Carol Ann Duffy “L’invenzione della pioggia”, Vallecchi

Con questo primo volume debutta la nuova linea illustrata di Vallecchi Poesia, dedicata alla grande poesia internazionale e realizzata insieme all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
Libri preziosi capaci di incantare i ragazzi e appassionare i lettori di ogni generazione.

Copertina della raccolta di poesie di Carol Ann Duffy "L'invenzione della pioggia", Vallecchi

Traduzione di Giorgia Sensi e Isabella Leardini

Illustrazioni di Elizabeta Keci

Collana: Vallecchi Poesia diretta da Isabella Leardini

testo inglese/italiano

Genere: poesia, poesia, per ragazzi, albo illustrato

Vallecchi

Dall’11 settembre 2026

Ironica, fiabesca e perturbante, Carol Ann Duf­fy presta la sua voce all’infanzia con sguardo acuminato e lieve. In questa selezione di poesie per ragazzi – che soltanto per ragazzi non sono – il suo passo si addentra, giocando, nella pro­fondità del linguaggio poetico.
Tra le grandi protagoniste della poesia mondiale, prima donna ad aver ricoperto la carica di Poeta Laureata del Regno Unito, Duffy coniuga incan­to, oscurità e sorriso. 
I più svariati elementi della natura si trasformano in visionarie filastrocche e favole in versi, a cui l’autrice aggiunge la sua inconfondibile nota scura: un audace humour nero. 
Le sue eroine fronteggiano la notte con la penna in mano; la paura può essere osservata di sbieco, dalla segreta soglia di un’età che tiene in equilibrio regine, sirene e fantasmi, in un turbi­nare di animali degli abissi e dell’aria. In un sognante universo dark, come accadeva nelle fiabe del passato, l’inquietudine sussurra sotto la superficie del reale; perfino la morte può essere indicata dalle mani coraggiose dei bam­bini. Tra aule scolastiche in cui la Luna ti siede accanto e camerette in cui la coperta è fatta di oceani o di buio, il grande filo conduttore di questa poesia è la scrittura stessa: le parole delle poesie sono chiodi/ che fissano alla pagina il ven­to. Le parole non dette sono creature vive che crescono a dismisura, il margine della pagina è una finestra illuminata dal pensiero. 
I grandi poeti portano l’infanzia in un territorio nuovo, dove gli adulti ritrovano la meraviglia dell’immaginazione, cogliendo anche l’oscurità che ai più piccoli resta nascostaL’invenzione della pioggia consegna un nuovo tassello a que­sta tradizione: venticinque poesie da amare ad ogni età accompagnate dalle delicate illustra­zioni di Elizabeta Keci.

Le parole delle poesie sono incanti, cadono
come monete nel pozzo dei desideri, ricordi
il tonfo laggiù in fondo? Sono stelline filanti,
tracciano circoli e cerchi d’argento
nella notte, ancora strette nel tuo guanto,
il cinque di novembre.
Sono pesci rossi
nel loro triste sacchetto di plastica alla fiera,
e tu eri lì. Le parole delle poesie sono monete
nel cappello di un mendicante; unghie di un gatto smarrito.
Le parole delle poesie sono chi eri.

Carol Ann Duffy nasce a Glasgow e si trasfe­risce durante l’infanzia in Inghilterra. Studia Filosofia a Liverpool; in seguito vive a Lon­dra e, dal 1996, a Manchester, dove è diret­trice creativa del Dipartimento di Scrittura e docente di Poesia contemporanea presso la Manchester Metropolitan University. Esor­disce nel 1985 con Standing Female Nude, raccolta che le vale lo Scottish Arts Council Book Award e la impone come una delle voci più originali della poesia britannica contem­poranea. Seguono opere con cui è insignita dei più prestigiosi premi, tra i quali il Dylan Thomas Award, il T.S. Eliot Prize, il Costa Book Award e il PEN Pinter Prize. Accanto alla produzione poetica per adulti, Duffy ha scritto numerose poesie per ragazzi e libri illustrati per l’infanzia, per i quali ha vinto il Signal Prize for Children’s Verse. È inoltre drammaturga e la ricchezza e la varietà della sua produzione l’hanno resa un punto di ri­ferimento per un’intera generazione di autori della poesia contemporanea britannica. Nel 2009 è stata nominata Poet Laureate del Regno Unito, prima donna e prima autrice nata in Scozia a ricoprire la più prestigiosa carica poetica britannica. Carol Ann Duffy è oggi una delle figure più influenti della letteratura anglofona, la sua poesia che tiene insieme politica e incanto, ha dato nuova voce alle donne, perfino a quelle del mito, tocca i temi centrali della no­stra epoca, dai diritti all’ambiente, con stra­ordinaria forza e originalità. Le sue opere per l’infanzia sono state tradotte in Italiano per Einaudi e Fabbri Editore fin dal 2001. La sua poesia è edita prevalen­temente da Crocetti per il quale di recente sono uscite le raccolte Poesie d’amoreElegieNatura Politica, a cura di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera. Giorgia Sensi ha tradotto con Andrea Sirotti per Le Lettere La moglie del mondoLa donna sulla luna Le api.

