Fabrizio Silei “Trappola per volpi” recensione da Il Tirreno

Il primo giallo per adulti dopo tante opere per ragazzi. “Trappola per volpi” parla di un anno poco raccontato dalla storia

La Firenze noir del 1936, è un Silei alla Simenon

 

 

 

Fabrizio Silei, fiorentino di nascita e pesciatino d’adozione, è noto a chi si occupa di libri per ragazzi. Ma ora è in libreria con il suo primo libro per adulti,”Trappola per volpi”, pubblicato da Giunti: un giallo ambientato nella Firenze del 1936 che è anche una fotografia nitida della società del periodo.

…continua a leggere la recensione di Jeanne Perego

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La saggistica di tuttatoscanalibri dalla N alla Z

Storia e Società

Stefano Nasetti  “Il lato oscuro della luna”

Stefano Nasetti “Il lato oscuro di Marte. Dal mito alla colonizzazione”

Orazio Olivieri “L’età delle spezie. Viaggio tra i sapori dall’antica Roma al Settecento” 

Nuccio Ordine “Gli uomini non sono isole. I classici ci aiutano a vivere”

Michel Pastoureau “Blu. Storia di un colore”

Michel Pastoureau “La stoffa del diavolo”

Arrigo Petacco “Nazisti in fuga: Intrighi spionistici, tesori nascosti, vendette e tradimenti all’ombra dell’Olocausto”

Gabriele Romagnolo “Senza fine”

DLa Repubblica: Fredrik SJÖBERG “Perchè ci ostiniamo” 

Carlo Tosco “Storia dei giardini.Dalla Bibbia al giardino all’italiana”

Letteratura

Fiammetta Sabba “Viaggi tra i libri. Le biblioteche italiane nella letteratura del Grand Tour”

Hans Tuzzi “Il mondo visto dai libri”

Hans Tuzzi “Trittico”

Sebastiano Vassalli “La notte della cometa”

Linguaggi

Susanne Schotz  “Il linguaggio segreto dei gatti”

Oswald Wirth “Il simbolismo ermetico”

Architetture

Laura Sirtori Rimini Roberto Peregalli “Grand Tour”

 

 

Frederick Forsyth “La volpe”

L’ultimo romanzo del grande maestro di spy story.

A ottanta anni Forsyth regala, agli appassionati del genere, con questo inatteso rientro, una spy story attualissima. Il pregio dei suoi romanzi sta nel fatto che sono decisamente realistici e forniscono letture molto attendibili di avvenimenti dai lati oscuri o incomprensibili della realtà contemporanea anche per la sua particolare abitudine a conoscere in modo ravvicinato i luoghi e il territorio in cui si svolgono i fatti narrati, oltre alla collaborazione di esperti dei vari settori.

Il lettore in questa storia si trova proiettato nel mondo dello spionaggio tecnologico: un adolescente inglese è riuscito ad entrare nei data base dei servizi segreti americani; è lui la volpe.

Un romanzo che introduce il lettore in un mondo di intelligence governato dai computer e dalle informazioni che riesce a filtrare e reperire, una nuova e potente arma che controllando le reti riesce a impossessarsene e modificarle.

Riccardo De Polo così lo definisce in una recensione su “Il Messaggero”

“La volpe è un thriller ad alto grado di tensione, ma è anche un piacevole romanzo saggio che racconta come si è evoluto, al giorno d’oggi, il mondo dell’intelligence”

 

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri  “L’afgano”

 

 

Le pagine più visitate di toscanalibri nel mese di febbraio

Titolo
Articolo da La Repubblica Cultura: La Serie di “Detective selvaggi”di Giancarlo De Cataldo
Articolo da La Repubblica Cultura di Giancarlo De Cataldo
Angela Borghesi “L’anno della Storia” un saggio sulla polemica letteraria su “La Storia” della Morante da La Repubblica Cultura
Giancarlo De Cataldo “Agatha Christie” per la serie “Detective selvaggi” da La Repubblica
Georges Simenon “Il sospettato”recensione di Giorgio Montefoschi da Il Corriere (13 febbraio)
Narrativa
Tayari Jones “Un matrimonio americano”recensione di Rosella Postorino
Recensioni in poche parole da Il Venerdì La Repubblica
Gulia Corsalini “La lettrice di Čechov” recensione di Paolo Di Stefano da La Lettura Il Corriere
Vanessa Roghi “Piccola città, una storia comune di eroina” da La Repubblica, articolo di Nadia Terranova
Cristiano Cavina ”Ottanta rose mezz’ora” da Il Venerdì LaRepubblica, recensione
Takis Würger “Stella” recensione di Francesca de Santis da Il Venerdì La Repubblica
Alberto Schiavone “Dolcissima abitudine” da tuttolibri La Stampa recensione di Elena Masuelli
Su Consigli.it: Omaggio a Italo Calvino, 10 romanzi a cura di Maurizio Amore
Stefano D’Andrea “Il padre è nudo” recensione da Il Tirreno Culture

