Barbara Petronio “Neve rossa”, presentazione

Esordio per Barbara Petronio, sceneggiatrice di successo, con un thriller supernatural “Neve rossa”. Protagonista una giovane coppia: Dario studioso di civiltà preistoriche presso l’Università di Bologna, padre di Giovanni un bimbo di tre anni; Giordana moglie di Dario e madre del piccolo. Tra i protagonisti sicuramente anche la neve rossa creata da un particolare fenomeno meteorologico. La vita della coppia, già in crisi, viene sconvolta dalla morte del piccolo, vittima di un incidente stradale. E l’impossibile si fa reale.

Trasferitisi a Sestola, nell’Appennino Tosco – Emiliano, in una casa di famiglia, sperano di riuscire in quell’ambiente ad elaborare meglio il lutto.

“E intanto piccoli fatti sempre più inquietanti, dettagli inspiegabili, strane immagini, suoni che non dovrebbero esserci, cominciano a spaventare Giordana e Dario, mentre l’autunno inizia a trasformarsi in inverno e a isolare Sestola dal resto del mondo… “( da HarperCollins Italia )

e anche

Brevi note biografiche

Barbara Petronio è nata a Terni nel 1973 e vive a Roma. Ha scritto le serie Romanzo Criminale e Suburra e firmato film come ACAB e Indivisibili, per il quale ha vinto il premio David di Donatello per la sceneggiatura. Da tempo coltiva il sogno di scrivere senza vincoli produttivi, potendo essere libera di spaziare nella mente dei personaggi e nei meandri delle storie più oscure. Questo suo primo romanzo thriller le ha dato finalmente la possibilità di farlo.

Jules Verne, due racconti

I violatori del blocco

Martin Paz

La copertina di Camilla Castellani

Dall’Introduzione di Tommaso Ferrini

I violatori del blocco venne stampato nel 1865 sulla rivista Musée des familles, con il consenso dell’editore Hetzel che aveva ormai acquistato l’esclusiva assoluta delle opere dell’autore. Per il Verne maturo, che aveva già dato alla luce alcuni dei suoi capolavori intramontabili, romanzi in cui la sua sfrenata fantasia veniva tenuta a bada solo da un’altrettanto grande rigore scientifico, I violatori del blocco risulta essere un ritorno a un tipo di racconto più realistico e storicamente ben precisato: un intraprendente capitano scozzese, a bordo di una nave costruita per essere la più veloce al mondo, parte per una spedizione verso il sud degli Stati Uniti in piena guerra di secessione, proprio mentre la marina dell’Unione (nordisti) aveva imposto un blocco ai porti della Confederazione (sudisti) pattugliando la costa con bastimenti da guerra e attraverso presidi strategici sulla terraferma. L’impresa del capitano, già di per sé assai ardita, verrà resa ancor più audace da un imprevisto accadimento a bordo della sua nave.

Martin Paz venne pubblicato nel luglio 1852, sempre sulla rivista Musée des familles, con un titolo molto lungo che dava l’idea dell’impronta antropologico-positivista di cui era frutto: L’Amérique du Sud, moeurs péruviennes: Martin Paz, nouvelle historique.
Questo romanzo è interamente ambientato nel Perù contemporaneo all’epoca dello scrittore, un luogo in cui la popolazione indigena era gravemente oppressa dai discendenti dei conquistatori spagnoli, ormai in decadenza.
Martin Paz è fondamentalmente la tragica storia di un amore e le tinte con cui l’autore dipinge alcune vicende sono a tratti violente, così come violento risulta l’accanimento contro la figura di Samuel, un usuraio di origine ebraica. Quando Hetzel decise di ripubblicare Martin Paz, infatti, i titoli dei capitoli vennero eliminati, al fine di cancellarne uno in particolare che recitava L’ebreo, ovunque ebreo. L’editore praticava puntualmente simili censure per non infastidire la sensibilità dei lettori, senza precludere così l’acquisto dei volumi da parte di nessuno.

In cartaceo e in ebook su Amazon

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Lorenzo Beccati “Uno di meno”, Oligo Editore

DOPO “IL PESCATORE DI LENIN” TORNA IN LIBRERIA CON UN THRILLER STORICO  AMBIENTATO A GENOVA

pagine 260, euro 16,90  

OLIGO EDITORE

«Armi perniciose… indegne di

essere maneggiate da soldati e persone

di honore».

