Simone Cislaghi “Partire. Il viaggio come metafora dell’esistenza”, Mursia

Copertina del saggio di Simone Cislaghi "Partire. Il viaggio come metafora dell'esistenza", Mursia

Collana Piccole Tracce

Mursia

Dal 9 marzo

«Nel viaggio dell’esistenza ci troviamo già per mare. Possiamo decidere se lasciarci trasportare dal capriccio delle onde e dei venti o se prendere in mano il timone e imprimergli una direzione, la nostra direzione. È una scelta esistenziale, un’opzione fondamentale.»

Dal mito di Gilgamesh all’Odissea, fino ai grandi racconti biblici, Simone Cislaghi rilegge i viaggi fondativi della nostra tradizione culturale come esperienze capaci di offrire nuove prospettive sulla vita e di trasformare chi le compie. Il tema viene anche attualizzato e si intreccia con la quotidianità, mostrando come il viaggio – reale o interiore – è sempre occasione di crescita, cambiamento e arricchimento personale. Un saggio che esplora il viaggio come metafora dell’esistenza umana e che unisce filosofia e narrazione per restituire al lettore la vocazione originaria del pensiero: aiutarci a vivere meglio e più intensamente.

Colui che compie il viaggio giunge a destinazione diverso da com’era partito, se il viaggio è stato un’occasione ben spesa. Percorrere l’itinerario trasforma il viaggiatore disponibile all’incontro autentico. Giungere ad una meta significa evolvere. Chi non evolve, non arriva. Il viaggio porta a maturazione semi che riposano nella coscienza e scioglie tensioni e incrostazioni che imbrigliano l’animo, a volte addirittura impedendo alla vita di fiorire. Se viaggiare è, per definizione, spostarsi nello spazio fisico, parallelamente, viaggiare è spostarsi nello spazio dell’interiorità. Viaggiare attraverso il mondo è viaggiare attraverso sé stessi. Allargare gli orizzonti della propria esperienza di viaggiatore significa allargare, al contempo, gli spazi della propria interiorità

Simone Cislaghi (Milano, 1976), laureato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano, insegna Filosofia e Storia al Collegio San Carlo di Milano.

Elena Pagani “Criminosa pigmenta. Bottega d’arte forense”, OLIGO

Veri casi di cronaca nera. L’esperienza sul campo di un disegnatore forense

L’arte conquista la criminalistica. L’opera d’arte percepita sulla scena del crimine è già disvelo di resa giustizia

Copertina del saggio di Elena Pagani, Elena Pagani, Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato Italiana, "Criminosa pigmenta", Oligo

Prefazione di Stefano Paoloni

Oligo

Dal 6 marzo

L’arte può essere al servizio della legalità e della giustizia? Sì. Questo saggio ne è una prova. Creare opere pittoriche e affrontare verifiche tecniche peritali attinenti alla scena del crimine consente di arrestare ladri, stupratori e assassini. Questa è la missione di Elena Pagani, Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato Italiana, per il suo lavoro nota in tutto il mondo. Cosa lo rende unico? Fare da ponte tra l’arte e la criminalistica. Come ci riesce? Traducendo in segni grafici prove e testimonianze raccolte sul campo o, viceversa, analizzando e scomponendo disegni che hanno a che fare con reati e delitti. Disegnando a mano individua e ricostruisce quanto raccontato da testimoni e vittime, spesso dettagli che sfuggono anche alle tecnologie più sofisticate. Tra luci, penombre e oscurità, il suo approccio artistico d’avanguardia diventa l’ultima speranza per portare giustizia. Criminosa Pigmenta, Bottega d’arte forense è tutto questo e molto, molto di più.

Quest’opera letteraria d’interesse artistico criminologico illustra casi investigativi tratti da avvicendamenti reali ed è rivolta a tutti i gentili Lettori che desiderano addentrarsi nella conoscenza della mia professione: disegnatore accademico forense. Oltre, ovviamente, a chiunque abbia caparbia convinzione che l’artista sia persona esclusivamente visionaria dedita a dar vita a opere d’arte per diletto o esclusivo interesse economico e non perché abbia condotto, spesso a sua stessa insaputa, una ricerca di analisi sociale o intimamente del sé. Maestro d’Arte, non dipingo per chiunque desideri guardare o possedere una mia opera d’arte. Ho scelto, invece, di indirizzare impegno e lavoro per rispondere tecnicamente a domande investigative relative alla commissione di crimini che richiedono la visione di opere d’arte disvelate per poter essere paghe. In primis: chi è stato? Perché e come l’ha fatto? Le conseguenti risposte sono volte a dimostrare verità. Come ci riesco? Utilizzando metodologie d’intervento artistico in contesti forensi: percorrenze e competenze investigative, queste, valevoli come tramiti per il raggiungimento di un altro profitto sociale che non sia l’opera d’arte fine a sé stessa: contribuire a rendere giustizia a vittime di reato e indurre a giudizio i colpevoli determinando risposte tecniche dimostrabili e incontrovertibili. (dalla Premessa)

