Jo Nesbø “Gelosia” presentazione

Si sa, è il giallo il colore della gelosia, il giallo scuro che si associa all’infedeltà e al tradimento, un sentimento che porta con sé oltre all’ossessione che lo caratterizza anche il desiderio di vendetta dove spesso alberga il crimine, giusto tema quindi per il maestro di questo genere narrativo: sette le storie, tradotte da Eva Kampmann, che Jo Nesbø ha inserito in questa raccolta che prende il titolo dalla seconda, la più ampia delle sette, di cui alcune molto brevi, in cui due fratelli gemelli sono interessati alla stessa donna. Ma colpisce nella narrazione la presenza dell’”uomo della gelosia” uno strano investigatore, quasi un mago, che viene chiamato quando emergono moventi passionali.

Come nella prima, “Londra”, colpiscono i pensieri e i comportamenti di uno dei due viaggiatori su un aereo, quando viene a conoscenza del “segreto” in cui si dibatte la donna che gli siede accanto. Ma la gelosia non è solo questo, ha due facce come quelle di Jago e di Otello, di vittima e carnefice, due facce che accomunano i protagonisti di vari racconti. Non sfugge al lettore nell’esergo la citazione da Shakespeare “Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre”.

Una serie di racconti il cui fil rouge è il tema della gelosia e le sue diverse facce, ma anche l’utilizzo della prima persona da parte del personaggio che vive l’esperienza, la mancanza di scenari efferati e soprattutto senza la figura da identificare in un killer, in un clima che appare normale e pertanto disturba per l’evidenza della contrapposizione e coinvolge:

“Storie di uomini feroci, di amanti privi di scrupoli, di destini implacabili. Nell’atmosfera ossessiva e perturbante del maestro del crime scandinavo”.( dal Catalogo Einaudi Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Jo Nesbø è uno dei più grandi autori di crime al mondo. I suoi libri hanno venduto oltre 40 milioni di copie. È nato a Oslo nel 1960. Ha giocato a calcio nella serie A del suo Paese, ha lavorato come giornalista free lance, ha fatto il broker in borsa. Tutt’oggi suona regolarmente con la band norvegese dei Di Derre. Della serie con protagonista l’ispettore Harry Hole, presso Einaudi ha pubblicato: Il leopardoLo spettroPoliziaIl pipistrelloScarafaggiNemesiIl pettirossoLa stella del diavoloSeteL’uomo di neve e Il coltello. Presso Einaudi sono usciti anche i thriller Il cacciatore di testeIl confessoreSangue e neveSole di mezzanotteIl fratello e Gelosia. Nella uniform edition in Super ET, con le copertine di Peter Mendelsund, sono finora usciti: Il pipistrello,Lo spettroScarafaggiIl leopardoNemesiLa stella del diavoloLa ragazza senza voltoSole di mezzanotteIl confessorePoliziaIl pettirossoSeteL’uomo di neve e Il coltello.(da Einaudi Autori)

Bernardo Zannoni “I miei stupidi intenti” presentazione

I miei stupidi intenti è il romanzo d’esordio di un giovane sarzanese.

Ha per protagonista e voce narrante una faina di nome Archy. Nel mondo di Archy, dove gli animali parlano, vige la lotta per la sopravvivenza e i fragili devono capitolare e arrangiarsi. E così, divenuto zoppo, la madre, intuendone la fragilità, lo scambia con Solomon, una vecchia volpe, per una gallina e mezza.

È con Solomon che Archy conoscerà le regole del mondo e imparerà a pensare come un essere umano, scoprendo il tempo, Dio, la morte e la scrittura che può superare e contrastare la caducità del tempo e con esso la morte stessa.

“A contraltare, tra le pagine di questo libro, il miracolo di una narrazione trascinante, che accompagna il lettore in una dimensione non più umana, proprio quando lo pone di fronte alle domande essenziali del nostro essere uomini e donne.
I miei stupidi intenti è un romanzo ambizioso e limpido, ed è stato scritto da un ragazzo di soli venticinque anni. Come un segno di speranza, di futuro, per chi vive di libri”.(da Sellerio Editore)

e anche

La storia di un animale, di una faina che scopre il mondo, le sue verità e le sue menzogne. Come fosse un personaggio strappato a Camus, e al tempo stesso a un film della Pixar. Un esordio sorprendente.

