Resa von Schirnhofer “Sull’uomo Nietzsche”, presentazione

Un testo importantissimo nella bibliografia e nella biografia nietzschiana, ma anche una lettura godibile per chi sia semplicemente curioso di conoscere aspetti inediti e personali di uno dei più importanti e carismatici filosofi del secolo scorso. ” (da La Feltrinelli)

Per la prima volta in italiano curata e tradotta da Susanna Mati, una biografia del filosofo incontrato, vissuto e visto dalla protagonista femminile durante un soggiorno a Nizza e a Sils-Maria  nel 1884, 14 giorni sereni da cui derivarono queste annotazioni datate 1937, quando lei era ormai 82enne: l’austriaca Resa Von Schirnhofer, un’anziana signora che decide di rendere aperti i suoi ricordi di giovane donna che conobbe e frequentò il filosofo quando aveva quarant’anni. Un incontro e uno scambio epistolare al suo seguito da cui derivano ricordi attenti ed equilibrati ma anche aneddoti e passaggi interessanti a documentare lo sviluppo del pensiero nietzschiano.

Pagine diverse sull’uomo Nietzsche perché, sebbene lei fosse una giovane studentessa in filosofia, il loro era stato un rapporto non tra docente e discente, ma tra un uomo e una donna che sanno condividere momenti di tranquilla serenità, parlando, ridendo, discutendo su libri e autori letti, ascoltando dell’ultima opera, Zarathustra, che in quel periodo Nietzsche aveva realizzato: momenti riposanti, gradevoli che solo l’amicizia sa regalare.

Tracy N. Todd  “Nina. La storia di Nina Simone”, AnimaMundi Edizioni

In occasione dei 20 anni dalla morte e dei 90 dalla nascita di Nina Simone, AnimaMundi edizioni pubblica

Illustrazioni di Christian Robinson

Traduzione: Anna D’Elia

Albo illustrato per bambini e adulti

Il 28 agosto 1963 Martin Luther King Jr. pronunciò il famoso discorso con l’incipit: «I have a dream». Il discorso fu tenuto da davanti al Lincoln Memorial di Washington alla fine di una manifestazione per i diritti civili nota come la marcia su Washington per il lavoro e la libertà durante la presidenza Kennedy.

Nina Simone è stata un’icona. La sua musica ha fatto da colonna sonora al Movimento per i Diritti Civili. Tuttavia prima di diventare Nina Simone era Eunice Kathleen Waymon, una bambina prodigio che cantava prima ancora di camminare e che ha imparato a suonare il piano sulle ginocchia del papà. Ma quando le chiusero le porte a causa del colore della sua pelle, scoprì velocemente che il suo talento non era abbastanza per avere successo. Nina nascose il dolore infondendolo nella sua musica e perseverò, trovando il modo di esibirsi nonostante gli ostacoli e con una voce simile a un tuono soffocato: fu così che giunse al trionfo. Ma mentre la carriera di Nina cresceva, i neri stavano soffrendo e manifestavano la loro rabbia e la loro paura per le strade delle città. Nina presto si unì a loro, e alzò la sua voce tonante in segno di protesta nella lotta contro le disuguaglianze e la discriminazione razziale. Chiedeva giustizia. E la sua voce riecheggiava in tutta la nazione, trasformando i cuori e le menti.

«Quando morirò… so che lascerò alla (mia) gente qualcosa su cui costruire. Sarà quella la mia ricompensa».

NINA SIMONE

La storia della cantante Nina Simone, nome d’arte di Eunice Kathleen Waymon (1933-2003), viene narrata intrecciando gli episodi della sua vita con quelli che hanno connotato il movimento per i diritti civili. Illustrato con una tecnica mista di collage e acrilici da Christian Robinson – autore insignito della medaglia Caldecott nel 2016 – questo racconto prende avvio dall’infanzia di Eunice, quando suonava il pianoforte nella Carolina del Nord, e si soff­erma poi sulle sue avventure come performer, pioniera della canzone di protesta e attivista per i diritti civili. Robinson dà inoltre vita a scene storiche tra le quali si possono riconoscere i manifestanti neri che vengono colpiti dai poliziotti bianchi e la gente riunita al Washington Monument dopo l’assassinio di Martin Luther King Jr. Il volume chiude con informazioni su Nina Simone e una breve bibliografia di riferimento.

