Sono passati dieci anni dalla caduta della Restaurazione, da quando Juliette e Warner hanno guidato una ribellione mondiale e fondato la Nuova Repubblica dell’Ovest. Ma dopo un periodo di calma apparente, l’antico regime è pronto a rientrare in gioco compiendo una mossa dalle conseguenze devastanti. E, questa volta, ha la persona giusta per concludere la missione.
James Anderson è riuscito in un’impresa impossibile anche per il fratello maggiore, il famoso Aaron Warner Anderson: infiltrarsi sull’Isola dell’Arca, l’estremo rifugio della Restaurazione. Certo, non tutto è andato come previsto, dato che ora è rinchiuso in una cella, ma è comunque una vittoria. Rosabelle Wolff, figlia dell’ex comandante in capo e reggente del Settore 52, poi passato ai ribelli della Nuova Repubblica, vive con Clara, la sorella minore gravemente malata, nella cosiddetta fossa: un luogo desolato dell’Isola dell’Arca dove viene relegato chiunque si sia macchiato di colpe verso il regime. Per sopravvivere, Rosabelle è diventata una sicaria della Restaurazione, e ogni suo movimento, pensiero ed emozione è monitorato da un’intelligenza sintetica cui nessuno può sottrarsi. Quando le viene ordinato di uccidere, esitare non è un’opzione. Traboccante di azione e tormenti amorosi, Watch Me è un viaggio esplosivo in un mondo distopico dove la dinamica enemies to lovers non è mai stata così impossibile. Un mondo mozzafiato assillato dalla domanda: chi siamo quando nessuno ci guarda?
Tahereh Mafi è l’autrice bestseller della serie Shatter Me, composta da sei volumi e diverse novelle: Shatter Me, Unravel Me, Ignite Me, Restore Me, Defy Me, Imagine Me, e le due raccolte Shatter Me – Le novelle vol. 1 (Destroy Me, Fracture Me, Shadow Me e in appendice Il diario di Juliette) e Shatter Me – Le novelle vol. 2 (Reveal Me e Believe Me), tutti presenti in questa collana. Fanucci Editore ha anche pubblicato i primi tre capitoli della serie This Woven Kingdom: This Woven Kingdom – Le trame del regno, These Infinite Threads – Gli intrighi del regno, e All This Twisted Glory – Una rete di intrighi. Per Leggereditore è invece uscito lo young adult Una vastissima distesa di mare. Ritorna nella presente collana con Watch Me, il primo volume della nuova trilogia Shatter Me: The New Republic, ambientata dieci anni dopo l’epilogo della saga precedente.
Durante un viaggio in auto, una famiglia di sfaticati che vive di sussidi per la disoccupazione percorre per sbaglio una strada in costruzione e si ritrova senza benzina nel cuore del nulla americano. Per i Kwimper – padre, tre figli e una baby-sitter – quella terra di nessuno che non figura nemmeno sulle carte geografiche è il luogo ideale per ricominciare da capo e costruire, da veri pionieri, un nuovo mondo. Tuttavia, quella terra promessa va difesa dagli zelanti funzionari del governo, da una procace assistente sociale e da una banda di gangster incapaci. Salutato da un clamoroso successo di pubblico e portato sul grande schermo da Gordon Douglas con Elvis Presley, Vacanze matte conserva a distanza di anni la sua carica comica e dirompente. Balordi e irresistibilmente testardi, i Kwimper mettono in scena la loro disarmante ingenuità incarnando, senza volerlo, il simbolo della resistenza al conformismo dominante. Il libro, divenuto introvabile sul mercato italiano, ma particolarmente apprezzato da un pubblico di lettori affezionati e adottato da numerosi gruppi di lettura, viene ora riproposto con una copertina disegnata dall’artista Paolo Niutta.