«Esistono vari modi di strillare un libro magnifico. Ma solo un modo è giusto per I miei stupidi intenti: leggetelo, leggete questo romanzo in stato di grazia».

Marco Missiroli

Brevi note biografiche

Bernardo Zannoni (1995) è nato e vive a Sarzana. I miei stupidi intenti (Sellerio 2021) è il suo primo romanzo.

The Passenger, Napoli

The Passenger dedica il numero di settembre, in uscita oggi 22/9/2021, alla città di Napoli. Un periodo importante quello che si apre per la città partenopea che con le nuove elezioni chiude un’era storia politica e amministrativa rappresentata da de Magistris.

“Il volume si apre proprio con una riflessione dello storico Paolo Macry sui sindaci più carismatici del dopoguerra, populisti ante litteram” si legge nella presentazione.

Il viaggio prosegue seguendo il taglio che proprio delle edizioni The Passenger, caratterizzate da articoli che presentano e illustrano aspetti diversi dell’argomento.

E solo per citarne alcune:

con Carmen Barbieri il lettore visiterà il cimitero di Poggioreale, una città nella città, con Cristiano de Majo, scrittore e giornalista, il quartiere del Vomero e non solo, molti altri aspetti peculiari saranno presi in esame: quello musicale, quello calcistico, quello dei murales e altarini abusivi, ma anche il cuore industriale della città.

E ancora:

“In questo numero diThe Passenger, illustrato con le foto di Mario Spada, famoso per il suo lavoro documentaristico su Napoli, torna anche la graphic novel, con l’illustratrice Cristina Portolano che disegna una cartolina della città che cambia”.

Per chi volesse saperne di più a questo link trovate un sommario dettagliato e con molte indicazioni relative ai contenuti trattati nel volume

Della stessa collana

Svezia

Roma

Spazio. Per esploratori dell’universo

Maria Pia Ammirati “Vita ordinaria di una donna di strada” presentazione

Maria Pia Ammirati in questo suo ultimo romanzo propone una storia difficile proprio perché indaga un mondo sconosciuto, scomodo da raccontare perché spesso considerato ai margini, che non ci riguarda: è il mondo del sesso a pagamento, ignorando che quel sesso a pagamento coinvolge giovani donne vittime di soprusi e sfruttamento e che spesso sono finite nelle sue trame e non riescono a liberarsene.

È la storia di Nadia, giovane donna nata nelle campagne povere a nord di Bucarest. Il suo un cammino quasi segnato: una famiglia povera, genitori violenti. Le carezze e le tenerezze le vengono solo da una zia che in effetti abusa di lei. La scoperta da parte degli altri familiari comporterà per la zia la cacciata e per Nadia l’essere venduta ad un uomo che potrebbe farne la moglie ma che presto la cederà invece ad un protettore. E Nadia cerca nella fuga la soluzione, ma non c’è alternativa.

Un romanzo coraggioso che sa dimostrare come la vita di strada possa diventare una vita ordinaria,

“Con Vita ordinaria di una donna di strada Maria Pia Ammirati ha compiuto un viaggio freddo e viscerale nel cuore oscuro dell’Europa della prostituzione. Pochi romanzi avevano sinora mostrato con tale intensità narrativa e rabdomantica intuizione sociologica cosa conduca una giovane donna a diventare prostituta e a sedersi sui gradini più umilianti della società”.(da Libri Mondadori Editore)

e anche

Brevi note biografiche

Maria Pia Ammirati, dopo gli esordi con due saggi di critica letteraria, ha pubblicato i romanzi I cani portano via le donne sole (Empiria, 2001, entrato nella dozzina del premio Strega), Un caldo pomeriggio d’estate (Edizioni Cadmo, 2005), Se tu fossi qui (Cairo, 2011, premio Selezione Campiello, premio Selezione Rapallo e premio Procida), Le voci intorno (Cairo, 2012), La danza del mondo (Mondadori, 2013) e Due mogli. 2 agosto 1980 (Mondadori, 2017).
Nata in provincia di Napoli, vive da tempo a Roma e lavora in Rai.

