Valeria Parrella e Massimo Osanna “Classici sovversivi. Mito e tragedia per la vita quotidiana”, presentazione

[…]Per permettere all’antico di parlare con il nostro quotidiano, Massimo Osanna, direttore generale dei Musei italiani, per ognuno dei soggetti trattati illustra la storia e la fortuna (o sfortuna) iconografica, inquadra le fonti storiche, i ritrovamenti archeologici, tra ceramiche decorate e bassorilievi, statue e pitture, ricostruzioni topografiche e riferimenti all’arte classica. In queste pagine troverete Antigone, Eros, Narciso, Euridice e Orfeo, Tiresia, Apollo e Re Mida, le Troiane: Valeria Parrella ricostruisce così i nostri rapporti con l’amore e con la morte, con il femminile e con la guerra, con il lutto e la violenza. Miti classici per eccellenza, resi sovversivi da una rilettura brillante e avvincente, a cura di una voce tra le più amate della nostra narrativa, capace di far interagire queste figure con autori di oggi, con canzoni, con tutto ciò che arricchisce e abita le nostre vite.(da Rizzoli Libri)

Dall’Introduzione

Scrive Valeria Parrella:

[…] la loro sovversione è essere ancora così presenti e ci costringono a una chiamata che è fisica, reale, attiva. I classici, se sono tali, non tramontano mai. Semplicemente, stanno da qualche parte, e noi dobbiamo cercarli.
Questo libro è un libro che li cerca e, a volte, li trova. Offre un metodo per stanarli, e per affidarsi. È un esercizio molto fruttuoso, vitale: cosa significa rileggere qualcosa scritto duemila anni fa? Credo che abbia un senso profondo e cioè : non sentirsi poerduti di fronte alla vita”

Scrive Massimo Osanna:

“I classici, più di ogni altra cosa, richiamano in noi la possibilità di tendere un filo di arianna attraverso il labirinto del tempo. Continuiamo a leggerli e a occuparci del passato che non è passato”

Un’interessante carrellata tra scritti e iconografia, miti classici per eccellenza che diventano “sovversivi” interagendo con il mondo attuale, con le nostre attualità.

Gli autori

Valeria Parrella vive a Napoli. È laureata in Lettere Classiche. Ha scritto per l’editore minimum fax Mosca più balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005); per Einaudi Lo spazio bianco (2008), Lettera di dimissioni (2011) e Tempo di imparare. Almarina è stato finalista al Premio Strega del 2019. Scrive su Il manifesto

Massimo Osanna è professore ordinario di Archeologia classica all’Università di Napoli Federico II. Ha insegnato nell’Università della Basilicata, a Matera, dove ha diretto la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici; è stato visiting professor in prestigiosi atenei europei e ha promosso scavi e ricerche in Italia meridionale, Grecia, Francia. Dal 2014 al 2015 ha diretto la Soprintendenza Speciale di Pompei; dal 2016 è direttore generale del Parco Archeologico, riconfermato per un altro mandato nel 2019.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

“Quel tipo di donna”

Almarina

“Miracolo a Milano. Parole, immagini e immaginari”, Oligo Editore

A 50 anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica esce ‘Miracolo a Milano. Parole, immagini e immaginari’ A cura di Valentina Fortichiari e Sergio Seghetti

Presentazione di Paolo Baldini, Prefazione di Andrea De Sica

Testi di

Simona Ballatore, Giorgio Battistelli, Patrizia Carrano, Maria Carla Cassarini,Paolo Crespi, Luca Crovi, Gualtiero De Santi, Valentina Fortichiari, Paolo Mereghetti, Giuliana Nuvoli, Marco Palazzini, Stefania Parigi, Cochi Ponzoni, Mauro Raimondi,Loris Rambelli, Giovanna Rosa, Salvatore Sclafani, Studio Azzurro, Edoardo Veronesi Carbone

