“La passion predominante. Antologia della poesia erotica italiana”, Bibliotheka

TORNA IN LIBRERIA L’ANTOLOGIA DELLA POESIA EROTICA ITALIANA PUBBLICATA 40 ANNI FA DA
GUIDO ALMANSI E ROBERTO BARBOLINI

 Un percorso insolito e vastissimo che ci restituisce la ricchezza e il valore della produzione erotica nella letteratura italiana

A cura di Guido Almansi e Roberto Barbolini

Prefazione di Roberto Barbolini

Introduzione di Guido Almansi

Bibliotheka

Dal 14 novembre

«Il sesso è stata la cosa più divertente che ho fatto senza ridere», recita una vecchia battuta di Woody Allen. Ma forse un equipaggio di alieni piovuti sul nostro pianeta da qualche remota galassia per studiare i costumi sessuali degli umani una bella risata se la farebbe, davanti alle comiche posizioni, agli improbabili accrocchi, alle intricate piramidi umane suggerite dai manuali amatori e dalle fantasie che diventano liriche. Lo testimonia La passion predominante. Antologia della poesia erotica italiana che l’anglista Guido Almansi (1931-2001) e lo scrittore Roberto Barbolini pubblicarono da Longanesi nel 1986 e che torna in libreria, in parte rivista e con una nuova introduzione. 
Da Cielo d’Alcamo a Cesare Zavattini il libro suggerisce un percorso sulle tracce della lirica erotica italiana: le pastorelle di Marino e le favolose isole incantate di Tasso; i versi sconvenienti di un solitamente impettito Alfieri e le più note rime di Porta; i saporiti e irrispettosi canti di Belli.
 “Il sesso rimane una faccenda abbastanza misteriosa”, spiega Barbolini. “È il chiodo fisso che alimenta tanto la ‘passion predominante’ del Don Giovanni di Da Ponte-Mozart quanto il “pensiero dominante” del Poeta di Recanati, ma ridotto all’osso trova la sua sintesi forse più precisa nel cartesiano “coito ergo sum” di un freddurista implacabile come Marcello Marchesi, che da autentico umorista sapeva guardare gli umani (incluso sé stesso) come farebbero i marziani, e non poteva evitare di trovarli un po’ ridicoli”.

Guido Almansi (1931-2001), anglista, scrittore e traduttore, è stato docente di Letteratura inglese a Glasgow, Canterbury, Dublino e Norwich. Critico letterario del quotidiano la Repubblica e recensore teatrale di Panorama, si è occupato di temi poco frequentati come l’osceno, la parodia, l’erotismo, l’ironia e il sogno.

Roberto Barbolini ha lavorato con Giovanni Arpino al Giornale di Montanelli, è stato critico teatrale di Panorama e ha collaborato a QN-Quotidiano nazionaleTuttolibri e al Domenicale del Sole 24 ore. Con Bibliotheka ha pubblicato Il detective difettosoRitorno al futuro per il romanzo poliziesco (2024) e La strada fantasma (2025).

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Roberto Barbolini “la strada fantasma”

Roberto Barbolini “il detective difettoso. Ritorno alfuturo per il romanzo poliziesco”

Alda Merini “Il mio labirinto di assurdo silenzio”, presentazione

Merini inedita: tre piccole e preziose raccolte emerse dagli archivi della casa editrice Manni

Introduzione di Giacomo Poretti e Daniela Cristofori

In questo libro compaiono tre piccole e preziose raccolte inedite di Alda Merini emerse dagli archivi della casa editrice, tutte risalenti al biennio 1988-1989, anni molto intensi sul piano personale e creativo per la poetessa: La piccola Spoon River, con ritratti di personaggi dei Navigli milanesi; Breviario sconsacrato, che ruota attorno al Centro psico-sociale frequentato dopo il manicomio, ai medici, ai pazienti, alla percezione che dal “di fuori” si ha della malattia mentale; I filibustieri della follia, con versi dedicati ad amici e amori; e altre poesie, anch’esse inedite, in cui protagonista indiscussa è la passione, declinata in varie sfumature ma sempre colore dominante dell’esistenza.(da Manni Editori)