Daniel Mosseri “Angela e Demoni” Paesi Edizioni

“Angela e Demoni”: quali sfide dovrà affrontare la Germania nell’era post Merkel?
Il giornalista Daniel Mosseri ricostruisce nel libro la vicenda biografica e politica della leader tedesca, i successi e le sfide ancora lontane dall’esser superate nella Germania di domani. Disponibile in libreria dal 16 settembre, a pochi giorni dalle elezioni per il rinnovo del Bundestag, il primo senza Angela Merkel dal 1990

Edito da Paesi EdizioniAngela e Demoni di Daniel Mosseri, è disponibile nelle librerie e negli store online a partire dal 16 settembre. Anche in formato Ebook.

Per maggiori informazioni paesiedizioni.it

Il prossimo 26 settembre, dopo 16 anni di governo di Angela Merkel, i tedeschi saranno chiamati alle urne per decidere il partito, o i partiti, alla guida del Paese. Qual è la situazione attuale nella politica tedesca e cosa accadrà nel prossimo futuro? Lo spiega Daniel Mosseri nel libro “Angela e Demoni. La fine dell’era Merkel e le sfide della Germania di domani”, che ricostruisce la vicenda biografica e politica dell’unica leader rimasta «del mondo occidentale», come definita dal New York Times, alla fine del governo Obama.

Un’affermazione che poteva sembrare incredibile al principio dell’avventura nel suo partito, da lei stessa ricordato con queste parole: «All’inizio della mia carriera politica, ero quattro volte minoranza nella Cdu: giovane, donna, protestante e tedesca orientale»

Lo stile asciutto, la formazione e l’atteggiamento da scienziata, e la predilezione per la sostanza delle cose sono state fra le chiavi del suo lungo successo. Ma non solo. Angela Merkel ha sempre seguito il buonsenso e i propri valori personali, forgiando un metodo di governance post-ideologico, poggiato sulla convinzione che la democrazia sia fondata sul dialogo fra le parti e il raggiungimento di un compromesso attraverso il negoziato. Merkel è diventata maestra di democazia e tolleranza pur avendo vissuto metà della propria esistenza in un regime autoritario.

Daniel Mosseri – fra i pochi giornalisti a cimentarsi col compito di raccontare la cancelliera agli italiani in una fase in cui un giudizio definitivo sul suo conto non può essere ancora dato a cuor leggero –  non si limita però a raccontare la parabola della giovane ossi (tedesca dell’est) scelta da Helmut Kohl nel suo quarto governo ma fotografa successi e sfide ancora lontane dall’esser superate nella Germania che si prepara al dopo-Merkel, affidandosi alle considerazioni di due economisti, un diplomatico e la femminista più nota del Paese.

«In queste pagine agevolissime e ricche di dati molto interessanti, si trova uno strumento utile per chi voglia farsi un’idea della complessità del tempo in cui viaggia oggi la locomotiva d’Europa, alle prese con la sfida ambientale, demografica, digitale e multiculturale. Enormi questioni in cui il successore della Bk non sarà certo solo, e che l’Italia condivide. E questo rende un libro sulla Germania e su Merkel di questi tempi necessario, oltre che intrigante» scrive Rosanna Pugliese, corrispondente Ansa da Berlino, nella prefazione.



Daniel Mosseri – Livorno, classe 1972, giornalista. Laureato in scienze politiche, parla cinque lingue ed è specializzato in politica internazionale. Ha lavorato per dieci anni all’agenzia di stampa nazionale Il Velino e ha collaborato con numerose testate italiane e straniere, fra le quali Sky Tg24, The Christian Science Monitor, The Jerusalem Report, Jüdische Allgemeine e Tichys Einblick. A Berlino dal 2012, ha realizzato una ricerca sull’immigrazione israeliana nella capitale tedesca per la Freie Universität Berlin. Le sue corrispondenze dalla Germania oggi si leggono su Il Giornale, Il Foglio, Libero, Panorama e si ascoltano su Radio 24.