La Saggistica di tuttatoscanalibri dalla A alla M

Biografie e storia

Alberto Angela “Cleopatra, La regina che sfidò Roma e conquistò l’eternità” 

Corrado Augias “I segreti d’Italia. Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione”

Gianni Bonini “Il Mediterraneo nuovo”

Alessandro Cosi  “La guerra civile tra Ottaviano e Antonio: La fine della Repubblica e l’alba dell’impero”

A. Ferrini S.Pizzuoli “Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale”

Luigi Grassia “Gli Italiani alla conquista del West” 

Su D La Repubblica: Rosetta Loy “Cesare” recensione di Elena Stancarelli

Letteratura/ Società

Errico Buonanno “Falso Natale” da Il Venerdì La Repubblica recensione

Angela Borghesi “L’anno della Storia”

e anche:

Da La Repubblica: Anna Folli “MoranteMoravia. Una storia d’amore” recensione di Paolo Mauri

Liliana Dell’Osso Primo Lorenzi “Genio e Follia”

Roberto Calasso “I geroglifici di sir Thomas Browne”

Francois Cheng “L’anima. Sette lettere a un’amica”

Giorgio de Chirico “Lettere” a cura di Elena Pontiggia

e anche:

Riccardo Dottori “Giorgio de Chirico. Immagini metafisiche”

Sul Venerdì La Repubblica il saggio di Nicola de Blasi “Ciao”

Nadia Fusini “Una fratellanza inquieta”

John Leland “Scegliere di essere felici” recensione su La Stampa

Vittorio Lingiardi “Diagnosi e destino”

Franco Marcoaldi “Una certa idea di letteratura. Dieci scrittori amici” da Il Corriere Cultura

Esoterismo/Arte

Helena Petrovna Blavatsky “Iside svelata”

Daniel Halévy “Degas parla” 

Georges Simenon “Il sospettato” da La Repubblica Cultura

BENTORNATO IN CLASSIFICA MONSIEUR SIMENON

di Piero Colaprico

C’era un afrore di treno notturno e di dormitorio dell’esercito della salvezza, di caserma e di camera di ospedale, di prigione, di veglia funebre, di tutto ciò che non rientra nella vita di tutti i giorni, di tutto ciò che è acre e molesto, con un odore di umanità troppo penetrante, un retrogusto di miseria che prendeva alla gola.

Così scrive George Simenon, ne Il sospettato, storia di un disertore che torna in patria nel tentativo di sventare l’attentato di matrice anarchica a una fabbrica piena di operai. E se ci si chiede come mai un libro, scritto nel 1938, appena uscito da Adelphi, scali le classifiche di vendita (nono nella top ten, primo della narrativa straniera) si possono trovare moltissime risposte. Ma ne resta una fondamentale: questo Simenon sapeva scrivere. Ma non è che Simenon sia una sorta di “usato sicuro” del giallo e poco più, o sia da considerarsi un autore che, a dispetto del numero dei libri con e senza il commissario Maigret, sa avvincere per la trama. Chi lo ama, ama la “carnalità” dei personaggi. Non perdono tempo in dettagli da psicologia della chiacchiera.

Sono infedeli, cattivi, bastardi, generosi, eroici perché sono così e non perdono pagine in spiegazioni: agiscono, amano, odiano, pensano, si muovono lungo le strade delle città e dell’anima. È la lezione della grande letteratura e se pure esiste, anche se taluni la negano, la differenza sostanziale tra libri che sono scritti per distrarre (gialli, polar, fantascienza, umoristici) e libri che vogliono decifrare l’uomo e il mondo (il grande romanzo), nel corso dei secoli incontriamo scrittori, da Edgar Allan Poe a Philip K. Dick, che “ti tirano dentro” i loro mondi e, in qualche modo, aiutano il lettore a fermarsi a riflettere, lo emozionano, lo cambiano, come se fossero Bulgakov o Zola. Tra costoro, c’è Simenon, il giornalista che raccontava le notti e gli spettacoli di Parigi, l’uomo che amava voracemente la vita, lo scrittore che il successo non cambiò mai. Frank, il ragazzo assassino de La neve era sporca, il medico dalla vita ordinata che va a pezzi per l’incontro con la fragile Martine e che scrive Lettera al mio giudice, il Signor Hire che, pagina dopo pagina, vorresti soccorrere, sono così nitidi, così perfettamente imperfetti da mostrarci la nostra umanità e disumanità.

Per questo Simenon entra non solo in classifica, ma dentro di noi.

Leggi anche la recensione di Giorgio Montefoschi

i migliori 10 romanzi con il commissario Maigret

l’articolo di de Cataldo dalla Serie Detective selvaggi