Con fotografie inedite di Mario De Biasi

OLIGO

Nel cinquantesimo della scomparsa di Vittorio De Sica, un omaggio a due capolavori: Miracolo a Milano, celebre film del grande regista, e al libro che lo ha ispirato, Totò il buono, dello scrittore e intellettuale Cesare Zavattini. E proprio da saggi su questi due grandi protagonisti del dopoguerra prende le mosse questo libro, che include un importante apparato iconografico, con disegni e fotografie (anche di scena e in parte inedite) e che affronta anche il tema dell’eredità culturale del film e del romanzo, a testimoniare che i veri capolavori non smettono mai di emozionare. Incontreremo la Milano della ricostruzione e della voglia di riscatto, ma anche una città afflitta da crisi economica e povertà, ma dove però possiamo già leggere le radici culturali della metropoli meneghina contemporanea. Pochi film hanno creato un legame così profondo con la città in cui sono stati girati come Miracolo a Milano.

«Pochi film sono riusciti a toccare – attraverso la dimensione fiabesca, surreale, magico-naturalistica – temi tanto universali da diventare simboli internazionali. Prospettiva glocal, sognante, lungimirante, con evidenti riferimenti al cinema delle origini, al circo, al fumetto, al disegno animato». Paolo Baldini

«Il mio Miracolo a Milano nasce dai ricordi di mio nonno Vittorio, nel senso che i miei ricordi sono i suoi film, dai capolavori neorealisti alle commedie che hanno reso splendente il cammino del cinema italiano dal dopoguerra in poi. Nasce dalle parole dette e scritte da mia nonna, Maria Mercader, che partecipò alle riprese, confortando e animando nonno Vittorio. È un film, come si può immaginare, che sta nel mio DNA, anche se io sono nato nel 1981, trent’anni dopo la sua uscita. Tutto quel tempo ha, se possibile, aumentato dentro di me i valori della leggenda di un film irripetibile, frutto della collaborazione creativa, e vorrei dire emotiva, tra Cesare Zavattini e nonno Vittorio. Per me, in questo momento, è anche un’occasione per rendere omaggio a mio padre, Manuel De Sica, che seguì il primo restauro del film e molto si è occupato della memoria di mio nonno: io provo a portare avanti il suo lavoro, ora che lui non c’è più.» Andrea De Sica 

I curatori:

Sergio Seghetti è nato a Milano nel 1956, laurea in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano ha lavorato nel Sistema Bibliotecario di Milano dal 1984 al 2021 e, in particolare, dal 1999 come responsabile dei servizi informatici. In pensione dal 2022 mantiene un rapporto di collaborazione con la Direzione Biblioteche del Comune di Milano. Nel 2014 avvia la collana di editoria civica “Gli ebook della Biblioteca Sormani” (finora circa 40 titoli per oltre 120 mila download complessivi).

Valentina Fortichiari è nata a Milano e oggi vive a Vigevano. Ha sempre lavorato in editoria, dirigendo le relazioni esterne e l’ufficio stampa di Longanesi. Dalla passione per l’acqua e il nuoto è nato il suo romanzo d’esordio, Lezione di nuoto, Colette e Bertrand, estate 1920 (Guanda 2009, Solferino 2023; premi Rapallo, Grazia Deledda, Rhegium Julii) e la raccolta di racconti La cerimonia del nuoto (Bompiani 2018). Ha pubblicato per Oligo il romanzo Il mare non aspetta. Un viaggio emotivo in Norvegia (2024). Ha curato e cura opere di Cesare Zavattini per la Nave di Teseo e di Guido Morselli per Adelphi. Giornalista, saggista, collabora con varie testate periodiche.

Nico Mariani – Maria Michelini “Nel labirinto. Breve viaggio tra emozioni e letteratura”, NeP Edizioni

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nell’esistenza umana. Tuttavia, in un mondo sempre più virtuale e frenetico, è sempre più frequente cadere nella trappola delle false emozioni e allontanarsi così da un contatto autentico con il nostro mondo interiore.


Ecco allora che per consentire alla nostra identità di prendersi il tempo che merita, possiamo affidarci all’arte della scrittura che da sempre, attraverso la parola, è in grado di tradurre gli stati d’animo più profondi e sinceri.
Questo libro rappresenta proprio un percorso nel labirinto delle emozioni.

Paura, noia,
nostalgia, vergogna, felicità, ira, sensi di colpa e di solitudine sono indagati dagli autori nel loro
riscontro nella storia della letteratura.