Il ritrovamento nell’archivio della Casa Editrice lo svela nel suo articolo, apparso sul Corriere (25 ottobre 2025), Ida Bozzi che così scrive illustrando le nuove proposte editoriali della Manni ( Casa Editrice fondata a San Cesario di Lecce nel 1984 da Piero Manni (1944-2020) e dalla moglie Anna Grazia D’oria) che, rinnovando il progetto grafico, porta in libreria varie novità e riedizioni arricchite e aggiornate, come ha esplicitato a Ida Bozzi Agnese Manni, figlia di Piero, che insieme alla madre e alla famiglia continua l’opera del padre nella Casa editrice:

[…]Tra le prime uscite da ieri in libreria, due titoli di Alda Merini: innanzitutto, un’autobiografia in poesia e in prosa ormai classica, curata da Piero Manni nel 2005, Sono nata il ventuno a primavera. E poi una novità, un volumetto di inediti assoluti della poetessa, della quale Piero Manni era amico di lunga data, Il mio labirinto di assurdo silenzio, questo nuovo titolo (che mercoledì 29 ottobre sarà presentato a Milano, alla Libreria Pontremoli, ore 18) ha una storia particolare, spiega Agnese Manni: «Dopo che l’archivio e la Biblioteca di Anna Grazia D’oria e Piero Manni e della casa editrice Manni hanno ricevuto dal ministero della Cultura nel 2022 il riconoscimento di interesse storico, è iniziato un progetto (a cura di Università del Salento, Roma Tre e Lum di Bari) per creare un archivio fisico e digitale di tutto questo materiale: migliaia di carte, manifesti politici, locandine, testi, manoscritti…». E prosegue: «Così, tra le migliaia di carte, sono state ritrovate tre piccole ma organiche raccolte di versi di Alda Merini, del tutto inedite. Spesso Alda Merini scriveva a mio padre inviandogli poesie, pensieri, note: ricordo che sulle buste a volte Merini scriveva solo “Manni Lecce”, eppure le lettere, miracolosamente, arrivavano». Ora le tre raccolte inedite sono riunite nel libro, con un’introduzione di Giacomo Poretti e della moglie, la psicoanalista Daniela Cristofori”.

La Quarta di copertina

Lorenzo Foltran “Khalvat”, Graphe.it


Un viaggio poetico tra amore, spiritualità e memoria, alla ricerca di un intimo rifugio interiore

Collana Calligraphia

Graphe.it

Dal 26 ottobre in libreria

Khalvat è una parola in antico persiano che può voler dire “isolamento”, “rifugio”, ma anche “intimità”. Nella tradizione sufi indica il raccoglimento necessario alla contemplazione. Un termine evocativo e stratificato, perfetto per dare titolo alla nuova raccolta poetica di Lorenzo Foltran. Dopo Il tempo perso in aeroporto (Graphe.it, 2021), Lorenzo Foltran torna con un’opera intensa e strutturata in tre movimenti, che accompagna il lettore lungo un percorso di progressivo raccoglimento: dall’amore sacro e senza tempo, alla forza dei legami nel presente, fino al fluire incerto e personale della memoria.
Nella prima parte, la parola poetica si fa preghiera laica, evocando un amore immerso nel quotidiano ma proteso verso una dimensione spirituale, dove l’umano e il divino si toccano senza confondersi. La seconda sezione dà voce a un sentimento che resiste nel tempo, si misura con la materia, si rinnova nella fatica dell’esistere. Infine, nella terza parte, un naufrago in piscina galleggia tra ricordi e proiezioni, in un mondo liquido dove passato e futuro si sfiorano in una sospensione emotiva.
Con Khalvat, Foltran conferma la sua capacità di dare forma a un lirismo sobrio e profondo, che intreccia riferimenti culturali, tensione spirituale e sensibilità contemporanea

Lorenzo Foltran è nato a Roma e vive in Francia. Dopo gli studi in italianistica all’Università Roma Tre, ha conseguito un master in management dei beni culturali tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’École Supérieure de Commerce de Paris. Ha lavorato in Italia e Francia per festival e istituzioni culturali (tra cui la Casa delle Letterature, l’Institut français e la Fête de la Gastronomie). Ha pubblicato In tasca la paura di volare (Oèdipus, 2018) e poesie su riviste letterarie e quotidiani come La Repubblica. Vincitore del Concorso Nazionale Sinestetica nel 2019, ha già pubblicato con Graphe.it Il tempo perso in aeroporto (2021).