Giorgia Sensi è traduttrice free lance di narrativa, saggistica e soprattutto poesia. Ha tradotto raccolte di Jackie Kay, Carol Ann Duffy, Eavan Boland, Kathleen Jamie, Gillian Clarke, Vicki Feaver, Patrick McGuinness, Margaret Atwood, John Barnie, Mary Jean Chan, George McKay Brown, H. D., Colm Toibin, Philip Morre, Kate Clanchy, Raymond Antrobus, Ilya Kaminski. Ha curato diverse antologie. Collabora con riviste quali PoesiaTesto a FronteVersodove. La sua raccolta La casa sull’albero, poesie scelte di Kathleen Jamie, Editore Giuliano Ladolfi, 2016, ha vinto il Premio Marrazza per la traduzione poetica 2017. Giorgia Sensi ha inoltre ricevuto il Premio nazionale per la traduzione 2019 dal Ministero per i Beni e Attività Culturali (Mibact). Vive a Ferrara.

Isabella Leardini è nata a Rimini nel 1978. Ha pubblicato le raccolte di poesia La coinquilina scalza (Niebo / La Vita Felice, 2004), Una stagione d’aria (Donzelli, 2017), Maniere nere (Mondadori, 2025) nella cinquina al Premio Strega Poesia, e il saggio Domare il drago (Mondadori, 2018). Insegna Scrittura creativa all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dirige il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna. Per Vallecchi dirige le collane di poesia e ha pubblicato l’antologia Costellazione parallela. Poetesse italiane del Novecento (2023).

Elizabeta Keci, classe 1994, ama il disegno, la fotografia e la letteratura gotica. Dopo il liceo artistico si forma all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove si laurea in Edizioni e Illustrazione per la Grafica d’Arte. In seguito frequenta il Master Ars in Fabula di Macerata. Attualmente lavora come illustratrice freelance e si occupa di animazione 2D.

Ricordiamo che l’autrice sarà in Italia a Pordenonelegge 2026 il
19 settembre  https://www.pordenonelegge.it/autori/carol-ann-duffy

Luca R. Martini “Il tempo dopo”, recensione di Rita Bompadre

Copertina della silloge di Luca R. Martini "IL tempo dopo", recensione di Rita Bompadre, Di Felice Edizioni

Il tempo dopo

Essere il niente che mi fa compagnia
nella casa disertata. Di nuovo
sono comparse le nuvole. Di nuovo
l’edificio è crollato.