Dalla Commedia di Dante al tedio di Leopardi, passando per il furor d’amore in Ariosto, viene data importanza alle singole parole, all’etimo, per poterne cogliere l’essenza più intima e amplificarne il potere evocativo.
La lettura antologica di liriche e passi d’autore è il filo di Arianna del percorso: una guida nel labirinto dei sentimenti, delle emozioni, del sogno, affinché, attraverso la scoperta del mondo interiore dei poeti, possiamo imparare a dare un nome alle emozioni che vivono dentro di noi.
La necessità di sintesi ha portato gli autori a selezionare alcuni passi letterari ed escluderne altri, senza alcuna pretesa di esaustività, con lo scopo dichiarato di lasciare al lettore la libertà di continuare a navigare anche verso tutti gli altri “porti” poetici che sentirà il bisogno di esplorare.

AUTORI
Nico Mariani ha 46 anni e vive a Roma. Laureato in lettere, è docente nei licei. Da anni si occupa di formazione di giovani e adulti. Ha collaborato all’organizzazione di manifestazioni artistiche e alla pubblicazione di atti di convegni. Organizza eventi finalizzati alla diffusione della cultura letteraria. È relatore in incontri letterari presso librerie romane e centri di
aggregazione, anche in collaborazione con altri docenti e scrittori. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo libro.

Maria Michelini è romana e ha 80 anni. È stata insegnante di lettere nelle scuole medie e superiori. È consulente familiare e nel tempo ha approfondito lo studio della Gestalt. Ha organizzato incontri di gruppi di studenti per promuovere un maggior grado di consapevolezza delle emozioni e dei comportamenti. È appassionata di psicologia, letteratura e poesia. Questo è il suo primo libro.


Antonio Schlatter Navarro “Perché leggere Dostoevskij, Graphe.it

Leggere Dostoevskij è un atto rivoluzionario: un viaggio nel tempo e nell’ anima. Non possiamo leggere Dostoevskij in fretta; per questo, accettare la sfida sarà un’azione rivoluzionaria di cui mai potremmo pentirci.


a cura di Natale Fioretto
Prefazione di Valerio De Cesaris
in libreria dal 26 ottobre

Graphe.it

Perché dovremmo leggere oggi Dostoevskij? Questo volume non solo fornisce risposte, ma ci mette di fronte alle domande giuste, uscendo dalla retorica un po’ supponente secondo cui tutti avrebbero letto Dostoevskij o tutti dovrebbero farlo. La prospettiva del saggio – almeno in parte – muove da una visione cristiana, infatti, la relazione con il peccato e il divino è senza dubbio un filone centrale nella poetica del romanziere. Ciò che rende avvincente quella che Schlatter Navarro chiama “indagine” è però il carattere misterioso che permea la riflessione dello scrittore: per lui «i rapporti fra Dio e l’uomo, il peccato e il male, la coscienza e la libertà non sono problemi, ma misteri».

Dostoevskij sfida il nostro tempo troppo veloce. Per gli europei d’oggi, spaesati e spaventati di fronte a un mondo complesso che non dominano più come hanno fatto nei secoli passati, tutto scorre in fretta, mentre lo spazio della riflessione si restringe. Ogni notizia è divorata rapidamente e sostituita dalla successiva. Ci si dimentica e ci si abitua anche a quelle peggiori, come la guerra, che quasi non fa più notizia se non quando sembra che ci minacci direttamente. Tanta gente non legge più libri, illudendosi magari di capire la realtà del mondo scorrendo i post sui social, senza uno sforzo di approfondimento. I requisiti fondamentali del lettore ideale di Dostoevskij sono pazienza e attenzione, ci ricorda in questo bel saggio Antonio Schlatter Navarro. Ma chi è davvero attento al giorno d’oggi? Chi ha la pazienza di entrare in trame complicate, accettando d’incamminarsi in centinaia di pagine? Corriamo il rischio di non capire la realtà che ci circonda, le questioni fondamentali che riguardano l’umanità, semplicemente perché rinunciamo a fermarci, a leggere, a entrare nella complessità della vita. La letteratura ci aiuta, se le dedichiamo il tempo che merita. Il suo senso profondo è infatti quello di essere al servizio del lettore, per scuotere la sua coscienza e spingerlo a pensare, rimettendo in moto la mente e il cuore. (dalla Prefazione di Valerio De Cesaris)