ELENA PAGANI a sedici anni è già Maestro d’Arte. A ventidue consegue la laurea magistrale all’Accademia di Belle Arti di Brera. Disegnatore Accademico Forense della Polizia di Stato Italiana, è tra i novanta Operatori D.V.I., Disaster Victims Identification, team d’élite della Polizia Scientifica. È Operatore in Analisi di Sopralluogo Tecnico Giudiziario della Scena del Crimine. Dirigente del Sindacato Autonomo di Polizia, Segreteria Generale-Roma, svolge attività sindacale contribuendo, a livello nazionale, alla formazione e aggiornamento professionale degli Operatori di Pubblica Sicurezza e Polizia Giudiziaria. Per Oligo ha pubblicato Ladri di facce. Il Disegnatore anatomico tra testimoni, vittime, memorie e falsi ricordi (con Alessandro Meluzzi).

Giorgio Parisi “Le simmetrie nascoste”, presentazione

Copertina de "Le simmetrie nascoste" di Giorgio parisi, premio Nobel per la fisica

Rizzoli

Le simmetrie nascoste, di Giorgio Parisi, è un libro splendido. Complesso, multiforme, con diverse pagine difficili da seguire (anche per me, nonostante la fisica teorica sia il mio mestiere), ma superate le quali offre, con candore, chiarezza, e lucida intelligenza, un’immagine candida e accattivante di come funzioni la scienza migliore”.(dalla Presentazione di Carlo Rovelli sul Corriere)

Con queste parole Carlo Rovelli presenta sulle pagine del Corriere (25 gennaio 2026) il testo di Parisi che inizia la trattazione dai pionieri della meccanica statistica del XIX secolo, che hanno individuato i primi metodi per capire i fenomeni “collettivi”, cioè quelli generati dall’interazione di molti componenti, e che di seguito arriva fino alle ultime applicazioni dell’intelligenza artificiale: ha ricevuto il Nobel in Fisica nel 2021 per i suoi lavori sui “sistemi complessi”
Il libro è il racconto del percorso che ha portato alla scoperta e alla spiegazione di fenomeni che avvengono quando un gran numero di componenti eguali interagiscono fra loro: per esempio, scrive Rovelli,  le molecole di un liquido come l’acqua, oppure i tanti minuscoli transistor in un calcolatore, o i neuroni nel nostro cervello, contribuendo ad aprire un campo nuovo del sapere e soprattutto strumenti concettuali nuovi, che ci permettono di comprendere fenomeni che prima sembravano incomprensibili,
Un testo,  come dice Rovelli, complesso , ma che l’autore facilita attraverso  esempi semplici mantenendo  il rigore sui contenuti e, anche qualora non si riuscisse a seguire completamente la pagina,  lascia al lettore il fascino  che deriva “dall’assistere da vicino a uno straordinario percorso di chiarimento sulla struttura della realtà, fatto di confusione, tentativi, ripensamenti, cose che a ogni passaggio si capiscono e non si capiscono, tecniche di calcolo che funzionano non si sa perché […], insomma il libro illustra tutto il precario e magico equilibrio di fiuto e rigore su cui vive la scienza”
Ciò non toglie che l’autore sappia anche cogliere ed evidenziare, ad esempio nelle pagine finali, in cui  si  esaminano i tanti rischi dell’intelligenza artificiale, come quello del monopolio, e indicano alcune possibiltà per rendere la scienza e la tecnologia appannaggio dell’umanità tutta.
Una presentazione quella di Rovelli che sa porre in chiaro le difficoltà senza escludere i notevoli benefici che ne comporta la lettura, sebbene difficile.