La paura è più forte di ogni cerimonia

Di Felice Edizioni

Prefazione di Eliza Macadan

“Il tempo dopo” di Luca Raul Martini (Di Felice Edizioni, 2026 pp. 56 € 10.00) racchiude un profondo significato filosofico ed esistenziale, esteso come fondamento interpretativo nel passaggio e nella trasformazione della consistenza del tempo. La poesia di Luca Raul Martini attua una rifinitura cognitiva ed emotiva, quasi successiva, delle proprie vicissitudini, nella sfumatura biografica e riservata del dopo, traccia una linea di confine tra una condizione di marcata frammentarietà e una nuova verità da affrontare, fatta di tangibile e superstite salvezza, in un contesto elegiaco sopravvissuto ai trami e alle angosce dell’uomo.
L’autore riesce, con valida e persuasiva attitudine intellettuale, a rappresentare la capacità di collocare gli oggetti che abitano la poesia in un confronto diretto e concreto con un’evoluzione nella mente e nel cuore, sposta la sua preziosa attenzione verso un’ordinarietà concreta, elegge la realtà come centro dell’ispirazione artistica. Condensa il concetto estetico di una poetica consistente in un procedimento creativo che esprime e trova nella materia  pratica e quotidiana l’effettivo strumento espressivo degli arredi interiori, l’elemento colmato di un valore emotivo, le immagini esplorate nella loro dinamica fisicità, evoca le sensazioni attraverso i dati sensibili e materiali di un sentimento.
Luca Raul Martini trova nella trasparenza e nella meraviglia delle testimonianze ordinarie, un affollarsi di contenuti solidi e lucidi, che rappresentano la conoscenza dell’uomo e riescono a suscitare una suggestione.
I versi di Luca Raul Martini sono protagonisti d’infinità, integrano un’arte quasi figurativa, in cui la collocazione dei desideri tra le liriche opera una illuminante conseguenza delle idee, attua i cambiamenti e riorganizza il vissuto attraverso la fase di riformulazione e assorbimento delle stagioni umane, permette di superare la barriera tra il passato e il presente, legandosi all’orientamento di una prospettiva del rimanere. Esamina un confronto costante tra il valore dell’esperienza e l’equilibrio delle aspettative per ritrovare un tempo presente, per formulare la riservatezza e la delicatezza della saggezza, preservare l’unicità delle percezioni, comprendere la consapevolezza di un ritratto temporale mutevole intorno all’instabilità delle scelte e dei legami.
“Il tempo dopo” non concede un registro enfatico e artificioso, utilizza dichiarazioni astratte, associate all’indagine dettagliata di una argomentazione di frazionamento delle parole, dove l’entità inanimata acquista una sua viva individualità indipendente, una funzionalità esterna da interrogare o da contemplare per tutto ciò che è posto innanzi al pensiero e alla vista, nell’esistenza  plastica, silenziosa e autonoma.
Luca Raul Martini consegna ai lettori una memoria altra, un’oggettività impassibile, un trasferimento immersivo in un territorio dotato di una funzione fenomenologica, coglie la poesia dall’interno e la affranca dalla sua funzione per lasciarla essere semplicemente nel mondo, riconoscendone il suo fluido naturale. La densità spirituale ed esistenziale dei versi acquista una persistenza, cattura la necessità di riconciliarsi con il mondo e di elogiare il rigore degli attraversamenti, creare una relazione autentica con le cose, lasciare parlare le emozioni. Il termine dopo come un’eredità del tempo, una presenza oltre il percepibile, il ponte emotivo e identitario di una reazione che perdura dopo di noi, vincolo di tutto ciò che esiste.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

Luca Raul Martini vive a Milano. Ha sempre lavorato nel campo della comunicazione e ha pubblicato racconti in libri, riviste e testate on line. Nel 2017 è uscita la raccolta di poesie “Tra due stazioni”. Scrive sul blog di letteratura e cinema Allonsanfan.

Rudy Toffanetti “Eresia dei giusti”, Vallecchi

Copertina della raccolta di poesie di Rudy Toffanetti "Eresia dei giusti", Vallecchi.

