Susanna Trippa “Una storia che consola”, LFA Publisher

LFA Publisher

“Strana primavera del lockdown 2020.
Arriverà una storia a nutrire, e infine a consolare, la mia anima? Decido di cercare nel passato. Tra le fotografie ecco apparire un pacchetto legato da un nastrino consumato e ingiallito. Sciolgo il nastro: fogli e cartoline si sparpagliano, grafie e immagini si mescolano a caso.

Una storia che consola, scritto nei mesi del lockdown 2020, è un romanzo epistolare.
Quando scoppia la pandemia in Italia, e in particolare in Lombardia, l’autrice Susanna Trippa, dalla sua casetta in collina in provincia di Bergamo, come tutti si trova ad affrontare i timori e le angosce del periodo.
Ad arrivare in suo aiuto sarà un pacchetto di lettere, biglietti, cartoline e vecchie foto.
Da quel momento s’immerge nell’attenta rilettura di quel dialogo epistolare avvenuto tra i suoi genitori durante il lungo fidanzamento negli anni Trenta.

Dal 1934 al 1940 – in piena epoca fascista – due giovani si conoscono, s’innamorano, immaginano e costruiscono il loro futuro. Sullo sfondo stanno gli avvenimenti, divenuti storia, che porteranno allo scoppio della seconda guerra mondiale, poco dopo il loro matrimonio nel marzo 1940. Arrivano gli echi della società italiana di allora – abitudini e gusti – le atmosfere della guerra d’Etiopia, i fronti contrapposti della guerra civile spagnola, il cambiamento di passo del fascismo fino alla tragica avventura del conflitto mondiale. L’autrice, mentre legge e a tratti commenta i dialoghi dei due fidanzati, da figlia vi ritrova le personalità dei propri genitori ma, al tempo stesso, li scopre diversi.
Dentro di lei si forma un’immagine di loro del tutto nuova.


Susanna Trippa nata a Bologna e là laureata in Lettere moderne e Storia dell’Arte. Si trasferisce a Bergamo nel 1977,dove lavora prima come insegnante poi nel settore pubblicitario. Da più di vent’anni vive in Valcavallina, con famiglia ed animali, nella casetta che ha dato nome e immagine al suo primo libro I racconti di CasaLuet (2008), una fitta rete di racconti, sogni e magia. Il racconto Pane e cinema ha ricevuto il 1° premio AlberoAndronico “Cinecittà – l’occhio del cinema sulla città” (2009). Nel 2015 esce il romanzo epico/fantasy Il viaggio di una stella.Il penultimo pubblicato è il romanzo autobiografico Come cambia lo sguardo – Gli inganni del Sessantotto (2019 Curcio ed.).

Paul Auster “Baumgartner”, presentazione

Traduzione di Cristiana Mennella

Pieno di tenerezza, lo sguardo di Paul Auster riesce a trovare la bellezza negli episodi fugaci di un’esistenza ordinaria e unica allo stesso tempo. Baumgartner è un capolavoro sul dolore della memoria, l’opera piú luminosa dell’autore di 4321.( (dal Catalogo Einaudi)

Sì, perché volendo sintetizzare in poche essenziali righe il personaggio principale, Seymour Baumgartner  detto Sy, è un settantenne vedovo, vive da dieci anni la propria esistenza  come se fosse stata  ridefinita dalla morte della moglie Anna, diventando molto meno significativa, anche perché nel suo passato è stato insegnante di  filosofia a Princeton e ha scritto vari libri.

Si apre infatti così: il protagonista sta scrivendo e decide di andare a controllare una citazione da un volume ma sente odore di bruciato: il pentolino lasciato tre ore prima sul fuoco è ancora lì, ma incredibilmente lo prende e si ustiona. È solo l’inizio di una serie di situazioni che, come nelle scatole cinesi, si susseguono una dopo l’altra sempre più imprevedibili e figlie del caso il cui fil rouge è legato allo squillo del telefono. Anche il seguito e le conclusioni sono decisamente imprevedibili: il lettore segue le vicende di Sy che si pone ad analizzare e a trovare il buono di vivere anche in un’esistenza usuale.

