In libreria dal 28 marzo una nuova edizione dei romanzi “La musica del Re” e “Il violino noir”del musicologo e musicista Gabriele Formenti

GIALLI IN MUSICA, UN’OPERA TRAFUGATA DI BACH E UN VIOLINO STRADIVARI TESTIMONI DI MISTERIOSI OMICIDI TRA LA PRUSSIA E GLI STATI UNITI

La musica del re. Delitti e misteri alla corte di Potsdam 

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Due misteriosi omicidi, una composizione di Bach e uno strumento musicale che potrebbe contenere la soluzione del giallo si intrecciano nel romanzo La musica del ReDelitti e misteri alla corte di Potsdam.

La quiete della corte di Federico II, Re di Prussia, viene improvvisamente sconvolta da un misterioso omicidio: Christophe Braumsieger, copista reale, viene ritrovato morto nel suo studio. Anche l’Offerta Musicale, la composizione di Johann Sebastian Bach cui l’uomo stava lavorando per conto del sovrano, è scomparsa. Spetterà a Carl Philipp Emanuel Bach, musicista di corte e figlio prediletto di Johann Sebastian, condurre le indagini. Sulla scia di un secondo, inspiegabile omicidio, inizia così un avventuroso viaggio alla ricerca della verità tra incantevoli città europee, musiche d’altri tempi, personaggi indimenticabili e strumenti musicali come il Fortepiano, prototipo settecentesco del pianoforte.

Il violino noir 

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Il violino noir inizia invece a Cremona nel 1721. Antonio Stradivari, il più famoso liutaio del suo tempo, riceve la commissione per realizzare un nuovo violino destinato a un anonimo sommo maestro dell’archetto. Oltre quarant’anni dopo, a Parigi, Jean-Marie Leclair, tra i maggiori violinisti dell’epoca barocca e tra i primi a far conoscere lo stile italiano in Francia, viene brutalmente assassinato e il suo prezioso strumento trafugato. La misteriosa vicenda prosegue a San Francisco nel 2013. Uno strano omicidio coinvolge il Teatro dell’Opera. In uno dei camerini viene ritrovata senza vita la violinista Elizabeth Chang. Il suo prezioso strumento, uno Stradivari del 1721, appartenuto a Jean-Marie Leclair, è stato rubato. Gli agenti speciali Michael Turner e Sharon Bliss sono incaricati delle indagini e dovranno risolvere lo strano caso di uno strumento musicale che nel corso dei secoli è stato testimone di più omicidi.

I due gialli in musica portano la firma di Gabriele Formenti, giornalista professionista, musicologo e musicista, diplomato in flauto traverso e in flauto traversiere storico nei Conservatori Statali di Milano e Vicenza. Laureato in Storia della musica all’Università Statale di Milano, collabora con emittenti radiofoniche Radio Classica – Class Editori, RSI-RadioTelevisione Svizzera Italiana e quotidiani. Nel 2009 ha vinto la prima edizione del premio giornalistico Benvenuto Cellini nella categoria miglior servizio radiofonico.

Daniela Marcheschi “Il sogno di Don Chisciotte.La letteratura come necessità e riscatto”, Bibliotheka

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Dal 28 febbraio in libreria

Che cosa avrebbe fatto Dante senza il sogno-visione di Beatrice fra le braccia di Amore, nel capitolo III della Vita Nova? E Freud avrebbe coltivato la visione della psicoanalisi di decifrare i sogni, come si fa con i geroglifici, senza leggere le letterature classiche?

Sono alcune delle domande che attraversano Il sogno di Don Chisciotte. La letteratura come necessità e riscatto, il nuovo libro di Daniela Marcheschi.
Che il sogno non possa essere considerato una vacanza del pensiero lo sa bene il lettore: se il sogno non fosse la vita stessa, un sentimento e un aspetto della realtà, perché mai leggere la letteratura?