ANTONIO SCHLATTER NAVARRO (Siviglia 1968) è un sacerdote della Prelatura dell’Opus Dei. Ha esercitato il ministero in diverse diocesi della Spagna: Murcia, Valencia e Saragozza e attualmente a Cordova. Laureato in Giurisprudenza all’Università di Jaén, dove ha esercitato la professione di avvocato, ha conseguito la laurea in Teologia alla Pontificia Università della Santa Croce in Roma e il dottorato in Filosofia all’Università di Navarra.

Michela Matteoli “La fioritura dei neuroni”, presentazione

A tutti noi piace pensare che il cervello non debba per forza peggiorare con l’età. Per questo motivo risulta entusiasmante il filone di studi, sempre più rigoglioso, sulla neurogenesi negli adulti, cioè sulla nascita di cellule nervose anche quando lo sviluppo dell’organismo è completato. Michela Matteoli la chiama, con una metafora, «fioritura dei neuroni» e immagina il cervello come un giardino che, innaffiato a dovere, rimpiazzi con nuovi germogli le piantine rinsecchite, aggiunga foglie ai rami dei suoi alberi, veda sbocciare fiori che non c’erano.(da Scheda Libro Sonzogno Editore)

Un saggio incoraggiante e propositivo:  il popolamento del cervello di una fitta rete di neuroni è un processo tipico di quelli giovani mentre la rete neuronale diminuisce con il passare degli anni, come preservare e mantenere rigoglioso il nostro albero neuronale? La scienza mettendo in discussione questo datato assunto propone tecniche per favorire il contrario.

Questo è l’argomento del saggio della Matteoli, semplice e divulgativo, pieno di pratiche volte a contrastare questo processo di invecchiamento.

Gli accorgimenti sono semplici: a partire dalla lettura che coinvolge e crea immaginario e spinge verso forme di creatività, importanti sono  anche il movimento, una corretta alimentazione, il relax , il sonno e non per ultime le relazioni  sociali messe oggi a dura prova dall’epoca in cui viviamo così densa di conflitti e intolleranze e soprattutto costruita su modelli di forte individualità. Pochi accorgimenti che sta a noi attivare per rendere la nostra rete neuronale capace di non avvizzire ma di crescere attraverso le stimolazioni nate dal nostro impegno e dalla nostra socialità.

Brevi note biografiche

Michela Matteoli dirige il programma di Neuroscienze dell’ospedale universitario milanese Humanitas, dov’è anche professoressa ordinaria di Farmacologia. È socia della prestigiosa Accademia nazionale dei Lincei. Già direttrice dell’Istituto di Neuroscienze del cnr, è membro della European Molecular Biology Organisation (embo) e dell’Academia Europaea, nonché dei comitati etico e scientifico della Fondazione Umberto Veronesi. Fa parte di gruppi di valutazione scientifica internazionali, tra i quali l’European Research Council (erc) e la Swiss National Science Foundation (snsf).Nella sua carriera ha ricevuto vari riconoscimenti, tra cui il premio Feltrinelli per Fisiologia, Biochimica e Farmacologia dall’Accademia dei Lincei, il premio Marcello Sgarlata, il premio Atena per i meriti scientifici e il premio Porto Venere donna. Nel 2013 è stata premiata dalla prestigiosa rivista Nature con il Mid Career Mentoring Award, per aver ispirato una generazione di giovani scienziati.È autrice di oltre 170 pubblicazioni ad alto impatto scientifico (con un H-index di 79) e, in ambito divulgativo, del bestseller Il talento del cervello (Sonzogno, collana Scienze per la vita ideata e diretta da Eliana Liotta, 2022).(da Sonzogno)

Simon LeVay “Attrazione, amore, sesso. La parola alla scienza”, Espress Edizioni

 “Attrazione, amore, sesso: la parola alla scienza” è un’opera destinata a cambiare il modo in cui vediamo l’amore e il desiderio, ma anche la pornografia. Con rigore scientifico e grande chiarezza, Simon LeVay ci invita a ripensare le nostre convinzioni più profonde sulla sessualità svelando i misteri del sesso, dell’attrazione e della sessualità in senso lato, distruggendo credenze popolari e pregiudizi.

