Baltasar Gracián “Oracolo manuale ovvero l’arte della prudenza” presentazione

Torna in libreria per Adelphi, corredato da un saggio di Marc Fumaroli, Baltasar Gracián “Oracolo manuale ovvero l’arte della prudenza” che si presenta da solo nella premessa “Al Lettore”: Né leggi per il giusto, né consigli per il sapiente; eppure nessuno ha mai saputo abbastanza per sé stesso. Mi dovrai di una cosa perdonare e di un’altra ringraziare: l’aver chiamato “oracolo” quest’epitome di consigli per vivere felicemente, poiché lo è, sia nella sentenziosità che nella concisione[…]

Pubblicato per la prima volta nel 1647 a Huesca, una delle  tre province in cui è suddivisa l’Aragona, è opera di Baltasar Gracián, teologo gesuita e scrittore: trecento aforismi che conobbero un consenso diffuso, scritti “per affrontare i pericoli e le insidie di un mondo degradato. Non una regola, ma uno stile, sorretto – come si legge nella presentazione del volume nel catalogo Adelphi – dalla conoscenza di sé e degli uomini, dall’eleganza delle maniere e dal gusto raffinato, dal sapere enciclopedico e dalla sobrietà del giudizio, dalla più complicata e calibrata riservatezza”.

Un esempio nella citazione dell’aforisma numero 4:

Il sapere e il coraggio conferiscono pari grandezza

“Rendono immortali, dal momento che lo sono; più si sa, più si è, e tutto può il saggio. Uomo senza conoscenze, mondo al buio. Senno e forza, occhi e mani; senza coraggio è sterile la sapienza”.

e dell’aforisma 33:

Sapersi sottrarre

“Perché se saper dire di no è una grande lezione del vivere, ancora maggiore sarà quella di saper dire di no a sé stessi, agli affari, alle persone importanti. Esistono occupazioni devianti, tarli del tempo prezioso, ed è peggio occupare sé stessi in stupidaggini che non far niente. Non basta per chi è accorto non essere messo in mezzo; occorre fare in modo che non lo mettano in mezzo. Non si deve essere di tutti al punto da non essere più di sé stessi. Neppure degli amici occorre abusare, né volere da loro più di quanto possano concedere. Il troppo è sempre dannoso, e soprattutto nei rapporti con gli altri. Con quest’accorto equilibrio meglio si conserva la stima e il gradimento di tutti, perché non s’intacca la preziosissima decenza. Esser dunque caratteri liberi, amanti delle buone scelte e mai peccare contro la fedeltà al nostro buon gusto.

[…]Nessuno poteva prevedere che quei trecento aforismi avrebbero esercitato in Europa – grazie soprattutto alla traduzione-travisamento di Amelot de la Houssaie, dedicata a Luigi XIV nel 1684 – un’influenza immensa, sino a diventare un classico dell’educazione del gentiluomo, amato da Schopenhauer (che volle tradurlo) e apprezzato da Nietzsche. Ma che cos’era in realtà l’Oracolo manuale (cioè ‘maneggevole, di facile consultazione’)? Per capirlo, non abbiamo che da affidarci a Marc Fumaroli, il quale, in un illuminante saggio, ci rivela come l’Oracolo, trasformato da Amelot in una collezione di tattiche mondane, fosse qualcosa di infinitamente più audace e innovativo. Fondandosi sulla lezione della saggezza antica e sull’umanesimo teologico della Compagnia – sulla fiducia, dunque, nella cooperazione della natura e della grazia –, in opposizione al rigorismo giansenista, con quel libretto dallo stile conciso e concentratissimo Gracián intendeva infatti offrire alle grandi anime libere un viatico per affrontare vittoriosamente i pericoli e le insidie di un mondo degradato – e per imprimere il loro marchio nella vita politica e civile.[…] ( dal Catalogo Adelphi)

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