                                                                                                                                   Collana: Vallecchi Poesia diretta da Isabella Leardini

Vallecchi

Dal  7 agosto 2026

In questa opera matura Rudy Toffanetti ha compiuto una trasformazione ardua e fertile, Eresia dei giusti ci mostra ciò che accade all’incanto quando incontra il suo rovescio: irrimediabilmente si adombra senza perdere il suo filo incandescente di chiarezza.
L’infanzia, le sue passioni assolute e inestinguibili incontrano le storture del presente, ne esce un libro audace e inimitabile, che può tenere insieme i dinosauri, chiamati ognuno con il suo nome, la durata della memoria e nuove forme destinate all’estinzione: programmi televisivi, canzoni, scienza, cronaca, storia. 
L’elegia di tutto ciò che consideriamo parte del mondo perduto oppone una resistenza sottile, fossile tenacia disposta a toccare l’ironia, perfino l’invettiva, pur di non tradire il canto.
Questa poesia tiene insieme archeologia e postmoderno: la lingua di coloro che erano bambini negli anni Novanta e nella musica del quotidiano hanno visto irrompere la caduta delle Torri, si intreccia a quella di un’età adulta che ha attraversato la pandemia e le metamorfosi delle città. 
Se Toffanetti è riuscito a mutare se stesso fino a poter dire con pronuncia esatta la mistica dei mostri, è perché non ha tradito l’insegnamento di quel grande incantatore e moltiplicatore di registri che per primo ha riconosciuto la sua poesia: Franco Loi, a cui è dedicata l’ultima sezione del libro in forma di sogni. Da Loi Toffanetti ha appreso il rigore di una poesia cantabile e spregiudicata, ma ha trasformato il candore degli esordi in una tagliente e consapevole libertà. Eresia dei giusti è un libro pieno di pensiero e di sorpresa, di durezza e musicalità.

Rudy Toffanetti (Milano, 1994) ha pubblicato in poesia Sul confine (Nino Aragno Editore, 2016) e La luce della luna (Nino Aragno Editore, 2020). In prosa ha pubblicato il saggio narrativo Franco Loi. L’erede del sole (FVE Editore, 2021).

Gabriele Zanini “E sul soffitto dimorano farfalle”, NeP Edizioni

Copertina della silloge di Gabriele Zanini "E sul soffitto dimorano farfalle", NeP Edizioni,


Questa silloge conduce il lettore negli spazi più intimi dell’animo umano, dove il bambino interiore si confronta con l’adulto attraverso ricordi, desideri, nostalgie e speranze.
Con una scrittura intensa e armoniosa, l’autore traduce emozioni universali in immagini delicate e profonde, raccontando il bisogno d’amore, la ricerca della propria identità e il coraggio di accogliere pienamente la vita.
Malinconia, rabbia, passioni e memorie di un passato lontano si intrecciano a sogni da custodire, esperienze dolorose e attese che il tempo non ha cancellato.
I versi danno voce a sentimenti autentici e instaurano con chi legge un rapporto immediato e sincero, fondato sulla condivisione dell’esperienza umana.
Dietro l’apparente silenzio della pagina, infatti, prende forma un dialogo confidenziale tra autore e lettore: un incontro autentico, cercato e voluto, in cui la parola poetica si fa ponte e occasione di riconoscimento reciproco.
Le poesie risvegliano emozioni e celebrano l’amore per la vita, raggiungendo il cuore con naturalezza. La scrittura diventa così uno strumento capace di accogliere e raccontare il dolore, la gioia e la speranza, trasformandoli in una riflessione universale.
Ogni componimento è attraversato da una propria musicalità esistenziale, capace di guidarci lungo un percorso emotivo e introspettivo.
La sonorità e il significato dei testi restituiscono il mondo interiore di una sensibilità ricca di emozioni, desideri e fantasie infantili, ma anche di disincanto, inquietudini e passioni mature. È l’espressione di un nucleo vitale sempre acceso, uno sguardo capace di osservare la realtà con stupore primigenio, come se ogni scoperta avvenisse per la prima volta.
Una raccolta di componimenti permeati di armonia e profonda umanità, che non raccontano soltanto il percorso dell’autore, ma parlano a ciascuno di noi.

Gabriele Zanini è nato a La Spezia e ha vissuto a Bologna, Parma e Pontremoli (MS).
Da anni si è trasferito in Puglia, in provincia di Bari, a pochi passi da Alberobello.
Ha pubblicato la raccolta di aneddoti e aforismi Ho vissuto (Il mio libro, 2015), da cui è stato
tratto l’omonimo reading. Al suo attivo anche la silloge Oro, luce e miele (Les Flaneurs,
2019).
È voce narrante in alcuni spettacoli teatrali, di cui firma anche la regia.