(Grida del XVII secolo che vietava

l’uso del coltello genovese)

Era il più abile dei sicari, addestrato per annientare i nemici del Doge. Dall’ombra di un’altra identità, Grifo è fedele a un giuramento e torna a impugnare i suoi coltelli letali. Cosa si nasconde dietro la morte del Doge? Chi ricatta il Reggente?
Tra Cinquecento e Seicento, nello sfarzo dei palazzi e nell’ombra dei carrugi, in una Genova scossa da congiure e intrighi, Lorenzo Beccati ambienta un affascinante thriller storico capace di far respirare l’aria del passato e di provocare forti emozioni, catapultando il lettore in un mondo fatto di misteri, amori, tradimenti e disonore.

LORENZO BECCATI (Genova, 1955) è scrittore e autore televisivo. Ha collaborato a Drive in, Lupo Solitario, Paperissima e tuttora a Striscia la notizia. Ha all’attivo molti libri, soprattutto romanzi e thriller storici. Per Oligo ha pubblicato Il pescatore di Lenin (2021).
(www.lorenzobeccati.com)

Donato Carrisi “La casa senza ricordi”, presentazione

Si apre in data 7 giugno 2020 con un Avviso di scomparsa del Comando dei Carabinieri, Sezione forestale, di Barberino di Mugello.

Gli scomparsi sono una donna albanese detta Mira, di 44 anni e Nikolin detto Nico di 12 anni. Il seguito porta la data 23 febbraio 2021.

Sono trascorsi otto mesi da quell’avviso quando un bambino viene ritrovato, in modo particolarmente drammatico, in un bosco, nella gola denominata Valle dell’Inferno: è Nico, il bambino smarrito. In apparenza sta bene ma non parla: l’unico che può ricondurlo in sé è Pietro Gerber, personaggio già noto ai lettori, l’ipnotista di Firenze, il migliore e conosciuto con l’appellativo dell’addormentatore di bambini, a lui il compito di indagare la mente di Nico.

[…]“Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L’ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. 
Ma la storia che racconta non appartiene a lui” (da Longanesi Libri)

Un thriller che indaga “un posto dentro di noi, remoto e sconosciuto”, una stanza in cui sono finiti troppi ricordi rimossi.

Dello stesso Autore su tuttatoscanalibri:

“La casa delle voci”

Vedi anche la recensione di Alessandra Farinola da mangialibri

e anche

Intervista a Donato Carrisi di Terry Marocco da Panorama Libri

Su Consigli.it le presentazioni di Maurizio Amore ai romanzi dell’autore

Gianfranco Bracci “I misteri del tempio dimenticato” AppenninoSlow Editore, recensione di Luisa Gianassi

Gianfranco Bracci, libero ricercatore della civiltà etrusca e progettista di reti escursionistiche è l’autore delle pagine che portano il titolo “I misteri del tempio dimenticato”, un romanzo che tiene incollati alla lettura con incredibile magnetismo.

La trama ha il fascino intrigante dell’intreccio di interessanti narrazioni storico/mitologiche, rese avvincenti dall’enigmatica atmosfera del romanzo giallo. Un giallo, ma anche un romanzo di ambientazione storica la cui trama si snoda in un armonico avvicendarsi di presente e passato.

I protagonisti sono un ispettore di polizia e la fidanzata Aura Seanti, una giovane archeologa i cui sogni e incubi esoterici vissuti un epoca etrusca, aiutano a svelare i segreti di importanti ritrovamenti archeologici e favoriscono la risoluzione dell’enigma su efferati delitti, retaggio dei culti misterici sopravvissuti fino ad oggi. I vuoti storici che si incontrano inevitabilmente quando si parla di civiltà etrusca, sono riempiti con la fantasia dell’autore che rende ancora più coinvolgente il racconto. L’esoterismo connesso all’interpretazione dei sogni di Aura è la porta di accesso tra passato e presente dal quale, tra mito e religione, emerge il desiderio atavico di immortalità che ha accompagnato l’uomo in tutte le epoche, spingendolo ai peggiori compromessi nella speranza di continuare a esistere in qualche modo, oltre la morte fisica.