Noi leggiamo proprio per sentire e conoscere, per trovare e riconoscere finalmente chi sappia dar voce ai nostri sogni, alle nostre aspettative profonde, quelle più nobili e grandi, che ci ricongiungono alla comunità degli esseri e che aprono nuove possibilità di rapportarsi al mondo.
“Don Chisciotte vive sognando e sogna vivendo; per lui non conta la differenza fra veglia e sogno, semplicemente, sogna sempre ed è perciò una specie di paradosso vivente”, spiega Marcheschi. “È tanta la sua grandezza da diventare ridicolo, ma è la nobiltà di cuore, la passione, la volontà di riscattare, con le sue nobili imprese, la meschinità del mondo a conquistarci. Vogliamo Don Chisciotte, quel suo mondo fantastico, quei suoi sogni”.
Egli è il prototipo del lettore e dei suoi sogni ad occhi aperti. Ama con tale trasporto la letteratura cavalleresca e i valori che essa propone da voler seguire le orme di Amadigi e da diventare pazzo. In punto di morte, rinsavito, Sancho Panza lo prega: preferirebbe averlo vivo, come prima ostaggio dei sogni, perché gli è affezionato nella pazzia e per la sua pazzia. E della pazzia, delle utopie, gli esseri umani hanno bisogno.

Daniela Marcheschi, studiosa di letteratura e antropologia delle arti, ha insegnato nelle Università di Uppsala, Salamanca, Firenze e Lisbona. Dopo gli studi alla Scuola Normale di Pisa e all’Institut d’Études Françaises di Avignone, ha frequentato Eugenio Montale e Piero Bigongiari, Natalino Sapegno e Natalia Ginzburg, Giovanni Macchia e Cesare Garboli.  Presidente dell’Edizione nazionale delle opere di Carlo Lorenzini, ha curato i Meridiani Mondadori di Collodi, Pontiggia e Rodari. Collabora con l’inserto domenicale del Sole 24 ore.

Elio Pecora “La ragazza con il vestito di legno e altre fiabe italiane”, Bibliotheka


 Una raccolta sul patrimonio nazionale

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Dal 31 gennaio in libreria

“Un figlio di re s’innamorò di una povera ragazza, ma questa lo fece patire a lungo prima di accettarlo come fidanzato. Quando furono sposati il figlio di re volle vendicarsi e disse alla sposa: Se vuoi vivere contenta con me, prima devi rimanere per sette anni interi sul balcone a piangere senza mai fermarti”. 

Amori e incantesimi, stratagemmi e crudeltà si intrecciano nel vasto deposito delle storie popolari del nostro Paese, che lo scrittore e critico letterario Elio Pecora ha raccolto nel libro La ragazza con il vestito di legno e altre fiabe italiane.

Mi è accaduto anni fa, per un lavoro radiofonico, di avvicinarmi allo sterminato patrimonio delle fiabe italiane”, racconta l’autore. “Ripercorrevo a mio modo i territori percorsi, con ben altri fini e strumenti, da Italo Calvino e, prima e dopo di lui, da una schiera folta di etnologi, di folcloristi, di antropologi. Allora scelsi e tradussi dagli originari dialetti un gruppo di fiabe, anche di favole e di leggende, delle varie regioni italiane. L’intenzione e la presunzione del mio progetto non furono che quelle di comunicare uno stupore, una meraviglia, ma anche di stupire e di meravigliare raccontando non più che i destini e i desideri di tanti”.

Autore di raccolte di poesia, romanzi, saggi critici e testi teatrali, Elio Pecora (Sant’Arsenio, Salerno, 1936) vive e lavora a Roma.Ha diretto la rivista internazionale Poeti e poesia e ha collaborato a Tuttolibri, Il Mattino, La Repubblica, L’Espresso e Belfagor. Per la Rai ha curato numerosi programmi, compreso un ciclo di trasmissioni radiofoniche sulle fiabe popolari italiane, poi riscritte e riproposte in questo volume. Nel 2006 l’Università di Palermo gli ha conferito la laurea ad honorem in Scienze della comunicazione. Dal 2017 è Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.