Rita Pacilio “La prima parola”, recensione di Rita Bompadre

La prima parola non è soltanto una poesia: è un fiume di vita che scorre e rifluisce, un respiro che intreccia memoria, spiritualità, fragilità e forza. (dalla postfazione di Eliza Macadan, Di Felice Edizioni)

Copertina del volume di poesia di Rita Pacilio "La prima parola", Di Felice Edizioni

“La prima parola” di Rita Pacilio (Di Felice Edizioni, 2025 pp. 64 € 10.00 ) è una dichiarazione biblica di principio, immersa nel profondo significato teologico e simbolico di una poetica che contiene già in sé, in nuce, il valore e la direzione di una dedizione spontanea e sensibile.

Rita Pacilio conferma il primato della parola, come azione creativa rivolta alla manifestazione di un atto d’amore e di comprensione verso qualcosa che supera la misura ordinaria del tempo e della vita, oltre la nostra esistenza e il nostro orizzonte. La ricerca filologica ed esegetica di Rita Pacilio estende l’espressione di una funzione della scrittura a sostegno di una rivelazione spirituale e razionale, agisce sulla relazione caritatevole con la memoria e interpreta una esperienza compiuta e matura, approfondita in una forma stilistica originale e omogenea.
L’opera poetica infatti si svolge in un unico componimento, originario e primordiale, realizzato con una prospettiva emblematica sull’osservazione sapiente e sacra della realtà e dell’uomo, in cui la fonte celebrativa del linguaggio è lo strumento demiurgo, dà forma alla materia, ne plasma il contenuto, dichiara la prima parola come segno di confessione interiore e preghiera.
Rita Pacilio consegna al lettore la sua armonia evangelizzatrice, distende l’ordine ciclico dei versi, a testimonianza di un itinerario esistenziale, filosofico e religioso verso la contemplazione e l’accettazione suprema della vita, analizzata scrupolosamente nella fedele ed empatica direzione di una sintonia di ricordi, attraverso la fragilità della natura umana e il sentimento pulsante delle aspettative. Alimenta la speranza e il desiderio, mantenendo viva la capacità di consacrare, alla radice romantica e lirica di ogni presenza viva, complice del suo cammino, l’invocazione a una sublime energia divina, in grado di assegnare il sostegno, il discernimento di ogni percezione antica e liturgica, idealizzata nel contesto presente, di riconoscere, nella caducità, la consapevolezza, nell’essenzialità l’intensità di una fermezza morale.
“La prima parola” pronuncia la saggezza di una dimensione trascendente, sedimentata in un solido e premuroso riferimento della biografia degli affetti, ancorata in un impercettibile e mistico esercizio ascetico dove l’approccio teologico sostiene il dono di una presenza dilatata, ideale, aperta alla misericordia.
Rita Pacilio espone la sua riflessione ermeneutica intorno alla disposizione generosa verso l’altro, riflesso dell’amore di Dio, alla grazia del bene che trasforma il cuore e si mostra nella benevolenza quotidiana. La potenza ipnotica del libro seduce l’attenzione alla lettura, affascina il richiamo ieratico di una solenne, ispirata comunicazione con la volontà di affermare l’importanza e l’eredità dei vincoli familiari e ristabilire dal passaggio inevitabile del dolore la consolazione e la letizia dell’anima. Rita Pacilio rende la fede nella dignità umana, rischiara il buio delle coscienze, ricompone l’incrinatura delle sconfitte. Risana la luce e la verità della salvezza, attraversa la finalità docile e accogliente della compassione, si fa lingua dell’innocenza in un mondo dominato dalla malvagità. In un rituale che esplora il mistero della vita, il respiro di “La prima parola” avvolge la continuità di un verbo assoluto, tradotto nel luogo delle evocazioni emotive, nella terra e dentro di noi, come rappresentazione della nostra origine. Un ponte invisibile tra l’ascolto e l’umiltà di ogni parola pronunciata in limine di un’offerta introspettiva.

Rita Pacilio è poeta e scrittrice. Nasce a Benevento nel 1963 e vive sulle colline sannite. Sociologa di formazione e mediatrice familiare di professione, da oltre un ventennio si occupa di poesia, musica, narrativa, letteratura per l’infanzia, saggistica e critica letteraria. Direttrice del marchio editoriale RPlibri. Al suo attivo ha più di quaranta pubblicazioni. Recenti lavori: “Così l’anima invoca un soffio di poesia” (Marco Saya Edizioni, 2023) “Si è fatto preghiera – San Francesco d’Assisi otto secoli di umanità e ispirazione” (RPlibri, 2024). È stata tradotta in undici lingue.