Se papà stava attento a quel che diceva il cartello tutta questa storia non succedeva. Il cartello era sulla sbarra che chiudeva una traversa della strada dove stavamo marciando, e diceva: ASSOLUTAMENTE VIETATO IL TRANSITO AL PUBBLICO. Ma, dopo tanti anni che prendeva l’indennità di disoccupazione e l’assistenza per i figli a carico e tutta quell’altra roba, papà mica si considerava Il Pubblico. La sua idea era d’essere più o meno una parte del governo, per via che ci lavorava insieme da tanto. Il governo gli dava una mano e lui faceva del suo meglio per dar da fare al governo e così renderlo felice. Non potevano fare a meno l’uno dell’altro insomma, e a dire la verità credo che se non era per papà un sacco di statali potevano far fagotto e tornarsene a casa.
Richard Powell (1908 –1999), l’autore di questo capolavoro dell’ironia, scrittore e giornalista statunitense, dopo la laurea a Princeton ha lavorato al Philadelphia Evening Public Ledger e nell’agenzia pubblicitaria N. W. Ayer & Son. Divenne noto al grande pubblico con il bestseller L’uomo di Filadelfia (1956) che ispirò il film di Vincent Sherman I segreti di Filadelfia, tre nomination al Premio Oscar.
[…]”Dopo Pelleossa, Veronica Galletta torna a Santafarra e, con la maestria che guida la sua penna, dà voce a un luogo martoriato da cui hanno origine tante delle crepe e storture di oggi, restituendoci una parte di Sicilia all’alba del terremoto del 1968″.(da minimum fax)
Paolino Rasura è tornato a Santafarra: protagonista bambino di Pelleossa, ritorna adulto in Malotempo, ancora a Santafarra, il paesino siciliano, immaginario, dove è nato e cresciuto e da dove era scappato a Palermo per seguire la passione per l’arte e frequentare l’Accademia; una passione nata da una prova di coraggio e sfida dei suoi coetanei quando, entrando nel giardino segreto dell’anziano scultore Filippu, da tutti ritenuto pazzo, fra le sue teste in pietra di artisti, politici, scrittori, Paolino aveva trovato in lui un amico e scoperto la sua inclinazione.
Ora Filippu è morto e, nei giorni a cavallo fra la fine del 1967 e l’anno nuovo, alla vigilia del terremoto, Paolo torna per la prima volta al paese per il funerale dove il giardino e le opere dell’artista rischiano di fare spazio ad una moderna superstrada. Paolo si aggira quindi per il paese tra vecchio e nuovo, tra sensi di colpa, rimorsi, rabbia tra ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Eppure Filippu ha lasciato proprio a lui foto e documenti preziosi…
Veronica Galletta è nata a Siracusa e vive a Livorno. Con Le isole di Norman (Italo Svevo Edizioni 2020) ha vinto il Premio Campiello Opera Prima. Con Nina sull’argine (minimum fax 2021) è stata finalista al Premio Strega e ha vinto il Premio Letteratura d’Impresa. Con il testo Pelleossa (minimum fax 2023) è stata finalista al Premio Neri Pozza per opere inedite.
“Lello il pipistrello” è un albo illustrato per bambini di Mimma Campanile, che affronta con dolcezza e profondità il tema della diversità e dell’accettazione di sé. Un’avventura pensata per i piccoli lettori, che non solo diverte, ma educa alla bellezza della molteplicità e alla forza dell’autenticità. Un viaggio poetico e delicato nel cuore dell’infanzia, che si può leggere sia in italiano che in inglese, arricchito da splendide illustrazioni ad opera della stessa autrice, che incantano e scaldano il cuore. Ambientato in un mondo fiabesco, il libro racconta l’avventura di Lello, un pipistrello di colore bianco, diverso da tutti gli altri della sua colonia. Circondato da pipistrelli neri, Lello si sente spesso fuori posto, invisibile o “sbagliato”. La storia è raccontata dal saggio Tek, il cui nome deriva dal greco “τέχνη,” che significa “arte” o “tecnica”. Attraverso parole gentili e immagini suggestive, Tek accompagna Lello e i piccoli lettori in un percorso di consapevolezza, alla scoperta di un’importante verità: ciò che ci rende diversi è anche ciò che ci rende speciali. Con un linguaggio semplice ma denso di significato, “Lello il pipistrello” parla direttamente al cuore dei bambini, aiutandoli a comprendere che ogni essere umano è un’opera d’arte irripetibile. Il libro si fa così portavoce di valori fondamentali come l’inclusione, il rispetto e la valorizzazione delle differenze. Un racconto che emoziona, fa riflettere e insegna a guardarsi – e a guardare gli altri – con occhi diversi. Ma anche un invito a volare liberi, proprio come fa Lello, oltre la paura di essere sé stessi.