«Non era né la prima né l’ultima dei bambini Waymon, però era l’unica a cantare prima di saper parlare e a tenere il ritmo prima di saper camminare. L’unica ad avere la musica dentro. La musica, comunque, ce l’aveva anche fuori. La sua mamma cantava sempre canzoni religiose mentre cuoceva le focaccine e rimestava i fagioli. E il suo papà suonava un piccolo pianoforte verticale»

Tracy N. Todd è scrittrice ed editor di libri dedicati all’infanzia incentrati sulla cultura nera e la giustizia sociale. Christian Robinson è un illustratore americano di libri per l’infanzia. È stato insignito per il suo lavoro di diverse onorificenze tra le quali, nel 2016, la medaglia Caldecott. Collabora inoltre per Pixar Animation Studios.

Chiara Ricci “Anna Magnani. Racconto d’attrice”, Graphe.it

Graphe.it

In libreria dal 26 agosto

Più che una biografia, questo libro è un’analisi intuitiva, critica e psico-emotiva di Anna Magnani. L’autrice mette il proprio rigoroso approccio di ricerca al servizio di un racconto non convenzionale. Superfluo e improduttivo, infatti, sarebbe stato ripercorrere meccanicamente nomi, date, luoghi, titoli (che pure ci sono): si guarda qui alla storia dell’attrice attraverso una prospettiva inedita che permette uno sguardo diretto e nuovo. Il legame fra la Magnani e il teatro – la «migliore scuola» che le fece «spuntare le ali» – è intimo, più viscerale forse di quello con il cinema: è lì che la magnifica attrice riceve il suo primo vero applauso, il primo “brava”, l’inizio di un nutrimento tanto atteso per uno spirito così difficile da “sfamare”. 

Questa sarà la chiave di lettura dalla quale guardare a tutta la carriera dell’attrice romana. Uno sguardo diretto, nuovo e per certi versi inedito su Nannarella, come era affettuosamente chiamata: il legame tra Anna Magnani e il teatro è, infatti, la principale chiave di lettura dalla quale guardare tutta la sua brillante carriera.

«Quello che mi atterrisce è di sparire da un momento all’altro, improvvisamente, senza sapere chi era veramente la Magnani o, meglio, chi era la piccola Anna. Ma lo so chi era. Una piccola bugiarda che viveva nel sogno per non dover affrontare la realtà. Senza madre, senza padre, mi sono trasformata in formica. Ho recitato la parte dell’aggressiva, ma non lo ero. Di qui le mie collere. Ho recitato la parte della pavida quando invece ero un leone. Di qui le mie collere. Ho recitato la parte della coraggiosa quando invece ero un agnello. Di qui, ancora, le mie collere. Povera pazza! Se oggi dovessi morire, sappiate che muoio ricca perché ho capito tutto questo. Sappiate che le mie collere erano solo rivolte contro di me. Ho anche capito che non ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza in meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per quella lacrima, ho implorato quella carezza… Ma io non so nemmeno se lo sono, un’attrice…

Cosa vuol dire essere un’attrice? Io una sera sono in un modo, una sera sono in un altro. Un’attrice dovrebbe essere tutte le sere uguale. Ma io non so giudicarmi. Confesso francamente che se mi chiedessero di dare un’opinione su me stessa, non la saprei dare. La lascerei dare agli altri.

Non mi curo mai di quello che sembro, di come gli altri mi vedono. Sono così come la mia vita, le mie esperienze, le mie delusioni, le mie gioie e le mie infelicità mi hanno fatta. Lo sono senza riserve e senza ipocrisie. Donna io, credo di avere dei pregi. Adesso mi faccio un po’ di complimenti. Sono profondamente umana e, anche se non si vede, sento di avere molta poesia dentro, sono molto leale, molto. Basta, no? Pare che basti

Scrive l’Autrice «“Anna Magnani. Racconto d’attrice” nasce dal mio desiderio di rendere omaggio al talento e alla forza di una donna che ha saputo fare della sua essenza e delle sue fragilità una pura energia vitale. Questo libro, forse più egoisticamente, vuole essere anche il coronamento di un sogno che mi accompagna sin da bambina: quello di «dedicare qualcosa di mio» a questa meravigliosa creatura divenuta attrice che, strano a dirsi, affianca la mia vita sin da quando ho memoria. Credo di poter definire il mio rapporto con Anna Magnani assai insolito».

