sottotitolo: Un racconto d’inverno

[…]Non meno che il dottor Jekyll e il signor Hyde, James e Henry Durie, discendenti della nobile casata scozzese di Durrisdeer, incarnano princìpi inconciliabili: se James, Master di Ballantrae, è un «diabolico dissimulatore», irresistibile e scellerato, […], il cadetto Henry ha il volto opaco della rettitudine, della prudenza, dell’ostinata mediocrità morale. L’insurrezione giacobita del 1745, che li vede – per mero opportunismo – appoggiare fronti opposti, e la presunta morte in battaglia del primogenito, che consegna a Henry titolo e promessa sposa del fratello, pongono le fondamenta di un conflitto insanabile.[…]
(da Adelphi)
Adelphi ripropone Il Master di Ballantrae nella nuova traduzione di Masolino d’Amico e una postfazione di Jean Echeno.
Il Master di Ballantrae, scritto 1888, racconta di due fratelli, il primogenito, James, e il cadetto, Henry, della nobile casata dei Durie di Durrisdeer.
Nella Scozia della prima metà del Settecento durante l’ insurrezione giacobita, il tentativo di riportare uno Stuart sul trono del Regno Unito, così come in altre famiglie nobiliari, il capostipite, Lord Durrisdeer, decide di muoversi opportunamente: un figlio con gli insorti, l’altro con la dinastia regnante.
Chi per l’una e chi per l’altra?
Il primogenito propone di affidarsi al fato con il lancio della moneta.
Sarà così James ad andare con gli insorti e la loro sconfitta, insieme alla notizia della sua morte in battaglia, faranno del cadetto il nuovo e legittimo Master. Solo che James non è morto, prima alla macchia e poi in esilio, vuole riprendersi il titolo…
Scrive Stenio Solinas (03 agosto 2026 Il Giornale online)
“Stando a Stevenson, Il Master di Ballantrae nacque dalla lettura di un romanzo di Frederik Marryat, La nave fantasma. A questa suggestione marina si aggiunse il ricordo di una storia da lui concepita anni prima una storia di famiglia, i Durie. Era un racconto d’inverno, promettente nel suo mettere in scena «un luogo desolato e solitario», ma non sufficiente: «Su, dissi alla mia macchina, scriviamo una storia di molte terre e paesi, di mare e di terra, di ferocia selvaggia e di civilizzazione”.
Tre anni prima, Stevenson aveva scritto Lo strano caso del dottor Jeckill e del signor Hyde, sei anni prima L’isola del tesoro. Il Master lo scrisse che aveva quarant’anni, gliene restavano altri quattro prima di morire… […] Sulla sua tomba sulla cima del monte Vanea, a Upolu, la maggiore delle isole Samoa, ci sono incisi i suoi versi: «Qui giace nel luogo desiderato,/ Tornato è il marinaio, tornato dal mare,/ E tornato dal colle il cacciatore». Tusitala, «narratore di storie», era il nome che gli avevano dato gli indigeni”.
dello stesso autore su tuttatoscanalibri
L’isola delle voci (con testo a fronte)
Il diavolo nella bottiglia (con testo a fronte)
Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde
Roberto Mussapi “Tusitàla. Vita di Robert Louis Stevenson”
Robert Louis Stevenson – James Matthew Barrie “Mio carissimo amico”