Rossana Ombres “Bestiario d’amore”, Graphe.it

Una danza tra fiaba e profezia, dove il sacro si mescola al grottesco e il mito diventa contemporaneo

Graphe.it

Postfazione di Andrea Breda Minello

Collana Le Mancuspie diretta da Antonio Bux

In libreria dal 26 settembre

Un poema visionario e fuori da ogni scuola, in cui Rossana Ombres intreccia mitomisticismo fiaba con una lingua modernissima. Popolato di angeli, démoni, liocorni e figure femminili arcane, questo teatro della Creazione, del Diluvio e dell’Apocalisse è al tempo stesso epico e picaresco, sacro e grottesco. Un’opera cult degli anni Settanta che torna oggi per restituire visibilità a una delle voci più originali del secondo Novecento.

Il libro, con cui la poeta piemontese vince il Viareggio nel 1974, è la penultima tappa di un progetto macrostrutturale, che giunge al suo culmine col poemetto drammatico dedicato al mito orfico. […]

Il lettore, che affronterà per la prima volta questo libro, che Porta definì «tra i più singolari» e conturbanti degli Anni Settanta, si troverà di fronte a un mondo immaginifico, ante antropico, bulimico e al contempo essenziale, primigenio, un mondo che sopravanza per paradosso, che ha bisogno di un’architettura post barocca, ipertrofica per denunciare la società antropofaga novecentesca e arrivare infine al mistero di Dio, all’origine del Tutto, poiché prima della Parola vi è il suono, derivato dallo pneuma, dallo Spirito, che ricreerà il mondo a partire da uno yod. In ebraico il soffio vitale, il respiro, è la ruah. (Dalla postfazione di Andrea Breda Minello)

ROSSANA OMBRES (Torino, 1931 – Livorno, 2009) è stata una poetessa, scrittrice e giornalista italiana. Dopo l’esordio poetico con Orizzonte anche tu (1956), si è imposta con raccolte come Bestiario d’amore (1974, Premio Viareggio), caratterizzate da un equilibrio tra sperimentazione e rielaborazione di tradizioni religiose ebraiche e cabalistiche. Dagli anni Settanta ha affiancato alla poesia la narrativa, pubblicando romanzi come Principessa Giacinta (1970), Serenata (1980) e Un dio coperto di rose (1993), apprezzati per la fusione tra immaginazione e rigore stilistico. Collaboratrice de La Stampa, ha sempre mostrato un forte legame con le sue radici piemontesi e calabresi. La sua opera, tradotta in diverse lingue, ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Sila, il Selezione Campiello e il Grinzane Cavour.

“È ancora possibile la poesia.Poetry Nobel Lectures”, Vallecchi Firenze

Introduzione di Roberto Galaverni

Collana: Vallecchi Poesia diretta da Isabella Leardini

Traduzioni in collaborazione con Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna a cura di Andrea Ceccherelli

Disegni di Simone Cortello Scuola di Grafica d’Arte Accademia di Belle Arti di Venezia

Vallecchi – Firenze

Dal 12 settembre in libreria

A cinquantanni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Eugenio Montale, vengono raccolte per la prima volta in un unico volume le Nobel Lectures dei grandi poeti insigniti del Premio dal 1975 ad oggi. 
I discorsi pronunciati dai vincitori del Nobel rappresentano un genere unico nel panorama della letteratura: gli autori premiati con il massimo riconoscimento mondiale sono chiamati a offrire in poche pagine una sintesi evocativa della propria poetica, ma soprattutto avvertono la responsabilità di concentrare, con onestà e precisione, la conoscenza maturata in una vita sul gesto e sul senso dello scrivere, sulla responsabilità politica e storica che esso porta con sé. I più grandi poeti della nostra epoca hanno lasciato al Premio parole che sapevano destinate a restare, in cui è racchiusa la loro visione come prezioso insegnamento, eredità concreta della loro poesia; ma nello stesso tempo parole che in una rara occasione del presente sarebbero state ascoltate, evidenti narrazioni di una storia di cui essi avevano il compito di essere limpidi testimoni.