“A quanto pare, l’esistenza di Baumgartner è ridotta oramai da dieci anni a una trasognata sospensione contraddistinta da una spiccata vocazione all’infortunio.[…]Fin qui siamo nel cuore del genere romanzo-vedovile. Basta andare avanti, però, per capire che Auster ha in serbo per il suo professore (e per noi lettori) una serie di svolte imprevedibili capaci di trasformare la narrazione in un’altra cosa, che davvero non saprei come definire. Dopo uno strano incidente notturno, a metà tra sogno e allucinazione, […]Baumgartner fa un brusco ritorno alla vita. Si mette con Judith che poi lo abbandona per mettersi con un altro, più giovane di lui. Un’esperienza dolorosa, certo, una nuova batosta, ma non così spaventosa da sottrarlo di nuovo ai suoi doveri di vivo. Il libro allora diventa un bilancio, il lettore viene catapultato nella giovinezza del protagonista […] Al nichilismo shakespeariano dell’ultimo Roth, Auster oppone un epicureismo laico, venato di ironia e fatalismo. Una ricetta oltremodo appropriata per affrontare la vecchiaia e resistere alla morte.”( Stralci dalla recensione di Alessandro Piperno, da La lettura, Corriere della Sera, 10 Dec 2023)

A questo link notizie sull’autore

Sara Bontempi “Il bacio sulla fronte”, presentazione

“Il bacio sulla fronte” è un romanzo breve che narra delle domeniche trascorse dai nonni durante gli anni Ottanta e Novanta, un periodo in cui la domenica era ancora considerata un giorno di riposo interamente dedicato alla famiglia e al relax.
Sono le vicende della mia numerosa famiglia, che ogni domenica si riuniva presso il Capannone, il soprannome affettuoso per la casa dei nonni, immersa nei boschi. 

Sara Bontempi

Dalla sinossi

L’autrice, un membro della famiglia Urrico, decide di raccogliere le storie e gli aneddoti di queste domeniche straordinarie in questo libro, con l’obiettivo di preservarle e condividerle con chi non crede che un periodo così meraviglioso, senza smartphone o Netflix, sia mai esistito.

Il fulcro della storia è il rituale affettuoso tra nipoti e nonni, in particolare il bacio sulla fronte ricevuto dal nonno Pasquale. Questo gesto intimo e memorabile diventa un simbolo indelebile dell’infanzia dei nipoti, un legame che li accompagnerà per sempre.(da LFAPublisher)

Giovanni Luca Valea “Una vecchia valigia”, NeP Edizioni

NeP Edizioni

La sinossi

La vita ordinaria di Domenico Ferraro, vecchio professore in pensione ormai stanco e insofferente, viene turbata dalla consegna di una vecchia valigia. Una lettera accompagnatoria annuncia l’imminente arrivo di un misterioso ragazzo, con la richiesta gravosa di prendersene cura. L’irrompere del giovane Lupo diviene una imprevedibile deviazione del destino, che cambia radicalmente l’esistenza del professore. Domenico è un uomo emarginato e solo, abituato a porsi di fronte alla vita con l’atteggiamento di un ospite silenzioso e indifferente. Un silenzio dovuto alla rassegnata accettazione, che divora gran parte delle parole che si vorrebbero dire, nella costrizione di soccombere davanti all’impossibilità di opporsi.

Viviamo così insieme al protagonista i suoi dubbi e le frustrazioni dei suoi fallimenti, ma anche il febbricitante sopraggiungere di nuove sensazioni per la vicenda rocambolesca in cui si trova, suo malgrado, coinvolto. La vecchia valigia si rivela essere un bagaglio di ambizioni per evadere dal grigiore di un’esistenza calpestata e vissuta costantemente come un’ombra.

Giovanni Luca Valea nasce a Firenze nel 1988. Docente di Lettere, ha all’attivo tre raccolte poetiche: “Canzoni di rabbia, poesie d’amore” (2015), “Una storia che credevo di avere dimenticato” (2019) e “Una rosa al padrone” (2021). Come cantautore, si ricorda il successo di critica de “La disciplina del sogno”. In uscita, a novembre, l’album “Canzoni”. “Una Vecchia Valigia” è il suo primo romanzo.

Qui un’anteprima

Massimiliano Milesi “Charlie sotto i portici”, Pandilettere Edizioni

Pandilettere Edizioni

“Un libro enigmatico, che lascia nel lettore tanta curiosità e desideri di approfondimento anche musicale.
Un racconto che si lascia leggere tutto d’un fiato e non cessa di stupirci.
Da leggere per rimettere “tutto” o “quasi tutto” in discussione… se non altro, proprio le nostre convinzioni più radicate.”
(dalla postfazione di Antonella Antonelli)

Un breve estratto

“Dopo cinque minuti arriva la sorveglianza. Qui, dopo la bomba di quel pazzo di qualche anno fa, adesso si sta parecchio attenti. Mi aprono tutte le stanze, e io -da solo – mi preparo all’articolo più importante della mia vita.”