CHIARA RICCI è laureata in DAMS. Ha conseguito con lode la Laurea Magistrale in “Cinema, televisione e produzione multimediale” presso l’Università degli Studi “Roma Tre” che le conferisce la nomina di “Cultore della materia Storia del cinema e di filmologia”. Autrice di saggi di inchiesta e monografici dedicati a figure chiave del cinema e del teatro italiano. È Presidente dell’Associazione Culturale “Piazza Navona”, creatrice della Rubrica online “Piazza Navona”(www.riccichiara.com), ideatrice e organizzatrice del Premio Letterario Nazionale EquiLibri. Tiene lezioni e conferenze dedicate alla Storia del cinema e del teatro.

Mario Dal Bello  “Lorenzo Lotto, un genio in fuga”, Graphofeel Edizioni

Solo, senza fidel governo, et molto inquieto nella mente”, così si definiva Lorenzo Lotto nel suo testamento, confermando la sua figura di artista romantico ante litteram.

Attraverso le lettere di Lorenzo Lotto e altre fonti dell’epoca, Dal Bello scrive un romanzo biografico che restituisce il carattere melanconico di un artista sempre più isolato e incompreso, all’ombra del successo del suo antagonista Tiziano. La storia si snoda tra Venezia, Treviso, Bergamo, Ancona e Loreto, città dove finirà i suoi giorni come oblato della Santa Casa.

Lotto è un artista del Rinascimento veneziano molto originale, ha una poetica assolutamente sua. Il tratto che lo contraddistingue, accanto alle molteplici influenze riscontrabili – dai nordici a Raffaello e Bramante, da Leonardo ai lombardi ad Antonello, a Tiziano, solo per citarne alcune -, è quello di una emotività forte, una ipersensibilità che lo porta ad essere un grande ritrattista di acume psicologico raro, ad essere un autore dal profondo senso religioso nelle opere di soggetto sacro con un pathos acceso insieme ad un realismo molto accentuato: caratteri che saranno accolti da vari artisti lombardi, fra i quali Caravaggio.

Rimane un uomo inquieto ed irrequieto, dalla sensibilità acuta che lo porta a vivere da solo, a cambiare spesso città e casa, però bisognoso di affetto e di amicizia. La sua vita è stata raminga, difficile, ha conosciuto la malattia, la solitudine, anche la difficoltà economica. L’ansia religiosa nella vecchiaia lo ha portato a vivere come oblato a Loreto, dove ha creato gli ultimi capolavori.

Lotto trasmette a noi il valore della indagine sull’animo umano, della attenzione ai sentimenti, anche i più intimi, nascosti e dolorosi, ma sempre espressi con una grande dignità e rispetto.

Così è il Rinascimento, la civiltà che indaga l’uomo, il suo valore, la sua dignità, la sua sete di immortalità e di bellezza. (Prof. Mario Dal Bello)

Mario Dal Bello è storico e critico d’arte.

Insegna storia dell’arte alla Pontificia Università Lateranense e all’Università E- campus di Milano. È autore di 50 saggi, tra cui monografie su Michelangelo, Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Bellini, El Greco, Antonello da Messina, Guido Reni, Beato Angelico. Dal 1990 al 2022 è stato responsabile del settore arte e spettacolo della rivista Città Nuova. Collabora con Il Sole 24 ore, la Rivista del Cinematografo ed altri siti e riviste.

Chiarastella Campanelli “Tina Anselmi. La ragazza della Repubblica”, Graphofeel Edizioni

Graphofeel Edizioni

La vita, appassionante come un romanzo, di Tina Anselmi, la prima donna a diventare ministro della Repubblica italiana. Energica, schietta e coraggiosa, non si tirò indietro di fronte a prove durissime, come quella di annunciare alla famiglia la morte di Aldo Moro.