Come scrive Roberto Galaverni nell’introduzione:

«in quello che si può considerare il più ristretto ed esclusivo dei generi letterari – il discorso del Nobel: non più di uno all’anno, e per quanto riguarda la poesia ancor meno – di regola l’argomentazione parte dal basso e da dentro: vicende private intrecciate con quelle pubbliche, la storia di una vocazione, il rapporto sempre misterioso e insondabile tra le vicissitudini personali e la creazione poetica, la natura della poesia. Questi discorsi sono tutti diversi, ma battono anche sugli stessi temi, finendo così per corrispondersi intimamente


E i temi sono relazione tra etica ed estetica, tra impegno verso la realtà e immaginazione poetica, rapporto tra io e noi, tra io e altro, tra individuo e specie, tra retaggio e innovazione, tra tradizione e talento individuale, la lingua della poesia, i processi creativi, la collocazione non solo fisica e storico-geografica, ma mentale e fantastica del poeta. Una simile corrispondenza di motivi non esclude in alcun modo la varietà di questi discorsi, che presentano molte sorprese, se non altro perché ogni autore affronta l’occasione a modo proprio.

«È ancora possibile la poesia? si era chiesto giusto cinquant’anni fa Eugenio Montale. Le poetesse e i poeti raccolti in questo volume ci hanno detto che sì, è ancora possibile. E lo hanno fatto chiedendosi non solo o tanto se la poesia sia ancora possibile, ma se sia possibile di per sé, in assoluto, nel suo confronto con la realtà della vita.»

I testi qui raccolti sono una risorsa inestimabile per i lettori delle maggiori voci della letteratura contemporanea, ma anche per chi cerca orientamento nel processo creativo; essenziali e profondi strumenti di conoscenza e riflessione.

Sofia Fiorini “Il passero bianco”, Collana: Vallecchi Poesia diretta da Isabella Leardini

Vallecchi Firenze

Dal 25 luglio in libreria

Chi entra in queste pagine deve stringere un patto: leggere dall’inizio alla fine. 
Il passero bianco è una fiaba iniziatica in versi, della mor­te che nasconde la vita quando la vita nasconde la morte, del loro congiungersi in un territorio limite, tra il giardino e il bosco, tra l’infanzia e la sua perdita desiderante e definitiva.

Un gran­de gioco di trasformazione include la morte apparente e il rischio dell’inganno sotto men­tite spoglie, ma tutto in questa fiaba è onirico e reale, gli animali messaggeri che prendono sarcastici la parola, le creature di mezzo che cacciano per altra fame, il corpo segreto di san­gue e ossa da nascondere. Qualcosa di crudele, incantato e tagliente lampeggia rapido, con sot­terranea ironia: nessuno è davvero innocente; i dialoghi oracolari e improvvisi celano sempre una sorpresa. 
Sofia Fiorini ha intrapreso una direzione originale e complessa, quella della narrazione lirica affidata alla struttura, alla te­nuta, a un lungo respiro che di pagina in pagina resta in equilibrio sulla storia.
«Hai il dono del passo» dice il gatto alla protagonista, lo stesso si potrebbe dire dell’autrice, che ha un passo lieve, acuminato, precisissimo; la poesia di So­fia Fiorini riesce sulla distanza del sentiero in salita, sulla pazienza della trama. Nel telaio si intrecciano le dita dei grandi lettori di simboli, Ralph Waldo Emerson, da lei tradotto, Cristina Campo, nume tutelare dei rovesciamenti che nel fiabesco annidano il destino, Emily Dickin­son madrina delle madrine, ma si fa avanti con distacco e decisione anche un’inattesa Patrizia Cavalli. Il passero bianco è il totem infero che sceglie la fanciulla, nel suo apprendistato ci saranno la caccia, l’innamoramento, il rito, tre segreti e un diverso finale.

Sofia Fiorini (Rimini, 1995) ha pubblicato in poesia La logica del merito (Interno Poesia, 2017 e 2023) e La perla di Minerva (La Noce d’O­ro, 2023, finalista al Premio Carducci, Premio Flaiano, Premio Prato). Ha tradotto l’antologia italiana delle poesie di Ralph Waldo Emerson Il cervello di fuoco (La Noce d’Oro, 2022).

Luciano Caldato “Il principe delle pozzanghere”, NeP Edizioni

Una raccolta di racconti sospesa tra reale e fantastico

“Il principe delle pozzanghere” è una raccolta di racconti firmata da Luciano Caldato, autore dalla voce originale e profonda, accostato per intensità narrativa al grande Franz Kafka.

Con una scrittura limpida e allo stesso tempo visionaria, Caldato accompagna il lettore in un viaggio tra umanità e immaginazione, dove ogni racconto diventa occasione per riflettere sul senso delle cose, sull’animo umano e sulla possibilità di riscatto e rinascita.