Lello Voce “(MUSA!)”, Marco Saya Edizioni

Copertina della nuova edizione di Lello Voce "(MUSA!)", Marco Saya Edizioni

Prefazione di Romano Luperini, postfazione di Franco Fortini

Collana Conseguito silenzio

Marco Saya Edizioni

Dall’11 giugno 2026

L’edizione originale di (MUSA!) comprendeva un’audiocassetta con la lettura dell’autore dei due testi che compongono il libro. Il tempo è passato e – in luogo dell’audiocassetta – per ascoltare l’audio che è parte integrante e fondamentale di questo libro è stato inserito un QR code

 Libro tra i più sorprendenti di un pioniere dello spoken word

A distanza di ben trentacinque anni dalla sua uscita, viene qui riproposto uno tra i libri più significativi di Lello Voce, opera capitale per almeno un paio di generazioni e ingiustamente da tempo fuori commercio.
Ispirato da una lingua in continua tensione tra più registri e variazioni su tema, questo libro cattura il lettore in un vortice magmatico dove lo spirito che serpeggia tra le pagine diviene un contenitore polifonico che plasma una propria caustica, istrionica Babele del pensiero che assurge quasi a monito dal sapore infernale per confermare, già da allora, l’unicità della poesia di Voce, vicina alla corrente del Gruppo 93 ma al tempo stesso autonoma e poco catalogabile.
Questa nuova edizione, oltre a riportare fedelmente l’introduzione alla prima edizione a cura di Romano Luperini, è impreziosita da una lettera inedita scritta per l’allora giovanissimo autore campano da Franco Fortini che, qualora ce ne fosse bisogno, attesta ulteriormente l’importanza di un’opera ancora oggi attualissima e ispiratrice.

Lello Voce, pioniere europeo dello spoken word, ha introdotto in Italia il Poetry slam. Ha pubblicato svariati libri con artisti come P. Fresu, F. Nemola, A. Salis, tra cui Farfalle da combattimento (Bompiani, 1999), Fast Blood (2003 – Premio Delfini) L’esercizio della lingua (Le Lettere, 2010) Piccola cucina cannibale (Squi[libri], 2011) per il quale è stato insignito del Premio Napoli.Il suo ultimo libro-CD, sempre con Frank Nemola e con la partecipazione di Paolo Fresu, è Il fiore inverso (Squilibri editore, 2016), a cui è stato conferito il Premio Nazionale Elio Pagliarani.Nel 2022 pubblica Razos (La nave di Teseo), vincitore dei premi Bologna in Lettere e Paolo Prestigiacomo.

Paolo Parrini “Imparare a dirsi addio”, recensione di Rita Bompadre

Copertina della raccolta di poesie di Paolo Parrini, Samuele Editore.

Samuele Editore

“Imparare a dirsi addio” di Paolo Parrini (Samuele Editore, 2025 pp. 126 € 15.00) affronta il tema sensibile della perdita come una scelta consapevole che trasforma il dolore nella tenerezza dei ricordi, un metodo per esprimere una vicinanza coraggiosa laddove l’assenza si riassesta nella percezione del mondo e nella sua eredità. Paolo Parrini concentra l’elaborazione del proprio vissuto nella necessità ineluttabile della separazione attraverso lo svolgimento di una energia poetica,
nell’omaggio alla continuità, supporta il legame interiore, dilata l’esperienza delle reazioni affettive.


Quando si spegne la luce
e i morti vengono a trovarmi
nella nebbia fine che entra
nel respiro, allora non occorre
alcuna voce, bastano i brividi

l’odore della pelle di chi si è amato.



