Roberto Masi “Tutto è dire una parola”. Marco Saya Edizioni

Copertina della raccolta di poesie di Roberto Masi "Tutto è dire una parola". Marco Saya Edizioni.

Collana : Svolta del respiro

Marco Saya Edizioni

Dal 13 maggio 2026

In Tutto è dire una parola di Roberto Masi un nitore soggiacente alla scrittura muove in sordina i fili di una trama d’amore che del tragico fa ammenda riannodando nei cocci della storia un ponte, apparentemente incrollabile, tra due sentimenti.
È la storia di una casa fantasma dunque il pretesto che muove le intenzioni dell’intero poemetto, svolto in versi liberi ma consapevoli della propria metrica interna, che si accende e detona a seconda del movimento imposto di volta in volta dalle istanze interiori del poeta. Masi chiama a raccolta infatti molti degli echi delle fratture quotidiane non cercando però sanazione, piuttosto una specie di mimesi con tale senescenza. Ed è così che l’opera viaggia parallela con quella sensazione di abbandono che per tutto lo scorrere dei testi ricorda al lettore che la forza della poesia risiede proprio nella sua virtù più precipua, ovvero saper dire molto con poco o, meglio detto, avverando quel poco che in realtà è tutto ciò che veramente conta.

Roberto Masi (Firenze, 1975) si muove tra filosofia e poesia. Suoi testi sono apparsi su riviste di settore e collettanee legate all’Istituto Italiano Studi Filosofici di Napoli. Un estratto della sua raccolta, Si dissolva l’opaco (Ensemble) è stato tradotto in lingua serba e pubblicato nell’annuario della Matika srpska. Ha pubblicato inoltre: Eccitare l’abisso – Viaggio sentimentale nella logica del dubbio (Homo Scrivens; Premio Città del Galateo); Fuga dalla ragione – Il pensiero del gorilla (Homo Scrivens; Premio Nazionale di Filosofia le figure del pensiero). Nel 2024 è uscita la sua seconda raccolta poetica Specie domestica (Terra d’ulivi Edizioni).

La Collana i “Classici italiani” si arricchisce di un nuovo volume dedicato a Guido Gozzano

Copertina del volume dedicato a Guido Gozzano "Poesie, fiabe e novelle scelte" . Il volume fa parte della Collana Classici italiani, ParvaLicetEdizioni

Dalla Quarta di copertina

Poeta dell’ironia e della malinconia, Guido Gozzano (1883–1916) è una delle voci più originali del primo Novecento italiano. Lontano dall’enfasi del poeta-vate, sceglie una scrittura dimessa e consapevole, capace di dare valore alle “buone cose di pessimo gusto”, agli oggetti quotidiani, alle vite mancate e ai sentimenti trattenuti.

Questa raccolta riunisce alcune delle sue liriche più rappresentative accanto a una scelta di fiabe e prose narrative. Nei versi come nei racconti, Gozzano intreccia eleganza formale e linguaggio semplice, nostalgia e ironia, incanto e disincanto. La poesia diventa dialogo interiore, mentre la fiaba conserva il fascino della tradizione, rinnovandola attraverso un sottile distacco critico

Poesie, fiabe e novelle scelte come recita il titolo presenta una raccolta scelta e commentata con note e prefazioni a cura di Salvina Pizzuoli.

Il volume va ad arricchire la serie di classici italiani dedicati a

Arrigo Boito L’alfier nero
Arrigo Boito Il pugno chiuso
Luigi Capuana Novelle
Grazia Deledda La regina delle tenebre
Igino Ugo Tarchetti Tre racconti gotici
Federico De Roberto La Paura
Giovanni Verga Le storie del castello di Trezza

Tutta la Collana è corredata da prefazioni e note.

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Antonio Pavone “La vita delle attese”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta poetica di Antonio Pavone "La vita delle attese", NeP Edizioni

A un anno esatto dall’uscita di “Adesso”, Antonio Pavone torna in libreria con una nuova raccolta poetica, capace di toccare corde profonde e universali.
“La vita delle attese” si presenta come un viaggio emotivo in cui il filo conduttore è l’attesa dell’amore: una presenza silenziosa ma costante, che attraversa ogni componimento e ne rivela, in controluce, il senso più intimo.