Mimma Campanile è un’insegnante e un’artista: due anime che l’accompagnano da sempre. I suoi maggiori campi di interesse sono l’inclusione e la creatività. Crede che l’immaginazione e il pensiero divergente possano davvero salvare il mondo e che tutti noi possiamo migliorarlo insieme. Ama la famiglia e gli animali, che, spesso, abitano il suo mondo immaginario. Ama vivere a colori.
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Antonio Pavone Adesso, foto di Fabio Colangiuli
“Adesso” è una raccolta di poesie di Antonio Pavone, con le fotografie di Fabio Colangiuli. Come precisa lo stesso autore, si tratta di componimenti che raccontano di anime, luoghi ed esperienze. Di istanti che viviamo ogni giorno, in chi incontriamo e in chi siamo. Di bivi che si traducono in scelte e ogni scelta porta a un’esperienza, giusta o sbagliata che sia. Lo spazio bianco della pagina diviene il mezzo per viaggiare attraverso le parole, liberare le idee e lasciare la mente leggera. Uno spazio che si riempie di colori, dove spiccano il blu del cielo e del mare o la luce ora del sole, ora della luna. I frammenti poetici che si traducono in immagini, rese ancora più potenti dai suggestivi attimi rubati e immortalati dal fotografo Fabio Colangiuli che, con straordinaria capacità espressiva, guidano il lettore tra le parole. Le poesie non hanno titolo perché sarà il lettore a collocarle in uno spazio, in una strada tra i suoi pensieri. Le foto si prenderanno a loro volta cura dei suoi ricordi e dei suoi sogni. “Adesso” è molto più di una semplice raccolta poetica, è un viaggio che sin dai primi versi trasmette un senso di pace, dove la semplicità si accosta alla purezza di un sentimento incontaminato che si dissemina in attimi di vita. Perché bisogna avere il coraggio di lanciarsi nella semplicità delle cose, per non perdere l’attimo e riuscire ad entrare nell’Adesso. L’autore fa percepire la sua anima e le sue fonti di ispirazione, donando allo stesso tempo al lettore, attraverso un cambiamento di prospettiva, la possibilità di affacciarsi con occhi nuovi alla vita.
Antonio Pavone, nato in provincia di Bari nel 1991, è docente di Scienze Motorie e Sportive. I suoi studi in ambito scientifico (Infermieristica, Scienze e Tecniche dello Sport e Scienze della Nutrizione) gli permettono di lavorare a stretto contatto con le persone e di scoprire ogni giorno storie nuove e mondi sempre diversi. Ogni persona incontrata sul suo percorso formativo, lavorativo e di vita è un grande libro damleggere con una storia da raccontare. Sportivo da sempre e allenatore, alterna i programmi d’allenamento a pensieri, parole e poesie.
