Alessia Gazzola “La costanza è un’eccezione”, presentazione

Continuano le avventure della rossa Costanza, madre single, in costante disequilibrio tra vita privata e lavoro. In questo terzo romanzo della trilogia la troviamo impegnata in una ricerca paleopatologica , insieme agli ex colleghi dell’Istituto, commissionata da una aristocratica veneziana. Una proposta imperdibile per la protagonista che stuzzica la sua curiosità e l’alletta per l’offerta economica che l’accompagna.

La vecchia signora vuole che vengano analizzati gli scheletri della famiglia presenti nella cripta del palazzo per scoprire le reali cause di alcuni decessi ed eventuali tare genetiche. Se per riesumare gli scheletri di Palazzo Almazàn compare come direttore dei lavori l’architetto con il quale Costanza ha avuto la figlia, complicando la vita sentimentale della protagonista, dall’altra le indagini paleopatologiche aprono scenari che si tingono di giallo: e Venezia della fine del XVII secolo fa il suo ingresso come protagonista della vicenda che si muove tra realtà storiche e costruzioni di fantasia; la saga della famiglia Almazàn si ispira infatti a vicende realmente accadute frutto di ricerche che permettono descrizioni dettagliate della Venezia del passato. Un romanzo in cui, come nei precedenti, il passato e il presente si palesano in un’alternanza di piani narrativi: il presente della vita privata della protagonista e il passato della Venezia seicentesca.

Brevi note biografiche

Alessia Gazzola (Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, primo romanzo con protagonista Alice Allevi, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018, vincitore del premio Bancarella 2019) da cui è  stata tratta la fortunata serie tv in onda su Rai Uno con Alessandra Mastronardi e Lino Guanciale. Nel 2019 inaugura un nuovo ciclo di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè, protagonista di Questione di Costanza e di Costanza e buoni propositi (2020). Ha pubblicato inoltre: Non è la fine del mondo (Feltrinelli, 2016), Lena e la tempesta (Garzanti, 2019) e Un tè a Chaverton House (Garzanti, 2021).
Vive a Verona con il marito e le due figlie.(da Longanesi Autori)

della stessa autrice:

Lena e la tempesta

Il ladro gentiluomo

Un tè a Chaverton House

La ragazza del collegio

Questione di Costanza e Costanza e buoni propositi

Karin Slaughter “La ragazza dimenticata”, presentazione

Traduzione di Adria Tissoni

Un omicidio irrisolto: 1982, Emily Vaughn non ancora diciottenne viene uccisa dopo il ballo scolastico. Chi indagò al tempo seguì la pista della gravidanza della giovane, ma il caso rimase senza soluzione. A distanza di quarant’anni, quando tutto pare essere sepolto sotto la spessa coltre degli anni trascorsi, il caso viene ripreso da Andrea Oliver, la nuova poliziotta da poco assegnata a Longbill Beach, con il compito di proteggere un giudice minacciato e con la volontà di trovare l’assassino di Emily.

Il testo quindi si articola seguendo due percorsi di indagine che si alternano nei capitoli del romanzo: quello di Andrea e quello del diario segreto della giovane Emily dove aveva appuntato i suoi sospetti e tentativi per scoprire il padre della creatura che stava crescendo dentro di lei proprio perché, per via delle droghe assunte, era immemore di chi potesse essere.

KARIN SLAUGHTER è una delle scrittrici più conosciute e apprezzate nel mondo. I suoi romanzi, pubblicati in centoventi paesi, hanno venduto più di quaranta milioni di copie e comprendono la serie Grant County e quella dedicata a Will Trent, oltre a L’orlo del baratro, finalista al prestigioso premio Edgar, e ai bestseller Quelle belle ragazzeLa figlia modello e Frammenti di lei, da cui è stata tratta una fortunata serie Netflix con Toni Collette. Sono inoltre in lavorazione adattamenti per la televisione anche da Falsa testimonianza e dalle serie Grant County e Will Trent. Karin Slaughter è fondatrice del progetto Save the Libraries, un’organizzazione no profit che si propone di dare sostegno alle biblioteche e alle loro iniziative. Originaria della Georgia, vive ad Atlanta. Con HarperCollins ha pubblicato Quelle belle ragazzeScia di sangueLa morte è ciecaLa figlia modelloTagliFrammenti di leiCorpiL’ultima vedovaLa moglie silenziosa e Falsa testimonianza.( da Harper Collins)

