua complessità. La fecondazione assistita diventa allora metafora di una ricerca interiore in un mondo che impone etichette, ruoli e giudizi, spesso difficili da sfidare. La scrittura di Anna Iollo, raffinata e, al contempo, cruda e diretta, mette in luce le sfumature più delicate di una donna che si trova, con coraggio, a fare i conti con la propria realtà. Il romanzo si fa portavoce di un tema profondamente attuale: la complessità della maternità moderna, dove la medicina, il corpo e la psiche si intrecciano in una ricerca incessante di equilibrio e realizzazione personale. “Due donne in una” è un libro che invita a riflettere sulla possibilità di essere più di una, sulla difficoltà di conciliare doveri e desideri, e sull’importanza di scegliere per sé, senza dimenticare chi si è davvero.

Anna Iollo è laureata in Giurisprudenza e Scienze Politiche. Ha lavorato a lungo nel settore delle Risorse Umane di diverse aziende di servizi e oggi occupa un ruolo di responsabilità in ambito di formazione, selezione e sviluppo all’interno del più grande gruppo del nostro Paese. Dal 2017 è ACC (Associate Corporate Coaching ICF International) e svolge attività di coaching professionale. Ha maturato diverse esperienze in campo universitario come docente a contratto in materie
come le relazioni industriali e la formazione. Si definisce una professionista delle Risorse Umane con la passione della lettura e della scrittura. È mamma di una bambina di 12 anni.

Filastrocche SalvaPianeta

Nove filastrocche nate durante le attività di educazione ambientale che l’autrice svolge nelle scuole da più di dieci anni, iniziata dopo un percorso di formazione al Centro di Educazione Ambientale del V Municipio di Roma. Ispirate da una metrica e una poetica rodariana, nonché dai racconti della “Melevisione” di Tognolini, queste piccole opere sono state scritte pensando a un approccio ludico e didattico. Dalla filastrocca dell’esploratore a quella d’oltremare, passando per la danza delle foglie e i colori della pace, si vuole trasmettere un messaggio ambientale attraverso la tenerezza e la sensibilità, sperando di piantare nei cuori di piccoli e grandi un seme di cura e rispetto per il nostro Pianeta. “Matitafore” è un neologismo che unisce il mezzo grafico, la matita, ad una modalità di espressione simbolica, la metafora. Il suo acrilico su carta, morbido e dai colori pastello, fa innamorare il lettore in ogni pagina. Per l’autrice “non esistono adulti, ma solo bambini cresciuti”. In effetti anche questo volumetto può rappresentare un modo per ritagliarsi uno spazio per restare ancorati all’infanzia e in ascolto di questo mondo che cambia e del nostro inopportuno impatto su di esso.

Samyra Musleh è una giornalista ambientale italo-giordana, nata a Roma nel 1987.Laureata in antropologia culturale, da oltre un decennio si occupa di educazione ambientale nelle scuole e di progetti per la valorizzazione territoriale destinati a università ed enti del turismo. Caporedattrice di “The Trip Magazine”, nel 2020 si unisce al team di “Adaptation”, un progetto fondato da Marco Merola, che racconta le buone pratiche adottate da cittadini e istituzioni per affrontare la crisi climatica.
È nel consiglio direttivo di “Nonna Roma”, un’associazione capitolina che si occupa di emergenza alimentare e marginalità sociale. Per lei non esistono adulti, ma solo bambini cresciuti.

L’ILLUSTRATRICE
Belen Gonzalez è nata nel 1994 a León, una piccola città della Spagna che – manco a farlo apposta – porta il nome di un animale.
Si è laureata in “Theatre and Performing Arts” alla scuola di Arte, Architettura e Disegno a Londra. Attualmente vive nella campagna portoghese, dove continua a rintracciare il suo percorso tra illustrazione, lavoro creativo con i bambini e creazione artistica.
I suoi dipinti sono ispirati principalmente alla natura, agli animali e agli albi illustrati per bambini, con lo scopo principale di poter trasmettere un messaggio ambientale e umano attraverso i disegni.