IL FOTOGRAFO Fabio Colangiuli è nato a Bari nel 1994. Ha studiato mediazione interculturale a Bari, per poi laurearsi in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino, specializzandosi in inglese e russo. Quattro anni fa ha scoperto la passione per la fotografia, dopo aver ritrovato una vecchia macchina analogica di suo padre. Da quel momento, ha iniziato a scattare per le strade di Torino e poi della “sua” Puglia, lasciandosi ispirare dalla vita urbana e dalle sue atmosfere, cercando di raccontarle nel modo più genuino possibile. Quella che era nata come una semplice curiosità si è trasformata in una vera e propria professione. Ad essa abbina l’attività di agente di commercio, unendo così due mondi diversi ma complementari.
Il romanzo Il confine della vergogna è il risultato di una cooperazione tra due grandi autori del romanzo giallo, la francese Michèle Pedinielli e l’italiano Valerio Varesi, da un’idea del festival Quais du Polar e delle edizioni Points nell’ambito della valorizzazione di Lione e Milano, città creative della letteratura dell’Unesco. Si tratta di un progetto di scrittura collaborativa in stile “cadaveri eccellenti”, in cui i due autori si sono alternati nella stesura dei capitoli e in cui i personaggi principali lasciano intravedere in filigrana le differenze culturali tra i due Paesi, secondo l’idea di contribuire a una migliore conoscenza reciproca.
La parte francese è stata tradotta da Barbara Monteverdi
Leonardo Morandi, un contrabbandiere franco-italiano, viene trovato morto in montagna. Il suo viso sfigurato rende inizialmente difficile il riconoscimento: unica traccia lo scontrino di un negozio di Bardonecchia per l’acquisto di un piumino piuttosto costoso, speciale per il freddo intenso. A scoprire il suo corpo è un escursionista francese, Jean Pelissier. Nel frattempo, un giovane burkinabé, che stranamente sta cercando di tornare in Italia quando ormai aveva superato l’agognato confine, viene ritrovato mezzo assiderato in alta quota. Spiegherà che il suo gruppo è stato braccato e catturato dalle forze dell’ordine francesi che lo aspettavano, probabilmente a seguito di una soffiata. L’indagine condotta da un ispettore di polizia di Lione mette in luce un traffico di sigarette su larga scala proveniente dall’Albania, ma non solo: in parallelo ha luogo un vero e proprio traffico di esseri umani. Trovare i collegamenti e la soluzione su quanto succede alla frontiera alpina tra Italia e Francia non è un compito semplice, per cui sarà necessaria la collaborazione delle forze dell’ordine di entrambi i Paesi, anche se non mancheranno sorprese su entrambi i versanti.
Incipit
«Non c’è niente di più triste di una stagione agli sgoccioli su in quota. Gli ultimi escursionisti bagnati e frettolosi nelle già brevi giornate di fine settembre, le nuvole basse a nascondere le cime e i preparativi per la chiusura del rifugio immalinconivano la fine dell’estate. La montagna tornava in solitudine dopo aver concesso i suoi sentieri ancora chiazzati di neve fin da maggio. La domenica successiva sarebbe stato il giorno del congedo. Remo Brusotti, il gestore, completava le ultime operazioni con lo stesso stato d’animo di una ritirata. Carmela Cosentino era invece allegra. Giovane e del sud, non vedeva l’ora di scendere da quei monti freddi e ormai senza più nessuno a percorrerli. Passava lo straccio sui tavoli canticchiando mentre dalla cucina arrivava un sottofondo di stoviglie accatastate. Ancora due giorni e sarebbe tornata nel tepore della costa amalfitana, dopo mesi di clausura. “Qui, settembre è come novembre giù a valle” borbottò Brusotti, pensando alla sua Milano e scrutando il salone dove mangiavano in silenzio tre escursionisti, all’apparenza tedeschi, in un arcipelago di tavoli vuoti. La luce era scarsa, l’atmosfera un po’ cupa e fuori la roccia grigia impregnava dello stesso colore il paesaggio. Alla fine anche Brusotti, che pur amava quei monti, si rassegnò a considerare la chiusura come un sollievo. Pensava di nuovo a Milano ancora immersa nella fine dell’estate coi Navigli pieni di gente che, chiusa la parentesi vacanziera di agosto, era tornata a popolare i locali. A settembre ricominciava anche la vita mondana e culturale»
Michèle Pedinielli, nata a Nizza da un mix di sangue corso e italiano, è stata giornalista per circa quindici anni. Oggi collabora al sito hhh libri di storia, della BNF e al podcast “Séries noires à la Une”. Il suo primo romanzo, Boccanera, è stato premiato con il Lion Noir 2019 al Festival del Libro Poliziesco di Neuilly-Plaisance. Nel maggio 2019 ha pubblicato Après les chiens, un nuovo caso condotto da Ghjulia Boccanera. Seguono La patience de l’immortelle (Premio speciale della giuria dell’Évêché nel 2022), Sans collier (2023) e Un seul œil (2025).
