Ida Travi “Tempo”, Vallecchi

Copertina della raccolta di poesie di Ida Travi "Tempo", Vallecchi

Collana: Parole della poesia diretta da Isabella Leardini

Vallecchi

Dal 24 aprile 2026

«Il tempo prodigio, tiene aperto l’inizio e la fine, lavora, va bisbigliando all’orecchio: fai attenzione, ogni volta che inventi un tuo simile lo getti nel tempo, forse un giorno vedrai un antico teatro greco, sorgere dal futuro, fermo e misterioso nella luce del tramonto.»

Densa di incanto ed esattezza la scrittura di Ida Travi tocca il grande altrove abitato dalla poesia. Nocciolo di pensiero della sua opera, il tempo si fa avanti oltre il tempo. Questo libro è la voce che cammina accanto ai Tolki, li apre, li rivela.

La poesia, per sua natura, si consegna alla comprensione degli umani come opera aperta, forma sempre sul farsi, opera che non contempla la parola fine. Su questa pietra dell’inizio senza fine ho costruito un microcosmo trasparente, invisibile qui e su scala planetaria. Sono per questo riconoscente all’antico orologio, eterno dispositivo muto. In questa micro-epica ogni porzione d’opera, ogni parola fa irruzione come un piccolo colpo di scena ma – contemporaneamente – rientra tranquilla nel suo ritmo temporale: è la più quieta delle sfide umane, è l’antico avvolgimento della spola. Nell’avvolgimento della spola c’è uno strano scrollare del tempo nell’oscurità, un’ostinazione, forse una coazione a ripetere.

Ida Travi nasce in provincia di Brescia, a Cologne. La poetica di Ida Travi si inscrive nel rapporto tra oralità e scrittura, tematica affrontata nel saggio L’aspetto orale della poesia (Anterem, 2000) Selezione Premio Viareggio 2001 e Poetica del basso continuo (Moretti&Vitali, 2015). Oltre alle raccolte poetiche scrive e mette in scena la drammaturgia Diotima e la suonatrice di flauto (Baldini&Castoldi, 2005). Nel 2013 prende il via la serie poetico-contemporanea I Tolki otto libri-episodi, raccolti in unico volume (il Saggiatore, 2024). Con “I Tolki” ha vinto il premio letterario Giuseppe Dessì e il premio Napoli per la poesia.

Jason R. Forbus “Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse”, Ali Ribelli Edizioni

Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse
La senda de los dioses: líricas y cuentos de la Ribera de Ulises
doppia edizione italiano-spagnolo

Copertina della raccolta di racconri e liriche di Jason R. Forbus "Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse", Ali Ribelli Edizioni
Doppia edizione italiano-spagnolo

AliRibelli

Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse accompagna il lettore in uno dei tratti più suggestivi della costa tirrenica, compreso tra il Circeo e Scauri di Minturno passando da Terracina, Sperlonga, Gaeta e Formia. Un mare di storia, mito e profonda bellezza che l’autore ha raccolto in liriche e racconti carichi di suggestioni.

La senda de los dioses: líricas y cuentos de la Ribera de Ulises acompaña el lector en unos de los tramos más sugestivo de la costa del mar Tirreno, comprendido entre el Circeo y Scauri de Minturno, pasando por Terracina, Sperlonga, Gaeta y Formia. Un mar de historia, mito e infinita belleza que el autor ha recopilado en líricas y cuentos cargados de sugestión.

Qui per ascoltare Ascolta l’anteprima

Jason R. Forbus è autore di romanzi, fiabe, poesia e saggi. Laureato in Sociologia presso l’Università di Aberdeen, divide il suo lavoro tra consulenze per le Nazioni Unite e una passione per la letteratura in tutte le sue forme. I suoi libri sono stati tradotti in oltre 12 lingue.