Giancarlo Governi “Chiedi chi erano. I grandi dello spettacolo italiano”, Vallecchi

Copertina: Giancarlo Governi "Chiedi chi erano. I grandi dello spettacolo italiano", Vallecchi

Vallecchi

Dal 6 febbraio 2026

C’è stato un tempo in cui il Paese si riconosceva in una voce, in un gesto, in una battuta detta al momento giusto. Un tempo in cui il cinema, il teatro e la canzone non erano solo intrattenimento, ma un modo per capire chi eravamo, per ridere di noi stessi, per sopravvivere ai cambiamenti.
In queste pagine riaffiora quell’Italia viva e contraddittoria, raccontata attraverso i suoi protagonisti più autentici. Non icone immobili, ma donne e uomini in movimento, alle prese con il successo, la paura, la fame, la gloria e la caduta. C’è Totò, che con una smorfia riesce a dire più di un discorso politico, e c’è Sordi, che mette a nudo vizi e debolezze di un Paese intero senza mai alzare la voce. Attorno a loro scorre un mondo fatto di palcoscenici improvvisati, set affollati, notti insonni, applausi e silenzi improvvisi. Un mondo in cui l’arte nasceva dal contatto diretto con la vita.
Questo non è un libro celebrativo, né una galleria di ricordi. È un racconto che attraversa persone, epoche e caratteri per restituire il senso di una stagione irripetibile, quando la cultura popolare sapeva essere profonda senza diventare astratta, e popolare senza essere superficiale. Un racconto che nasce anche dall’urgenza di trasmettere quella memoria a chi non l’ha vissuta, perché continui a far parte dell’immaginario collettivo e non si perda nel rumore del presente. A guidare il lettore è Giancarlo Governi, testimone diretto di quel tempo, che racconta con la precisione di chi c’era e la libertà di chi sa ricordare.

La maggior parte dei ventun personaggi che passano in questo libro hanno lo stesso comune denominatore: appartengono all’Italia del dopoguerra e del miracolo economico, quell’Italia che seppe ricostruirsi moralmente e materialmente e seppe proiettarsi nel futuro, e che sono entrati nell’immaginario collettivo nazionale (Giancarlo Governi)

Giancarlo Governi giornalista, scrittore, sceneggiatore e autore televisivo, bandiera della Rai e tra i fondatori di RaiDue, autore conduttore di trasmissioni di grande successo (Supergulp!, Storia di un italiano, Il pianeta Totò, Ritratti, I Grandi Protagonisti), ha pubblicato oltre trenta libri, tra i quali Alberto Sordi. Storia di un italiano (Fandango, 2020), Nannarella (Fazi, 2023), Totò. Vita opere e miracoli (Fazi, 2017) e con Leoncarlo Settimelli Mister Volare (Vallecchi, 2024). Ha collaborato con le principali testate italiane, come Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Mattino, l’Avanti, l’Unità, Tempo Illustrato, Il Mondo.

Angele Rachel Bilegue “Sposati: lascia tuo padre e tua madre”, NeP Edizioni

Un cammino psicologico e spirituale verso la maturità affettiva

Copertina del saggio di Angele Rachel Bilegue, psicologa,  "Sposati: lascia tuo padre e tua madre", NeP Edizioni

Possono le radici familiari plasmare il modo in cui amiamo? A questo interrogativo cerca di dare una risposta “Sposati: lascia tuo padre e tua madre” di Angele Rachel Bilegue, un nuovo interessante saggio pubblicato da NeP edizioni.

Un libro che nasce da un’esigenza pratica e teorica e che ambisce a costruire, a partire da una nuova consapevolezza, relazioni di coppia libere e mature.
Attraverso un percorso che unisce psicologia relazionale, teoria dell’attaccamento, clinica terapeutica e riflessione teologica cristiana, l’autrice accompagna il lettore dalla memoria della famiglia d’origine fino alla costruzione di un “noi” coniugale che non annulli il sé, ma lo renda più libero e generativo.
Nella prima parte, Le radici, si esplora come i primi legami familiari imprimano nel corpo e nella mente modelli operativi che orientano aspettative, paure e desideri nelle relazioni adulte. Non si tratta di una condanna dei genitori, ma di un invito a riconoscere la propria storia per non subirla più come destino.
Il secondo nucleo tematico, Il distacco, affronta la sfida della separazione emotiva: lasciare senza distruggere, differenziarsi senza rinnegare le radici.
La terza parte, La coppia adulta, sposta invece l’attenzione sulla relazione coniugale come “laboratorio” di crescita.
L’ultimo grande filone integra la psicologia con una robusta prospettiva cristiana, da Sant’ Agostino e San Giovanni Paolo II a Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. L’approccio teologico non si sovrappone tuttavia alla pratica clinica; piuttosto, la completa, proponendo un’etica dell’amore che coniuga libertà e fedeltà.