Venti storie, brevi ma dense, che lasciano spazio a una lettura che continua anche dopo la parola fine. Sono racconti che ci parlano di fragilità, di tenerezza, di creature a metà tra l’uomo e l’animale, e che fanno emergere – con sorprendente leggerezza – domande profonde sul nostro tempo e su ciò che ci rende umani.

Nel mondo evocato da “Il principe delle pozzanghere”, l’umiltà diventa grandezza, la semplicità è forma di bellezza, e anche l’essere più marginale può portarci a riconoscere la nostra parte più autentica. Il perdono, la compassione e la meraviglia emergono come temi centrali, raccontati con uno stile che unisce poesia e chiarezza.
Un libro che invita non solo a leggere, ma anche a riscrivere il senso delle storie e del vivere, lasciandoci aperti all’incontenibile che ci attraversa: come una lacrima, come il tempo che scorre, come… un principe nel regno delle pozzanghere.
Il volume fa parte della sezione Poietica della collana scientifica di NeP edizioni “Nuovi Orizzonti di Inconscio e Società”, diretta da Luciana La Stella, psicoanalista, psicoterapeuta e presidente di OPIFER (Organizzazione Psicoanalisti Italiani Federazione e Registro).
La collana nasce dalla sfida di recuperare l’intuizione dello psichiatra e psicoanalista Carlo Viganò, che ebbe l’idea di raccogliere all’interno di un ambizioso progetto editoriale testimonianze legate alla formazione e alla ricerca clinica in campo psicoanalitico, in particolare nell’orientamento dato da Jacques Lacan alla psicoanalisi freudiana.
Al suo interno, il reale della soggettività viene applicato alla vita contemporanea, non solo tramite studi prettamente scientifici ma anche attraverso saggi, romanzi, scritti poetici ed espressioni creative.

Luciano Caldato è nato a Treviso nel 1961. Ha pubblicato due raccolte di racconti: “La poesia della sabbia” (Edizioni del Leone, 2010) e “La battaglia delle noci sgusciate” (Europa Edizioni, 2017).

Alcune novità NeP di aprile 2025

Mimma Campanile Lello il pipistrello

“Lello il pipistrello” è un albo illustrato per bambini di Mimma Campanile, che affronta con
dolcezza e profondità il tema della diversità e dell’accettazione di sé.
Un’avventura pensata per i piccoli lettori, che non solo diverte, ma educa alla bellezza della
molteplicità e alla forza dell’autenticità. Un viaggio poetico e delicato nel cuore dell’infanzia,
che si può leggere sia in italiano che in inglese, arricchito da splendide illustrazioni ad
opera della stessa autrice, che incantano e scaldano il cuore.
Ambientato in un mondo fiabesco, il libro racconta l’avventura di Lello, un pipistrello di
colore bianco, diverso da tutti gli altri della sua colonia. Circondato da pipistrelli neri, Lello si
sente spesso fuori posto, invisibile o “sbagliato”.
La storia è raccontata dal saggio Tek, il cui nome deriva dal greco “τέχνη,” che significa
“arte” o “tecnica”. Attraverso parole gentili e immagini suggestive, Tek accompagna Lello e i
piccoli lettori in un percorso di consapevolezza, alla scoperta di un’importante verità: ciò
che ci rende diversi è anche ciò che ci rende speciali.
Con un linguaggio semplice ma denso di significato, “Lello il pipistrello” parla direttamente
al cuore dei bambini, aiutandoli a comprendere che ogni essere umano è un’opera d’arte
irripetibile.
Il libro si fa così portavoce di valori fondamentali come l’inclusione, il rispetto e la valorizzazione delle differenze. Un racconto che emoziona, fa riflettere e insegna a guardarsi – e a guardare gli altri – con occhi diversi.
Ma anche un invito a volare liberi, proprio come fa Lello, oltre la paura di essere sé stessi.

Mimma Campanile è un’insegnante e un’artista: due anime che l’accompagnano da sempre. I suoi maggiori campi di interesse sono l’inclusione e la creatività.
Crede che l’immaginazione e il pensiero divergente possano davvero salvare il mondo e che tutti noi possiamo migliorarlo insieme. Ama la famiglia e gli animali, che, spesso, abitano il suo mondo immaginario. Ama vivere a colori.