Cattolica convinta, improntò la sua attività politica al rispetto della laicità dello Stato, lottò per la parità salariale delle donne con fermezza e totale indipendenza di giudizio. Consapevole che sarebbe stata la fine della sua carriera politica accettò di presiedere la Commissione d’Inchiesta sulla P2, anteponendo il bene comune a ogni altra considerazione.

Conservò intatto per tutta la vita l’amore per la natura, per la semplicità e per la trasparenza, interpretando concretamente i valori di quella democrazia che considerava una preziosissima e fragile conquista.

Nel progredire delle pagine, il lettore ha la possibilità di immergersi nella storia pubblica e privata di Tina, osservando la crescita della sua consapevolezza e la genesi della sua passione politica e condividendone il coraggio e le tumultuose tempeste personali.

Dalla penna limpida e coinvolgente di Chiarastella Campanelli, una biografia che restituisce il sentimento di una figura femminile straordinaria e modernissima, il cui ruolo nella storia d’Italia è ancora tutto da scoprire.

Tina era una persona ottimista e lungimirante, aveva fiducia in un domani migliore, questo la rendeva battagliera e forte. Teneva molto alle giovani generazioni, a farle crescere con una coscienza attiva e saggia, per lei “la memoria” era fondamentale. Ho amato il suo lato di animo nobile che stava nell’accoglienza e nella tolleranza verso l’altro, anche di chi la pensava diversamente da lei e non perché se ne sentisse superiore, ma perché in uno sforzo di comprensione capiva che ognuno a suo modo ha qualcosa da dare e che questo è un arricchimento personale.” (Chiarastella Campanelli)

L’AUTORE

CHIARASTELLA CAMPANELLI, romana, è laureata in Scienze politiche. Ha conseguito un baccalaureato in lingua araba e islamistica. Dal 2008 è direttrice editoriale della casa editrice il Sirente, per cui ha curato due collane dedicate alla letteratura araba e migrante traducendo alcuni volumi. Nel 2021 ha pubblicato un romanzo per bambini. Il mistero di Pyrgi. Avventura tra gli Etruschi (Dalia edizioni).

Maxence Fermine “Dance me to the end of love”, AnimaMundi Edizioni

AnimaMundi Edizioni

Traduzione di Roberta Castoldi

Pagine 88 prezzo, 15 euro

Il libro, molto delicato e poetico, racconta la storia d’amore nata nell’isola greca di Idra negli anni ’60, tra Leonard Cohen e la sua musa norvegese Marianne Ihlen. Tra le pagine scopriamo il giovane cantautore canadese agli esordi della sua carriera artistica, quando ancora non scrive canzoni, ma tenta la strada della poesia e del romanzo. Sarà Marianne a offrirgli una prospettiva nuova sulle sue potenzialità.

Nel romanzo lo seguiamo lungo la sua vita complessa e tormentata, attraverso i chiaroscuri della bella favola d’amore.

Dalla prefazione:

 «Un libro su un cantautore in divenire, all’epoca romanziere e poeta, che ha lasciato il mondo per ritirarsi su un’isola greca, in compagnia di una vergine dagli occhi di ghiaccio. E che, nonostante gli insondabili tormenti della depressione, continua a scrivere, amare e vivere con l’eleganza della disperazione. […] Questo testo è importante per me perché parla della genesi dell’amore, della poesia, della creazione e della ricerca di sé. È un omaggio a un artista immenso che, per quasi 40 anni, ha accompagnato la mia vita. Ho giurato a me stesso che un giorno ne avrei scritto un libro. Ora l’ho fatto.» Maxence Fermine

Dal testo:

 «Leonard incontrava spesso i Jansen la sera, alla taverna del porto. C’erano Axel, Marianne e alcuni amici, accompagnati dalla musica di un bouzouki, con un bicchiere di retsina in mano, bottiglie di vino ricoperte di paglia, che bevevano a sazietà. Mangiando foglie di vite guardavano il tramonto […] Il sole della loro conversazione produceva una curiosa ebbrezza, ariosa, leggera e profumata. Non tanto lontano dalle porte del paradiso, e nemmeno dai carboni dell’inferno. Come Ulisse, perso in mare, era intrappolato tra due insidie. Sfuggire a Cariddi per soccombere a Scilla. Amava Marianne ma aveva già paura di perderla, sebbene non fosse ancora sua».

