Piergiorgio Pulixi “Il fattore gatto”, omaggio ai grandi classici

Copertina del thriller noir di Giorgio Pulixi "il fattore gatto", Marsilio Editore

Tra sospetti e bugie, amori segreti e tradimenti inconfessabili, Marzio e i suoi “investigatori del martedì” dovranno risolvere un rompicapo elegante e feroce, un intrigo che sa di Dieci piccoli indiani.(da Marsilio Editori)

Un dichiarato omaggio ad Agata Christie come sottolinea nell’intervista di Giuliano Muffi (Il venerdì La Repubblica 28 agosto 2026): “È  il terzo capitolo di una trilogia concepita come omaggio ai grandi gialli classici. Qui il modello è Dieci piccoli indiani, di cui riprendo la grammatica narrativa: l’isola, i sospettati impossibilitati ad andarsene. Ma questa è solo la cornice. Il cuore del romanzo è il potere del denaro […]”

Questo ultimo romanzo appartiene alla trilogia che ha come protagonista il libraio Marzio Montecristo, proprietario della libreria Les chats Noirs, e i suoi “investigatori del martedì”, i due gatti, Marple e Poirot. È ambientato a Serpentara, un isolotto selvaggio della Sardegna meridionale dove verrà ricostruita la libreria di Marzio, luogo galeotto in cui due giovani, che hanno deciso di convogliare a nozze, si sono a suo tempo incontrati rifugiandovisi in un giuorno di pioggia e conosciuti.
Il nostro non ama affatto i matrimoni ma in questo caso non può esimersi da presenziarvi proprio perché la sua libreria ha un ruolo particolare nella vicenda.
I due sposi, Valerie e Thomas,  sono inoltre i due rappresentanti di due famiglie facoltose di bancari. Sembra solo una celebrazione  ma presto scatta il thriller-noir che potremmo definire “aperto” anche ad altri generi per rendere la lettura più ricca, come sottolinera lo stesso autore,  genere in cui si muove da sempre con in aggiunta una feroce critica sociale: un’amica della sposa viene uccisa e successivamente lo stesso Thomas.
Alla domanda finale sul ruolo dei gatti, che contribuiscono sempre in qualche modo alla soluzione del mistero, ha poi risposto che “All’inizio erano un omaggio a Edgar Allan Poe e al Gatto nero (che ritengo uno dei racconti più belli di sempre) poi ad Agatha Christie e a Pet Sematary di Stephen King. Ma il gatto è anche l’animale noir per eccellenza: crepuscolare, anarchico, senza padroni, testimone silenzioso di ciò che accade. Ha una percezione quasi metafisica del reale. E un po’ come Philip Marlowe, dorme di giorno e si muove di notte”.

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