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Antonio Pavone Adesso, foto di Fabio Colangiuli

“Adesso” è una raccolta di poesie di Antonio Pavone, con le fotografie di Fabio Colangiuli.
Come precisa lo stesso autore, si tratta di componimenti che raccontano di anime, luoghi ed
esperienze. Di istanti che viviamo ogni giorno, in chi incontriamo e in chi siamo. Di bivi che si
traducono in scelte e ogni scelta porta a un’esperienza, giusta o sbagliata che sia.
Lo spazio bianco della pagina diviene il mezzo per viaggiare attraverso le parole, liberare le
idee e lasciare la mente leggera. Uno spazio che si riempie di colori, dove spiccano il blu del
cielo e del mare o la luce ora del sole, ora della luna.
I frammenti poetici che si traducono in immagini, rese ancora più potenti dai suggestivi attimi
rubati e immortalati dal fotografo Fabio Colangiuli che, con straordinaria capacità espressiva,
guidano il lettore tra le parole.
Le poesie non hanno titolo perché sarà il lettore a collocarle in uno spazio, in una strada tra i
suoi pensieri. Le foto si prenderanno a loro volta cura dei suoi ricordi e dei suoi sogni.
“Adesso” è molto più di una semplice raccolta poetica, è un viaggio che sin dai primi versi
trasmette un senso di pace, dove la semplicità si accosta alla purezza di un sentimento
incontaminato che si dissemina in attimi di vita.
Perché bisogna avere il coraggio di lanciarsi nella semplicità delle cose, per non perdere
l’attimo e riuscire ad entrare nell’Adesso.
L’autore fa percepire la sua anima e le sue fonti di ispirazione, donando allo stesso tempo al
lettore, attraverso un cambiamento di prospettiva, la possibilità di affacciarsi con occhi nuovi
alla vita.

Antonio Pavone, nato in provincia di Bari nel 1991, è docente di Scienze Motorie e Sportive. I suoi studi in ambito scientifico (Infermieristica, Scienze e Tecniche dello Sport e Scienze della Nutrizione) gli permettono di lavorare a stretto contatto con le persone e di scoprire ogni giorno storie nuove e mondi sempre diversi.
Ogni persona incontrata sul suo percorso formativo, lavorativo e di vita è un grande libro damleggere con una storia da raccontare.
Sportivo da sempre e allenatore, alterna i programmi d’allenamento a pensieri, parole e poesie.

IL FOTOGRAFO
Fabio Colangiuli è nato a Bari nel 1994. Ha studiato mediazione interculturale a Bari, per poi laurearsi in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino, specializzandosi in inglese e russo. Quattro anni fa ha scoperto la passione per la fotografia, dopo aver ritrovato una vecchia macchina analogica di suo padre. Da quel momento, ha iniziato a scattare per le strade di Torino e poi della “sua” Puglia, lasciandosi ispirare dalla vita urbana e dalle sue atmosfere, cercando di raccontarle nel modo più genuino possibile. Quella che era nata come una semplice curiosità si è trasformata in una vera e propria professione. Ad essa abbina l’attività di agente di commercio, unendo così due mondi diversi ma complementari.


Giorgio Luciano Pani “Poesia, specchio del profondo, NeP Edizioni

“Poesia, specchio del profondo” è la nuova raccolta di poesie di Giorgio Luciano Pani, edita da NeP edizioni.
In un’epoca che sembra aver dimenticato il valore dell’introspezione, queste poesie rappresentano un prezioso stimolo per indagare nel profondo del nostro cuore.
L’autore ha infatti la capacità di dare voce a quelle sfumature dell’animo che spesso restano inespresse, offrendoci l’occasione di fermarci a riflettere e approfondire i sentimenti e le emozioni a cui di solito, presi dal vortice incessante delle nostre vite, non prestiamo la giusta attenzione.
Emozioni che sono fonte di vita, desiderio di pace e di serenità, che rivelano un mondo interiore nascosto, in cui perdersi per ritrovare la vera essenza dell’essere umano. La lettura di questi versi ci astrae così dal mondo concreto, guidandoci attraverso l’amore in tutte le sue
forme, come quello per la bellezza natura, e molteplici sentimenti come passione, amicizia e speranza. È un’occasione per meditare sull’infinita complessità del nostro intimo e sulle numerose
armonie che lo dominano, lo attraggono, lo spaventano, lo mettono in discussione, lo fanno
riflettere. 