Maxence Fermine, vive in Alta Savoia. Ha pubblicato per Bompiani: Neve (1999), che ha raggiunto ventisei edizioni ed è stato tradotto in diciassette lingue, Il violino nero (2001), L’apicoltore (2002), La trilogia dei colori (2003), Opium (2003), Amazone e la leggenda del pianoforte bianco (2005), Tango MasaiL’ultimo sultano (2006), Il labirinto del tempo (2008), La piccola mercante di sogni (2013), La bambola di porcellana (2014), La fata dei ghiacci (2015), Il palazzo delle ombre (2017), Billard Blues (2004 e 2020). L’ultimo suo libro Dance me to the end of love esce in Italia in anteprima mondiale per AnimaMundi Edizioni, nella traduzione di Roberta Castoldi. 

Giuseppe Scaraffia “Scrittori in armi”, presentazione

Giuseppe Scaraffia, scrittore raffinato e studioso di letteratura, racconta il servizio militare di molti autori che abbiamo imparato ad amare e a leggere. Attraverso una trentina di esempi, racconta il comportamento di alcuni poeti, scrittori e pensatori che hanno fatto la storia della cultura degli ultimi due secoli: Rimbaud, Nietzsche, Dostoevskij, Proust, Freud, Jarry, Morand, Rilke, Zweig, Thomas Mann, Werfel, Léau – taud, Céline, Savinio, Schnitzler, D’Annunzio, Jünger, Valéry, Fitzgerald, Hemingway, Drieu La Rochelle, Buzzati, Genet, Cioran, Waugh. Un libro sorprendente, un mosaico di ritratti segreti. Un prezioso dizionario di aneddoti e curiosità.(dal Catalogo Neri Pozza)

Ad iniziare dal 1854 con Dostoevskij fino al 1939, scrittori in divisa, patrioti o disertori come Rimbaud o Thomas Mann che si sottrasse volentieri all’obbligo militare o Hemingway, l’autore di Addio alle armi, arruolato nella Croce Rossa o Jean Genet che indossò la divisa francese avendo in odio patria e compatrioti: sono alcuni esempi di una trentina di biografie di scrittori che in modi diversi si trovarono ad indossare una divisa.

“Stile raffinato, talora prezioso, e utilizzo sempre mirato delle citazioni d’autore volta a volta si concentrano su un dettaglio biografico che in realtà è rivelatore di una concezione del mondo e più in generale di una vocazione letteraria” – così scrive Massimo Raffaeli presentando il testo sulle pagine del Venerdì  ( 31 marzo 2023).

Un’angolazione diversa da cui guardare alla biografia e al vissuto di grandi autori del ‘900

Brevi note biografiche

Giuseppe Scaraffia, torinese, vive a Roma, dove ha insegnato Letteratura francese presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha scritto vari libri sui grandi miti ottocenteschi della seduzione, dalla femme fatale al dandy, su Parigi e sulla Costa Azzurra degli scrittori. Collabora al domenicale del Sole 24 ore, al Venerdí e a Tuttolibri.(da Neri Pozza Autori)

Romana Petri “Rubare la notte”, presentazione

In copertina un dipinto di Rita Albertini

Romana Petri costruisce e decostruisce, sgretola le regole della biografia, evoca e racconta amori, amicizie e sgomenti come dettagli di un appetito d’avventura mai sazio, si muove fra le date e dentro la Storia alla sola ricerca del principe che ha sconfitto la notte ed è entrato volando nell’infinito. (da Mondadori Editore)

L’autrice racconta da varie prospettive, insieme alle donne, agli amori, ai luoghi e ai tempi della storia, la vita di Antoine de Saint-Exupéry  e la sua grande passione per il volo e per la scrittura cosa che faceva durante i suoi viaggi tra terra e cielo, disperso durante una  missione di guerra aerea sulla Francia il 31 luglio 1944. Il volo, una passione che troverà ampio spazio nei suoi scritti tra i quali, il primo romanzo Vol de nuit (1931), in cui l’azione si attua nel corso di una notte, ma anche Pilote de guerre (1942) testimonianza sulla sfortunata campagna di Francia del 1940, romanzi che non ebbero risonanza ma lo resero famoso fino al più letto in assoluto nel mondo Le Petit Prince,(New York 1943) scritto un anno prima di morire.