Nelle pagine prende forma un sentimento che sembra abitare il cuore da sempre, pur manifestandosi all’improvviso, con la forza di ciò che sorprende e sconvolge. È un amore che attraversa l’anima, la permea, lascia tracce tangibili e invisibili: nei gesti, nei luoghi condivisi, nei dettagli più quotidiani. Vive nel ricordo di un cuscino, tra le pieghe di lenzuola che custodiscono un’intimità vissuta, nel calore di mani intrecciate durante un concerto, o nell’aria di una casa al mare, ancora intrisa del profumo di due vite che si sono incontrate e fuse.
Quella raccontata da Pavone è l’esperienza di un sentimento intenso e inatteso, capace di imprimersi profondamente e, allo stesso tempo, di trasformarsi in nostalgia già nel momento in cui si teme di perderlo. È un amore che arriva come una primavera fuori stagione, improvvisa e luminosa, ma che può lasciare, nella sua assenza, un senso vertiginoso di smarrimento.
Eppure, è proprio in questa tensione che si rivela la sua essenza più autentica: il desiderio di riconoscere nell’altro una parte di sé, e di continuare a cercarla senza perdere la speranza.
Un sentimento puro, che si disperde e si ritrova negli attimi della vita, rendendoli preziosi.
Arricchita dalla prefazione di Maria Teresa Marzullo, la silloge si distingue per la sua armonia interna: i versi scorrono come un’unica, ininterrotta dichiarazione d’amore. Si avverte una cura profonda nei legami, tra parole, immagini, emozioni, che restituisce al lettore la sensibilità e le fonti di ispirazione dell’autore.
Un invito a immergersi in una dimensione in cui le parole diventano luce: danno forma ai ricordi, rendono vivi i pensieri, accompagnano il lettore in uno di quei mondi possibili che abitano ciascuno di noi e che, come suggerisce l’autore, custodiscono una segreta e autentica ragione di felicità.

Antonio Pavone, nato in provincia di Bari nel 1991, è docente di Scienze Motorie e Sportive.
I suoi studi in ambito scientifico (Infermieristica, Scienze e Tecniche dello Sport e Scienze della Nutrizione) gli permettono di lavorare a stretto contatto con le persone e di scoprire ogni giorno storie nuove e mondi sempre diversi.
Ogni persona incontrata sul suo percorso formativo, lavorativo e di vita è un grande libro da leggere con una storia da raccontare.
Sportivo da sempre e allenatore, alterna i programmi d’allenamento a pensieri, parole e poesie. Per NeP edizioni ha pubblicato la raccolta poetica “Adesso” (2025).

Ida Travi “Tempo”, Vallecchi

Copertina della raccolta di poesie di Ida Travi "Tempo", Vallecchi

Collana: Parole della poesia diretta da Isabella Leardini

Vallecchi

Dal 24 aprile 2026

«Il tempo prodigio, tiene aperto l’inizio e la fine, lavora, va bisbigliando all’orecchio: fai attenzione, ogni volta che inventi un tuo simile lo getti nel tempo, forse un giorno vedrai un antico teatro greco, sorgere dal futuro, fermo e misterioso nella luce del tramonto.»

Densa di incanto ed esattezza la scrittura di Ida Travi tocca il grande altrove abitato dalla poesia. Nocciolo di pensiero della sua opera, il tempo si fa avanti oltre il tempo. Questo libro è la voce che cammina accanto ai Tolki, li apre, li rivela.

La poesia, per sua natura, si consegna alla comprensione degli umani come opera aperta, forma sempre sul farsi, opera che non contempla la parola fine. Su questa pietra dell’inizio senza fine ho costruito un microcosmo trasparente, invisibile qui e su scala planetaria. Sono per questo riconoscente all’antico orologio, eterno dispositivo muto. In questa micro-epica ogni porzione d’opera, ogni parola fa irruzione come un piccolo colpo di scena ma – contemporaneamente – rientra tranquilla nel suo ritmo temporale: è la più quieta delle sfide umane, è l’antico avvolgimento della spola. Nell’avvolgimento della spola c’è uno strano scrollare del tempo nell’oscurità, un’ostinazione, forse una coazione a ripetere.