Giorgio Luciano Pani si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Sassari. Da sempre appassionato apprendista dell’arte della comunicazione, ha svolto attività formative e di ricerca in campo universitario, aziendale e sindacale. Ha scritto diversi libri di saggistica e poesia, con cui ha anche partecipato a concorsi letterari, ottenendo diversi riconoscimenti. Con NeP edizioni ha già pubblicato: “Ritratti femminili tra realtà e mito” (2022), “Sonetti tra le favole” (2023) e “Poesia, amata poesia” (2024).


Come per altri libri dell’autore, l’immagine di copertina è opera di Roberta Repetto, frutto del progetto “La pulce nel disegno” in ricordo di Roberta di tutte le donne vittime di omicidio, a cura dell’associazione “La pulce nell’orecchio”, nata nel 2022 per una diffusione multicanale dei campanelli di allarme che devono suonare quando temiamo per l’incolumità di qualcuno di nostra conoscenza. Il libro è disponibile in formato cartaceo ed e-book, ordinabile in tutte le librerie, sulle principali piattaforme online (Amazon, Feltrinelli, Mondadori, IBS…) e al link: https://www.nepedizioni.com/product/poesia-specchio-del-profondo/

Linda Miante “Piccola biografia di periferie”, De Ferrari Editore

[…]ottantaquattro poesie, il ‘taccuino’ trascina il lettore in
un viaggio perlopiù solitario attraverso le periferie, urbane, arcane e dell’anima.
La raccolta è disponibile in libreria, online sul sito della casa editrice De Ferrari Editore e su Amazon.

La poesia come disvelamento di tutte le periferie.
“Piccola biografia di periferie” si articola in tre sezioni o, come indicato dall’autrice, tre ‘momenti’ poetici (Sentieri liminali, Ordalia, Lux orta est iusto) che esplorano il contrasto tra luce e ombra, pluralità e singolarità, ma anche la più classica dicotomia sogno-realtà.
Le poesie offrono una riflessione intensa sulla «maledetta città» (per citare “Il gabinetto del dottor Caligari”), descritta
come un «rocchetto di inganno e sopravvivenza», dove le ambizioni si scontrano con una realtà cruda e soffocante.
La raccolta diventa un atto di resistenza poetica – forse addirittura politica – comunque un tentativo di evasione oltre l’apparenza.


Il volume è arricchito dalla prefazione di Andrea Galgano, poeta, scrittore e critico letterario, che ha dedicato un’analisi profonda alla raccolta, estraendone punti salienti. L’autrice offre inoltre una sua personale guida alla lettura. In quarta di copertina, un contributo arriva anche dalla giornalista Sara Erriu, collaboratrice de “la Lettura” del Corriere della Sera: «Uno sguardo cupo e disilluso che mescola luoghi fisici e dell’anima per scoprire una realtà severa dove la luce, fioca, si intravede tra le crepe. Una voce che attinge ora al realismo ora alla sfera del romanticismo, delineando un quadro cristallino in cui dominano l’angoscia e lo smarrimento».
Sulla copertina del libro è incasellato un frammento dell’opera “Suono ottico” (2008) del musicista, compositore e artista Federico De Caroli, in arte ‘Deca’. Un’immagine che cattura l’atmosfera sospesa e a tratti brutale descritta nelle pagine. A completare l’esperienza visiva, tre quadri generati dall’intelligenza artificiale elaborano e sintetizzano i tre ‘momenti’ poetici, tentando un dialogo interpretativo tra parole e immagini.

Linda Miante nasce a Savona nel 1995. Durante e dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università di Genova, si dedica al giornalismo. È stata inviata di un’emittente televisiva ligure e attualmente si occupa di comunicazione istituzionale, musicale e culturale, oltre che di organizzazione di eventi. La raccolta “Piccola biografia di periferie” è la sua prima pubblicazione.

LA CASA EDITRICE.
Fondata nel 1985 da Gianfranco De Ferrari, e oggi guidata insieme al figlio Fabrizio, De Ferrari Editore vanta un catalogo di oltre 1.200 titoli e una distribuzione nazionale. Ogni anno pubblica circa cento novità, molte delle quali valorizzano il patrimonio culturale del territorio. Spaziando dall’architettura alla poesia, dalla storia alla gastronomia fino ai saggi universitari, il catalogo è ricco e variegato, testimonianza dell’impegno della casa editrice nel promuovere la letteratura e il patrimonio locale attraverso collaboratori di prestigio che curano le diverse collane.