L’opera è anche pratica: numerosi esercizi guidano il lettore a riconoscere schemi, negoziare confini e rendere il distacco maturo un processo fatto di piccoli passaggi quotidiani.
“Sposati: lascia tuo padre e tua madre” è un invito a passare dalla ripetizione alla scelta, dalla dipendenza alla responsabilità, dalla paura del distacco alla libertà di un amore adulto.
Un cammino psicologico e spirituale rivolto a coppie, singoli e a chiunque desideri conoscere più a fondo il proprio modo di entrare in relazione.

Angele Rachel Bilegue, psicologa con approccio integrato, è ideatrice della Psicologia Cristiana Cattolica e di Talitàkum, percorso di crescita per i giovani. Docente di Filosofia e Teologia, ha insegnato presso le Università Pontificie Antonianum, Urbaniana e Gregoriana. Ha due dottorati, in Filosofia e in Teologia, la laurea magistrale in Psicologia ed è autrice di libri e articoli. È figlia spirituale di Papa Francesco, con il quale ha avuto un rapporto personale di carattere paterno. Esercita come psicologa a Roma e da remoto in tutta Italia, offrendo percorsi individuali, di coppia e per famiglie.

Maria Teresa Marzullo “La vita e l’arte di Maria Luisa Spaziani: un beato nastro di Möbius”, NeP Edizioni

“La vita e l’arte di Maria Luisa Spaziani” è un saggio di Maria Teresa Marzullo che indaga le tematiche centrali, le scelte stilistiche e il percorso di maturazione artistica di un’autrice capace di imporsi con autorevolezza nel panorama della poesia italiana del Novecento.
Attraverso un’attenta analisi di testi emblematici, tratti dalle raccolte più significative di Maria Luisa Spaziani, il volume mostra come la poesia diventi specchio della sua identità e della sua visione del mondo, costantemente in equilibrio tra realtà e metafisica, amore e riflessione, memoria e desiderio.
Il sottotitolo, “Un beato nastro di Möbius”, è ripreso dal componimento “La traversata dell’oasi” e rimanda a una suggestiva immagine poetica utilizzata dalla Spaziani per raccontare il sentimento amoroso.
Il saggio ripercorre le tappe fondamentali di una vita lunga e intensa, mettendo in luce come momenti cruciali – dall’incontro con Eugenio Montale alla fondazione della rivista “Il Dado” – trovino una precisa corrispondenza e una profonda rielaborazione nei suoi versi.
La poesia di Maria Luisa Spaziani emerge così come una forma alta di esistenza, in cui l’arte si alimenta della vita e, al tempo stesso, la supera e la trasfigura.
A completamento del volume, la prefazione dello scrittore Ivano Mugnaini.
Il lavoro di Maria Teresa Marzullo si distingue per la ricchezza dei riferimenti intertestuali e per il dialogo continuo tra persone, epoche, realtà, progetti e sogni: tappe di una vicenda biografica unica, ma al contempo capace di rispecchiare un approccio coinvolgente per chiunque avverta la presenza viva della poesia nella propria esperienza.
In ogni paragrafo si avverte e si intuisce una ricerca rigorosa, accompagnata da una documentazione accurata e da un’attenta individuazione e comparazione delle fonti.
Ne risulta un volume approfondito e articolato, frutto di un’indagine critica che va ben oltre il semplice approccio stilistico, offrendo argomentazioni di indubbio valore.

Maria Teresa Marzullo nasce a Conversano il 31 luglio 1978. Laureata in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Bari, insegna lingua e letteratura italiana e latina al Liceo San Benedetto della sua città.
Nel 2021, in collaborazione con il gruppo culturale del territorio, ha ideato il progetto La Divina Commedia: smarrirsi e ritrovarsi. Ecco la storia di un uomo che ritrovò sé stesso nella luce di Dio, in occasione dei settecento anni dalla morte di Dante. Di particolare rilevanza è Francesca e le Altre (2025), ricerca sul tema della violenza contro le donne nella Divina Commedia. Si interessa di scrittura poetica femminile e ha condotto studi sulle autrici marchigiane di metà Trecento e sul petrarchismo femminile del Cinquecento, fino ad arrivare alla contemporaneità.