Katherine Mansfield “Pura felicità”, presentazione

In questa raccolta, curata da Sara De Simone e da lei tradotta insieme con Nadia Fusini, viene offerta ai lettori un’inedita selezione dei suoi racconti, aggregati intorno a quattro nuclei: Il romanzo familiare; Amanti, amiche, sorelle; Donne sole; La vita, la morte.(da La Feltrinelli)

In un bell’articolo comparso su La Stampa del 21 novembre 2024 Sara de Simone, una delle curatrici di questa nuova raccolta e traduzione dei racconti della Mansfield, scrive e descrive il particolare modo di intendere la scrittura da parte dell’autrice

“Per Mansfield, nata nel 1888 a Wellington ed emigrata a Londra appena ventenne, scrivere significa diventare la cosa di cui si scrive. E diventarlo a tal punto da essere più cosa della cosa stessa, così ricreandola. È la lezione che ha appreso dai pittori post-impressionisti esposti nella celebre e scandalosa mostra del 1910 alle Grafton Galleries di Londra: Cézanne, Gauguin, Van Gogh, Matisse, presentati per la prima volta nella capitale inglese, avevano attirato le folle e scioccato il pubblico. C’era chi gridava all’oltraggio, chi sputava sulle tele, chi rideva, e chi invece come Katherine Mansfield e Virginia Woolf prendeva appunti, imparando qualcosa che avrebbe trasformato per sempre la propria idea di scrittura. I quadri dei post-impressionisti non si limitavano a rappresentare la realtà, la creavano”.

E aggiunge

“[…]con l’inestimabile contributo di Nadia Fusini, ha significato per chi scrive quest’articolo l’immersione in un mondo narrativo popolato da minuscole e febbrili presenze, da repentine variazioni di luce e colore, da piccole ma decisive rivelazioni che cambiano il destino. Provare a restituire la ricchezza, l’esattezza, la dirompenza della lingua di Mansfield, il suo straordinario orecchio musicale, la sua capacità di rendere alla perfezione i timbri e le cadenze dei personaggi che abitano i suoi racconti, è croce e delizia per chi traduce”.

Nadia Fusini dall’altra, in un altro articolo comparso su tuttolibri il 2 novembre 2024 e tratto dal suo saggio all’interno della medesima raccolta, così scrive

“[…]la creazione poetica assolve al suo significato profondo in quanto favorisce la realizzazione di un intento, o scopo, o fine ultimo: ci invita a condividere un’esperienza, che accomuna chi scrive e chi legge nell’universalità del riconoscimento dell’esperienza umana come fondamentalmente incentrata sul terrore e sulla pietà.”

“Che sia una tragedia, che sia un racconto, che sia un dipinto, c’è nel passaggio dalla realtà alla sua rappresentazione uno scarto, che è anche un miracolo. (…) “Catartico” è il giusto termine, quando si intenda per catarsi non solo la liberazione da un trauma, ma l’evacuazione che si attua nel momento in cui alla mente riaffiora il ricordo del trauma, e un’energia si libera che per metamorfosi ricrea l’opera stessa, il racconto, che non è più quel che è davvero successo, ma nella fantasia si è trasformato e ora nella lingua risorge”.

 Chi si avvicina come lettore per la prima volta alla scrittura della Mansfield troverà nelle indicazioni delle due curatrici e traduttrici una chiave di lettura illuminante.

Su tuttatoscanalibri su Katherina Mansfield:

Katherine Mansfield (1888- 1923)

Omaggio a Katherine Mansfield

Dario Voltolini “Acqua chiusa”, Oligo Editore

Debutta per Oligo la nuova collana RONZINANTE diretta da Marino Magliani. Tra narrazione e disegno, un modo nuovo per raccontare luoghi e territori nel cuore di grandi autori contemporanei

Prefazione Alice Pisu, con illustrazioni dell’autore

Collana Ronzinante diretta da Marino Magliani

Dal 25 ottobre in libreria

OLIGO

Il luogo è un grappolo di vie nel quartiere dove un tempo c’era un’enorme fabbrica della Michelin e ora un centro commerciale a Torino. Un palazzo, edificato per la residenza di chi in quella fabbrica ci lavorava, sussiste ancora intatto. Lì è vissuta la famiglia di mio padre. Questa zona della città è l’argomento del mio testo, come era e come è.