Valerio Varesi, nato a Torino nel 1959, laureato in filosofia, è stato giornalista de La Repubblica per molti anni. È autore di una decina di romanzi. Grande ammiratore di Giorgio Scerbanenco e del duo Fruttero e Lucentini, si inserisce brillantemente nella tradizione del giallo italiano classico e impegnato. Il commissario Soneri è il protagonista di diversi romanzi che si svolgono a Parma e dintorni: Il fiume delle nebbie (nominato al prestigioso premio Strega) ha ricevuto nel 2017 il premio Violeta Negra del Festival Toulouse Polars du Sud, Le ombre di Montelupo, La pensione di via Saffi, Le mani vuote, Oro, incenso e polvere, La casa del comandante, La mano di Dio, È solo l’inizio, commissario Soneri e La strategia della lucertola. Ultimo romanzo pubblicato: L’altra legge (2025).
Tra i più celebri racconti di Cechov, Il reparto numero 6 fu scritto nel 1892, dopo il ritorno dell’autore da Sachalin, l’isola russa che ospitava la colonia penale alla quale dedicò un libro-inchiesta sulle disumane condizioni di vita dei forzati. Resoconto e aspra invettiva, critica sociale e allegoria si intrecciano in queste pagine, che ripercorrono la quotidianità nel piccolo padiglione psichiatrico di un ospedale civile della Russia zarista, dove sono internate e rinchiuse cinque persone trattate come animali.
C’è un piccolo padiglione nel cortile dell’ospedale, circondato da un vero e proprio bosco di cardi, ortica e canapa selvatica. Il tetto è arrugginito, il comignolo mezzo crollato, gli scalini della porta d’ingresso marciti e infestati d’erba, e dell’intonaco non è rimasta che qualche traccia. Il padiglione, con la sua facciata anteriore, è rivolto verso l’ospedale. Con quella posteriore si apre alla campagna, da cui è separato dal brunito recinto dell’ospedale irto di spuntoni. Questi, le cui punte sono rivolte all’insù, il recinto e il padiglione stesso hanno quell’aria particolare di squallore e desolazione che in Russia è una tipica caratteristica delle costruzioni ospedaliere e carcerarie. Se non avete timore di pungervi con l’ortica, inoltriamoci per l’angusto sentiero che conduce al padiglione, e osserviamo cosa vi accade dentro.
Anton Cechov (1860 – 1904), tra i maggiori autori russi, scrittore introverso e drammaturgo eccelso, ha denunciato la società del suo tempo, senza risparmiare la vita intellettuale e letteraria. Tra i suoi capolavori, modellati sul tragico quotidiano e sull’alienazione esistenziale, Il gabbiano, Zio Vanja, Le tre sorelle e Il giardino dei ciliegi.
Ancora una volta mito, avventura e critica sociale si fondono nell’universo distorto e in qualche modo alienato di Mule Boy: il sogno di una straordinaria carriera dissolto, la perdita di identità e del proprio posto nel mondo. Infine, la fortuna meritata dell’aiuto inaspettato tutto al femminile.