Asia Centrale. La riscoperta dell’Heartland. Le opportunità per l’Italia e l’Unione Europea, Armando Editore

Armando Editore

AA.VV. – A cura di Andrea Coppola 

Prefazione Edmondo Cirielli

Introduzione Riccardo Sessa

Dal 15 gennaio

Il nuovo volume della collana SIOI intende offrire una panoramica geopolitica e diplomatica dell’Asia centrale, tra il Kazakistan, il Kirghizistan, il Tagikistan, il Turkmenistan e l’Uzbekistan, regione contesa dal punto di vista economico ed energetico. Il volume individua gli attori esterni con interessi sensibili nell’area, come Russia, Cina, Turchia ed Iran, e identificando nuovi e potenziali settori di collaborazione tra l’Italia, l’Unione Europea, e i Paesi dell’Asia centrale.

L’Asia Centrale, la regione nel cuore dell’Eurasia, caratterizzata da significative trasformazioni, ha tutto il potenziale per stravolgere le dinamiche regionali e globali. È alla luce di questa consapevolezza che la SIOI ha orientato una scrupolosa attività di analisi e ricerca verso l’Asia Centrale, individuando in quest’area un crocevia di straordinario interesse. (Riccardo Sessa)

Andrea Coppola è ricercatore e analista presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI), con cui collabora dal 2023. Dal 2024, è Vice Direttore Editoriale della Collana SIOI.

Novità OLIGO dal 28 novembre in libreria

Per la prima volta in italiano due volumi che ci conducono alle origini della modernità letteraria e artistica europea: i primi racconti pubblicati da Virginia e Leonard Woolf con la nascita della Hogarth Press e la raffinata lettura che Charles-Ferdinand Ramuz dedica all’arte di Cézanne 

Virginia e Leonard Woolf “Due racconti”

Traduzione e cura di Sara Grosoli

Con le silografie dell’edizione originale di Dora Carrington

OLIGO

Dal 28 novembre

 Nella primavera del 1917 i coniugi Virginia e Leonard Woolf installarono una macchina da stampa nella sala da pranzo di Hogarth House, la loro residenza a Richmond. Nasceva così la Hogarth Press. Two Stories fu il primo volume pubblicato e comprendeva i racconti Il segno sul muro di Virginia e Tre ebrei di Leonard, un testo – quest’ultimo – pressoché sconosciuto in Italia, in cui l’autore, nato in una famiglia ebraica d’orientamento liberale, ironizza sui modi di vivere britannici.

Sara Grosoli, laureata in Lingue e letterature straniere all’Università di Bologna, ha concentrato i suoi studi sulla narrativa vittoriana. Ha lavorato come lettrice di narrativa straniera per la casa editrice Rizzoli. Ha tradotto opere di Charlotte Brontë, Mary Wollstonecraft, Louisa M. Alcott, George Sand, Mary Shelley, Isaak Babel’, Wilkie Collins, Elizabeth Gaskell, M.E. Braddon, Sarah Bernhardt e George Eliot. Ha curato un’edizione critica delle lettere di Anna Bolena e la pubblicazione della biografia di Jane Austen scritta dalle nipoti dell’autrice. Per Oligo Editore ha tradotto Come Shakespeare giunse a scrivere La tempesta di Rudyard Kipling, Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympe de Gouges e Tu non sconosci la mia dottrina di Anne Bronte.

 Charles-Ferdinand RamuzIndagine su Cézanne

A cura di Marino Magliani

Traduzione di Sandro Ricaldone e Marino Magliani

Prefazione di Sandro Ricaldone

Con disegni e acquerelli di Cézanne

OLIGO

Dal 28 novembre

Charles-Ferdinand Ramuz (Losanna, 1878-Pully-1947), poeta e scrittore, è stato tra i più significativi intellettuali svizzeri della prima metà del Novecento. A Parigi tra il 1902 e il 1914, rientrato in patria fonda la rivista “Cahiers vaudois”, sul cui primo numero pubblica Raison d’être, il manifesto in cui esprime la sua volontà di profonda identificazione con la natura, il paese e la lingua romanda. Nel 1918 scrive l’Histoire du soldat, musicato da Igor Stravinskij. Non stupisce, quindi, il suo interesse verso la ricerca pittorica di Cézanne che ha dato vita a questi due brevi saggi narrati, uno del 1914 e l’altro uscito postumo nel 1948, qui pubblicati in italiano per la prima volta e anticipati da una recensione di una mostra parigina del 1906. L’attenzione al paesaggio, al dato naturale, alla sintesi espressiva accomuna infatti lo stile del grande pittore francese alla prosa ricercata di Ramuz.