Lontano da nostalgie per un passato guasto, con Acqua chiusa Voltolini concepisce nel disegno di fallimento la naturale conseguenza dell’inafferrabilità del reale, dell’abbaglio del visibile. Indugia sulle sovrapposizioni di storie per scorgere grovigli senza via d’uscita nel posare fugacemente lo sguardo sugli esiti individuali dei suoi soggetti. Il racconto è un invito a rintracciare una personale geometria del tempo nel bilico tra memoria e perdita, a fare propria la curiosità immaginativa del narratore sulla vita anteriore per riconoscere nella fragilità di un ambiente in dissoluzione una configurazione interiore nell’enigma tra salvezza e oblio, e riflettere sull’incapacità moderna di relazionarsi al paesaggio e di lasciarsi interrompere da esso. (Dalla prefazione di Alice Pisu)

Dario Voltolini (Torino, 1959) è autore di racconti, romanzi, radiodrammi, testi di canzoni e libretti per il teatro musicale. È docente presso la Holden Academy. Cura la collana di narrativa italiana Pennisole per Hopefulmonster editore. Ha pubblicato per Einaudi, Feltrinelli, Laurana, Manni, Bollati Boringhieri, La Nave di Teseo. Il suo ultimo libro, Invernale, è stato finalista del Premio Strega 2024.

Nella stessa collana in uscita il 25 ottobre

Marino MaglianiCorsica. Prefazione di Roberto Carvelli

Silverio Scramoncin “La casa degli alisei e altri racconti”, NeP Edizioni

Il vero protagonista di queste otto storie è il cambiamento: attraverso intensi frammenti di esperienze, personali rotte di viaggio e vicende impreviste e inspiegabili, i protagonisti sperimentano mutamenti profondi e radicali nelle loro vite.

Preponderante è lo scenario paesaggistico, con località esotiche, fitta vegetazione, isole di sapori e odori inconsueti, dove è possibile percepire una misura di tempo primordiale, con una componente selvaggia priva di mediazioni. Si passa così dalla spiaggia bianca e quasi pervasa di magia di “In taxi alla baia” al tour incantevole nell’affascinante arcipelago delle Galapagos in “La crociera nell’antimateria”; dal viaggio esotico nelle Isole Vergini ne “La biblioteca tropicale”, alla piacevole brezza sul mare color smeraldo ne “L’isola”.

È proprio il mare ad essere spesso il palcoscenico privilegiato, con i suoi misteri e i suoi infiniti orizzonti, che si presta a viaggi totalizzanti che ricaricano di energie sconosciute e portano a stravolgere le proprie prospettive.

Lo spessore dei dialoghi lascia spazio all’introspezione di vibranti monologhi interiori, attraverso il sensualismo di “Un piccolo maltempo in volo” o lo scatto solitario agonistico in bicicletta ne “L’ultima tappa”, passando per l’avventura in fuoristrada sulle piste sahariane in “Caffè nel deserto”.

Nel racconto principale, “La casa degli alisei”, l’autore rende un omaggio ai due personaggi de “La montagna incantata” di Thomas Mann, che qui si confrontano sui temi della conoscenza attraverso la predominanza della razionalità e dell’intuizione. L’autore, che precisa come i racconti di questa raccolta siano un vero e proprio tributo alla letteratura, ha scelto di non attribuire un nome ai personaggi che ne popolano le vicende, in modo che essi appaiano ancora più soggetti alla sorte e piccoli di fronte alle difficoltà della vita.

Un volume in grado di stimolare un piacevole svago interiore, arricchire e allo stesso tempo offrire molteplici spunti di riflessione.

Silverio Scramoncin è nato a Roma e ha conseguito la laurea in Lettere, con una tesi su Piero della Francesca. È interessato allo studio delle religioni e dei principali testi buddhisti e cristiani. Ha ottenuto diversi riconoscimenti, vincendo prestigiosi premi letterari nazionali.Per NeP ha pubblicato, insieme a Rita Pietropaoli, Seduto alla sua destra. Riflessioni crepuscolari sul Cristianesimo primitivo (2024).

Salvina Pizzuoli “Il tempo smarrito. Memorie di un’ottuagenaria”, nuova edizione

Ora anche in cartaceo

Un racconto lungo di Salvina Pizzuoli dedicato ad una donna che racconta un breve arco della propria vita; un percorso su base storica che si muove lungo  i ricordi della protagonista: la nascita nel 1929, la seconda guerra mondiale, la mafia, il viaggio nel dopo guerra dalla Sicilia alla Toscana

Dalla quarta di copertina:

“C’è stato il tempo di vivere e dimenticare e c’è il tempo di rivivere; quale preferire e assecondare? Il dolore e la felicità sono gli stessi, la frustrazione e l’impotenza insopportabili”

Questa la frase a premessa del racconto, costruito su base storica, con il quale la protagonista introduce una narrazione che accompagna le fasi essenziali della sua vita dalla nascita agli anni del dopoguerra che decide di ripercorrere nel giorno del suo ottantesimo compleanno, tra ricordi, avvenimenti, personaggi reali e di fantasia, in un viaggio dalla Sicilia attraverso la Puglia e poi in Toscana. Il tema ripropone il tempo di cui non abbiamo memoria, un tempo smarrito che cerchiamo a volte senza risultato: perché ci sfugge?

