Alberto Grandi “L’incredibile storia della neve e della sua scomparsa”

Dalle civiltà mesopotamiche al frigorifero, dai cocktail all’emergenza climatica

“La storia della conservazione della neve è un’epopea mondiale che tocca tutte le aree geografiche e tutte le grandi civiltà[…]Fin dall’antichità il freddo è stato uno dei mezzi più semplici per conservare gli alimenti deperibili. Il ghiaccio e la neve venivano utilizzati anche per preparare specialità gastronomiche particolarmente ricercate o, più semplicemente, per rinfrescare pietanze e bevande”. (da Aboca Edizioni)

È così normale per noi uomini del terzo millennio aprire il frigorifero e utilizzare i cubetti di ghiaccio nell’area freezer, congelare i cibi, produrre e consumare “gelati” o riprodurre condizioni climatiche fresche all’interno delle nostre abitazioni o dei nostri autoveicoli, da aver dimenticato quanto dal “freddo” dipendesse buona parte dell’economia mondiale in epoche antecedenti la seconda metà del XIX secolo, momento in cui fu possibile non ricorrere alla conservazione della neve per generare “il freddo” data l’invenzione di una macchina in grado di produrre artificialmente il ghiaccio.

La storia del freddo la racconta, dall’antichità ai giorni nostri, Alberto Grandi in questo interessante saggio che propone una storia inaspettata e sconosciuta ai più e che l’autore stesso definisce già nel titolo come incredibile: dalle antiche civiltà, la raccolta della neve e la sua conservazione, il trasporto del ghiaccio ottenuto dalla neve pressata, la raccolta del ghiaccio nei laghi nordamericani, e anche interessanti approfondimenti sulla birra e sul gelato. Una storia costellata di curiosità come le dispute teologiche nel XVII secolo che indagavano quanto fosse la volontà di Dio il consumo di vino freddo date le difficoltà di recupero della neve o, in epoche successive, a fine Ottocento, la competizione tra produttori di ghiaccio dall’acqua dei pozzi di pianura o dei laghetti di montagna con le aziende produttrici di ghiaccio artificiale o quanto la conservazione alimentare grazie al freddo abbai avuto un’importanza strategica fino a farci dimenticare oggi l’impatto ambientale che deriva dalla sua produzione artificiale.

Alberto Grandi (Mantova, 1967) è professore associato all’Università di Parma dove insegna Storia delle imprese e Storia dell’integrazione europea. È stato inoltre docente di Storia economica e Storia dell’alimentazione. È autore di circa una quarantina di saggi e monografie pubblicate in Italia e all’estero. Per Mondadori, nel 2018, è uscito Denominazione di origine inventata. Le bugie del marketing sui prodotti tipici italiani che ora è diventato un podcast di grandissimo successo.(da Aboca Edizioni)

e anche:

A proposito di conservazione della neve, di ghiacciaie e burraie, alcuni articoli legati al freddo, alle tecniche utilizzate in Toscana, alla storia dello zuccotto un semifreddo, non un gelato:

Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie

Lo zuccotto, storia di un semifreddo

“Le parole più belle sono fiori: 40 sentimenti dell’alfabeto floreale di Virgola”, presentazione

Volume interamente illustrato.

Ogni fiore, un significato codificato: una storia antichissima nata nel vicino Oriente e importata nella prima metà del Settecento in Europa, dapprima in Inghilterra.

Più illustrato che scritto, brevi testi raccontano il significato storico di ogni fiore accompagnato da una citazione d’autore, nel volume sono raffigurati 39 fiori più uno, che piace particolarmente all’illustratrice: fuori dal linguaggio dei fiori cui però ha trovato una corrispondenza nella fragilità, un fiore che realmente esiste anche se non fa parte della flora europea: il fiore di vetro.

Virginia Di Giorgio, conosciuta come Virgola, è siciliana di nascita ma fiorentina d’adozione, città in cui si è laureata in Storia dell’arte medievale.

[…] Fin dai tempi più remoti si è cercata la fitta rete di corrispondenze tra i sentimenti, gli affetti, gli stati d’animo da un lato e l’infinita varietà di forme e di colori del mondo floreale dall’altra, come per scoprire una lingua nuova, emozionante e suggestiva. La conoscenza del linguaggio dei fiori ha poi avuto una particolare diffusione in Europa tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento ed è giunta fino ai giorni nostri sempre infondendo in chi la avvicina la stessa meraviglia. […] Nelle tavole raccolte in questo volume, Virgola, al secolo Virginia di Giorgio, artista capace di tocchi delicati e di slanci pittorici sorprendenti, interpreta con vera maestria questa elegante tradizione, antica e sempre nuovissima.(da Aboca Edizioni)

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Brevi note biografiche

Virginia Di Giorgio (Messina, 1985) illustratrice, è laureata in Storia dell’arte medievale a Firenze. Nel 2013 ha creato Virgola. Nel 2014 e nel 2015 ha vinto il Premio Igers Award come artista dell’anno e personaggio dell’anno su Instagram. Dal 2018 pubblica una linea stationery di grande successo. Nel 2021 ha disegnato live durante la mostra Inside Dalì nella chiesa di Santo Stefano al Ponte Vecchio a Firenze.(da Aboca Edizioni Autori)