Marino Magliani, di origini liguri, ha vissuto per anni tra Spagna e America Latina, per poi trasferirsi in Olanda. Scrittore e traduttore, ha pubblicato per molti editori, tra cui 66thand2nd, Chiarelettere, Hopefulmonster, Italo Svevo, Longanesi, L’Orma, Sironi. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti. Nel 2022 è rientrato nella dozzina del Premio Strega e nel 2024 è stato tra i finalisti del Premio Alassio. Per Oligo dirige la collana Ronzinante.

Sandro Ricaldone (Genova, 1951), studioso e critico d’arte di formazione giuridica, dall’inizio degli anni Ottanta ha avviato approfondimenti su gruppi e movimenti del secondo Novecento attraverso saggi confluiti nella rivista “Ocra”, da lui fondata e, in seguito, curando mostre e rassegne. Ha collaborato a numerose riviste e quotidiani, fra cui “Il Secolo XIX”. Tra i suoi volumi più recenti: L’avant-garde se rend pas (2018) e Da una non breve unità di tempo (2023) entrambi per l’editrice Il Canneto.

Sergio Ferdinandi “Carlo I d’Angiò. Il sogno di un impero mediterraneo”, Graphe.it

In occasione della ricorrenza dei 2500 anni dalla fondazione dell’antica Neapolis nel 475 a.C., la collana I Condottieri contribuisce alle iniziative commemorative celebrando la figura storica di Carlo I d’Angiò che, a partire dal 1266, conferì a Napoli il ruolo di grande capitale mediterranea.

Collana I Condottieri

Graphe.it

Dal 26 ottobre in libreria


 Crociato, re, stratega: Carlo d’Angiò fece di Napoli una capitale e cambiò il destino del Mediterraneo

Figura chiave della storia medievale, Carlo I d’Angiò fu recrociato protagonista della politica mediterranea del XIII secolo. Dopo le vittorie su Manfredi e Corradino, trasformò Napoli in capitale del regno e sognò un impero mediterraneo, infranto però dai Vespri siciliani.
Questa biografia ne ricostruisce l’ascesa e l’eredità, in concomitanza con i 2500 anni dalla fondazione di Neapolis, a cui il Nostro conferì il ruolo di grande capitale mediterranea.

SERGIO FERDINANDI (Sedan 1963), archeologo e storico medievista, dirigente generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha ricoperto diversi incarichi governativi. Componente del Consiglio Superiore per i beni e le attività culturali e paesaggistici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, esperto della Commissione nazionale italiana UNESCO per le crociate e Bisanzio, è membro di diversi istituti di ricerca storica e archeologica internazionali fra i quali l’ISMEO-Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente e la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC). Docente e relatore in convegni nazionali e internazionali, è autore di numerosi saggi e contributi scientifici in particolare sull’Oriente Crociato. Con Graphe.it edizioni ha pubblicato Goffredo di Buglione. Il cavaliere perfetto (2020).

Alessandro Barbero “San Francesco”, presentazione

Chi era Francesco d’Assisi? Alessandro Barbero ci porta dentro le tante versioni della vita del santo arrivate fino a noi. Con il rigore dello storico e il gusto del narratore, porta alla luce la storia complessa, stratificata e, a tratti, contraddittoria di Francesco, il santo che tutti crediamo di conoscere. (Editori Laterza)

Dall’ Introduzione:

“L’unico punto su cui regna un accordo indiscusso, è che tutte le fonti che raccontano la vita di san Francesco sono gravate da una pesante ipoteca interpretativa: ogni autore ha costruito una sua immagine del santo, influenzata non soltanto dalle informazioni di cui disponeva, ma dalle sue convinzioni su chi doveva essere stato il fondatore dell’Ordine dei minori.
Questo non significa che sia diventato impossibile, o illegittimo, sforzarsi oggi di capire chi fu veramente l’uomo Francesco d’Assisi: analizzare le sue biografie medievali come testimonianze di un punto di vista soggettivo, se non di un’ideologia, non significa che si debba sospendere la ricerca sul Francesco “storico”.[…]
Ma in questo libro, che si rivolge al lettore non specialista, non voglio presentare anch’io un mio Francesco, e certamente non mi illudo di essermi avvicinato più di altri a stanare il vero Francesco. Chi legge troverà invece nei capitoli che seguono sette versioni della vita di san Francesco, o forse dovremmo dire “del beato padre Francesco”, come lo chiamava Tommaso da Celano; e scoprirà che anche se il personaggio raccontato è sempre visibilmente lo stesso, le sette storie sono tutte diverse l’una dall’altra. Il proposito è di mostrare in quale intricato gioco di specchi deformanti si sia moltiplicata e frazionata, subito dopo la sua morte, l’immagine di quel san Francesco che i suoi contemporanei – concordi in questo, ma soltanto in questo – vollero proporre al mondo cristiano come uno degli uomini più straordinari mai vissuti”.( da A.Barbero, San Francesco, Introduzione)

Per l’autore, sono appunto sette le versioni della vita di san Francesco arrivate fino a noi, tanto da diventare davvero difficile stabilire chi fosse il “vero” Francesco.

“Dopo aver fatto innamorare folle di studenti e spettatori con le vicende di barbari, imperatori e battaglie, eccolo cimentarsi con il più ingombrante dei santi: Francesco d’Assisi, cui è dedicato il suo San Francesco, appena edito per i tipi di Laterza (pagine 448, euro 20,00). Quell’attributo – “santo” – è una delle chiavi per comprenderne la natura: non siamo di fronte alla biografia di un uomo – o, almeno, non solo –, ma a un viaggio nella selva delle testimonianze agiografiche che assumono la santità come dato di partenza, con l’aggiunta – fondamentale – di quanto «frater Franciscus» dice di sé stesso. Non, dunque, una “vita”, ma una galleria di specchi. Da un lato, il Francesco del Testamentum, dettato in punto di morte, dall’altro, il profilo cangiante delle legendae: da quelle di Tommaso da Celano, l’agiografo “ufficiale”, tormentato dalla richiesta di offrire al “pubblico” sempre più miracoli, ai ricordi diretti dei compagni della prima ora, alla voce discreta ma potente di Chiara, al santo “addomesticato”, innalzato a modello irraggiungibile, di Bonaventura da Bagnoregio. Un incredibile parterre di testimonianze, la cui stratificazione, dissonanza e reciproca contaminazione costituisce il fulcro della cosiddetta “questione francescana”.[…] data la contraddittorietà delle fonti, avrebbe rischiato di scivolare nella rievocazione ipotetica o, peggio, nella combinazione di voci diverse, accostate ad arbitrio […]
Barbero non dà l’ultima parola, né la promette; non confeziona un Francesco da vetrina. Ci consegna, piuttosto, la realtà d’una memoria contesa, dando voce storica agli sforzi della filologia. Ed è questa, forse, la lezione più preziosa: la storia non serve a rassicurare, ma a ricordarci che anche i santi restano figure vive perché contese, instabili, irrisolte.
Un libro che diverte e commuove, che sorprende e irrita, e che, come credo, farà discutere a lungo. (Stralci da Antonio Musarra “Nella ricerca di Barbero il ritratto di un uomo in una galleria di specchi”, Avvenire 29 settembre 2025,)

“La sua narrazione ci dà un Francesco più spigoloso, lontano dal santo dolciastro che parlava agli uccellini e ammansiva i lupi. Anzi, aggiungo, Barbero ci dà molti Francesco diversi; come egli stesso scrive, le pagine del suo volume contengono: “sette versioni della vita di san Francesco […] il proposito è mostrare in quale intricato gioco di specchi si sia moltiplicata e frazionata, subito dopo la sua morte, l’immagine di quel santo”. Resta, dovendo stabilire un punto fermo, che più ci si allontana dall’immagine oleografica del santo semplicemente buono, più si scopre “uno degli uomini più straordinari mai vissuti” – e che vale la pena di conoscere meglio.(da Corrado Augias Il venerdì La Repubblica 26 settembre)

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