Come inizia:

Il tempo dentro di me, il tempo che non si vede
e ci impasta
Mercè Rodoreda La piazza del Diamante

Prologo

Oggi è il mio compleanno, compio ottant’anni.

Il fastello degli anni, no, non mi angustia; sono traguardi legati ad una convenzione; dentro mi hanno appena sfiorata. Sono sempre io, mi riconosco. Ora che c’è più passato che futuro nella mia storia, lo inseguo, lo ripercorro, lo riassaporo, mi fermo a ripassare la mia vita, ma non sono in grado di scorrerlo tutto; questo è il mio cruccio. Sfugge al controllo una lunga parentesi della quale mi restano inspiegabilmente pochi episodi; riemergono con impazienza e stento a riconoscerli come miei, quasi fossero invecchiati precocemente, prima di me. La mente ritorna sempre più spesso a quel tempo sperduto nelle pieghe della memoria, ma così palpabile; mi turba, con i pochi frammenti rimasti.

Perché?

Qui la Presentazione e gli stralci

Antonella Azzoni “Ombre e memorie”, NeP Edizioni

“Ombre e memorie” è una raccolta di racconti di Antonella Azzoni, è composta da otto intriganti racconti, ciascuno capace di trasportare il lettore in mondi diversi e affascinanti.
Già con Da un manoscritto cinese, Esmeralda e il violoncello e L’apparizione, al lettore vengono offerte suggestioni musicali e poetiche. Procedendo con Nuova Vita, Pastiche, Radici e Una strana visita, vediamo come si rincorrono ombre del passato e memorie di epoche antiche.
I personaggi che popolano questi frammenti di universo sembrano emergere dall’opera e parlare in prima persona, insieme al piacere dell’invenzione fantastica che li pervade.
Ogni racconto è un piccolo mondo a sé, scritto con maestria e capace di catturare l’attenzione attraverso un’esperienza travolgente e indimenticabile.
Sono racconti che spiccano per la profondità e la qualità della scrittura, dove al flusso coscienza si alternano spesso l’introspezione e il frequente senso di illusorio e onirico, mentre i costanti interrogativi lasciano spazio anche al senso dell’umorismo.
L’ispirazione e la scrittura sono di tipo poetico e la penna viene lasciata libera di vagare e svagarsi, fino all’ultimo racconto, Vespero, una vera e propria prosa poetica, in cui la presenza di suggestioni stilnovistiche genera imprevedibili variazioni.
Grazie all’originale tecnica narrativa e alle storie ben costruite, questo libro di racconti è un viaggio unico in cui il lettore può facilmente perdersi.
Un libro perfetto per chi cerca una lettura coinvolgente e dinamica.

Antonella Azzoni vive e lavora a Roma. È neurologa, psichiatra e psicoanalista. Ha una formazione classica ed è da sempre appassionata di opera e di letteratura.
Ha pubblicato i romanzi: Amore e morte del Cavaliere F. de S. (Pagine, 2014), Jean e la piccola maga bionda e Storia quasi seria di un Vampiro perbene (Giovane Holden Edizioni, 2020 e 2021); la raccolta di racconti La prima e altri racconti (Albatros, 2018); le sillogi poetiche Come waka dell’autunno che viene (Giovane Holden Edizioni, 2019); per Edizioni
Helicon Canzoniere Amoroso (2018); Sottovoce a mezzo tono, in estrema confidenzaFilastrocche sul mondo dell’Opera (2019); Viva Rossini! Filastrocche sui personaggi rossiniani (2020); Meraviglioso MozartFilastrocche sui personaggi mozartiani (2023); Altri waka autunnali e una Canzone della partenza (2024). Diversi suoi racconti e componimenti poetici sono pubblicati in antologie di scrittori italiani. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la poesia, la narrativa e la saggistica in premi
letterari nazionali, fra cui il primo premio per la poesia inedita al 42° Premio Letterario Casentino, nel 2017.