Di cosa parla Charlie sotto i Portici?
Un misterioso concerto a Roma nel 1953.
Realtà o invenzione?
Un vecchio nastro perso e ritrovato.
Foto inspiegabili.
Chi c’era quella sera a sentire Parker in Piazza Nicosia?


Note biografiche
Massimiliano Milesi nasce a Roma nel 1965. Autore, regista, insegnante di teatro, saggista. È anche un Monaco Buddhista e insegnante di Dharma della Scuola Kempon Hokke International. Fonda la Permis de Conduire, formazione produzione teatrale, nel 1992, successivamente la compagnia TeatroDaViaggio, nella quale porta avanti da anni una ricerca sul Teatro di Carlo Goldoni. Ha diretto diversi teatri negli ultimi trent’anni; nel 2021 fonda, con la dramaturg e attrice Antonella Antonelli, il politecnico del monologo, presso il Teatro Elettra che entrambi dirigono assieme ad Alberto Buccolini.,Le sue regie hanno spaziato dal Teatro di ricerca negli anni ’90, alla commedia classica di Carlo Goldoni sino agli autori contemporanei europei e giapponesi. Ha alle sue spalle anche una lunga attività di saggista, giornalista e conduttore radiofonico.Pubblica “Teatro e Zen” nel 2014 (reality book), “Teatro 1” nel 2015 (edizioni Permis de Conduire),
“Dinamica gesto carattere, il metodo DGC” nel 2019 (Fefè Editore).

Margherita Cucco “Anita, una storia romantica”, Robin Edizioni

Robin Edizioni

Esther Bodmeier, un’anziana ebrea che risiede in Italia dalla fine della Seconda guerra mondiale, affida la sua storia a un manoscritto.
A quattordici anni, nel 1942, viene catturata insieme ai genitori e caricata su un treno per la Germania.
Durante il tragitto Esther riesce a fuggire e si apre per lei la possibilità di sopravvivere assumendo un’identità ariana, quella di Anita Koch.
Aiutata da un pastore protestante, trova un rifugio e un lavoro nella tenuta di Tannerhof, proprietà del Freiherr von Tanner, un nobiluomo quarantenne alquanto misterioso.
I due, accomunati dalla passione per i libri e la cultura, a poco a poco imparano a conoscersi.
Nasce un sentimento profondo, tanto più intenso in quanto inconfessato e quasi inconsapevole: un amore impossibile, che però cambierà per sempre la vita di entrambi.

Margherita Cucco ha iniziato a scrivere al termine di una lunga carriera di insegnante liceale.
Con Robin Edizioni ha pubblicato i seguenti romanzi storici: Esca il Britanno (2015), Il centurione fortunato (2019), La ragazza che voleva viaggiare (2019), Antenati barbari (2020)
E i romanzi polizieschi: Tilde e il violinista (2017), Consiglio di classe (2022), la trilogia dedicata a Tim Bergling/Avicii (2018-2021): Il ragazzo luminoso, Avicii, A Study in Darkness e un’altra storia, Tim, partitura a due voci

Rita Charbonnier “L’amante di Chopin”, presentazione

Marcos Y Marcos

Grandi donne, grandi uomini, come in La sorella di Mozart, e qui si aggiungono grandi amori. Rita Charbonnier in questo nuovo lavoro ci accompagna nella vita di due artisti, allargata all’entourage familiare e intellettuale, una scrittrice le cui scelte e i cui scritti collocano tra le emancipate del secolo XIX, a partire dallo pseudonimo al posto del vero nome, Amandine-Lucie-Aurore Dupin, e un musicista che nella sua breve vita ha lasciato composizioni immortali: George Sand e Fryderyk Chopin. Si incontrano quando lei era ancora reduce da un rapporto tormentato con Alfred de Musset, lui ancora legato ad un amore lasciato in Polonia.

Lui è già cagionevole, tossisce e ha male al petto, morirà di tisi ancora giovanissimo, lei lo accudisce e cerca di proteggerlo dalla malattia con mille attenzioni tra le quali quella di cercare un clima benefico nell’isola di Maiorca o vivere nella villa di campagna di lei. Un amore che durerà a lungo, quasi dieci anni, periodo durante il quale lui scriverà le sue opere maggiori, lei scriverà di notte e lascerà volumi di romanzi e novelle, ma anche commedie e scritti varî mentre si prepara insieme agli amici giornalisti alla rivoluzione, partecipando attivamente ai moti parigini del 1848.