Barbara Mastroviti “L’esame dell’inverno”, presentazione

Copertina della raccolta di poesie di Barbara Mastroviti "L'esame dell'inverno", Interno Libri Edizioni

L’esame dell’inverno è un libro che attraversa la stagione più spoglia come metafora esistenziale: non tempo di chiusura, ma spazio di verifica, di misura, di ritorno alle domande essenziali.(da Interno Libri Edizioni)

Dalla Prefazione di Alessandro Moscè

[…]Le sezioni della raccolta poetica segnalano il tentativo di stratificare i ricordi  e di sedimentarli in un invernale sismografo interiore: In coda, la prima parte, rappresenta la fine della stagione e la ripartenza primaverile; Procreazioni incide nella metamorfosi dell’uomo come rinascesse ogni volta a sé stesso; Encòmio raccoglie la riconoscenza e il tributo di affetto per le persone amate; Custodie di moniti e monili addita uno spirito che muove tutto, rammentando l’ultimo verso del Paradiso di Dante: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, infine  Ossigeno terzo elemento allude al respiro della poesia e al contempo al ruolo indispensabile che l’elemento chimico svolge per ogni organismo vivente e per sostenere l’ecosistema. […]
Barbara Mastroviti fa sue prospettive insolite, audaci, con combinazioni cromatiche tanto di tipo espressionista che impressionista, con pennellate che conferiscono ai testi un dinamismo virtuoso. Oltre la cronaca c’è l’antropologia, come dicevamo, che evoca l’unità di corpo e anima, quasi che natura e storia, seguendo l’esempio di Pier Paolo Pasolini, procedano esplorando una volta di più la radice ontologica. Chi siamo e da dove veniamo: sarebbe questo, crediamo, il sottotitolo non scritto di L’esame dell’inverno. Un’antropologia fisica non conosce l’origine del tutto ma ne coglie il clamore in un “teatro di premure”. Non mancano scorci drammatici e conflittuali che rinviano in parte, al canto recitativo della tragedia lirica rintracciabile per analogia nell’opera musicale (del resto la poesia è di per sé un canto musicale). Mastroviti esplicita un verso che prescinde dall’esaltazione estetica per concentrarsi sulla profondità del vissuto. La poesia non può che essere custodia e conquista per attraversare la strada, ogni strada con il “carro dell’anima”, per dirla con Emily Dickinson. E il cammino prosegue

Barbara Mastroviti – nata a Chiusi (Si) nel 1970, vive e lavora a Città della Pieve (Pg). Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Tempo reale (2012), La costanza del colore (2020), Dominio della Terra Società Editrice Fiorentina (2024), Appunti sulla Poesia (verso libero) Il Convivio Editore (2024), Ti darei gli occhi (Ți-aș da ochii) silloge di poesie tradotta in romeno coedita da Eikon-Cosmopoli (2025), L’esame dell’inverno Interno Libri (2026).
Sue poesie compaiono in riviste online e cartacee nazionali e internazionali.

Anna Marinelli “Poesie al semaforo”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta poetica di Anna Marinelli "Poesie al semaforo", NeP Edizioni

I componimenti alla base di questa raccolta esplorano sentimenti, stati d’animo e riflessioni sulle molteplici sfumature dell’esistenza.

L’autrice, donna profondamente radicata nella dimensione familiare, abita la contemporaneità con consapevolezza e sensibilità. Dal suo vissuto quotidiano trae materia espressiva per una scrittura che sa farsi racconto, riflessione e testimonianza.
Pagina dopo pagina, le poesie risultano così attraversate da una profonda partecipazione emotiva e da un linguaggio incisivo, trasformando frammenti di quotidianità in immagini liriche dense di significato.
A dialogare con l’impianto lirico intervengono le opere pittoriche presenti nel volume, opera della stessa autrice: non semplici illustrazioni, ma tracce visive che amplificano l’eco dei versi e ne intensificano la forza espressiva, come tappe di un originale itinerario interiore.
Innovativa nella scelta lessicale e nella costruzione delle immagini, Anna Marinelli sperimenta differenti forme poetiche, passando con naturalezza da toni intimi ad accenti più ironici, alternando registri diversi e includendo componimenti in dialetto barese, senza mai perdere coerenza stilistica.
Con “Poesie al semaforo”, l’esperienza personale prende forma nei versi, offrendo al lettore il racconto di una ricerca continua di quella bellezza profonda che risiede nell’essere umano e svelando, con sincera semplicità, un impulso creativo inesauribile.


Anna Marinelli nasce nel 1960 a Bari. Da autodidatta si avvicina al mondo della pittura, sperimentando diversi generi e tecniche. Contemporaneamente si confronta anche con la poesia e pubblica svariate raccolte poetiche, riscuotendo riscontro positivo da parte del pubblico e ricevendo importanti riconoscimenti.
Prende parte a prestigiose mostre collettive, distinguendosi spesso con il primo posto o menzioni d’onore. È corsista della LUTE “Lia Damato” di Rutigliano (BA).
La famiglia ha un ruolo centrale nella sua vita. È nonna e mamma di due ragazze: le sue vere opere d’arte.