Grazia Deledda “La regina delle tenebre”, con Presentazione e note

Nuova Edizione con il discorso pronunciato dalla Deledda al conferimento del Premio Nobel il 10 dicembre 1927.

“La regina delle tenebre”, che dà anche il titolo alla raccolta di sei novelle alcune già pubblicate su riviste e composte negli ultimi anni dell’Ottocento, fu poi stampata a Milano nel 1901.

La protagonista di “La regina delle tenebre” è una giovane donna, Magda, che decide di esiliarsi da tutto, in conflitto con il mondo che la circonda per poi assurgere ad una vera e propria metamorfosi superando ogni dubbio e accogliendo la forza della propria creatività come un dono da non sprecare; conflitto a cui non fu estranea la stessa autrice che propone in queste pagine il proprio travaglio interiore trasposto.

Così come ne “Il bambino smarrito” un uomo sfiduciato trova la propria ragion d’essere o ne “Le due giustizie” dove il protagonista, condannato ingiustamente da quella umana, la ritroverà nell’amicizia di un altro condannato.

Storie di lotta per affermare la propria creatività sulla miseria morale umana, come quella di Giame ne “La giumenta nera” o la vendetta di “Sarra” costretta dalla mentalità ristretta a rinunciare alla propria felicità.

La raccolta si chiude con “Primi baci” che ha per protagonisti due giovani innamorati sullo sfondo di una Sardegna protagonista.
Nella presente edizione è stato inserito il discorso dell’autrice dopo il conferimento del Premio Nobel il 10 dicembre 1927.

Perché ripoporre questi sei racconti?

Non tanto pereché la Deledda è stata l’unica donna italiana a ricevere il Nobel ma soprattutto per le tematiche sempre attuali che l’autrice propone con spirito positivo fidando nella capacità umana di risollevarsi dalla mancanza di fiducia in se stessi e quindi riemergere.

Su Amazon in ebook e in cartaceo

Maria Judite de Carvalho “Tanta gente, Mariana!”, presentazione

Sellerio Editore

Otto racconti e la postfazione di Giulia Caminito, dove trovare interessanti chiavi di lettura.
Tanta gente, Mariana! , è stato pubblicato nel 1959 da Maria Judite de Carvalho scrittrice e pittrice che ha vissuto a lungo in Belgio e in Francia, in particolare durante la dittatura di Salazar.

Otto racconti con personaggi soprattutto femminili, donne e uomini soli, angustiati da situazioni in cui la vita li ha posti: il rapimento, lo stupro, il tradimento, l’aborto, il suicidio, condizioni dolorose di cui non resta che prendere coscienza, irreversibili proprio perché quello che è stato non potrà più essere. Tra le possibili prospettive c’è la solitudine “Siamo soli, Mariana […] con tanta gente intorno. Quanta gente, Mariana! E nessuno farà niente per noi. Nessuno può. Nessuno lo vorrebbe, anche se potesse. Non c’è speranza” queste le parole che il padre pronuncia rivolgendosi alla figlia, Mariana, che ha perso tutto l’amore e il figlio che portava in grembo. È questo primo racconto a dare il titolo a tutta la raccolta cui seguono casi umani i  cui drammi e le cui situazioni di vita possono essere considerate fuori dal tempo e pertanto attualissimi anche a distanza di tanti anni trascorsi dalla prima pubblicazione che potremmo considerare datati o attribuibili ad una società precisa.

L’autrice, nata a Lisbona (Lisbona, 1921-1998), ha scritto romanzi e racconti spesso brevi, la sua  opera è considerata tra le più interessanti del Novecento in Europa: otto libri di racconti, un romanzo, una novella, una musica lirica teatrale, un libro di poesie e quatto raccolte di articoli pubblicati su vari giornali e riviste. Un ritratto del mondo femminile e della sua evoluzione dal 1959 al 1998 data di pubblicazione dell’ultima raccolta, Seta Despedida. Un mondo rassegnato e senza speranza, formato da personaggi soprattutto al femminile:

“In questa umanità sofferente sono le donne quelle che emergono di più, nel dolore e nella rassegnazione, nella divisione oppressiva tra la brava donna di casa, madre e sposa e la donna seduttrice, quella di cui non fidarsi, quella da non sposare oppure la zitella, creatura strana che nessuno ha voluto e che ha uno status sociale basso, impreciso e soprattutto asessuato. Un universo femminile formato da creature (le chiama spesso proprio così l’autrice,creature) di ogni età e classe sociale ma prevalentemente appartengono ad un’ipocrita piccola borghesia. Donne che lavorano fuori casa o che fanno le casalinghe. Donne colte e donne ignoranti. Belle e brutte, ma sempre schiave, anche se più o meno inconsapevolmente, del ruolo per loro stabilito dalla società fin da prima della nascita […]ad una lettura più accurata osserviamo che il mondo esterno, la quotidianità fungono da sfondo, da supporto a una struttura molto più complessa che intende entrare nella vita interiore del personaggio e ad interrogarlo senza arrivare a dare nessuna risposta[…] Nella novella che dà il nome al libro, Tanta Gente, Mariana, MJC dà vita al suo primo personaggio femminile, la sua Eva, Mariana Toledo, che diventerà l’anticipazione o il paradigma di tutti i personaggi femminili futuri, come se questo primo libro fosse la matrice e tutte le altre opere una variazione dello stesso tema, quello della solitudine, come già ricordato”*

* da Debora Ricci “I PERSONAGGI FEMMINILI NEI RACCONTI (AUTOBIOGRAFICI) DI MARIA JUDITE DE CARVALHO: RASSEGNAZIONE O FUGA COME RIBELLIONE ALLE NORME VIGENTI”.

“Giallo come il golfo da Tellaro a Portovenere”. 12 racconti gialli per 12 mesi, Gammarò/Oltre Edizioni

A cura di Beppe Mecconi

AA.VV.

Simona Albano, Massimo Ansaldo, Marco Della Croce, Alessandro Ebuli, Raffaella Ferrari, Patrizia Fiaschi, 

Maria Grazia Innocenti, Vanessa Isoppo, Beppe Mecconi, Corrado Pelagotti, Susanna Raule, Marco Usano

Introduzione di Marco Buticchi

Gammarò/Oltre 

Dodici luoghi in cerca d’autore, dodici mesi in cerca di voce. Ma anche dodici penne che hanno dipinto nelle varie sfumature del giallo, i “nostri posti”, troppo belli per non essere usati anche per ambientarvi racconti di questo colore. Creati dalla fantasia delle autrici e degli autori, oppure ispirati a fatti di cronaca, ogni mese dell’anno fa da cornice a storie che si muovono nei paesi e nelle vie del Golfo del Tigullio in Liguria, e che chi ci abita non avrà difficoltà a riconoscere. Per i “foresti” invece sarà bello decidere di fare una gita fuori porta per vedere se davvero quella strada si trova proprio dove viene collocata, o se quel paesaggio è davvero così suggestivo. Insomma, ci sono 12 x 12 x 12 motivi per leggere questa raccolta, e nessuno per non farlo.

Simona Albano, ligur-sicula, promoter anche culturale e trend-reporter per riviste di costume e società. Ha scritto per la fanzine “OTIVM” e sulla rivista di Poesia “Tam, Tam, Bum, Bum”. Collabora con il Salotto Letterario Caracci di Milano. Sue le raccolte di poesie Solo poche gocce e SottoSale. La sua poesia affronta spesso temi sociali, civili, come la violenza di genere. Nel 2021 vince con la videopoesia La fuga nell’armadio il Primo Premio Letterario Città di Sarzana sez. videoarte. Il suo monologo, Come lavatrice, muta, è attualmente in scena. Le sue liriche sono state pubblicate da: Pagine, Ferdeghini, Effigie, Di Felice e Tempra edizioni.

Massimo Ansaldo nato a Varazze, avvocato, con studi in Genova e La Spezia. Già Presidente del Centro Culturale Don Alberto Zanini della Spezia e Membro del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Liguria (Corecom Liguria). Ha pubblicato i libri Macerie e Il segno del sale (Leucotea Editore), Qualcosa da tacere e I delitti di Genova con Fratelli Frilli Editore e partecipato alle raccolte di racconti Tutti i sapori del noir, I luoghi del noir, Odio e Amore nel Noir, Risate in Noir, Note in Noir con Il coltello del cuoco, I cattivi sono buoni, Compito in classe e Rock and Roll Ever Green, Prima che il gallo canti, editi dalla Fratelli Frilli Editori, GenovaHorror con Pinguini, edito da Erga Editore, Racconti di Natale, con la Stiva, edito da Neos Edizioni.