Enrico Franceschini “Ferragosto” presentazione

Ritorna all’opera, dopo “Bassa marea”, il giornalista in pensione e investigatore improvvisato Andrea Muratori, detto il Mura, il personaggio creato da Enrico Franceschini a lungo corrispondente dall’estero per la Repubblica, ad indagare su un nuovo caso alla vigilia di Ferragosto nel luogo simbolo delle vacanze agostane: la Riviera romagnola.

Se in un primo momento il “caso” si inserisce tra quelli più scontati nel periodo vacanziero, di una moglie che sospetta che il marito abbia un’amante, successivamente vi s’intrecciano l’omicidio di un fotografo e la sparizione dell’oro di Dongo, una pagina della storia recente in cui oro, gioielli e contante che Mussolini aveva con sé quando fu fermato dai partigiani appunto a Dongo e di cui non si riuscirono a seguire tutte le tracce.

Un nuovo caso ambientato nei luoghi che il bolognese Franceschini conosce molto bene per avervi trascorso molte delle sue vacanze, luoghi conosciuti e amati.

[…]”Mura si ritrova coinvolto in una corsa senza tregua per trovare la soluzione del duplice intrigo e, forse, lo scoop che potrebbe riportarlo in prima pagina.
Tra commedia gialla e fantasmi del passato, Enrico Franceschini torna con una nuova avventura del Grande Lebowski romagnolo: un’indagine su un misterioso episodio della nostra storia, un viaggio erotico e dissacrante attraverso il mito nazionalpopolare dell’estate italiana”(da Rizzoli Libri).

Brevi note biografiche

Enrico Franceschini (Bologna 1956), giornalista e scrittore, ha girato il mondo come corrispondente estero di un grande quotidiano, pur mantenendo uno stretto legame con una località balneare della Riviera romagnola. È autore di saggi e romanzi, tra cui L’uomo della Città Vecchia, Vinca il peggiore e La fine dell’impero. Per Nero Rizzoli ha pubblicato Bassa marea (2019).

Roberto Piumini “Il piegatore di lenzuoli” Marietti Editore

Nota di lettura di Milva Maria Cappellini

pagine 136 , 13 euro

Marietti Editore

Un uomo che di mestiere piega lenzuoli. Una mongolfiera che trasporta sapone e sale. Una valle vicino al Po dalla quale il profumo dei cembri risale i valloni fino alla Francia e all’Occitania. Il sale che matura in spuma nelle vasche di Trapani. Un uomo e una donna in una libreria, un boscaiolo costretto a trasformarsi in boia, un amore prodigioso e doloroso insieme in un giardino pieno di fiori. E una domanda: tornò, Teseo, ad Atene? Lasciò davvero, sugli scogli di Nasso, la malinconica Arianna? Dalla penna raffinata e sorprendente di Roberto Piumini, dieci poemi editi e inediti.

ROBERTO PIUMINI è tra i maggiori scrittori italiani. È stato insegnante, attore, burattinaio e ha scritto libri per ragazzi, testi poetici e romanzi. Ha tradotto i Sonetti e il Macbeth di Shakespeare, il Paradiso Perduto di Milton e l’Aulularia di Plauto. Con Marietti 1820 ha pubblicato Gli sguardi. Sette racconti sulla pittura (2019) e La barba del Manzoni (2020), disponibili anche in eBook.

MILVA MARIA CAPPELLINI ha curato edizioni di autori dell’Ottocento e del Novecento, tra i quali Gabriele d’Annunzio.

Abir Mukherjee “Morte a oriente” presentazione

Un nuovo romanzo di Abir Mukherjee, il quarto per la precisione, ambientato in India, ancora un crime a sfondo storico dal 1919 quando ha inizio fino al 1922, anno in cui si svolgono i fatti in questo ultimo romanzo. Un periodo particolare in cui vari avvenimenti evidenziano intolleranze e un forte sentimento anticoloniale e razzista. Troviamo ancora il capitano Sam Wyndham e la sua spalla, il sergente indiano “Surrender-not” nomignolo nato dall’impronunciabilità del suo nome proprio.