Traduzione di Valentina Castellan

In libreria l’11 ottobre 2024

Espress Edizioni (un marchio di Capricorno Espress Edizioni)

“Il sesso è il più potente stimolo presente nelle nostre vite dopo la fame.” 
 “Il sesso non è solo un atto fisico, ma un’esperienza complessa che coinvolge il corpo, la mente e il cuore.”

Perché la maggior parte delle nostre abitudini sessuali non ha nulla a che fare con la riproduzione? Perché non ci riproduciamo, come alcuni animali, attraverso la partenogenesi? Perché non siamo tutti eterosessuali? Come fa il cervello a produrre l’eccitazione sessuale? La pornografia fa male? Che cosa c’è alla base delle relazioni d’amore felici?
Probabilmente il sesso è, dopo la fame, il più potente stimolo presente nelle nostre vite. Ma il sesso e la sessualità sono ancora circondati da un alone di mistero…

Questo saggio è accattivante e ricco di curiosità, ma, allo stesso tempo, è scientificamente accuratissimo e aggiornato sulle ricerche più recenti in materia di sessualità e attrazione. È in grado di guidarci, con un linguaggio divulgativo e una certa dose di umorismo, attraverso tematiche universali, sempre in divenire e al centro della discussione pubblica e privata.

I temi trattati nel libro sono universali e sempre attuali. L’istinto riproduttivo e tutto quello che ci gira intorno (l’attrazione, l’orientamento sessuale, il sesso, le relazioni, l’amore) costituiscono un istinto primario dell’uomo dal punto di vista evolutivo e, dal punto di vista biologico-anatomico, coinvolgono strutture arcaiche del cervello, rintracciabili in molte altre specie animali, persino non appartenenti alla classe dei mammiferi. Per questo motivo gli studi scientifici su questi temi sono i più numerosi in assoluto, con un numero di circa 200.000 nuovi studi pubblicati in un solo anno! Ecco quindi che Simon LeVay si prefigge di compiere un’impresa titanica e assai meritoria: quella di mettere ordine tra questa selva di studi, presentandoci lo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche nel campo del sesso, dell’amore, dell’attrazione, andando anche a indagare le parti più oscure della sfera del desiderio sessuale, parlandoci delle parafilie (tra cui la pedofilia) e delle radici biologiche e culturali dello stupro, la cui comprensione può essere utile anche a immaginare strategie di contenimento del fenomeno. Non manca poi un’immersione nei temi di scottante attualità quali l’enorme fenomeno del consumo del porno, che l’autore analizza con metodo scientifico arrivando anche a sfatare alcuni miti che lo circondano, e il tema dell’orientamento sessuale, su cui l’autore ha compiuto personalmente studi approfonditi ed è in grado di dirci molte cose interessanti e scientificamente fondate.

I capitoli:

Cap. 1: PERCHÉ FARE SESSO Cap. 2: L’ATTRAZIONE Cap. 3: L’ECCITAZIONE Cap. 4: L’ORIENTAMENTO Cap. 5: FARE SESSO Cap. 6: LE RELAZIONI Cap. 7: LE PARAFILIE Cap. 8: LA PEDOFILIA Cap. 9: IL PORNO Cap. 10: LO STUPRO Cap. 11: L’AMORE

Simon Levay: è un neuroscienziato specializzato nella biologia e psicologia del sesso. Tra i suoi libri, Gay si nasce? (Raffaello Cortina, 2015). È noto soprattutto per i suoi studi sull’orientamento sessuale. Celebre per la sua scoperta delle differenze anatomiche nel cervello legate all’orientamento sessuale, LeVay in questo nuovo libro ci svela ora i meccanismi più intimi del desiderio e dell’amore. 