Altri scritti di Rita Charbonnier

Il suo primo romanzo, La sorella di Mozart (Corbaccio 2006, Piemme Bestseller 2011), è stato pubblicato in dodici paesi. La strana giornata di Alexandre Dumas e Le due vite di Elsa (Piemme 2009 e 2011) completano un trittico con protagoniste personaggi femminili e la Storia.( da Marcos y Marcos)

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La sorella di Mozart

Gianluca Morozzi “La morte a colori”, presentazione

FERNANDEL

La sinossi

Felice Venturi ha un dono. Lo ha ereditato dalla madre. Lo chiama: la morte a colori. Toccando un moribondo gli trasmette l’illusione di un lungo, radioso futuro, una dimensione splendida in cui tutti i suoi desideri si realizzano, mentre i pochi minuti di vita che gli restano diventano anni, decenni, come nel tempo dilatato dei sogni. Meglio una realtà breve e orribile o una lunga e appagante fantasia? Ogni volta che Felice ne ha la possibilità dispensa il suo dono, offrendo un’esistenza bella e gratificante. Di tanto in tanto appare in prima persona nell’illusione e chiede: Preferisci tornare nel tuo presente, doloroso ma reale, o vuoi restare qui ancora un po’? E nel frattempo Felice Venturi deve vivere una vita complicata, fra una sceneggiatura da scrivere, una fidanzata che non sa nulla del suo dono, e un’affascinante sosia di Ornella Muti con la passione per i cimiteri monumentali. 

Dal libro: 

Felice Venturi non aveva certo previsto di trovarsi lì nel momento in cui Miro Massari si buttava dal ponte. Era stato un caso. Ma, come sempre, era contento di aver potuto donare la morte a colori. Felice Venturi poteva entrare nella mente dei moribondi, creando un’illusione realistica, tridimensionale e sensoriale in grado di modificare anche la percezione del tempo, un po’ come a volte sperimentiamo nei sogni, per cui pochi minuti di vita possono espandersi fino a diventare decenni. Era un potere che aveva usato per alleviare la dipartita di persone care, ma anche di totali sconosciuti. Un uomo che aveva cercato di soccorrere dopo un incidente d’auto. Un senzatetto in un androne in una freddissima notte d’inverno. E adesso il talentuoso ma incompreso Miro Massari. Era grato al caso per avergli dato la possibilità di donare a quel povero scrittore suicida un’esistenza bella e degna di essere vissuta. Felice Venturi quella domenica mattina era in stazione per motivi ben diversi dalla morte a colori. Aspettava una ragazza di Perugia, una ragazza mai incontrata di persona ma che già gli era entrata nella mente e in quello che i romanzieri pigri definiscono il cuore. Che Felice Venturi fosse fidanzato da ormai due anni con una certa Vanessa, ecco, quello era un problema che avrebbe affrontato in un secondo momento. Comunque, era andato a cercare l’albero che era cresciuto fra il binario tre e il binario quattro per un motivo ben preciso, una richiesta che gli aveva fatto la ragazza di Perugia, e aveva visto precipitare un uomo. Era corso da lui e lo aveva toccato. Il suo dono funzionava solo se c’era un contatto fisico, anche minimo, con la persona che stava morendo. Così poteva regalare un futuro. Un bel futuro. Che importava se non era reale?

Gianluca Morozzi è nato a Bologna nel 1971. Autore generoso e prolifico, per Fernandel ha pubblicato quindici libri, a partire dal suo esordio, Despero (2001), fino al romanzo più recente, Il libraio innamorato (2022).

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Il libraio innamorato

Lorenzo Barrabino “A cavallo delle due cordigliere”, presentazione

Dialoghi Edizioni

Nella prima metà dell’Ottocento, tra i monti e le vallate che separano il Mancolle dalla Tircuria, si svolgono le vicende di Arcom.

Abbandonato dal padre e orfano di madre, trascorre i primi anni con la nonna e, in seguito alla scomparsa di quest’ultima, viene preso in consegna da Don Ernesto, parroco del borgo. Questi lo affida prima a mastro Attilio e poi, dopo la prematura dipartita dell’uomo, alla corte del Conte Paloroli di Guarnito Burgus. Proprio nel castello il fanciullo si forma e diventa uomo, soprattutto grazie alla dedizione del ragionier Camillo che, notatane la vivace intelligenza, decide di prenderlo sotto la sua ala. Arcom diviene ben presto l’aiutante del cerimoniere Serafino. Iniziano così le sue avventure, che lo porteranno a esplorare nuove terre, a visitare piccoli paesini e una grande città, a stringere amicizia con una temibile banda di fuorilegge e persino a incontrare l’amore.

