
Titolo originale “River of Shadows: Eadweard Muybridge and the Technological Wild West”,( “Fiume d’ombre: Eadweard Muybridge e il selvaggio West tecnologico”
Traduzione di Mariella Milan
61 immagini b/n
“[…]Rebecca Solnit compone un affresco che, come i grandi panorami urbani per cui Muybridge era famoso, intreccia diversi tempi e prospettive in un’unica visione, con uno sguardo che, partendo da un cavallo, ripercorre la corsa all’oro, si addentra nel mondo spezzato dei nativi americani e arriva fino a Hollywood e alla Silicon Valley”( da Johan & Levi ).
Nel 1872 la fotografia, che ha già fatto la sua comparsa ufficiale da circa trent’anni, ha segnato la sua rivoluzione aprendo un modo diverso di percepire lo spazio e il tempo: ferma il tempo in un istante ed esplora spazi che cambiano o che sfuggono ad uno sguardo veloce. In questo testo che non è solo una biografia, si scopre insieme al protagonista, Eadweard Muybridge, geniale fotografo di paesaggi e instancabile sperimentatore nel rendere visibile ciò che gli occhi non riescono a isolare ovvero il movimento, l’America che cambia e la modernità, come scrive Tiziana Lo Porto nella sua presentazione del volume che apre:
“Nel 1872, un magnate della ferrovia chiede a un fotografo di dimostrare se un cavallo, durante la corsa, stacca mai tutte e quattro le zampe da terra. Il fotografo si chiama Eadweard Muybridge, ha cambiato nome, continente e destino, e risponde con una sequenza di immagini che non solo risolve la scommessa, ma inaugura la fotografia del movimento, anticipa il cinema e altera per sempre la percezione del tempo. È da qui che Rebecca Soltit parte per raccontare opere e vita di Muybridge, nato Edward James Muggeridge (da Il Venerdì La Repubblica 2 gennaio 2026)
E aggiunge concludendo:
“E Muybridge diventa il punto di fuga da cui si dirama la modernità: la ferrovia, il telegrafo, la fotografia, la Silicon Valley. Ma anche la violenza coloniale, la cancellazione dei nativi, la privatizzazione dello spazio e del tempo”.
Il volume River of Shadows è stato premiato con il National Book Critics Circle Award(2003)
Rebecca Solnit Scrittrice californiana, giornalista, storica, ambientalista, femminista e critica d’arte, ha pubblicato oltre venti libri sui temi più vari: ambiente, arte, politica, letteratura ed esperienze di viaggio. Tra i suoi titoli più celebri tradotti in italiano: Gli uomini mi spiegano le cose (2017); Storia del camminare (2018); Chiamare le cose con il loro nome (2019); Ricordi della mia inesistenza (2021). I suoi scritti sono apparsi su Harper’s Magazine e The Guardian. Vincitrice di numerosi premi, è una delle intellettuali americane più rispettate.(da Johan & Levi Editori, Autore)
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Brevi note biografiche
Muybridge nacque nel 1830 a Kingston upon Thames, in Inghilterra. Battezzato Edward James Muggeridge, cambiò il cognome prima in Muygridge, infine in Muybridge. A vent’anni, nel 1850, Muybridge emigrò negli USA. Fu prima a New York come libraio, poi con la stessa attività a San Francisco. Tornato temporaneamente in Inghilterra prese confidenza con la nascente tecnica della fotografia e di nuovo in California nel 1867, applicò le nuove conoscenze alla realizzazione di foto di paesaggio, creando notevoli immagini del Parco nazionale di Yosemitee di San Francisco. Nel1872 l’oligarca delle ferrovie e governatore della California Leland Stanford chiese a Muybridge di confermare una sua ipotesi, ovvero che durante il galoppo di un cavallo esiste un istante in cui tutte le zampe sono sollevate da terra. Muybridge, grazie al finanziamento del magnate, iniziò a sperimentare con otturatori elettrici ed emulsioni fotosensibili che richiedessero tempi d’esposizione meno lunghi. I primi risultati furono incoraggianti. Nel 1882 Muybridge ruppe con Stanford che, probabilmente considerandolo solo uno dei suoi tanti impiegati, aveva pubblicato un libro sul moto del cavallo, usando molte foto del suo protetto senza citarlo. Ciò ebbe l’esito paradossale di far accusare di plagio Muybridge, che intentò causa al magnate ma, prevedibilmente, perse. Eadweard si trasferì quindi a Philadelphia dove, grazie all’appoggio garantitogli da Thomas Eakins, e ai finanziamenti dell’Università della Pennsylvania e della “Pennsylvania Academy of the Fine Arts”, poté proseguire le sue ricerche. Muybridge condusse molte ricerche per migliorare la cattura del movimento nella fotografia. Nel 1880progettò lo zoopraxiscopio, uno strumento del tipo della lanterna magicae simile allo zootropio, che proiettava immagini in rapida sequenza, permettendone la visione a più persone contemporaneamente. Nasceva così il «cinematografo.(liberamente tratte da Wikipedia)