Terminato il romanzo il lettore si rende conto che resta ancora qualcosa da scoprire, delle curiosità da soddisfare che l’autore ha sapientemente stimolato. Come non fare una escursione a Poggio Colla a Vicchio di Mugello dove il ritrovamento di una stele etrusca fa pensare a un passato lontano 2600 anni “dove le partorienti trovavano l’energia sufficiente per mettere al mondo i propri figli”? E ancora: come non fare trekking fino al castello del Trebbio presso S. Piero a Sieve dove “Lì sembra vi fosse il trivium della Flaminia Minor o militare. Adesso infatti c’è un’edicola dedicata alla Madonna che accanto ha una vasca che raccoglie le acque di una sorgente… Quella è l’acqua santa della Madonna che in antichità era dedicata alla dea Artume, Diana e, prima ancora, alla Grande Madre: ovvero la primordiale forza benefica dell’universo.”

Dal Trebbio è d’obbligo salire a piedi fino al Santuario del Monte Senario dove un’antica pergamena porta all’epilogo del romanzo “…Sette uomini pagani e malvagi, mossi da un’antica divinità etrusco-romana, talvolta producono delitti in nome dell’immortalità dell’anima…”

Borges scriveva che i libri regalano benessere e sono una farmacia dell’anima, mentre è scientificamente provato che camminare nei boschi a contatto con la natura, energizza e aiuta a trovare l’equilibrio interiore. Leggere e camminare: una sinergia magica che si trova in questo romanzo.

Wilbur Smith “Il nuovo Regno” presentazione

Wilbur Smith, nato il 9 gennaio 1933  in Rhodesia (allora protettorato britannico e in seguito Stato indipendente dello Zambia) è scomparso di recente (13 novembre 2021) a 88 anni nella sua casa di Cape Town in Sudafrica, ha scritto fino alla fine mantenendo intatto fino in fondo il piacere di scrivere e inventare avventure. Il suo primo libro è datato 1964, Il destino del leone (arrivato in Italia per Longanesi nel 1981) l’ultimo è solo di qualche mese fa. Ha prodotto molti romanzi, molti ordinati in saghe, i Courtney, i Ballantyne, Hector Cross, il ciclo egizio.

Con l’ultimo “Il nuovo regno”, scritto in collaborazione con Mark Chadbourn, torna nel mondo dei faraoni quasi un prequel ai romanzi del ciclo sull’Antico Egitto. Il protagonista è Hui un ragazzo dotato non solo di bellezza fisica ma anche di principi e ideali, aperto e fiducioso.

Tutto sembra promettere un destino felice ma le trame ordite contro il padre, governatore di Lahun, e contro di lui per impossessarsi del potere, lo precipiteranno in una situazione diametralmente opposta. L’esperienza porterà Hui ad abbandonare l’ingenuità del ragazzo e a farsi sempre più adulto con la consapevolezza di poter trarre vantaggio da quanto ha imparato insieme ai predoni hyksos per una giustizia da ristabilire.

“[…]Finché non si trova al centro di una battaglia ancor più grande, quella per il cuore stesso dell’Egitto. Così, mentre i segreti del passato emergono dalle tenebre e anche gli dei scendono in campo, Hui si ritrova a combattere al fianco del prode generale egizio Tanus e del potente mago Taita. E a quel punto dovrà scegliere il proprio destino: diventare un eroe del vecchio mondo, o andare incontro al futuro di un regno nuovo”. (da Harper Collins Italia)

dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

Re dei re

La guerra dei Courtney

Guillaume Musso “La sconosciuta della Senna” presentazione

Al Bureau des Affaires non Conventionnelles, creato negli anni Settanta per affrontare “casi soprannaturali,” è stata relegata l’ispettrice Roxane Montchreisten in sostituzione dell’infortunato Marc Batailley, il commissario assegnato all’Unità ricoverato con fratture multiple e un grave trauma cranico in seguito a una caduta dalle scale, in coma artificiale in attesa di essere operato.