In una Londra del 1905 una donna viene trovata morta nella propria camera, chiusa dall’interno. L’autore ripropone il vecchio e difficile inghippo della camera chiusa, difficile perché le “soluzioni” sono spesso artificiose e improbabili, fatti del passato che s’intrecciano con l’azione in India nel presente quando l’investigatore in un viaggio verso le colline di Assam incontra un uomo che credeva morto da tempo e di cui vorrebbe saper cogliere i legami con quel delitto del 1905 per cui ha pagato un innocente

Un caso intrigato e contorto dove si susseguono molti colpi di scena.

“1905, Londra. Sam Wyndham, giovane poliziotto dell’East End, incontra una vecchia fiamma, Bessie Drummond. Il giorno successivo, la donna viene trovata morta nella sua stessa stanza, chiusa dall’interno. I sospetti si concentrano su un uomo ebreo, ma le cose non sono come sembrano. Pregiudizio e razzismo investono la società inglese; Wyndham si mette sulle tracce dell’assassino e il caso gli costerà più di quanto avesse mai immaginato…”( da SEM Libri)

e anche

Brevi note biografiche

Abir Mukherjee, giovane autore scozzese di origine indiana, è ritenuto “l’astro nascente del romanzo giallo storico” dal “Times”. Ha scalato le classifiche con una serie di gialli ambientati nell’India degli anni Venti. Con SEM ha pubblicato L’uomo di Calcutta (2018), Un male necessario (2019) e Fumo e cenere (2020), scelto dal “Sunday Times” come uno dei 100 migliori romanzi gialli e thriller di sempre. (da SEM Libri Autori)

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“Fumo e cenere” e gli altri della trilogia

Roberto Tiraboschi “Il rospo e la badessa” presentazione

“Il rospo e la badessa” è l’ultimo romanzo di Tiraboschi che, come i tre che lo hanno preceduto ( la trilogia sulla nascita di Venezia La pietra per gli occhi, La bottega dello speziale, L’angelo del mare fangoso) racconta attraverso episodi noti ed altri meno conosciuti la storia della città lagunare. A Venezia il 1172, l’anno in cui è ambientato il nuovo romanzo, segna un periodo storico di forte cambiamento non solo nell’ordinamento politico ma anche nell’assetto urbanistico con la trasformazione di tutta l’area intorno a San Marco: in quell’epoca infatti piazza San Marco era tagliata da un canale, il rio Batario, ed era un orto.

Protagonista, insieme ad un folto numero di personaggi e comparse, è la badessa Sicara Caroso che oltre a dirigere il monastero di San Lorenzo ha doti di esorcista: viene infatti chiamata in un altro convento per scacciare il demonio da una giovane monaca che, dopo qualche giorno, viene trovata cadavere in fondo a un pozzo e alla quale estrarrà un rospo dalla gola, simbolo satanico, La ricerca della verità da parte della bella badessa avviene in un periodo abbastanza difficile nella storia della Repubblica lagunare: il doge Vitale II Michiel è stato pugnalato durante una sommossa, mentre la città senza guida, è in preda ad una epidemia di peste portata in città dai superstiti di una disastrosa spedizione di guerra a Costantinopoli che ha quasi completamente distrutto la flotta e ucciso ammiragli e molti nobili.

E non solo, nuovi Intrighi di palazzo cercano di riformare la procedura di elezione del doge: non più per acclamazione diretta, ma attraverso un nuovo organismo politico, il Maggior Consiglio. Sarà proprio il nuovo doge a decidere di pavimentare e far diventare piazza gli orti di San Marco.

Il racconto storico si fa thriller storico nella narrazione avvincente e documentata di Tiraboschi.

