Stefania Divertito “Chernobyl Italia” recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno Culture 18 novembre

Chernobyl è una lezione non imparata
di Flavia Piccinni
Gli incontri chiave arrivano per caso. Nella vita, come nel lavoro. Ed è da un incontro chiave, arrivato per caso, che è nato il libro “Chernobyl Italia” (Sperling&Kupfer, pp. 164) di Stefania Divertito, napoletana classe 1975, giornalista con all’attivo diversi libri e inchieste a tema ambientale, e attualmente portavoce del ministro dell’Ambiente Sergio Costa.«Chernobyl – nota l’autrice – non è una storia del passato. È un racconto del presente che deve indurci a costruire un futuro diverso». Un racconto del presente che indaga gli errori fatali commessi il 26 aprile 1986, e pone domande inquietanti che ancora oggi non hanno trovato risposta. Divertito racconta con una penna decisa, mai incline al patetismo, le tragiche conseguenze verificatesi non solo in Ucraina, ma anche in Europa, America e Asia. Si concentra poi sull’Italia, partendo da un dato che rivela la generosità del nostro Paese: da sola la Penisola ha accolto più della metà dei bambini ospitati in Occidente (in totale 900mila) perché ricevessero cure sanitarie e psicologiche. Interessanti le storie, molte delle quali toscane, come quella di Ekatherina che oggi è divenuta ricercatrice universitaria. Interessante anche la riflessione finale sulla difficoltà dell’uomo di imparare: basti ricordare quanto accaduto nel 2011 a Fukushima, in Giappone, o in Russia una manciata di mesi fa, quando l’8 agosto cinque persone sono morte per l’ennesima esplosione nucleare in una base navale russa. Forse, come nota l’autrice: «la Storia è una brava maestra. Ma noi siamo cattivi allievi». —

Oscar Wilde illustrato da Evangelista “Il principe felice e altre storie” presentazione di Flavia Piccinni da Il Tirreno Cultura

Torna Oscar Wilde illustrato da Evangelista
di Flavia Piccinni
Ogni anno nel nostro Paese si stampano oltre 60mila libri. Meno della metà andrà dalla tipografia al macero, stazionando per qualche settimana in libreria (senza mai essere acquistato). Per quanto l’editoria si riveli ipertrofica – e spesso gridi, come ha ricordato qualche giorno fa lo scrittore Vins Gallico su Il Fatto, a ristampe inesistenti, spacciando come copie vendute quelle solo stampate-, esistono dei testi che sopravvivono al tempo, alle mode letterarie, alle biografie delle influencer e degli uomini di spettacolo. Fra questi spicca l’opera di Oscar Wilde – forse uno degli autori più amati dagli adolescenti per quella perla sulla fugacità del tempo che è il suo unico romanzo, “Il ritratto di Dorian Gray”, simbolo del decadentismo e dell’estetismo. Alcune storie di Wilde sono adesso riproposte in un’elegante veste da Bompiani con le opere del maceratese Mauro Evangelista, già vincitore del Premio Andersen come migliore illustratore e del Premio Emanuele Luzzati per l’illustrazione. “Il principe felice e altre storie” (pp. 250, EUR 16) propone così due raccolte firmate dall’autore irlandese: oltre quella che dà il titolo all’opera, si aggiunge “La casa dei melograni” che Wilde scrisse per i suoi figli. Le nove favole proposte hanno molteplici letture, e solo di primo sguardo appaiono dedicate esclusivamente ai bambini; obbligano invece tutte quante a riflettere – con la straordinaria prosa di Wilde, e la sua capacità di stupire il lettore senza giochi da quattro soldi, ma con un’intelligenza e un’astuzia travolgenti – sul tempo, sulle ambizioni e in qualche modo sulla morale. Ormai sono un classico raffinato e piacevole, la cui lettura – o la rilettura – gioverebbe a tutti quanti. Intellettuali compresi. —