E il primo caso oscuro non manca di presentarsi alla nuova incaricata: una donna giovanissima è stata ripescata dalla Senna, è una bionda dai capelli lunghissimi; completamente nuda, con uno strano tatuaggio, in stato confusionale, non ricorda né il suo nome né perché si trovi nella Senna. Ma il caso oscuro si apre nel momento in cui l’esame del DNA la identificherà come Milena Bergman, celebre pianista tedesca deceduta in un incidente aereo oltre un anno prima.

Fuggita dall’ospedale in cui la giovane smemorata è stata ricoverata, a Roxane non resta che indagare vincendo le resistenze dell’ex fidanzato della pianista, Raphael Batailley uno degli scrittori più in voga in Francia e figlio dell’ispettore Marc.

[…] “Quando la sua inchiesta intreccia il destino dello scrittore Raphaël Batailley, l’ex fidanzato di Milena, i due si trovano catapultati in un enigma inquietante: è possibile essere al tempo stesso vivi e morti?
Il nuovo romanzo di Guillaume Musso è un noir a perdifiato sulle tracce di una donna misteriosa, e dei segreti che la sua vita porta con sé”.( da La nave di Teseo)

Traduzione di Sergio Arecco

e anche

Brevi note biografiche

Romanzo dopo romanzo, Guillaume Musso ha costruito un legame unico con i suoi lettori. Nato ad Antibes nel 1974, ha iniziato a scrivere dopo gli studi e non si è più fermato, nemmeno quando è diventato professore di Economia. I suoi libri, tradotti in 40 lingue, e più volte adattati per il cinema, lo hanno consacrato come uno dei più importanti scrittori di noir. Presso La nave di Teseo ha pubblicato La ragazza di Brooklyn, Un appartamento a Parigi, La ragazza e la notte, La vita segreta degli scrittori, L’istante presente, E poi…, Salvami, La vita è un romanzo.

Giancarlo Riccio “L’accordatore”, presentazione

Un noir atipico, niente omicidi, niente cadaveri, niente commissari o investigatori né professionisti né improvvisati o neofiti: la storia infatti si incentra sulla musica e più precisamente sulla scomparsa di ben quattro pianoforti. Uno è scomparso nella casa di campagna in Toscana del maestro impegnato in un concorso nella città di Bolzano, Amadeus Stein concertista tedesco, gli atri proprio dal Conservatorio della medesima città. Ma Paradisi, il protagonista indagatore e di professione accordatore, riuscirà, seguendo misteriosi indizi tra gli spartiti di grandi autori di musica pianistica, a mettere tutto a posto, anche se da “rimontare”.

Altra particolarità: il concorso in questione, il concorso Busoni, si tiene davvero a Bolzano e anzi avrà inizio proprio in questi primi giorni di settembre.
Giancarlo Riccio è con questo romanzo al suo esordio ma è autore di saggi oltre ad essere docente di Storia del giornalismo.

Sinossi (da La Vela Edizioni)

Allarme al concorso pianistico Busoni. […] A provare a dipanare il mistero, un maestro accordatore, Davide Paradisi. Lo fa continuando a tenere lezioni al Conservatorio della città (“Se ci pensate bene, il pianoforte raccoglie tutti gli strumenti”) e impugnando la doppia arma del disincanto e del riascolto di grandi pagine pianistiche. Paradisi “reincontra” così un inarrivabile e ancora molto attivo decano come Michele Campanella e un grande talento come Roberto Cominati: le loro interpretazioni diventano altrettanti decodificatori dell’enigma. E poi c’è quella chiave da accordatore che esce e rientra nel racconto. Fino a diventare la metafora inquieta della ricerca non solo della soluzione del giallo al Busoni, ma delle tracce dello smarrimento di ciascuno di noi.

e anche

Brevi note biografiche

Giancarlo Riccio (Napoli, 1952) vive a Merano (Bolzano) e a Berlino, dove insegna Storia del giornalismo. Ha pubblicato Percorsi del rock italiano (Il Formichiere, 1980), Nina Hagen (Savelli, 1981), Il cavallo impazzito (con Franco Cardini, Giunti, 1995), Vassalli, il Sudtirolo difficile (Alphabeta Verlag, 2016), Laives ti racconto la città (con Lorena Munforti, CurcuGenovese, 2018) e La finestra sui giornali. Storia dei quotidiani in lingua italiana in Sudtirolo dal 1945 ad oggi (con Lorena Munforti, CurcuGenovese, 2020). Scrive su la Lettura del Corriere della Sera e sulle edizioni di Bolzano e di Trento dello stesso quotidiano. È socio dell’Associazione nazionale Critici musicali, è editorialista del portale giornalistico bilingue Salto.bz. Questo è il suo primo romanzo.