Laura Pavia “Perdonare la morte”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta poetica di Laura Pavia Edito da NeP

Un libro che si legge come un unico percorso, in cui le poesie non hanno titolo e non ci sono interruzioni nette, ma un fluire costante di pensieri ed emozioni. Questo contribuisce a creare un senso di continuità: il lettore non viene guidato verso un’interpretazione precisa, ma è invitato a trovare il proprio significato, lasciandosi coinvolgere in modo personale.

Ogni testo è parte di un discorso più ampio. I componimenti non sono isolati, ma dialogano tra loro e costruiscono, pagina dopo pagina, un viaggio interiore.
È un libro che si può “abitare”, perché affronta temi universali come la paura di vivere, il timore della morte, il senso di smarrimento e il desiderio di rinascita.
La morte, al centro della raccolta, non viene descritta come un evento finale o come un simbolo astratto. È piuttosto una presenza costante, qualcosa che accompagna l’esistenza e costringe a fare i conti con se stessi. Non offre risposte semplici, ma spinge a reagire, a cercare un nuovo equilibrio, a riscoprire il valore della vita.
L’autrice stessa racconta di aver sentito, per lungo tempo, una sorta di “morte interiore”. Scrivere poesie diventa allora un modo per ritrovare emozioni, per tornare ad amare e per affrontare la vita con meno paura. La parola poetica si trasforma in uno strumento di consapevolezza e di cambiamento, capace di aprire uno spiraglio anche nei momenti più bui.

La raccolta cerca un punto d’incontro tra pensiero e realtà concreta, tra ciò che siamo e ciò che temiamo di non essere. In questo spazio sospeso, dove il silenzio non dà risposte ma invita all’ascolto, la vita può trovare ancora una volta la forza di affermarsi.

Laura Pavia, classe 1972, è co-fondatrice e Direttrice del Dipartimento di Lettere e Filosofiadell’Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche; Membro titolare dell’Accademia Tomitana;Accademica ad honorem e Membro titolare dell’Accademia Internazionale Léopold Sédar Senghor; Accademica della International Academy of Ethics e della Academy of Farsala. Membro di commissione e vincitrice di diversi premi nazionali e internazionali, collabora con il giornale letterario Oceano News.
Ha pubblicato sulla rivista letteraria spagnola Crear en Salamanca il saggio breve La mistica de lo verdadero: Leopardi, Cioran, Vittorini. È autrice di diverse sillogi poetiche. Con NeP edizioni: L’ombra delle parole (2022) e Comporre la quiete (2024).

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Comporre la quiete

Assunta Sànzari Panza “La visionaria”, Vallecchi

Copertina della raccolta di testi poetici di Assunta Sanzari Panza "La visionaria", Vallecchi Editore

Prefazione: Davide Rondoni

In libreria il 27 febbraio

Vallecchi

Ed è così che la volontà di scrittura, l’energia di composizione, la lotta tra scrittura e morte che qui vanno in scena trovano la conferma della loro verità e il fiore più estremo del loro cuore in versi delicati e sospesi. Dove la vita, nel tumulto di parole e metafore, si sorprende, quasi sostando.

Dalla prefazione di Davide Rondoni: «Scrivere significa costruire il linguaggio, non spiegarlo», frase tratta da Max Bense: per la scrittrice il linguaggio è esito e campo di una “costruzione” e non di una spiegazione. Ma quel che il linguaggio costruisce – e lei lo sa bene – non è linguaggio ma vita. Ed ecco la scrittrice gettarsi tra queste pagine, sonore, impetuose, delicate, gettarsi nel linguaggio per costruire una propria biografia profonda (divisa per capitoli che sono indicazioni esistenziali prima che stilistiche). E in questa tensione che quasi stordisce il lettore per gli accumuli di metafore, per la proteiforme capacità verbale, Sànzari Panza vive il suo “meraviglioso fallimento”. Che è il medesimo meraviglioso fallimento dell’arte intera quando, protesa ad afferrar la vita, ne deve riconoscere la maggiore vastità e la imprendibile sperdutezza.