Altri scritti di KARIN SLAUGHTER su Harper Collins

Francesco Musolino “Mare mosso”, presentazione

Mare mosso è la storia di un arduo salvataggio, ispirato a un’impresa realmente accaduta al largo del mar di Sardegna, che l’autore arricchisce con una decisa atmosfera da noir mediterraneo che rende omaggio a Corto Maltese e Jean-Claude Izzo, raccontando di traffici d’armi, stupefacenti, amicizie coraggiose e nemici senza scrupoli.(da Edizioni e/o)

È la vigilia di Natale del 1981, una vigilia triste per il protagonista, Achille Vitale, ingegnere navale di stanza a Cagliari a dirigere una flotta di rimorchiatori, e solitaria senza Brigitta, la moglie, che si è allontanata con la figlia per riflettere sulla loro situazione matrimoniale. E quella notte stessa Achille riceve un S.O.S. da una nave cargo diretta ad Atene con un carico di pesce surgelato e ora in balia di una maestralata al largo di Oristano con la nave alla deriva in balia della tempesta. E l’avventura ha inizio. Il compito di Achille Vitale è proprio quello di intervenire in soccorso di qualsiasi natante in difficoltà o in pericolo.

Un’avventura che prende le mosse da una storia realmente accaduta ma che, come dice lo stesso Musolino in una recente intervista di Brunella Schisa sul Venerdì di Repubblica (15 luglio 2022), si tinge di noir, una contaminazione che gli permetterà “di raccontare il lato oscuro dell’animo umano”. E non solo aggiungiamo perché il lettore verrà trasportato dentro “il caos di una sala macchine a bordo di un cargo in balia della tempesta”. Il mare sarà quindi protagonista, un mare tempestoso che si intromette negli affari di un uomo che ad Atene aspetta quel carico ed è disposto a tutto pur di recuperarlo.

“Cosa nasconde davvero la pancia d’acciaio della nave cargo? Riuscirà Achille Vitale a condurla in porto, affrontando la potenza feroce del mare in tempesta, i ripetuti guasti allo scafo e le spericolate contromosse attuate da quel misterioso uomo di Atene?”(da Edizioni e/o)

e anche

Brevi note biografiche

Francesco Musolino (Messina, 1981) è giornalista culturale e scrittore. Collabora con diverse testate nazionali, fra cui Il MessaggeroL’EspressoSpecchio e La Repubblica. Nel 2019 ha esordito con il romanzo L’attimo prima (Rizzoli, 2019), seguito dal saggio Le incredibili curiosità della Sicilia (Newton Compton, 2019). Ideatore del no profit @Stoleggendo, membro del collettivo Piccoli Maestri, conduttore televisivo e docente di scrittura creativa, nel 2021 è stato membro della giuria del Premio Mondello.

Javier Cercas “Il castello di Barbablù”, presentazione

Il castello di Barbablù è il terzo romanzo con protagonista Melchor Marín, ex poliziotto dal passato tenebroso; appassionato di libri, dopo la morte della moglie, lasciata la divisa, fa il bibliotecario a Gandesa. “Melchor è un personaggio pieno di rabbia, di dolore, di oscurità e di desideri di vendetta, di tutte le cose che ognuno di noi si porta dentro […]Ma è anche vero che Melchor è un personaggio pieno di luce e che, soprattutto in quest’ultima parte, la luce si impone all’oscurità”, dice di lui l’autore in una recente intervista a de Cataldo

La serie fu inaugurata da Terra Alta e seguita da Indipendenza. In questo terzo romanzo Martin si trova costretto a riprendere i panni del poliziotto alla scomparsa della figlia che non lascia traccia di sé dopo aver iniziato un viaggio con un’amica a Maiorca.

