Sergio Ferrero “Divertimento per Saturno”, presentazione

Ronzani Editore

“[…]una miniera di nomi, fatti, letture, da cui è quasi del tutto assente, come nota in modo opportuno Rognoni, ogni accenno ai fatti politici, mentre abbondano le spigolature di fatti minimi, inessenziali, quasi a ricordare che la vita, quella vera, di questi si compone, in un inesausto caleidoscopio”( da Bruno Nacci, 6 dicembre 2025, Doppiozero)

Scrittore, narratore e poeta, ma anche libraio ed Editor, e lettore senza un genere specifico  perché versatile, li accoglieva tutti, torna per Ronzani (a cura di Francesco Rognoni) in una elegante e raffinata edizione in due volumi, con la scrittura che gli era più peculiare: diarista, con i suoi taccuini inediti.
Personaggio schivo e diarista raffinato, ma dimenticato in tutte le sue opere, ritorna con i suoi scritti che riassumono momenti e imprerssioni, lasciando traccia di un mondo “di poco fa eppure remotissimo, via via gustando il piacere di ritrovarlo” scrive Bruno Quaranta nella sua incisiva presentazione (Robinson La Repubblica, domenica 11 gennaio 2026)

Raccolti in due volumi, i suoi taccuini (dal 1946 al 2008, anno della sua scomparsa) con in  copertina  un disegno di Franco Matticchio

 Nella sua presentazione così Bruno Quaranta definisce l’autore

“Saturnino, febbricitante, vagabondo in se stesso, Sergio Ferrero riconoscerà nel lago il suo paesaggio ideale, tra silenzi, crepuscoli, malombre. Da Miasino, sul lago d’Orta, dove negli anni settanta  trascorse stagioni idilliache (ascoltando Praz “sgranare rosari di pettegolezzi”), a Lezzeno, sul lago di Como, dove nel massimo riserbo si spense”.

Ci piace riportare anche uno stralcio dal significativo articolo dedicatogli da Hans Tuzzi ( La Lettura, 21 dicembre ‘25)

“Sergio Ferrero tenne un diario dove annotava fatti quotidiani, incontri, idee, impressioni. Questa testimonianza, che dal 1946 giunge al 2008, è ora raccolta — per la cura (ma cura è dir poco: tramite medianico) di Francesco Rognoni — in due sontuosi volumi messi in pagina da Giorgio Cedolin come primo titolo della Biblioteca Ronzani, collana di una casa editrice nota per l’attenzione rivolta anche all’aspetto fisico dei libri. Ma chi fu, Sergio Ferrero, il cui padre «guardava i cani negli occhi»? Antiquario, viaggiatore e scrittore con un palmarès di premi quali Bagutta, Bergamo, Campiello, Comisso e Strega, avrebbe potuto essere — scriveva l’editore in bandella a Il giuoco sul ponte — il Simenon italiano. Non volle, e oggi è uno dei tanti bravi autori da noi dimenticati”

E in conclusione Tuzzi aggiunge soffermandosi sulla pregevole edizione in due volumi in cofanetto:

“Un libro importante per una collana importante. I due volumi, bella carta e bello specchio di pagina, hanno in copertina un disegno di Franco Matticchio che — come quelli di Guido Scarabottolo per Giovanni Raboni, Gabriella Giandelli per Guido Morselli, Alberto Repetti per Joseph Conrad (recensito su queste pagine da Emanuele Trevi) o Pia Valentinis per Guido Piovene — sono a biro. Biro. BI(blioteca)RO(nzani). È  bello essere eleganti con un quantum d’ironia”.


Sergio Ferrero

«Artigiano signorile, un falegname del romanzo che si rifiuta di raccontare le sue storie: le fa intravedere, le lascia intuire di scorcio, di sbieco, in tralice» – come scriveva di lui Cesare Garboli – Sergio Ferrero (Torino 1926 – Lezzeno 2008) è autore di otto romanzi (fra cui Il giuoco sul ponteLa valigia vuotaNell’ombra) e una raccolta di racconti (Il cancello nero), usciti da Mondadori, Longanesi e Rizzoli fra il 1966 e il 2003: un’opera narrativa di grande compattezza e unità di ispirazione, fra le più compiute del secondo Novecento. (Divertimento per Saturno » Ronzani Editore)

Francesco Rognoni (Pavia, 1960) insegna Letteratura inglese e angloamericana all’Università Cattolica di Milano e Brescia. Ha curato edizioni di autori inglesi (Keats, Shelley, Browning), americani (Lowell, O’Hara, Broyard) e italiani (Graf, Almansi, Luoni, Ferrero, Ortese, Coppini, Gerbi, Cattafi). Alcuni suoi scritti occasionali sono raccolti in Di libro in libro (Milano, 2006). Collabora con le pagine culturali del «Manifesto» ed è redattore di «Paragone-Letteratura». (da Divertimento per Saturno » Ronzani Editore)