La poesia di Paolo Parrini è come un rovo trafitto nel corpo e nell’anima, maturato nel varco simbolico di una protezione e manutenzione emotiva, a difesa di una capacità evocativa di resilienza, in grado di custodire e intonare la natura penetrante e tenace dei sentieri introspettivi.
Si insinua come il profumo di un soffio vitale, unisce passato e presente, estrae il solco della sofferenza nelle pieghe desolate dell’assenza, l’incisione della nostalgia nelle impronte familiari del distacco.
Il libro raccoglie la vulnerabilità umana e l’identità indelebile di una sincera testimonianza trascorsa nella fugacità e nella transitorietà delle occasioni, con la preziosa dignità dello spazio e del tempo dell’esistenza, la condivisione di ogni tagliente intreccio della vita. Integra la linea di confine della malinconia nella fiduciosa conversione di ogni congiuntura con la rinascita istintiva del modo in cui abitiamo il mondo. Include la frattura sradicata degli eventi come sospensione sentimentale, lesione tangibile delle relazioni, aggiunge, nella crescita personale e nella prospettiva quotidiana della cura, il rituale di conclusione, la liturgia prolungata alla dedizione d’amore, il vuoto della mancanza incarnato pienamente e saggiamente nelle parole.
Paolo Parrini consegna ai lettori un’immersione lenta e inesorabile nella disperazione, ma anche una cognizione di un orizzonte che rende visibile la soglia di una lontananza, avvicina l’equilibrio delicato dell’uomo alla fedeltà delle abitudini, alle incrinature nel tempo, nel mestiere di vivere, esorta a indagare l’abisso per riuscire ad accogliere i fantasmi dei conflitti inconsci, l’invocazione immaginaria di una presenza che ci prende per mano e ci accompagna verso la conoscenza anche drammatica di noi stessi, in bilico tra debolezza e resistenza. Descrive l’espressiva commozione di un’entità arcana, sovrannaturale, nascosta nell’invisibile segretezza della memoria, affonda il respiro ancestrale dei luoghi nella rivelazione di una traccia palpabile, mai sepolta del tutto, ripercorre le immagini rarefatte, consente all’eternità di riaffiorare in tutta la sua forza lirica, travolge il passaggio struggente del congedo come un avvenimento toccante che inghiotte la superficie oscillante degli oggetti, si nasconde negli angoli bui delle stanze, nelle stagioni del cuore, nel silenzio instaurato fra smarrimenti sgombri di parole, nel nome, nel corpo, nella voce. Riempie il calore originario, sussurra nella nudità essenziale dei versi l’elegia del disincanto, abbandona l’ombra esitante della separazione, ancorata al pertugio disabitato e privato di un canto delle vertigini. Difende le pareti che hanno assorbito i giorni e restituito all’appartenenza il ritorno della dolcezza, il momento di pronunciare il suono per tornare alla luce e riconciliarsi con le proprie ferite.
Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”
https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

Emilio Manzotti, Luciano Zampese “Il testo poetico. Metodi, strumenti esempi d’analisi linguistica”, Vallecchi

Copertina del saggio sul testo poetico di Emilio Manzotti, Luciano Zampese "Il testo poetico. Metodi, strumenti esempi d'analisi linguistica", Vallecchi

Collana: Italianistica diretta da Gualberto Alvino

Genere: saggio sulla poesia

Vallecchi

Dal 15 maggio

Il manuale si rivolge al pubblico degli specialisti in divenire (gli studenti universitari di lettere e di lingue) e a quello degli specialisti in atto: i docenti di italiano della scuola superiore. Ma nelle intenzioni il manuale si rivolge a tutti i lettori di poesia sensibili agli aspetti formali, espressivi del testo poetico, e interessati a una sua comprensione analitica e approfondita, la sola che assicuri e moltiplichi il piacere della lettura. L’ambito teorico e gli strumenti metodologici e concettuali saranno quelli della linguistica testuale contemporanea, che riconosce nelle proprietà di coerenza articolate ai vari livelli (referenziale, tematico, logico-argomentativo e illocutivo) e nelle manifestazioni puntuali della coesione il proprium della testualità. Non un panorama di tutti gli strumenti, ma selezioni, assaggi e approfondimenti puntuali che il lettore potrà poi estendere analogicamente.

Emilio Manzotti, ordinario e emerito di linguistica italiana all’Università di Ginevra. I suoi principali ambiti di ricerca sono la semantica lessicale e frasale, la linguistica del testo, l’analisi linguistico-stilistica del testo poetico con applicazioni soprattutto otto-novecentesche a Pascoli, Saba, Caproni, Rebora, Sinigaglia.