Dichiara l’Autrice: Essere visionari significa vedere oltre il reale con la stessa nitidezza della realtà. Il mio approccio privilegia il sentimento autentico rispetto al sentimentalismo, eliminando l’io lirico per commuovere senza artifici verbali. Fondamentale è poi il rigore della forma: un rifiuto categorico del già visto a favore di una costante ricerca dell’inaudito

Assunta Sànzari Panza, nata a Castelvenere (Benevento), vive in provincia di Avellino, dove svolge la professione di docente. Ha pubblicato testi poetici nell’antologia Chiamata contro le armi, a cura di Nadia Cavalera, su riviste cartacee e in diversi siti letterari, poi raccolti nel volume Lux. Nova et vetera (Robin Editore, 2022) premiato dalla giuria del concorso internazionale «Città di Montevarchi». Della sua opera si sono occupati tra gli altri, Gualberto Alvino e Fiorenzo Toso per «Treccani», Maurizio Soldini, Giuseppe Manfridi e Francesco Tarquini. Di imminente pubblicazione il romanzo dal titolo La bambina si sposò a cinque anni.

Leonardo Manetti “Le ore eterne dell’Attesa”

Recensione di Rita Bompadre

Copertina della raccolta do poesie di Leonardo Manetti, WE Edizioni, recensione di Rita Bompadre

WE Edizioni

Teneri occhi che mi osservano,
dolce è lo sguardo incrociato,
parole senza suono
ci uniscono all’ascolto.
Un attimo di fiaba
e poi subito il reale,
poche semplici note
di una scala senza chiave.

“Le ore eterne dell’Attesa” di Leonardo Manetti (Edizioni WE – Italia, 2025 pp. €114 15.00), scandiscono il tempo delle aspettative, occupano un luogo privilegiato dove scoprire l’amore e accogliere la solitudine della sospensione, interpretano il cammino introspettivo e la percezione di una struggente speranza per ascoltare e ricongiungere il ritorno degli affetti più cari.
Leonardo Manetti, omaggia, con la sua opera, la dedizione dell’aspettare, la persuasione di rivelare, attraverso la spontaneità dei sentimenti, la tensione romantica di ogni mancanza, il desiderio sincero di trasformare il destino e il senso della vita nel sogno d’amore. Nutre le stagioni delle emozioni, indica la previsione di un percorso interiore in cui si custodisce un legame e si sceglie, nell’evoluzione amorosa, la profondità identitaria del cuore, definisce l’elaborazione di un impegno che gratifica il vincolo affettivo, affranca le tormentate  contraddizioni dell’essere, rinnova l’eternità della presenza e l’empatia dell’anima.
La poesia di Leonardo Manetti decanta una ricerca lenta e ispirata attraverso l’uso sapiente e pastoso delle parole, rafforza la connessione vellutata delle sensazioni, accompagna la delicatezza dei versi per poi rivelarne il suo significato più suadente e intimo.
Il libro esamina l’esperienza coinvolgente della crescita e della maturità artistica e personale dell’autore, analizza la convincente e commovente riflessione sull’inafferrabilità della vita, riempie la distanza e il vuoto delle assenze con la qualità contemplativa del silenzio e della fedeltà.
Leonardo Manetti fa sua la cadenza spirituale e carnale, invocando l’intenzione nobilitata in cui la passione e l’innamoramento rispecchiano l’espansione di una intrigante continuità, l’attrazione sfuggente per i ricordi e per ogni profetica restituzione della nostalgia. Comprende l’evocativa capacità di riconoscere, nell’esistenza umana, il tortuoso intreccio di luci e ombre, di debolezza e di forza, di fragilità e di resistenza nell’affrontare il dolore e viverne la sua fugacità. Consegna la testimonianza di una finalità privata intorno alla possibilità di ricomporre uno spirito frantumato e disgregato dalla paura e dalle esitazioni.
“Le ore eterne dell’Attesa” concentra il peso e l’abisso delle occasioni scomponendo gli intervalli temporali tra la confidenza malinconica del passato, l’instabilità inquieta del presente e l’apertura fiduciosa del futuro. Consuma l’orizzonte di una realtà che misura la dimensione ideale e proiettiva dell’amore, la lucidità del vissuto, lo stato intuitivo di coscienza e l’oscillazione illuminante dell’immaginario.
Leonardo Manetti sa indugiare sulla provvisorietà del quotidiano, guardare e considerare le vibrazioni dei pensieri che riprendono la forma accesa e viva della dedizione esclusiva, ascoltare l’impulso della perseveranza, come ricompensa alla felicità. Il libro ne è una conferma miracolosa su come la sorprendente meraviglia del sentire può migliorare la costanza e la cura del bene, le condizioni di affinamento e di  conservazione esprimono la meticolosa e genuina pienezza relazionale.
Leonardo Manetti osserva i cambiamenti umani, ammette il dubbio imperturbabile dell’indifferenza, si scontra con la condanna della mancanza, attende i giorni migliori. Risveglia il coraggio e l’energia nella rivelazione di una sensibilità che manifesta il riscatto, incendia e rinsalda l’essenza poetica, offre quiete alla solitudine, la forza redentiva e il fondamento della salvezza.