Hanno detto del libro

«Una rassegna aggiornata, scientificamente rigorosa, originale e spiritosa di (quasi) tutto ciò che hai sempre voluto sapere sul sesso, ma che puoi aver avuto paura di chiedere. Altamente raccomandato.» – Choice Reviews
«Attrazione, amore, sesso porta i lettori in un viaggio divertente nel mondo della ricerca sul sesso. LeVay ha un intelletto molto aperto, desideroso di far conoscere alla gente queste indagini di prim’ordine.» – Rob Brooks, Professore di Scienza dell’Evoluzione all’Università del Nuovo Galles del Sud, autore di Artificial Intimacy: Virtual Friends, Digital Lovers, and Algorithmic Matchmakers
«Una stimolante indagine sulla scienza del desiderio sessuale… fa luce su una parte fondamentale della vita umana.» – Publishers Weekely
«Simon LeVay sottolinea come la scienza possa aiutarci a capire la nostra psicologia sessuale, dall’attrazione e dall’amore fino alle parti più oscure del comportamento sessuale.» – Catherine A. Salmon, Redlands University, coautrice di Warrior Lovers: Erotic Fiction, Evolution, and Female Sexuality

Enrique Gallud Jardiel “Breve storia umoristica del libro”, Graphe.it

Tra gaffe e capolavori: la storia del libro come non l’hai mai letta! Un viaggio umoristico per bibliofili e amanti della cultura.

Illustrazioni di Marco De Angelis.

Traduzione di Fabiana Errico

in libreria dal 26 settembre

Graphe.it

Il libro è un oggetto amato ma ambivalente: il risultato che produce è soggetto talvolta al caso, spesso alla stoltezza dell’uomo che lo maneggia. Sapienti di tutte le epoche si sono (insospettabilmente) espressi contro il libro e contro il lettore e hanno manifestato la propria frustrazione per l’eventuale e irrimediabile fraintendimento dei contenuti (per non parlare dell’affidabilità degli storici!). 

Questo volume, dissacrante e spassoso, ripercorre con leggerezza la storia della trasmissione scritta della conoscenza, affiancando nozioni filologicamente impeccabili a riflessioni facete e curiosità poco note.

Per esempio, sapevate che gli scribi egizi («quel popolo dal girovita così sottile») usavano un inchiostro apposito per le parolacce?

La comparsa e l’uso degli alfabeti e della scrittura sono stati tra i primi segnali che “umanità” e “raziocinio” non fossero termini completamente antitetici, come poteva sembrare. Tuttavia, i tanti millenni impiegati dall’Homo Sapiens per svilupparli non depongono proprio a suo favore. Potremmo dire che chiunque è d’accordo con il fatto che i libri rappresentano qualcosa di meraviglioso, ma non è così: non tutti lo pensano (e vedremo poi chi sono i dissidenti). Ma, nel bene e nel male, i libri hanno una storia appassionante e impegnativa con la quale speriamo di tenervi occupati catturando il vostro interesse (geniale quest’ultima frase, non vi pare?). Alcuni testi hanno giovato molto al mondo, altri per niente, spesso perché si è capito più male che bene quel che di positivo c’era, e quelli che non hanno capito bene se la sono presa a male, il che non va bene, ma male. (Dall’introduzione)

ENRIQUE GALLUD JARDIEL (Valencia, 1958) è figlio d’arte, nipote del grande umorista spagnolo Enrique Jardiel Poncela. Ha conseguito un dottorato di ricerca in filologia ispanica e ha al suo attivo più di duecento libri. Attualmente si dedica alla satira e alla parodia.

Anna Parisi e Valentina Schettini “Quanti Quanti?”, presentazione

Illustrazioni scientifiche di Gilda Nappo

Anna Parisi e Valentina Schettini raccontano di onde e particelle, dialogano con scienziati scomparsi da tempo come Heisenberg e Schrödinger, e affrontano con gentilezza e competenza tutti gli aspetti della meccanica quantistica, dall’inizio della storia fino a un futuro che sembra incredibile. Accompagnato da una prefazione del Premio Nobel per la Fisica Gorgio Parisi, un libro che scardina i preconcetti sull’inaccessibilità della fisica, conducendoci in una delle materie più belle e affascinanti che ci siano.(da Salani Editore)