Il sogno si avvera: Mule Boy ha trovato lavoro come tuttofare, nientemeno che a casa di un presidente. E se si dimostrerà all’altezza, avrà un incarico di superfiducia: sorvegliare la valigetta che contiene la bomba atomica. All’improvviso spunta un suo sosia, e la situazione si fa dura e pericolosa. Ma in questo intricatissimo intrigo internazionale, Mule Boy avrà al suo fianco una magica aiutante, l’abile e seducente detective Miss Cadmio. Avvolta nel suo impermeabile giallo, aiuterà Mule Boy a riconquistare la sua identità e a salvarne la carriera.
Øyvind Torseter, classe 1972, è un acclamato artista, fumettista, scrittore e illustratore norvegese, che vive e lavora a Oslo. Ha dato vita a libri di successo nazionale e internazionale e per il suo contributo duraturo come illustratore per bambini, è stato finalista nel 2014 al premio biennale internazionale Hans Christian Andersen, il più alto riconoscimento per i creatori di libri per bambini. Per Detours è stato insignito del premio Year’s Most Beautiful Book Prize e del prestigioso Bologna Ragazzi Award nel 2008. Il Buco (pubblicato in Italia da Orecchio Acerbo) si è aggiudicato il rinomato premio francese Jeune Alber e il premio norvegese come libro più bello dell’anno nel 2013. Mule Boy e il Troll dal cuore strappato, edito da Beisler, si è aggiudicato il Premio Andersen e il Premio Comicon nel 2022 ed è stato finalista del Premio Strega Ragazze e Ragazzi e del Premio Orbil sempre nello stesso anno. Tra i molti riconoscimenti internazionali ha avuto la nomina del Nordic Councils Childrens Book Prize nel 2016, e ha vinto, nel 2018, il Deutscher Jugendliteraturpreis.
Alice Tonzig, nata a Milano nel 1972, attualmente è docente di Business English, Cross Cultural Comunication e Storytelling presso Høyskole Kristiania, Oslo, insegnante di italiano (tutti i livelli) presso l’Istituto Italiano di Cultura, Oslo, e di italiano come lingua straniera presso la scuola secondaria superiore Bjertnes Videregåendeskole. Dal 1998 in poi ha svolto attività di traduttrice letteraria dal norvegese, specializzandosi in libri per bambini e ragazzi. Tra i numerosi titoli tradotti ricordiamo i libri di Maria Parr, pubblicati da Beisler Editore: Tonja Valdiluce (2015) e Cuori di waffel (2014), finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2016 e vincitore del Premio Andersen 2015 come Libro dell’Anno e Miglior Libro 9-12 anni, e infine Oscar e io (2024). È anche la traduttrice di Mule Boy e il Troll dal cuore strappato di Øyvind Torseter.
Questo libro finemente illustrato è pensato per i bambini che vogliono divertirsi mentre apprendono l’equilibrio della natura attraverso i loro nuovi amici, i Pentro, razza di cavalli alquanto rara che vive tutto l’anno all’aperto in una valle circondata da montagne.
I Pentro si trovano nella stessa zona dell’Italia centrale da oltre duemila anni, prendendo il nome dalla tribù dei Pentri che combatté contro i Romani secoli e secoli or sono. Tuttavia, la storia presentata in questo libro potrebbe essere ambientata ovunque. È stata scritta affinché la nobile razza equina possa ispirare i bambini, condividendo la loro prospettiva sulle meraviglie della natura e sulla relazione tra flora, fauna ed esseri umani. La vastità della valle a forma di cucchiaio è mozzafiato: colline e alte montagne circondano la zona, trasmettendo un senso di isolamento dal resto del mondo. Un fiume la attraversa per tutta la sua lunghezza, offrendo nutrimento a piante e animali, tra cui alcuni uccelli esotici che migrano dall’Africa. Qui i bambini possono abbracciare la natura, osservando i colori delle farfalle e dei fiori, e ascoltando il ronzare degli insetti, il gracidare delle rane e il nitrire dei cavalli. Non basta una vita per conoscere tutti i segreti della valle, che cattura l’attenzione dei più piccoli e li invoglia alla scoperta. Nonostante Madre Natura sia in costante fermento, la valle è incredibilmente pacifica e infonde tranquillità nei visitatori. In questo ambiente maestoso, è il nobile Pentro ad affascinare grandi e piccini: una magnifica bestia da lavoro o da diporto, che pascola paciosa assieme alla sua mandria o corre al galoppo per dare libero sfogo al proprio spirito indipendente. La bellezza e la forza del Pentro sono apprezzate dalla gente del luogo, che ha tratto beneficio dalla sua presenza. Questa storia per bambini descrive la valle e la relazione simbiotica tra cavalli e umani. Il libro offre inoltre simpatiche pagine da colorare.