E ora che la notte è giunta,
cerco i tuoi occhi nelle stelle
mentre il dolore che sale
lungo le crepe della mia pelle
mi chiede di te.
Dicono che questi sono i momenti
in cui i poeti scrivono i versi più belli,
ma passo le notti con un foglio bianco
e il dolore accanto a me.


Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

Rudyard Kipling “Gli anni di mezzo”, OLIGO

In occasione dei 90 anni dalla morte di Kipling, per la prima volta in Italiano una delle più potenti raccolte di poesie del primo Novecento. Il diario interiore di un mondo che si frantuma: arriva l’inedito di Kipling sugli anni della fine

Copertina: Rudyard Kipling "Gli anni di mezzo", OLIGO

A cura e con la traduzione di Maurizio Maria Taormina

OLIGO

Dal 6 febbraio

Per la prima volta in Italiano una delle raccolte poetiche più dimenticate e più potenti del primo Novecento, le liriche che Rudyard Kipling dedica agli anni della fine: la fine di un impero, di un ordine, di un’illusione. 
Composte tra l’inizio del Novecento e la fine della Grande Guerra — che gli strappò il figlio — queste poesie sono il diario interiore di un mondo che si frantuma, e di un uomo che tenta di dare senso alla perdita. 
Un Kipling diversissimo dall’autore del Libro della giungla, che dietro la voce solenne e ferita del poeta, dipana il crollo della fiducia nella civiltà, la rabbia contro i nemici, il lutto, e il dubbio che nulla sarà più come prima.
Pochi libri raccontano con tanta lucidità e disperazione la fine di un tempo e l’inizio dell’abisso.
Queste non sono solo poesie: sono epitaffi, inni spezzati, avvisi ai sopravvissuti.

Nel vasto corpus poetico di Rudyard Kipling, The Years Between (1919) si erge come un’opera di frattura, lacerazione e, al contempo, di sintesi tragica. Pubblicata a Londra nel primo dopoguerra da Methuen & Co. Ltd., la raccolta è un documento lirico-politico di valore eccezionale. […] In un tempo di guerre che tornano a scuotere l’Europa, leggere The Years Between è più che un gesto letterario: è un atto di memoria civile. È uno di quei libri che non solo raccontano un’epoca, ma la giudicano. E nel farlo, giudica anche noi. (Maurizio Maria Taormina)

Maurizio Maria Taormina, di formazione storico-umanistica e giuridica, affianca alla scrittura narrativa e saggistica l’attività di laboratori di teatro e memoria civile. Tra le sue pubblicazioni più recenti segnaliamo Chiamatemi Riviera (NFC, 2025) e la voce Rimini in Atlante letterario. L’Italia è un romanzo. Luoghi, storie, paesaggi (Touring, 2025).

Giorgio Luciano Pani “Fragili, eterni amori. Raccolta di poesie d’amore 2020 – 2025”, NeP Edizioni

Copertina della raccolta di poesie di Giorgio Luciano Pani.