Ida Travi nasce in provincia di Brescia, a Cologne. La poetica di Ida Travi si inscrive nel rapporto tra oralità e scrittura, tematica affrontata nel saggio L’aspetto orale della poesia (Anterem, 2000) Selezione Premio Viareggio 2001 e Poetica del basso continuo (Moretti&Vitali, 2015). Oltre alle raccolte poetiche scrive e mette in scena la drammaturgia Diotima e la suonatrice di flauto (Baldini&Castoldi, 2005). Nel 2013 prende il via la serie poetico-contemporanea I Tolki otto libri-episodi, raccolti in unico volume (il Saggiatore, 2024). Con “I Tolki” ha vinto il premio letterario Giuseppe Dessì e il premio Napoli per la poesia.

Jason R. Forbus “Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse”, Ali Ribelli Edizioni

Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse
La senda de los dioses: líricas y cuentos de la Ribera de Ulises
doppia edizione italiano-spagnolo

Copertina della raccolta di racconri e liriche di Jason R. Forbus "Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse", Ali Ribelli Edizioni
Doppia edizione italiano-spagnolo

AliRibelli

Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse accompagna il lettore in uno dei tratti più suggestivi della costa tirrenica, compreso tra il Circeo e Scauri di Minturno passando da Terracina, Sperlonga, Gaeta e Formia. Un mare di storia, mito e profonda bellezza che l’autore ha raccolto in liriche e racconti carichi di suggestioni.

La senda de los dioses: líricas y cuentos de la Ribera de Ulises acompaña el lector en unos de los tramos más sugestivo de la costa del mar Tirreno, comprendido entre el Circeo y Scauri de Minturno, pasando por Terracina, Sperlonga, Gaeta y Formia. Un mar de historia, mito e infinita belleza que el autor ha recopilado en líricas y cuentos cargados de sugestión.

Qui per ascoltare Ascolta l’anteprima

Jason R. Forbus è autore di romanzi, fiabe, poesia e saggi. Laureato in Sociologia presso l’Università di Aberdeen, divide il suo lavoro tra consulenze per le Nazioni Unite e una passione per la letteratura in tutte le sue forme. I suoi libri sono stati tradotti in oltre 12 lingue.

Barbara Mastroviti “L’esame dell’inverno”, presentazione

Copertina della raccolta di poesie di Barbara Mastroviti "L'esame dell'inverno", Interno Libri Edizioni

L’esame dell’inverno è un libro che attraversa la stagione più spoglia come metafora esistenziale: non tempo di chiusura, ma spazio di verifica, di misura, di ritorno alle domande essenziali.(da Interno Libri Edizioni)

Dalla Prefazione di Alessandro Moscè

[…]Le sezioni della raccolta poetica segnalano il tentativo di stratificare i ricordi  e di sedimentarli in un invernale sismografo interiore: In coda, la prima parte, rappresenta la fine della stagione e la ripartenza primaverile; Procreazioni incide nella metamorfosi dell’uomo come rinascesse ogni volta a sé stesso; Encòmio raccoglie la riconoscenza e il tributo di affetto per le persone amate; Custodie di moniti e monili addita uno spirito che muove tutto, rammentando l’ultimo verso del Paradiso di Dante: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, infine  Ossigeno terzo elemento allude al respiro della poesia e al contempo al ruolo indispensabile che l’elemento chimico svolge per ogni organismo vivente e per sostenere l’ecosistema. […]
Barbara Mastroviti fa sue prospettive insolite, audaci, con combinazioni cromatiche tanto di tipo espressionista che impressionista, con pennellate che conferiscono ai testi un dinamismo virtuoso. Oltre la cronaca c’è l’antropologia, come dicevamo, che evoca l’unità di corpo e anima, quasi che natura e storia, seguendo l’esempio di Pier Paolo Pasolini, procedano esplorando una volta di più la radice ontologica. Chi siamo e da dove veniamo: sarebbe questo, crediamo, il sottotitolo non scritto di L’esame dell’inverno. Un’antropologia fisica non conosce l’origine del tutto ma ne coglie il clamore in un “teatro di premure”. Non mancano scorci drammatici e conflittuali che rinviano in parte, al canto recitativo della tragedia lirica rintracciabile per analogia nell’opera musicale (del resto la poesia è di per sé un canto musicale). Mastroviti esplicita un verso che prescinde dall’esaltazione estetica per concentrarsi sulla profondità del vissuto. La poesia non può che essere custodia e conquista per attraversare la strada, ogni strada con il “carro dell’anima”, per dirla con Emily Dickinson. E il cammino prosegue