Marco Della Croce La Spezia, 1961: laureato in farmacia, docente di Scrittura creativa della Scuola Internazionale dei Comics di Genova e insegnante di scuola superiore, ha al suo attivo tre romanzi della serie del commissario Sbrana, Nera di malasorte [IL FILO D’ARIANNA, 2013-2022], Venus [IL FILO D’ARIANNA, 2015-2022] e Black Magic Woman [IL FILO D’ARIANNA, 2018-2022], un romanzo della serie del commissario De Santis, Nero come la neve [FRATELLI FRILLI EDITORI, 2023], più alcuni racconti pubblicati in Giallo Pisano 4 [FELICI EDITORE, 2013], Nero di Spezia [FELICI EDITORE, 2014], Spezzini per sempre [EDIZIONI DELLA SERA, 2023], nonché nell’antologia multi-artistica di audio-racconti Ci metto la voce [COMUNE DELLA SPEZIA, 2021] e nell’antologia Nelle loro vite [IP-ALESSANDRO EBULI, 2021].

Alessandro Ebuli. Libri pubblicati: Sotterraneo, 2016, Eretica edizioni; Le dieci stanze, 2017, Eretica edizioni; Incastri distanti, 2018, Eretica edizioni; Istinti, 2019, Tempra edizioni, Temporali silenziosi, 2020, Tempra edizioni; Nelle loro vite, 2021, Autopubblicazione; La presenza di Hariel, 2022, Tempra edizioni; In superficie sospeso, 2023, Tempra edizioni. Racconti pubblicati in antologie: Polvere nel nome di Dio, Istantanee del mio tempo, Tempi moderni, La voce dentro, Intrecci, Henry e Dio. Poesie pubblicate in antologie: Fino alla fine del mondo, L’amico di tutti, L’imperfezione dell’apparenza, Libertà colonna, Mare, mia dimora, Silenzi, Nel liquefatto oblio.

 Raffaella Ferrari ha al suo attivo diversi gialli tra i quali L’ultima Magia, Ed. Tigullio 2005, vincitore del Premio Internazionale Pontiggia di S. Margherita Ligure (GE). Nel 2008 il suo racconto L’uomo con le stampelle viene inserito nella raccolta “Donne e crimine” delle migliori gialliste liguri curata da A. Roveda ed edita da Fratelli Frilli. Nel 2011 il suo racconto “Io e il vampiro” vince il Premio Giuria 4A ed. Concorso Letterario “L’anima del bosco” Carcare (SV). In ambito artistico due suoi cortometraggi si aggiudicano nel 2020 e nel 2021 il Premio Giuria nel “Concorso nazionale U. Fracchia” di Casarza Ligure (GE). Un personaggio da lei ideato è stato realizzato graficamente dal fumettista Francesco Tullio-Altan nell’ambito del Premio Museo di Pistoia.

Patrizia Fiaschi nasce alla Spezia nel 1965. Affianca alla professione di docente l’impegno di promotrice culturale. Collabora con scrittori del panorama nazionale, biblioteche e librerie all’organizzazione di eventi letterari. Ha coordinato circoli di lettura nell’ambito dell’Associazione Letture ad Alta Voce. Ha fondato il blog “Raccoglimi un libro” e collabora con la rivista letteraria Readaction. Ha curato la direzione artistica del Festival Romanzo Storico Città di Massa. Come autrice ha pubblicato nel 2019 Racconti di sale e di nebbia e nel 2021 il romanzo Un giorno nuovo che si è aggiudicato importanti premi letterari. Nel 2022 esce per Castelvecchi editore Il vento sull’erba. Il romanzo ha ricevuto il premio San Domenichino e il premio Città di Sarzana come miglior romanzo storico.

Maria Grazia Innocenti, La Spezia 1956. Da dieci anni risiede in provincia di Rimini. Pittrice, approdata ultimamente alla scrittura, anche se il desiderio di scrivere la insegue da molto tempo. È stata responsabile del settore didattico di un’importante scuola di Ortodonzia, partecipando alla stesura e alla correzione — testo e disegni — di volumi e articoli che, anche se in ambito scientifico, le ha fatto “sfiorare” il complesso mondo dell’editoria. Ma è la sua passione per i romanzi gialli che l’ha spinta a cimentarsi con questo tipo di narrativa. Ha vinto alcuni concorsi per racconti brevi, uno come miglior “incipit”. Nel 2023 esce la sua prima raccolta di racconti dal titolo Tre pennellate di giallo, mentre nel 2024 il secondo libro, Il peso dell’inganno, entrambi LFA Publisher.