Fabio Federici “Il pigiama rosa. Noir” Oligo Editore, in libreria da oggi 2 settembre

Prefazione di Maurizio De Giovanni e postfazione di Franco Binello

Il primo noir del Colonnello Federici. 

Ambientato a Bologna 

Nella Bologna alla vigilia della pandemia, mentre in piazza si festeggia il carnevale, inizia un viaggio nell’imperscrutabile, nelle paure di ognuno di noi, nel bianco e nero della psiche e nel profondo del dark web. Tra luci e ombre, angosce ed emozioni, una giovane investigatrice dei Carabinieri cerca di fare chiarezza in una storia di provincia da cui emergono realtà oscure, fatte di tradimenti e colme di segreti inconfessabili. Personaggi che si nutrono di narcisismo e vanità si muovono in un intreccio carico di suspense, mentre uomini e donne dal profondo senso di umanità lottano per la verità, fino ad arrivare a un avvincente finale che promette più di un colpo di scena.

Fabio Federici, colonnello dei Carabinieri, criminologo, saggista, docente universitario e giornalista pubblicista, è Medaglia d’Argento al Valor Civile, Medaglia d’Oro della “Fondazione Carnegie”, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Vanta una lunga esperienza investigativa, avendo diretto indagini su crimini efferati dalla vasta risonanza mediatica, nonché inchieste in materia di criminalità organizzata e di contrasto all’immigrazione clandestina. Per Oligo Editore ha pubblicato vari saggi di ambito criminologico vincitori di numerosi premi nazionali, tra cui si segnalano nel 2020 il Premio “Franz Kafka Italia alla Cultura”, nel 2019 il Premio “Paladino delle Memorie”, nel 2018 il Premio Internazionale “Giuseppe Acerbi” e il Premio Speciale “Vitaliano Brancati” sezione Letteratura. Questo è il suo primo romanzo.

Pagine 260, prezzo 16,90.

Arnaldur Indriðason “I figli della polvere” presentazione

Ha inizio con “I figli della polvere” (1997) la serie di 14 romanzi di cui è protagonista l’ispettore di polizia di Reykjavík Erlendur Sveinsson, pubblicato ora per la prima volta in Italia, nella traduzione di Alessandro Storti per Guanda.

Si apre con il suicidio di Daniel che, con accanto il fratello Palmi seduto con lui sul davanzale di una finestra al quinto piano dell’ospedale psichiatrico in cui è ricoverato da anni, si lancia nel vuoto. Segue l’omicidio di un anziano insegnante che trova la morte nella propria casa cui è stato appiccato un incendio.

Toccherà ad Erlendur e alla sua squadra investigare sui due casi, apparentemente estranei l’uno all’altro: che fine hanno fatto gli alunni della classe degli “ultimi” creata apposta negli anni ‘60 per raccogliere i più agitati e i meno promettenti?

“Personaggi avvincenti, suspense, dilemmi morali e ricerca della giustizia: in questo primo thriller della serie troviamo tutti gli elementi che hanno portato Arnaldur Indriðason al successo internazionale e facciamo conoscenza con il tormentato e geniale Erlendur, cupo e mutevole come il cielo islandese.” (da Guanda Libri)

Brevi note biografiche

Arnaldur Indriðason è nato nel 1961 a Reykjavík, dove ha sempre vissuto. Si è dedicato alla scrittura, sia di romanzi sia di sceneggiature, dopo aver lavorato come giornalista e critico cinematografico per la maggior testata islandese, il Morgunblaðið. Tradotto in quaranta lingue, nel corso della sua ventennale carriera di scrittore ha vinto numerosi premi, fra cui due Glasnyckeln e un Gold Dagger. Guanda ha pubblicato tutti i suoi romanzi( da Guanda Autori)