
Month ottobre 2018
Giovanna Casadio “Dove si guarda è quello che siamo” da La Repubblica
E che, raccontando il cibo della sua terra, Giovanna Casadio, giornalista di Repubblica, ci narra un mondo fatto di regole e di violenza
[…]Dove si guarda è quello che siamo (Edt) è un piccolo gioiello in cui, parlando delle arancine (rigorosamente al femminile, perché al maschile gli arancini sono catanesi o messinesi), Giovanna Casadio ricorda di quando, tra il 1876 e il 1915, espatriarono 14 milioni di italiani, di cui quasi un milione e mezzo siciliani, spinti dalla povertà e dalla fame – perché dalla fame non c’è scampo, e «i gusci dei babbaluci gettati via davano sollievo a chi li afferrava e ancora li sucava sperando fosse rimasta qualche cosa».[…]
Ma prima o poi le cose vanno guardate per quello che sono e oltre ai racconti e alle leggende – c’è ancora chi insiste che è proprio tra Trapani e il Monte Erice che Ulisse incontrò la bella Nausicaa citando un vecchio manoscritto di Samuel Butler – non si può non dire che, se l’acqua scarseggia in Sicilia, è anche per via degli interessi malavitosi.
Ma i siciliani sono tutti un po’ “pazzi”, spiega Giovanna Casadio, perché nella sua terra i conti non tornano mai: dove c’è troppa bellezza e troppa vita, pure la ferocia, quando si scatena, è fuori misura. Anche se il cùscuso è il piatto della fratellanza, e sin da piccoli si impara che è solo dando e ricevendo che si entra a far parte del ciclo sacro della natura: «Io do a te e tu in cambio insegni a me, che è tutto quello che c’è da sapere sull’umanità e dintorni».(Da Michela Marzano La Repubblica)
Hans Tuzzi “La vita uccide in prosa”

L’uccisione di un oscuro impiegato del Catasto dalla vita anonima e grigia, ma nel misero puzzle, raccolto con le prime indagini, un nuovo elemento scardinante, caratterizza l’assassinato, ponendolo in una prospettiva diversa… e si gusta immediatamente, anche in questo ultimo Melis, la navigata maestria di Tuzzi
Nadia Terranova “Addio fantasmi” tra i semifinalisti del Premio Strega

Ida ha trentasei anni e torna a Messina da Roma dove vive con Piero l’uomo che ha sposato, per aiutare la madre a sgombrare la casa in cui loro due hanno vissuto, prima con il padre Sebastiano, uscito di casa e sparito quando lei aveva tredici anni, e poi da sole. Ida adolescente ha vissuto la sparizione del padre come una propria colpa: tornata ora da adulta sulla scena che in tante notti occupa i suoi sogni si trova ad affrontare tutto il proprio rimosso che le permetterà di ripartire da Messina con una condizione diversa: un viaggio catartico che permetterà a Ida, voce narrante, di superare un lutto inestinguibile proprio perché privo di una consistenza corporea e pertanto sempre assente, sostituita dalla presenza ossessiva degli oggetti che ricordano quel lutto.
Nadia Terranova nata a Messina vive a Roma. Ha pubblicato cinque libri per ragazzi tra cui Bruno il bambino che imparò a volare dedicato alla vita di Bruno Schulz, e Le nuvole per terra. Ha esordito nel romanzo nel 2015 con Gli anni al contrario, vincitore del Bagutta Opera Prima e altri premi.
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Vittorio Lingiardi “Diagnosi e destino” Corriere Cultura
Noi di fronte al male. Tormenti e difesa:così la mente reagisce alla scoperta della malattia
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