Vanessa Isoppo, nata a Sarzana ma residente a Roma. Psicologa psicoterapeuta, specializzata in Scienze Criminologico Forensi e Problemi e patologie alcol-correlate, autrice dei saggi: G.W. Vizzardelli. Analisi psico-criminologica di un serial killer adolescente; Gammarò ediz., con Lara Ghiglione Se il fascismo va di moda. L’estremismo di destra e i giovani e Come farfalle nella ragnatela. Storie di ordinaria violenza digitale sulle donne; con Lara Ghiglione e Beppe Mecconi Tonia che aveva un pettirosso nei capelli, Töpffer edizioni.

Beppe Mecconi è nato e vive nel Golfo dei Poeti. Pittore, sceneggiatore, autore e direttore di film-documentari, regista di teatro e recital musicali, scrittore, illustratore di libri per l’infanzia. Le sue fiabe illustrate sono pubblicate in Brasile, Francia, Messico, Polonia. Il romanzo Trabastìa (Gammarò), ottiene i premi “Montale Fuori di Casa” e il “Manfredo Giuliani”. Alcuni altri titoli: Il manoscritto di Laneghè; Laneghè – Isola del mar tenebroso (premio Scaramuzza); I proverbi della Signorina Celide. Suoi racconti sono presenti in varie raccolte e antologie. Diploma ufficiale dell’UNICEF nel 1994. Nel 2019 un suo progetto viene esposto nell’Euro Parlamento di Bruxelles. Nel 2022 ottiene l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica per meriti artistici e culturali.

Corrado Pelagotti, nato alla Spezia, manager in importanti società di brokeraggio assicurativo. Da qualche anno è tornato nella sua città natale dove vive con tre gatti e una moglie itinerante. Ha pubblicato i romanzi: Tempo da lupi (2019 – Fanucci), finalista premio Nebbia Gialla 2019; Travolti da un insolito delitto (2020 – Fanucci), secondo classificato Premio Internazionale Castel Govone 2020 e finalista al premio Garfagnana in Giallo 2020; Trittico di Morte (2023 – Leone), vincitore della VII Edizione del Premio Tettuccio e del Fiorino d’argento al 40° premio Firenze. Ha inoltre pubblicato i racconti: La profezia: Autori Spezzini e dove trovarli (2021 – Il filo di Arianna); Il complice: Spezzini per Sempre (2023 – Edizioni della Sera); L’artista: Ariete (2024 – Edizioni della Sera).

Susanna Raule, psicologa e psicoterapeuta, è nata alla Spezia nel 1981. Ha lavorato come traduttrice e sceneggiatrice di fumetti per vari editori. Nel 2005 vince il Lucca Project Contest con Ford Ravenstock – specialista in suicidi, per i disegni di Armando Rossi, poi finalista al Premio Micheluzzi. Come giallista pubblica con Salani il ciclo del Commissario Sensi, per Fanucci la serie crime-sovrannaturale del Club dei Cantanti Morti. Il suo ultimo libro è il crimedy Minerva in fiamme per Mondadori. È tra le fondatrici del collettivo per la parità di genere nel fumetto Moleste (www.moleste.org). Il suo sito è www.susannaraule.com

Marco Ursano, giornalista e scrittore, spezzino, ha pubblicato L’amore romantico non muore mai, Coniglio Editore, Roma, 2005; L’estate di Galantini (Spezia 2-Genoa 0), Edizioni Cinque Terre, La Spezia, 2008; Giuseppe Di Vittorio alla Spezia, edizioni Ediesse, Roma, 2010; Verso il deserto, Cut Up Edizioni, La Spezia-Roma, 2011; Cronache dalla seconda guerra dell’acqua, Cut Up Edizioni, La Spezia-Roma, 2014; Il mare capovolto, MdS Editore, Pisa, 2016, Edelweiss MdS Editore, Pisa, 2018; Anni collaterali, MdS Editore, Pisa, 2018; Anni collaterali, MdS Editore, Pisa, 2020; Homo pandemicus, MdS Editore, Pisa, 2022.