Ma chi era l’autore di quel romanzo immortale che tutti più o meno abbiamo letto o che comunque conosciamo per fama?

Questa la domanda a cui risponde il romanzo di Romana Petri che colma i vuoti delle ricerche biografiche del personaggio con l’immaginazione raccontandoci un uomo e la sua grande passione nonché l’amore per la madre Marie Boyer de Fonscolombe, vedova giovanissima del visconte Jean de Saint-Exupéry dal quale ebbe cinque figli e alla quale era particolarmente legato come si evince nella sua ossessiva e fitta corrispondenza con lei.

Il romanzo si apre proprio con una lettera alla madre da Cap Juby, in Marocco, del 27 febbraio 1928, dove dirige una stazione aeropostale, in pieno deserto; altre missive sono presenti più volte nel corso della narrazione:

“vi chiedo scusa per il ritardo, so di avervi abituata ad altri ritmi. Ma qui sono stato io a dovermi abituare. Forse non è il termine giusto, ma non me ne viene un altro. Potrei dire stupore – abituarmi, adattarmi allo stupore –, ma non rende l’idea. Non importa, voi mi conoscete come nessuno”.

firmata Tonio, nome con cui era familiarmente chiamato.

Romana Petri vive a Roma. Tra le sue opere, Ovunque io sia (2008), Ti spiego (2010), Le serenate del Ciclone (2015, premio Super Mondello e Mondello Giovani), Il mio cane del Klondike (2017), Pranzi di famiglia (2019, premio The Bridge), Figlio del lupo (2020, premio Comisso e premio Speciale Anna Maria Ortese-Rapallo), Cuore di furia (2020), La rappresentazione (2021) e Mostruosa maternità (2022). Traduttrice e critico, collabora con “Io Donna”, “La Stampa”, “il Venerdì di Repubblica” e il “Corriere della Sera”. I suoi romanzi sono tradotti in Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo (dove ha lungamente vissuto).

“Giorgio Foresto. Avventure a colori di un pittore fuggiasco” a cura di Giovanni Scarpa, presentazione

“Una mattina del 1970 il più importante illustratore italiano, Giorgio De Gaspari, sparisce da Milano senza lasciare traccia. Qualche mese dopo in una sperduta isoletta della laguna veneta un barbone chiede di poter dormire nella barca di un pescatore: si fa chiamare “Giorgio Foresto”. Cominciano così le avventure strampalate di una delle figure artistiche più sfuggenti del ventesimo secolo. Una vita custodita da un mistero non ancora del tutto svelato”(dalla Quarta di copertina Edizioni NPE).

!970 Pellestrina un cordone di terra che fa da barriera alla laguna veneta, qui Giorgio De Gasperi trascorrerà la propria esistenza isolato dal mondo e sconosciuto: quarant’anni vissuti in povertà e nel completo anonimato. Una storia che ha dell’inverosimile e che conferma quanto Pirandello ebbe a dire sulle assurdità vere di cui è costellata la vita, molto più che in un romanzo dove sono verosimili.

 È stato il lavoro di ricerca di Giovanni Scarpa, ai tempi un bambino che viveva di fronte alla palafitta abitata dal barbone che scambiava i suoi disegni per cibo e alloggio, ad indagare sull’uomo di cui leggerà la data della morte su un articolo di un amico di De Gasperi giornalista: era il 2012. Dalle sue ricerche ora un libro che racconta il celebre disegnatore milanese, illustratore di libri e riviste e fumettista.