Barbara Mastroviti – nata a Chiusi (Si) nel 1970, vive e lavora a Città della Pieve (Pg). Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Tempo reale (2012), La costanza del colore (2020), Dominio della Terra Società Editrice Fiorentina (2024), Appunti sulla Poesia (verso libero) Il Convivio Editore (2024), Ti darei gli occhi (Ți-aș da ochii) silloge di poesie tradotta in romeno coedita da Eikon-Cosmopoli (2025), L’esame dell’inverno Interno Libri (2026).
Sue poesie compaiono in riviste online e cartacee nazionali e internazionali.

Anna Marinelli “Poesie al semaforo”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta poetica di Anna Marinelli "Poesie al semaforo", NeP Edizioni

I componimenti alla base di questa raccolta esplorano sentimenti, stati d’animo e riflessioni sulle molteplici sfumature dell’esistenza.

L’autrice, donna profondamente radicata nella dimensione familiare, abita la contemporaneità con consapevolezza e sensibilità. Dal suo vissuto quotidiano trae materia espressiva per una scrittura che sa farsi racconto, riflessione e testimonianza.
Pagina dopo pagina, le poesie risultano così attraversate da una profonda partecipazione emotiva e da un linguaggio incisivo, trasformando frammenti di quotidianità in immagini liriche dense di significato.
A dialogare con l’impianto lirico intervengono le opere pittoriche presenti nel volume, opera della stessa autrice: non semplici illustrazioni, ma tracce visive che amplificano l’eco dei versi e ne intensificano la forza espressiva, come tappe di un originale itinerario interiore.
Innovativa nella scelta lessicale e nella costruzione delle immagini, Anna Marinelli sperimenta differenti forme poetiche, passando con naturalezza da toni intimi ad accenti più ironici, alternando registri diversi e includendo componimenti in dialetto barese, senza mai perdere coerenza stilistica.
Con “Poesie al semaforo”, l’esperienza personale prende forma nei versi, offrendo al lettore il racconto di una ricerca continua di quella bellezza profonda che risiede nell’essere umano e svelando, con sincera semplicità, un impulso creativo inesauribile.


Anna Marinelli nasce nel 1960 a Bari. Da autodidatta si avvicina al mondo della pittura, sperimentando diversi generi e tecniche. Contemporaneamente si confronta anche con la poesia e pubblica svariate raccolte poetiche, riscuotendo riscontro positivo da parte del pubblico e ricevendo importanti riconoscimenti.
Prende parte a prestigiose mostre collettive, distinguendosi spesso con il primo posto o menzioni d’onore. È corsista della LUTE “Lia Damato” di Rutigliano (BA).
La famiglia ha un ruolo centrale nella sua vita. È nonna e mamma di due ragazze: le sue vere opere d’arte.

Laura Pavia “Perdonare la morte”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta poetica di Laura Pavia Edito da NeP

Un libro che si legge come un unico percorso, in cui le poesie non hanno titolo e non ci sono interruzioni nette, ma un fluire costante di pensieri ed emozioni. Questo contribuisce a creare un senso di continuità: il lettore non viene guidato verso un’interpretazione precisa, ma è invitato a trovare il proprio significato, lasciandosi coinvolgere in modo personale.

Ogni testo è parte di un discorso più ampio. I componimenti non sono isolati, ma dialogano tra loro e costruiscono, pagina dopo pagina, un viaggio interiore.
È un libro che si può “abitare”, perché affronta temi universali come la paura di vivere, il timore della morte, il senso di smarrimento e il desiderio di rinascita.
La morte, al centro della raccolta, non viene descritta come un evento finale o come un simbolo astratto. È piuttosto una presenza costante, qualcosa che accompagna l’esistenza e costringe a fare i conti con se stessi. Non offre risposte semplici, ma spinge a reagire, a cercare un nuovo equilibrio, a riscoprire il valore della vita.
L’autrice stessa racconta di aver sentito, per lungo tempo, una sorta di “morte interiore”. Scrivere poesie diventa allora un modo per ritrovare emozioni, per tornare ad amare e per affrontare la vita con meno paura. La parola poetica si trasforma in uno strumento di consapevolezza e di cambiamento, capace di aprire uno spiraglio anche nei momenti più bui.

