Madeline Miller “La canzone di Achille” presentazione

traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini 

Scritto nel 2011, nel 2012 ottiene il prestigioso Orange Prize, viene pubblicato in Italia nel 2013, e da allora è stato un successo di vendite e ancora oggi occupa i primi posti nelle classifiche dei libri più venduti.

L’autrice, bostoniana, docente con una preparazione classica, rivisita varie pagine dell’opera di Omero in modo del tutto inedito ricostruendo, attraverso la voce di uno dei protagonisti, la storia di un incontro, di un’amicizia, di un amore e della morte di entrambi.

È Patroclo infatti che racconta a partire da pochi scampoli rimasti nella memoria di un bambino, il primo incontro e i passaggi successivi quando lui, figlio di re, perde tutto per un involontario incidente ai danni di un coetaneo che ne causerà la morte: verrà esiliato a Ftia, dove re Peleo lo accoglierà insieme ad altri esuli. È qui che Achille sceglierà Patroclo come therápōn il compagno d’armi del principe. La storia di un incontro, di una crescita, di momenti felici sul monte Pelio con il centauro Chirone loro maestro, di un giovane e goffo Patroclo che ammira la bellezza e l’abilità del futuro eroe guerriero, il migliore dei greci, lo sbocciare di un amore omosessuale, nonostante le differenze e le diverse potenzialità.

[…]due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi […]destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. […] un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo” (da Marsilio Editori)

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