 Mi sono sempre accostata con sospetto reverenziale ai misteri, per me tali, della fisica, quasi un mondo che mi mette in soggezione anche se non manca di fascino per la sua capacità di scoprire l’infinitamente piccolo e le leggi che regolano e il nostro universo e la nostra quotidianità. Non nascondo la mia ignoranza pertanto testi come questo, delle due studiose con l’interesse alla divulgazione, Parisi e Schettini, mi attraggono immediatamente. E accolgo con piacere quindi quanto il Premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, afferma nella sua Prefazione al testo

“Da Planck ai Qbit, le autrici raccontano le intuizioni, i dubbi e i risultati sperimentali dell’enorme lavoro di squadra che ha avuto inizio nel secolo scorso nel campo della fisica e che ci proietta oggi verso il futuro. È una storia presentata in maniera semplice e comprensibile, evitando tuttavia le semplificazioni eccessive che a volte sfortunatamente sono fatte ed è anche, cosa importantissima, molto piacevole da leggere”.

Nella sua prafazione non mancano accanni interessanti ai quanti

“[…]si scopriva anche che quello che era stato chiamato atomo (dal greco ‘l’indivisibile’), la particella più piccola di ogni elemento presente in natura, era invece composto da particelle più piccole, nucleo e elettroni: il nucleo risulterà poi composto da protoni e neutroni, a loro volta composti da quark. Da quasi mezzo secolo ci si domanda senza successo da cosa siano composti i quark. Ma mentre questa divisione della materia in componenti sempre più elementari non sembra aver fine, sempre all’inizio del Novecento appare nella fisica il quanto, stavolta davvero indivisibile. Il quanto è la parte più piccola di ogni entità fisica ed è indivisibile”. 

Brevi note biografiche

Anna Parisi è laureata in fisica con una tesi sulle particelle elementari al CERN di Ginevra. Ha lavorato dieci anni nel centro di ricerca di una multinazionale. Ha vinto il Premio Legambiente 2001 per il volume Numeri magici e stelle vaganti e il Premio Andersen per la miglior collana di divulgazione con la serie Ah, Saperlo! – Introduzione alla fisica di cui ha scritto quattro volumi, tradotti in dieci paesi del mondo. Ha scritto voci di matematica, fisica e storia della scienza per l’Enciclopedia Treccani Ragazzi e ha collaborato con l’Agenzia Spaziale Italiana per testi destinati al grande pubblico. Attualmente si dedica a tempo pieno alla divulgazione scientifica (da Salani Autore)

Valentina Schettini si è laureata in Fisica alla Sapienza di Roma e ha conseguito un dottorato in Ottica quantistica al Politecnico di Torino. Ha lavorato come ricercatrice sperimentale all’INRIM di Torino e negli Stati Uniti al NIST e al MIT. Da dieci anni è traduttrice editoriale dall’inglese e redattrice, su testi di saggistica e scolastici. A questi impegni affianca la passione per la comunicazione della scienza, dedicandosi a vari progetti divulgativi.(da Salani Autore)

“Sirene. Il mistero del canto” a cura di Elisabetta Moro, presentazione

[…]Perché di contraddizione si tratta. Di una unione tra due nature, umana e animale, e proprio per questo l’esito è un essere fantastico destinato a impressionare nel profondo il nostro immaginario.(da Marsilio Editori)

Il saggio a cura di Elisabetta Moro indaga su circa tremila anni di mito, letteratura, arte, che ha come protagoniste le splendide sirene: unione stravagante di esseri umani e marini contraddistinte dal canto capace di rapire e suggestionare. E così la studiosa passa in rassegna opere, dipinti, pellicole e anche statue, come ad esmpio quella della Sirenetta al porto di Copenaghen, dimostrandoci che da lungo tempo esse occupano un posto preminente nella cultura dell’occidente. E non solo, un immaginario non  sempre univoco.

Ad esempio nei primi decenni del Novecento, Kafka ribalta il mito legato al canto e si sofferma al contrario sul silenzio delle sirene, forse ancora più pericoloso. E non solo Kafka.

Gérard de Nerval e Matilde Serao hanno celebrato in particolare una delle sirene omeriche, Partenope, la mitica fondatrice di Napoli. Franz Kafka come detto  le immagina mute, Ingeborg Bachmann ne invoca la furia distruttiva contro chi le ha spezzato il cuore.