“Per Melchor comincia l’indagine più difficile della sua vita, in cui lo seguiranno solo pochi, fidati amici. Violenza, vigliaccheria, abusi di potere sono i tratti oscuri di un nemico dall’apparenza irreprensibile, ma il senso di giustizia di un padre non può arretrare di fronte alla paura”.(da Libri Guanda)

dello stesso autore su tuttatoscanalibri:

“Terra Alta”

Nino Motta “Ragazze troppo curiose”, presentazione

[…]Con la sua scrittura nitida e avvolgente, Nino Motta racconta donne curiose nel senso più ampio e più alto, che amano la vita e se ne lasciano sorprendere […](dal Catalogo Bompiani)

Nino Motta, nom de plume di Paolo Di Stefano, presenta la sua protagonista, la filologa Rosa Lentini alle prese con un secondo caso nella Sicilia delle vacanze a Pizzuta, la località dove si sposta con la madre Evelina in estate. In particolare, in questo secondo romanzo, l’azione riprende pochi mesi dopo la risoluzione del primo caso indagato, datato 1956; ad aprile infatti Rosa decide per un secondo anno di aspettativa dall’Università: lo scopo è infatti quello di verificare alcune informazioni raccolte da don Ciccio Drago, ex-comandante dei carabinieri e amico delle due donne, su due omicidi irrisolti del 1974.

Il primo riguarda un ingegnere, Angelo Valvo, il secondo, presumibilmente connesso al primo, è di Wanda Girlando, una giornalista che indagava il caso: troppo vicina alla verità?

E così Rosa da ricercatrice, cercando di comprendere i motivi delle morti ingiuste, riscatterà la volontà legittima di ragazze “troppo” curiose.

Brevi note biografiche

Nino Motta è lo pseudonimo con cui Paolo Di Stefano ha pubblicato presso Bompiani La parrucchiera di Pizzuta (2017) e Ragazze troppo curiose (2022), noir che vedono protagonista la filologa Rosa Lentini. Nato ad Avola, è inviato del “Corriere della Sera”. Ha pubblicato poesie, racconti, inchieste e romanzi, tra cui Baci da non ripetereAzzurro, troppo azzurroTutti contenti, Giallo d’Avola e Noi. Ha vinto, tra gli altri, i premi Grinzane Cavour, SuperFlaiano, SuperVittorini, Campiello, Volponi, Lo Straniero, Viareggio-Rèpaci, Bagutta, Alassio.(da Bompiani Autori)

Allo scrittore è stato assegnato il Premio Giovanni Verga.

Barbara Petronio “Neve rossa”, presentazione

Esordio per Barbara Petronio, sceneggiatrice di successo, con un thriller supernatural “Neve rossa”. Protagonista una giovane coppia: Dario studioso di civiltà preistoriche presso l’Università di Bologna, padre di Giovanni un bimbo di tre anni; Giordana moglie di Dario e madre del piccolo. Tra i protagonisti sicuramente anche la neve rossa creata da un particolare fenomeno meteorologico. La vita della coppia, già in crisi, viene sconvolta dalla morte del piccolo, vittima di un incidente stradale. E l’impossibile si fa reale.

Trasferitisi a Sestola, nell’Appennino Tosco – Emiliano, in una casa di famiglia, sperano di riuscire in quell’ambiente ad elaborare meglio il lutto.

“E intanto piccoli fatti sempre più inquietanti, dettagli inspiegabili, strane immagini, suoni che non dovrebbero esserci, cominciano a spaventare Giordana e Dario, mentre l’autunno inizia a trasformarsi in inverno e a isolare Sestola dal resto del mondo… “( da HarperCollins Italia )

e anche

Brevi note biografiche

Barbara Petronio è nata a Terni nel 1973 e vive a Roma. Ha scritto le serie Romanzo Criminale e Suburra e firmato film come ACAB e Indivisibili, per il quale ha vinto il premio David di Donatello per la sceneggiatura. Da tempo coltiva il sogno di scrivere senza vincoli produttivi, potendo essere libera di spaziare nella mente dei personaggi e nei meandri delle storie più oscure. Questo suo primo romanzo thriller le ha dato finalmente la possibilità di farlo.

Jules Verne, due racconti

I violatori del blocco

Martin Paz

La copertina di Camilla Castellani

Dall’Introduzione di Tommaso Ferrini

I violatori del blocco venne stampato nel 1865 sulla rivista Musée des familles, con il consenso dell’editore Hetzel che aveva ormai acquistato l’esclusiva assoluta delle opere dell’autore. Per il Verne maturo, che aveva già dato alla luce alcuni dei suoi capolavori intramontabili, romanzi in cui la sua sfrenata fantasia veniva tenuta a bada solo da un’altrettanto grande rigore scientifico, I violatori del blocco risulta essere un ritorno a un tipo di racconto più realistico e storicamente ben precisato: un intraprendente capitano scozzese, a bordo di una nave costruita per essere la più veloce al mondo, parte per una spedizione verso il sud degli Stati Uniti in piena guerra di secessione, proprio mentre la marina dell’Unione (nordisti) aveva imposto un blocco ai porti della Confederazione (sudisti) pattugliando la costa con bastimenti da guerra e attraverso presidi strategici sulla terraferma. L’impresa del capitano, già di per sé assai ardita, verrà resa ancor più audace da un imprevisto accadimento a bordo della sua nave.