“Questa storia splendidamente illustrata . . . è un libro per bambini lirico e didattico che fonde la poesia con un sentito messaggio sulla protezione dell’ambiente. La narrazione ritmica lo rende un piacere da leggere ad alta voce, mentre le immagini vivide immergono i lettori nei paesaggi mozzafiato della Valcocchiara.” — Kid’s Picture Book Reviews (Recensioni di libri illustrati per bambini), feb 2025
L’autore Michael DiMarco ha studiato italiano all’Università per Stranieri di Perugia e ha conseguito un master presso la Seton Hall University. Ha fondato Via Media Publishing nel 1991, pubblicando una rivista trimestrale e settanta libri. Negli ultimi anni, Mike si è concentrato sulla propria scrittura, producendo cinque libri, tra cui Mundunur: Un Paese di Montagna Sotto L’incantesimo del Sud Italia. Ha anche prestato consulenza ed è apparso in documentari televisivi trasmessi su Discovery Channel, Arts and Entertainment, The History Channel e The Learning Channel.
Un dialogo intimo e doloroso con la madre perduta, per ricucire i fili di un’esistenza spezzata. Un romanzo che ci invita a confrontarci con le nostre ferite più profonde e a trovare la forza di guarire.
Quando la madre, figura centrale nella vita di ogni individuo, viene a mancare, si spalanca una ferita profonda e si accende una ricerca di risposte che solo lei avrebbe potuto dare. Laura De Luca, in questo romanzo, intraprende undialogo intenso con la sua memoria, dandole la forma di una conversazione tra la “Grande” e la “Piccola”, tra l’adulta e la bambina che un tempo era. La perdita diventa così l’occasione per esplorare il retaggio familiare, il rimpianto e l’amore perduto. Un percorso di riflessione che ci invita arivedere il nostro rapporto con lacrescita, la memoria e il dolore.
Una figlia unica con chi può condividere il dolore della perdita di una madre se non con se stessa, con quella se stessa di un tempo, che della cura e della confidenza della madre ha maggiormente beneficiato grazie alla limpidezza luminosa dell’infanzia? All’indomani della morte di mia madre sono andata appositamente a cercare la me stessa piccola, ingenua e sapiente, fedele al ricordo e libera dai rimorsi. L’ho fatta parlare e poi maltrattata per gelosia, infastidita dalle sue contraddizioni e dalle sue ingenuità. Dalla sua voce infantile. Per capire alla fine che era molto più vicina di me alla verità. (Laura De Luca)
LAURA DE LUCA (Roma, 1957) radiogiornalista, conduttrice e autrice radiofonica, negli ultimi anni si è dedicata in particolare al recupero dello storico format delle interviste impossibili, sia come autrice che come regista, curandone diverse edizioni librarie e messe in scena teatrali. Ha siglato testi di saggistica, poesia e opere da lei illustrate. Sul sito www.lauradeluca.netfirma il blog Cartoline da Marte. Questa qui pubblicata è forse l’intervista più impossibile di tutte: quella con se stessa sul tema irrisolto e struggente del rapporto con la madre.