In queste liriche, Pani ribadisce come l’amore sia il sentimento più potente che l’uomo possa provare, capace di influenzarne ogni istante della vita, una forza capace di sospendere il tempo e restituirgli il suo significato più autentico.
L’autore indaga questa energia profonda nelle sue molteplici declinazioni, dando voce a quelle sfumature dell’animo che spesso restano inespresse e mostrando come la fragilità, comunemente percepita come debolezza, si riveli invece una sensibilità profonda, capace di metterci in contatto con la parte più intima di noi stessi e degli altri.
I versi offrono al lettore l’occasione di soffermarsi e riflettere su sentimenti ed emozioni a cui, travolti dal ritmo incessante della vita quotidiana, non sempre dedichiamo la giusta attenzione e diventano così un invito a vivere con maggiore consapevolezza un’esistenza che, attraverso l’amore, assume una dimensione senza tempo.
La lettura conduce il lettore oltre il mondo concreto, guidandolo in un percorso che abbraccia l’amore in tutte le sue espressioni: dall’attenzione per la bellezza della natura ai sentimenti della passione, dell’amicizia e della speranza. Centrale è anche il richiamo alla Sardegna, terra amata dal poeta, aspra e affascinante, sferzata dal maestrale, simbolo di radici e appartenenza.
Accanto ai riferimenti al mito e alla storia, con figure come Venere, Ulisse e Penelope, affiorano ricordi personali che emergono improvvisi dalla memoria.
In un’epoca che sembra aver smarrito il valore dell’introspezione, queste poesie
rappresentano uno stimolo prezioso a esplorare il proprio mondo interiore, nel quale perdersi per ritrovare l’essenza più autentica dell’essere umano.
Come per altre opere dell’autore, l’immagine di copertina è firmata da Roberta Repetto ed è frutto del progetto La pulce nel disegno, nato in ricordo di Roberta e di tutte le donne vittime di omicidio.
Il progetto è curato dall’associazione “La pulce nell’orecchio”, fondata nel 2022
per promuovere, attraverso una diffusione multicanale, l’attenzione verso i segnali di allarme quando si teme per l’incolumità di una persona a noi vicina.

Giorgio Luciano Pani si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Sassari. Da sempre appassionato apprendista dell’arte della comunicazione, ha svolto attività formative e di ricerca in campo universitario, aziendale e sindacale.
Ha scritto diversi libri di saggistica e poesia, con cui ha anche partecipato a concorsi letterari, ottenendo diversi riconoscimenti.
Con NeP edizioni ha già pubblicato: “Ritratti femminili tra realtà e mito” (2022), “Sonetti tra le favole” (2023) e “Poesia, amata poesia” (2024), “Poesia specchio del profondo” (2025).

Elena Mearini “Sottozero”, Marco Saya Edizioni

Postfazione di Antonio Bux

Marco Saya Edizioni

Dal 30 gennaio in libreria

In un tempo, quello attuale, dove la poesia pare non bastare mai a sé stessa, Elena Mearini sceglie in questa sua nuova silloge il frammento come soluzione letteraria per declinare l’infanzia, l’amore e la condizione intima dell’essere umano, senza però mai scadere nel banale gioco metaforico del già visto, piuttosto monitorando ciò che  vive interiormente ed esternamente attraverso uno sguardo grandangolare che si comprime e dilata a seconda dell’esigenza del momento, proponendo squarci di notevole forza in uno snodare di distici che paiono tendere più al monito della pagina bianca che al voler dire necessariamente troppo.
La Mearini agisce dunque per sottrazione, sebbene non manchi certa enfasi, pur meditata fino all’osso della forma, quasi fosse per l’autrice milanese un’esigenza censoria, la strada da intraprendere verso lo zenit della propria lingua. (dalla postfazione di Antonio Bux)

 Elena Mearini (Milano, 1978) è autrice di narrativa e poesia. Da diversi anni insegna scrittura creativa e ha lavorato sui percorsi di scrittura autobiografica nelle carceri e in istituti di riabilitazione psichiatrica. È fondatrice, direttrice e docente della “Piccola Accademia di Poesia” di Milano. Ha pubblicato le raccolte poetiche Dilemma di una bottiglia (Forme Libere, 2013), Strategia dell’addio (LiberAria, 2017), Eri neve e ti sei sciolta (Re Nudo, 2025),  e per le Marco Saya Edizioni Per silenzio e voce (2014), Separazioni (2019), Aritmia (2021) e A molti giorni da ieri (2024). Ha inoltre pubblicato i romanzi 360º gradi di rabbia (Excelsior 1881, 2010) Undicesimo comandamento (Perdisa Pop, 2011), A testa in giù (Morellini, 2015), Bianca da morire (Cairo, 2016), È stato breve il nostro lungo viaggio (Cairo, 2017), Felice all’infinito (Perrone, 2018), I passi di mia madre (Morellini, 2021) e Corpo a corpo (Arkadia, 2023). Con alcuni dei suoi romanzi ha vinto, tra gli altri, il Premio Gaia Mancini e il Premio Università di Camerino, è stata finalista al Premio Scerbanenco, candidata al Premio Campiello e per tre volte al Premio Strega.