Testo: domani 28 febbraio, Stazione Leopolda, Sala Bazlen, ore 16.00

Hans Tuzzi presenta il suo “Bestiario bibliofilo”, Ronzani Editore

Su tuttatoscanalibri: per saperne di più

Testo: 28 febbraio, Stazione Leopolda, Sala Bazlen, ore 16.00

Hans Tuzzi presenta il suo “Bestiario bibliofilo”, Ronzani Editore

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Hans Tuzzi “Bestiario bibliofilo”, presentazione

Imprese di animali nelle marche tipografiche dal XV al XVIII secolo (e altro)

Ronzani Editore

Nuova edizione interamente rivista, aggiornata e integrata dall’Autore con l’aggiunta di oltre 100 nuovi tipografi.
Progetto grafico e impaginazione di Giorgio Cedolin. Riccamente illustrata con circa 130 immagini di marche tipografiche.(da Ronzani Editore)

Lo struzzo di Einaudi, la rosa di Mondadori, il pesce rosso di Scheiwiller, la coppia umana di Adelphi sono marche tipografiche, e vengono da lontano, da quando a Magonza verso il 1455 si iniziarono a stampare libri, grazie alla duplice invenzione dei caratteri mobili e del torchio tipografico.
Da subito i migliori tipografi vollero un logo, così lo chiameremmo oggi, che permettesse subito di riconoscere il loro lavoro. La più celebre marca tipografica è indubbiamente, a livello mondiale, il delfino attorcigliato all’ancora che, sotto il motto FESTINA LENTE (affrettati lentamente), distingue le edizioni di Aldo Manuzio, il principe degli editori-tipografi veneziani, quando a Venezia, nei primi anni del Cinquecento, si stampava un quarto dei libri “messi in luce al mondo” in Europa.
Se molte marche erano contrassegnate, in varie combinazioni, dalla croce, dal globo, da figure sacre, da simboli particolari come “il 4 dei mercanti” o da scudi araldici con le iniziali del tipografo, molte, moltissime, ricorsero alla simbologia latente nel mondo animale: aquila e leone, unicorno e drago, orso e api, cicogne e colombe, ma anche animali che non ci aspetteremmo. Questo libro ne racconta la storia e ne testimonia la presenza e la diffusione, in Europa e nelle Americhe, fra Quattrocento e Settecento.(da Ronzani Editore)

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Tutto Tuzzi

“L’altra metà dell’editoria”

Le professioniste del libro e della lettura nel Novecento

a cura di Roberta Cesana e Irene Piazzoni

Storia del libro e dell’editoria nel Novecento e delle donne redattrici, traduttrici, illustratrici che ci hanno lavorato. Spesso nomi oscuri, altri conosciuti, Gianna Manzini o Natalia Ginzburg, protagoniste tutte dei quindici saggi raccolti dalle docenti Roberta Cesana e Irene Piazzoni, non per fare la storia dell’editoria al femminile, ma per rendere giusto ricordo a chi ci ha lavorato con impegno e creatività, nomi da restituire e inserire nella storia del libro in generale, per cogliere la specificità dell’apporto all’interno sia delle Case Editrici, sia delle Biblioteche sia nella cura redazionale.

Vi trova spazio l’importanza della presenza femminile ma anche le difficoltà che le donne hanno incontrato prima di affermarsi come professioniste dei vari settori dove si opera sul libro o si crea, nel rapporto interconnesso tra scrittura e lettura

“Nei saggi qui raccolti viene presa in esame un’ampia gamma di casi e di esperienze del nostro Novecento, e in essi ci si interroga sul ruolo femminile nei processi di produzione culturale, evidenziando l’evoluzione del mercato librario e i cambiamenti che accompagnano il lavoro delle donne lungo tutto il corso del ‘secolo breve” (da Ronzani Editore)

e anche

“È in uscita ad ottobre, presso Ronzani editore, il volume che raccoglie le relazioni presentate al Terzo seminario per giovani studiose e studiosi di storia dell’editoria organizzato dal Centro APICE in collaborazione con il Dipartimento di Studi storici e con la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, e tenutosi nel novembre 2020, frutto di una call for papers internazionale sul tema L’altra metà dell’editoria. Le professioniste del libro e della lettura nel Novecento. A questo iniziale corpus di contributi, 13 in totale, se ne sono aggiunti due di quadro, in apertura, rispettivamente dedicati ai due grandi circuiti ideali, ma sempre in reciproca corrispondenza, del sistema culturale: la produzione di testi scritti e la lettura”.(da Apice )