L’AUTORE

Lorenzo Barrabino è nato a Voghera (PV) nel 1985. Laureato in Geologia presso l’Università degli Studi di Pavia, attualmente lavora come geotecnico in un laboratorio di prove materiali milanese. A cavallo delle due cordigliere è la sua prima pubblicazione, ispirata ai luoghi in cui ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza tra val Borbera e val Curone.

Dal capitolo 1: Un breve stralcio dalla descrizione che introduce all’ambiente, ai luoghi ed alla società contadina, sfondo alla storia narrata

Là dove la catena montuosa dell’Ilpa, curvando in un susseguirsi di creste e selle, si piega a congiungersi a quella dei Pennacchini, fiumi e torrenti dalle acque cristalline, nel corso dei tempi, attraversando arenarie e conglomerati, avevano scavato e modellato, con la cura minuziosa che solo la natura sa porre nelle sue opere, lussureggianti vallate bordate da verdi colline, che in seguito erano state dolcemente accudite e coltivate dalla sapienza contadina. Il sole faceva capolino ogni mattina e nel suo percorso giornaliero irradiava differentemente per tempo ed intensità ciascuna delle valli a seconda dell’orientamento cardinale di quelle, così che la vegetazione, sensibile ad ogni minimo cambiamento delle caratteristiche dell’ambiente a cui deve adattarsi, variava ad ogni scostamento. Si passava da zone boscose a latifoglie sui fianchi delle colline, dove prosperavano castagni, noccioli, roveri e cerri, carpini e robinie ed anche frassini, a ad altre in cui, salendo progressivamente di quota, le suddette essenze venivano sostituite da faggi, abeti rossi e bianchi, larici e betulle. Lungo tutta la fascia collinare quei boschi finivano per essere, più o meno frequentemente, intervallati da formazioni marnose dette calanchi. Aree spoglie, nei quali le rocce affioranti, finemente fratturate a scaglie e periodicamente dilavate ad opera degli agenti atmosferici, complice la pendenza dei ripidi fianchi, non fornivano sufficiente agio ai vegetali che avrebbero voluto conquistarli. Solo alcuni tipi di abeti riuscivano ad attecchire su quella inospitale superfice, attenuandone la colorazione grigiastra predominante miscelandovi un po’ di verde scuro, cui si aggiungeva il vivido giallo dei fiori di ginestra che, raccolti a giunchi, riuscivanoanch’essi ad aggrapparsi all’instabile substrato sfidando, impavidi, la forza di gravità. Le restanti zone risultavano pervase dalla macchia mediterranea, che diffondeva nell’aria dell’intera regione deliziosi profumi aromatici, mutevoli in base alle stagioni ed ai periodi di fioritura.[…]

Annie Ernaux “Perdersi”, presentazione

Traduzione di Lorenzo Flabbi.

L’orma Editore

È un romanzo diario le cui pagine si snodano dal 1988 al 1990

Racconta una storia di passione e di attesa memorizzata e fermata tra le pagine che annotano e sottolineano dolore e piacere fermandoli tra le righe che, rilette e rivisitate ne sono specchio e di emozioni e di sentimenti, per capire e appropriarsene, senza più perdersi.

Un romanzo che come in altri l’autrice propone aspetti autobiografici trasponendoli in letteratura.
Durante un viaggio in Unione Sovietica incontra un diplomatico russo, con il quale si intratterrà anche durante la permanenza di lui a Parigi, un uomo che resterà anonimo tra le pagine dei suoi romanzi, giovane e sposato e con il quale vivrà una relazione prettamente fisica, ma coinvologente e sferzante che la porta a un’esperienza totalizzante di cui gli incontri ne sono il folcro, il restante è attesa.

Annie Ernaux è nata a Lillebonne nel 1940 ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studiata e pubblicata in tutto il mondo, nei suoi libri ha reinventato i modi e le possibilità dell’autobiografia, trasformando il racconto della propria vita in acuminato strumento di indagine sociale, politica ed esistenziale. Considerata un classico contemporaneo, è amata da generazioni di lettrici e lettori. Nel 2022 è stata insignita del Premio Nobel per la letteratura.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Memoria di ragazza

Omaggio ad Annie Ernaux vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 2022

Gli anni

L’evento

La donna gelata

Guarda le luci, amore mio