La raccolta cerca un punto d’incontro tra pensiero e realtà concreta, tra ciò che siamo e ciò che temiamo di non essere. In questo spazio sospeso, dove il silenzio non dà risposte ma invita all’ascolto, la vita può trovare ancora una volta la forza di affermarsi.

Laura Pavia, classe 1972, è co-fondatrice e Direttrice del Dipartimento di Lettere e Filosofiadell’Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche; Membro titolare dell’Accademia Tomitana;Accademica ad honorem e Membro titolare dell’Accademia Internazionale Léopold Sédar Senghor; Accademica della International Academy of Ethics e della Academy of Farsala. Membro di commissione e vincitrice di diversi premi nazionali e internazionali, collabora con il giornale letterario Oceano News.
Ha pubblicato sulla rivista letteraria spagnola Crear en Salamanca il saggio breve La mistica de lo verdadero: Leopardi, Cioran, Vittorini. È autrice di diverse sillogi poetiche. Con NeP edizioni: L’ombra delle parole (2022) e Comporre la quiete (2024).

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Comporre la quiete

Assunta Sànzari Panza “La visionaria”, Vallecchi

Copertina della raccolta di testi poetici di Assunta Sanzari Panza "La visionaria", Vallecchi Editore

Prefazione: Davide Rondoni

In libreria il 27 febbraio

Vallecchi

Ed è così che la volontà di scrittura, l’energia di composizione, la lotta tra scrittura e morte che qui vanno in scena trovano la conferma della loro verità e il fiore più estremo del loro cuore in versi delicati e sospesi. Dove la vita, nel tumulto di parole e metafore, si sorprende, quasi sostando.

Dalla prefazione di Davide Rondoni: «Scrivere significa costruire il linguaggio, non spiegarlo», frase tratta da Max Bense: per la scrittrice il linguaggio è esito e campo di una “costruzione” e non di una spiegazione. Ma quel che il linguaggio costruisce – e lei lo sa bene – non è linguaggio ma vita. Ed ecco la scrittrice gettarsi tra queste pagine, sonore, impetuose, delicate, gettarsi nel linguaggio per costruire una propria biografia profonda (divisa per capitoli che sono indicazioni esistenziali prima che stilistiche). E in questa tensione che quasi stordisce il lettore per gli accumuli di metafore, per la proteiforme capacità verbale, Sànzari Panza vive il suo “meraviglioso fallimento”. Che è il medesimo meraviglioso fallimento dell’arte intera quando, protesa ad afferrar la vita, ne deve riconoscere la maggiore vastità e la imprendibile sperdutezza.

Dichiara l’Autrice: Essere visionari significa vedere oltre il reale con la stessa nitidezza della realtà. Il mio approccio privilegia il sentimento autentico rispetto al sentimentalismo, eliminando l’io lirico per commuovere senza artifici verbali. Fondamentale è poi il rigore della forma: un rifiuto categorico del già visto a favore di una costante ricerca dell’inaudito

Assunta Sànzari Panza, nata a Castelvenere (Benevento), vive in provincia di Avellino, dove svolge la professione di docente. Ha pubblicato testi poetici nell’antologia Chiamata contro le armi, a cura di Nadia Cavalera, su riviste cartacee e in diversi siti letterari, poi raccolti nel volume Lux. Nova et vetera (Robin Editore, 2022) premiato dalla giuria del concorso internazionale «Città di Montevarchi». Della sua opera si sono occupati tra gli altri, Gualberto Alvino e Fiorenzo Toso per «Treccani», Maurizio Soldini, Giuseppe Manfridi e Francesco Tarquini. Di imminente pubblicazione il romanzo dal titolo La bambina si sposò a cinque anni.