Luciano Zampese, incaricato di linguistica italiana nella stessa università, si interessa di linguistica testuale e di analisi stilistica del testo letterario: studi su Montale e su Meneghello (La forma dei pensieri, Cesati, 2014; «S’incomincia con un temporale», Carocci, 2021).

Roberto Masi “Tutto è dire una parola”. Marco Saya Edizioni

Copertina della raccolta di poesie di Roberto Masi "Tutto è dire una parola". Marco Saya Edizioni.

Collana : Svolta del respiro

Marco Saya Edizioni

Dal 13 maggio 2026

In Tutto è dire una parola di Roberto Masi un nitore soggiacente alla scrittura muove in sordina i fili di una trama d’amore che del tragico fa ammenda riannodando nei cocci della storia un ponte, apparentemente incrollabile, tra due sentimenti.
È la storia di una casa fantasma dunque il pretesto che muove le intenzioni dell’intero poemetto, svolto in versi liberi ma consapevoli della propria metrica interna, che si accende e detona a seconda del movimento imposto di volta in volta dalle istanze interiori del poeta. Masi chiama a raccolta infatti molti degli echi delle fratture quotidiane non cercando però sanazione, piuttosto una specie di mimesi con tale senescenza. Ed è così che l’opera viaggia parallela con quella sensazione di abbandono che per tutto lo scorrere dei testi ricorda al lettore che la forza della poesia risiede proprio nella sua virtù più precipua, ovvero saper dire molto con poco o, meglio detto, avverando quel poco che in realtà è tutto ciò che veramente conta.

Roberto Masi (Firenze, 1975) si muove tra filosofia e poesia. Suoi testi sono apparsi su riviste di settore e collettanee legate all’Istituto Italiano Studi Filosofici di Napoli. Un estratto della sua raccolta, Si dissolva l’opaco (Ensemble) è stato tradotto in lingua serba e pubblicato nell’annuario della Matika srpska. Ha pubblicato inoltre: Eccitare l’abisso – Viaggio sentimentale nella logica del dubbio (Homo Scrivens; Premio Città del Galateo); Fuga dalla ragione – Il pensiero del gorilla (Homo Scrivens; Premio Nazionale di Filosofia le figure del pensiero). Nel 2024 è uscita la sua seconda raccolta poetica Specie domestica (Terra d’ulivi Edizioni).

La Collana i “Classici italiani” si arricchisce di un nuovo volume dedicato a Guido Gozzano

Copertina del volume dedicato a Guido Gozzano "Poesie, fiabe e novelle scelte" . Il volume fa parte della Collana Classici italiani, ParvaLicetEdizioni

Dalla Quarta di copertina

Poeta dell’ironia e della malinconia, Guido Gozzano (1883–1916) è una delle voci più originali del primo Novecento italiano. Lontano dall’enfasi del poeta-vate, sceglie una scrittura dimessa e consapevole, capace di dare valore alle “buone cose di pessimo gusto”, agli oggetti quotidiani, alle vite mancate e ai sentimenti trattenuti.

Questa raccolta riunisce alcune delle sue liriche più rappresentative accanto a una scelta di fiabe e prose narrative. Nei versi come nei racconti, Gozzano intreccia eleganza formale e linguaggio semplice, nostalgia e ironia, incanto e disincanto. La poesia diventa dialogo interiore, mentre la fiaba conserva il fascino della tradizione, rinnovandola attraverso un sottile distacco critico

Poesie, fiabe e novelle scelte come recita il titolo presenta una raccolta scelta e commentata con note e prefazioni a cura di Salvina Pizzuoli.

Il volume va ad arricchire la serie di classici italiani dedicati a

Arrigo Boito L’alfier nero
Arrigo Boito Il pugno chiuso
Luigi Capuana Novelle
Grazia Deledda La regina delle tenebre
Igino Ugo Tarchetti Tre racconti gotici
Federico De Roberto La Paura
Giovanni Verga Le storie del castello di Trezza

Tutta la Collana è corredata da prefazioni e note.

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