Pierre Pachet “Autobiografia di mio padre” recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno

Pachet indaga sulla vita di suo padre e scopre se stesso

di Flavia Piccinni

Se amate lo scrittore parigino Emmanuel Carrère – autore di alcuni fra i più bei libri degli ultimi anni, da “L’avversario” a “Limonov” – con grande probabilità Pierre Pachet, parigino a sua volta, professore universitario di filosofia greca e letteratura francese, critico, intellettuale e giornalista, sarà per voi un’eccellente scoperta. Di Pachet, scomparso nel 2016 all’età di 79 anni, adesso la casa editrice romana L’Orma, che ha il grande pregio di pubblicare la straordinaria Annie Ernaux, propone un libro denso e sottile, “Autobiografia di mio padre” (pp. 155, EUR 18).Si tratta di un curioso memoir esile e struggente, che accompagna il lettore nella vita del padre di Pachet: un uomo non troppo alto, dalle labbra sottili, con un viso gradevole ma senza sorriso; un uomo dall’infanzia trascorsa in un piccolo paese nella grande Russia, che si trasferisce adolescente a Odessa per studiare, e dunque prosegue fino in Francia, a Vichy, dove diventerà medico. Un uomo apparentemente qualsiasi, se non fosse per la malattia che ne accartoccia i pensieri, per quel matrimonio in cui si è imbarcato con la profonda convinzione che gli esseri umani vivano nella loro solitudine per sempre, e poi, i figli; dunque, l’ossessione, o la speranza, di cercare sempre negli altri qualcosa di sé.La lezione della grande scrittrice americana Gertrude Stein è qui confermata: raccontare delle vite altrui non è cosa semplice, ma diventa a volte necessario. Se la Stein si occupò con dovizia di particolari della sua compagna Alice, Pachet lo fa con un talento raro e corrosivo indagando i meandri dell’esistenza del padre, scovandone le miserie e i dubbi, interrogandosi sulla sua vita per poi cercare qualcosa di sé – del se stesso bambino, giovanotto e finanche anziano – nelle giornate di un genitore taciturno e misterioso, nelle pieghe di un’esistenza scandita dal giudizio e dunque inesorabilmente dalla scoperta. 

 

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