Leonardo Manetti “Le ore eterne dell’Attesa”

Recensione di Rita Bompadre

Copertina della raccolta do poesie di Leonardo Manetti, WE Edizioni, recensione di Rita Bompadre

WE Edizioni

Teneri occhi che mi osservano,
dolce è lo sguardo incrociato,
parole senza suono
ci uniscono all’ascolto.
Un attimo di fiaba
e poi subito il reale,
poche semplici note
di una scala senza chiave.

“Le ore eterne dell’Attesa” di Leonardo Manetti (Edizioni WE – Italia, 2025 pp. €114 15.00), scandiscono il tempo delle aspettative, occupano un luogo privilegiato dove scoprire l’amore e accogliere la solitudine della sospensione, interpretano il cammino introspettivo e la percezione di una struggente speranza per ascoltare e ricongiungere il ritorno degli affetti più cari.
Leonardo Manetti, omaggia, con la sua opera, la dedizione dell’aspettare, la persuasione di rivelare, attraverso la spontaneità dei sentimenti, la tensione romantica di ogni mancanza, il desiderio sincero di trasformare il destino e il senso della vita nel sogno d’amore. Nutre le stagioni delle emozioni, indica la previsione di un percorso interiore in cui si custodisce un legame e si sceglie, nell’evoluzione amorosa, la profondità identitaria del cuore, definisce l’elaborazione di un impegno che gratifica il vincolo affettivo, affranca le tormentate  contraddizioni dell’essere, rinnova l’eternità della presenza e l’empatia dell’anima.
La poesia di Leonardo Manetti decanta una ricerca lenta e ispirata attraverso l’uso sapiente e pastoso delle parole, rafforza la connessione vellutata delle sensazioni, accompagna la delicatezza dei versi per poi rivelarne il suo significato più suadente e intimo.
Il libro esamina l’esperienza coinvolgente della crescita e della maturità artistica e personale dell’autore, analizza la convincente e commovente riflessione sull’inafferrabilità della vita, riempie la distanza e il vuoto delle assenze con la qualità contemplativa del silenzio e della fedeltà.
Leonardo Manetti fa sua la cadenza spirituale e carnale, invocando l’intenzione nobilitata in cui la passione e l’innamoramento rispecchiano l’espansione di una intrigante continuità, l’attrazione sfuggente per i ricordi e per ogni profetica restituzione della nostalgia. Comprende l’evocativa capacità di riconoscere, nell’esistenza umana, il tortuoso intreccio di luci e ombre, di debolezza e di forza, di fragilità e di resistenza nell’affrontare il dolore e viverne la sua fugacità. Consegna la testimonianza di una finalità privata intorno alla possibilità di ricomporre uno spirito frantumato e disgregato dalla paura e dalle esitazioni.
“Le ore eterne dell’Attesa” concentra il peso e l’abisso delle occasioni scomponendo gli intervalli temporali tra la confidenza malinconica del passato, l’instabilità inquieta del presente e l’apertura fiduciosa del futuro. Consuma l’orizzonte di una realtà che misura la dimensione ideale e proiettiva dell’amore, la lucidità del vissuto, lo stato intuitivo di coscienza e l’oscillazione illuminante dell’immaginario.
Leonardo Manetti sa indugiare sulla provvisorietà del quotidiano, guardare e considerare le vibrazioni dei pensieri che riprendono la forma accesa e viva della dedizione esclusiva, ascoltare l’impulso della perseveranza, come ricompensa alla felicità. Il libro ne è una conferma miracolosa su come la sorprendente meraviglia del sentire può migliorare la costanza e la cura del bene, le condizioni di affinamento e di  conservazione esprimono la meticolosa e genuina pienezza relazionale.
Leonardo Manetti osserva i cambiamenti umani, ammette il dubbio imperturbabile dell’indifferenza, si scontra con la condanna della mancanza, attende i giorni migliori. Risveglia il coraggio e l’energia nella rivelazione di una sensibilità che manifesta il riscatto, incendia e rinsalda l’essenza poetica, offre quiete alla solitudine, la forza redentiva e il fondamento della salvezza.

E ora che la notte è giunta,
cerco i tuoi occhi nelle stelle
mentre il dolore che sale
lungo le crepe della mia pelle
mi chiede di te.
Dicono che questi sono i momenti
in cui i poeti scrivono i versi più belli,
ma passo le notti con un foglio bianco
e il dolore accanto a me.


Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/