Brevi note biografiche

Giorgio De Gaspari è considerato uno dei maggiori illustratori del Novecento alla stregua di Walter Molino, Hugo Pratt e Aldo Di Gennaro. Nato nel 1927 in provincia di Milano, intraprese sin da subito una brillante carriera artistica negli studi del Corriere, alla Fabbri e alla Mondadori. Sospinto poi da un radicale desiderio di nascondimento, scelse di ritirarsi nell’isola di Pellestrina conducendo una bizzarra vita bohémien sotto lo pseudonimo di Giorgio Foresto, ovvero “Giorgio lo straniero”. Qui, indisturbato e liberato da vincoli lavorativi, realizzò opere maestose, coraggiose, visionarie, molte delle quali sono tuttora nascoste nelle case dei privati. Una vita avventurosa che ancora oggi avvolge di mistero la produzione del più fuggitivo dei pittori.

La Quarta di copertina

Per sfogliare il volume

Alfano, Gandola, Zurlo “Una marcia in più. Storie italiane di imprenditrici vincenti”,

La recensione su Libri Panorama: “Donne al timone” di Giorgio Arnaboldi

Un libro, scritto a sei mani da tre prestigiose firme del giornalismo italiano, Manila AlfanoGiorgio Gandola e Stefano Zurlo, che racconta 22 storie di donne, imprenditrici di successo e dai saldi valori. Donne che, dal Nord al Sud del Paese, si distinguono per quello che sono e che fanno, per il modo in cui affrontano le grandi sfide e le vincono, capaci, partendo da zero o quasi, di creare importanti business e aziende, ambasciatrici dell’eccellenza e del Made in Italy nel mondo. (da Wise Society)

“Una marcia in più”: le 22 protagoniste del libro

Queste le meravigliose protagoniste del libro, tutte con alle spalle storie di grande fascino e forza: Marilisa Allegrini (Allegrini vini), Milena Baroni (Mycroclean Italia), Grazia Belloni (Camomilla), Laura Bertulessi (Italtrans), Marina Bonazza De Eccher (Rizzani De Eccher), Alida Catella (Coima Image), Anna Cremascoli (Cliniche Columbus), Franca Mentana (Nanan), Marisa Padovan (Marisa Padovan), Maria Giovanna Paone (Kiton), Mariuccia Rossini (Over), Sara Santori (Conceria Nuvolari), 

Adriana Silvia (Sartor Elettrotec), Silvia Scaglione (React4life), Rosi Sgaravatti (Sgaravatti Group), Nicoletta Spagnoli (Luisa Spagnoli), Roberta Tagliavini (Roberta e Basta), Romana Tamburini (Surgital), Tiziana Terenzi (Cereria Terenzi), Paola Veglio (Brovind Vibratori), Daniela Villa (Erbolario), Isolina Zecchin (Spazzolificio Piave).(da Wise Society)

Da DMGModa

[…] 22 storie di donne, dal Nord al Sud del Paese donne coraggiose che non hanno paura di osare, sfidare i pregiudizi, rompere gli schemi. In una parola innovare. Ritratti che il libro, la cui prefazione è stata curata da Alberto Bombassei, presidente di Brembo, intende raccontare negli aspetti pubblici ma anche e soprattutto in quelli più personali e inediti grazie al racconto delicato, ma allo stesso tempo profondo e mai scontato, di tre prestigiose firme del giornalismo italiano:  Alfano Gandola e Zurlo.

Il libro, che gode del patrocinio del Poli.Design e del Brand Extension Hub, facenti capo al Politecnico di Milano, è nato dall’incontro proprio di due donne, amiche e imprenditrici: Antonella Di Leo, editore ed amministratore delegato di Wise Society, la community di aziende e persone che da oltre dieci anni si dedica ai temi del benessere, dell’innovazione e della sostenibilità, e Nicoletta Poli Poggiaroni, a lungo a capo della sua storica agenzia Marketing Consultants, che ha voluto tenacemente questo progetto, perché, come lei stessa sottolinea «quello che conta non è solo l’idea ma la capacità di crederci fino in fondo, a maggior ragione in un momento di immense difficoltà come questo, dove non era facile trovare tante protagoniste».[…]