Un fascino eterno si direbbe che dal XII canto del libro di Omero arriva ai giorni nostri con una serie televisiva dal titolo fascinoso appunto di “Sirene” che richiamano quel mondo immaginifico che per lunghissimo tempo le ha viste presenti e protagoniste.

Elisabetta Moro è professore ordinario di Antropologia culturale all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa. Condirettore del Museo virtuale della dieta mediterranea e del MedEatResearch. Presiede il comitato della cattedra Unesco in Intangible Cultural Heritage and Comparative Law dell’Università di Roma Unitelma Sapienza. È componente dell’Assemblea della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Editorialista del «Corriere della Sera», del «Mattino», collabora con canali radiotelevisivi come Rai e CNN. Tra i suoi libri: Sirene. La seduzione dall’antichità ad oggi (2019), L’enigma delle sirene. Due corpi un nome (2008), La santa e la sirena. Sul mito di fondazione di Napoli (2005), La dieta mediterranea. Mito e storia  di uno stile di vita (2014). Con Marino Niola ha scritto: Andare per i luoghi della dieta mediterranea (2017), Baciarsi (2021), Il presepe (2022), Mangiare come Dio comanda (2023).(da Marsilio Editori)

della stessa autrice, con Marino Niola, su tuttatoscanalibri

I segreti della dieta mediterranea.

Baciarsi 

Mangiare come Dio comanda 

Giancarlo Malacarne “Monstrum. La “via oscura” tra storia, superstizioni e immaginario collettivo”, OLIGO Editore

Un viaggio nella superstizione dell’Occidente

in libreria dal 6 settembre

OLIGO

Un viaggio alla scoperta del mostruoso tra medioevo ed età moderna, dalla contrapposizione di mostrum prodigium come alterazioni dell’ordine divino, alle prime sistematizzazioni della cultura umanistica erede del mondo classico, che conobbe i ciclopi e gli animali chimerici: grifoni, aquile bicipiti, sirene, basilischi, liocorni. 

Giancarlo Malacarne, a partire dalla rilettura di Aristotele e sant’Agostino, fino ad arrivare alle suggestioni dei documenti d’archivio, rivela il fascino sinistro e coinvolgente del “mostruoso”, tra paure ataviche ed esoterismo, mostrandolo in modo inedito come segno del sacro e derivazione dalla dalla simbologia dei cosiddetti “riti di passaggio”.

Il “mostruoso”, per il suo fascino sinistro e coinvolgente, proprio per quella curiosità che alberga nell’animo di ognuno, da sempre incatena l’uomo a fosche fantasie, a leggende conturbanti, le più strane immaginabili, a una sorta di transfert inconsapevole, che cattura l’interesse di molti, intimamente soddisfatti di trovare nella diversità un momento di evasione a un’omologazione senza orizzonti, quella dell’angoscioso quotidiano. La storia sappiamo essere costellata di racconti fantastici e di improbabili mostri creati dall’immaginario collettivo: vampiri, lupi mannari, draghi, creature fantastiche, morti viventi sono senza dubbio tra le componenti più significative di questo aberrante ma fascinoso fenomeno che chiama in causa ataviche paure, ancestrali terrori, i quali riassumono nel teratologico componenti di simbolismo e grande spettacolarità.

GIANCARLO MALACARNE, storico e giornalista, è dal 1996 direttore della rivista d’arte, storia e cultura “Civiltà Mantovana”. Ha curato convegni, mostre e numerose pubblicazioni, tra cui ricordiamo almeno la trilogia “Solenni allegrezze” con Le cacce del Principe (1998), Sulla mensa del Principe (2000), Le feste del Principe (2002) e l’opera in cinque tomi I Gonzaga di Mantova (2004-2009). Ha ricevuto il Premio “Orio Vergani” (2004) e il Premio “Mario Soldati” (2020). Per Il Rio ha pubblicato Onore gloria vanità. Il duello nell’Italia del Cinquecento (2017) e Rituali e ricette della tradizione dolciaria mantovana (2019). Per Oligo ha pubblicato Tradizione. Sulla mensa del contadino (2023).