“Venezia, maggio 1172. Sicara Caroso, badessa del monastero di San Lorenzo, quando scoppia la rivolta in città sta recandosi a San Giacomo in Paludo, un convento sperduto nella laguna. Una giovane monaca indemoniata, Persede Gradenigo, figlia di uno dei nobili più in vista, è stata trovata affogata in fondo a un pozzo. Le consorelle sostengono che si è tolta la vita, spinta dal demonio che la possedeva. La badessa è piena di dubbi. Ha inizio così un lungo e tortuoso percorso alla ricerca della verità. Nel Rospo e la badessa il romanzo storico si mescola al romanzo noir in un intreccio di estrema attualità”. ( da E/O Edizioni)

e anche

Brevi note biografiche

Roberto Tiraboschi è nato a Bergamo e vive tra Roma e Venezia. Drammaturgo e sceneggiatore, ha scritto per diversi registi italiani, tra cui Liliana Cavani, Marco Pontecorvo, Silvio Soldini. Le Edizioni E/O hanno pubblicato i romanzi Sguardo 11 e Sonno, vincitore del Premio nazionale di narrativa Bergamo e del Premio Stresa di narrativa, nonché la saga in tre volumi sulla nascita di Venezia: La pietra per gli occhiLa bottega dello speziale e L’angelo del mare fangoso.

Curzia Ferrari “L’ossessione delle Brigate rosse (1968 – 1974) la parabola della ‘propaganda armata’ ” Gammarò Edizioni

Prefazione di Dario Fertilio

Pagine 156, prezzo 16 euro. Gammarò edizioni

“Se oggi decido di riesumare le visioni legate in modo intramontabile agli anni Settanta – i cortei, i volantini nelle piazze, i subbugli studenteschi, la radicalità degli scontri politici e sociali tesi a far saltare le cerniere di istituzioni sempre più vulnerabili – è per la lunga e collaudata realtà che i conflitti per un qualcosa di diverso non si sono mai sedati. Dall’evolversi delle BR in Lotta Continua, in Potere Operaio e nella sua stessa seconda fase di sanguinosa guerra criminale allo Stato passata sotto la famosa sigla Anni di Piombo – fino alla strage di Piazza Fontana, al sequestro Moro e oltre – nella continua erosione delle tradizionali certezze, siamo giunti alla jihad profetizzata da Oriana Fallaci, una più totale guerra dell’uomo contro l’uomo – ovvero la metafora della destabilizzazione generale che sta avendo il XXI secolo”.

Scrive Fertilio nell’introduzione: «Questi appunti di Curzia Ferrari, dunque, sono come sassolini gettati nell’acqua: intorno ad essi, per chi ha vissuto quegli anni, si allargano i cerchi della memoria. C’e la genealogia delle sigle: oltre alle Brigate Rosse i Gap, i Cub, il Collettivo Politico Metropolitano, il Circolo XXII Ottobre. Ci sono i ritratti foschi, indimenticabili dei vari protagonisti: i Curcio, i Franceschini, i Lazagna, i Pisetta. E alle loro spalle gli altri, ormai sepolti nell’oblio, personaggi di secondo piano i cui nomi tuttavia sono capaci di resuscitare oggi associazioni mentali, emozioni sopite, persino deduzioni e ipotesi lasciate in sospeso all’epoca dei fatti».

Curzia Ferrari, allo stesso tempo giornalista e scrittrice, ci presenta i suoi appunti seguendo in apparenza le regole della nuda cronaca. Ma a volte la narrazione assume tratti letterari, si accende di dubbi inquietanti. E pone implicitamente l’interrogativo: quale è stato il vero significato di quella ossessione?

La biografia di Curzia Ferrari, giornalista e scrittrice, è ampiamente nota, come i suoi libri basati sui meccanismi della narrativa antropologica e che sono tradotti in tredici Paesi. Non mancano al suo curriculum l’esperienza delle grandi inchieste, gli sceneggiati radiofonici, la traduzione e la poesia. Ha ricevuto importanti riconoscimenti italiani e stranieri. È medaglia d’oro di benemerenza civica di Milano, dove è nata. Tra l’altro, ha curato le memorie della vedova di Rudolf Slànskij, e scritto una vasta biografia ragionata di Makim Gorkij con il titolo Gorkij fra la critica e il dogma.