Martin Paz venne pubblicato nel luglio 1852, sempre sulla rivista Musée des familles, con un titolo molto lungo che dava l’idea dell’impronta antropologico-positivista di cui era frutto: L’Amérique du Sud, moeurs péruviennes: Martin Paz, nouvelle historique.
Questo romanzo è interamente ambientato nel Perù contemporaneo all’epoca dello scrittore, un luogo in cui la popolazione indigena era gravemente oppressa dai discendenti dei conquistatori spagnoli, ormai in decadenza.
Martin Paz è fondamentalmente la tragica storia di un amore e le tinte con cui l’autore dipinge alcune vicende sono a tratti violente, così come violento risulta l’accanimento contro la figura di Samuel, un usuraio di origine ebraica. Quando Hetzel decise di ripubblicare Martin Paz, infatti, i titoli dei capitoli vennero eliminati, al fine di cancellarne uno in particolare che recitava L’ebreo, ovunque ebreo. L’editore praticava puntualmente simili censure per non infastidire la sensibilità dei lettori, senza precludere così l’acquisto dei volumi da parte di nessuno.

In cartaceo e in ebook su Amazon

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

Lorenzo Beccati “Uno di meno”, Oligo Editore

DOPO “IL PESCATORE DI LENIN” TORNA IN LIBRERIA CON UN THRILLER STORICO  AMBIENTATO A GENOVA

pagine 260, euro 16,90  

OLIGO EDITORE

«Armi perniciose… indegne di

essere maneggiate da soldati e persone

di honore».

(Grida del XVII secolo che vietava

l’uso del coltello genovese)

Era il più abile dei sicari, addestrato per annientare i nemici del Doge. Dall’ombra di un’altra identità, Grifo è fedele a un giuramento e torna a impugnare i suoi coltelli letali. Cosa si nasconde dietro la morte del Doge? Chi ricatta il Reggente?
Tra Cinquecento e Seicento, nello sfarzo dei palazzi e nell’ombra dei carrugi, in una Genova scossa da congiure e intrighi, Lorenzo Beccati ambienta un affascinante thriller storico capace di far respirare l’aria del passato e di provocare forti emozioni, catapultando il lettore in un mondo fatto di misteri, amori, tradimenti e disonore.

LORENZO BECCATI (Genova, 1955) è scrittore e autore televisivo. Ha collaborato a Drive in, Lupo Solitario, Paperissima e tuttora a Striscia la notizia. Ha all’attivo molti libri, soprattutto romanzi e thriller storici. Per Oligo ha pubblicato Il pescatore di Lenin (2021).
(www.lorenzobeccati.com)

Donato Carrisi “La casa senza ricordi”, presentazione

Si apre in data 7 giugno 2020 con un Avviso di scomparsa del Comando dei Carabinieri, Sezione forestale, di Barberino di Mugello.

Gli scomparsi sono una donna albanese detta Mira, di 44 anni e Nikolin detto Nico di 12 anni. Il seguito porta la data 23 febbraio 2021.

Sono trascorsi otto mesi da quell’avviso quando un bambino viene ritrovato, in modo particolarmente drammatico, in un bosco, nella gola denominata Valle dell’Inferno: è Nico, il bambino smarrito. In apparenza sta bene ma non parla: l’unico che può ricondurlo in sé è Pietro Gerber, personaggio già noto ai lettori, l’ipnotista di Firenze, il migliore e conosciuto con l’appellativo dell’addormentatore di bambini, a lui il compito di indagare la mente di Nico.

[…]“Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L’ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. 
Ma la storia che racconta non appartiene a lui” (da Longanesi Libri)

Un thriller che indaga “un posto dentro di noi, remoto e sconosciuto”, una stanza in cui sono finiti troppi ricordi rimossi.

Dello stesso Autore su tuttatoscanalibri:

“La casa delle voci”

Vedi anche la recensione di Alessandra Farinola da mangialibri

e anche

Intervista a Donato Carrisi di Terry Marocco da Panorama Libri

Su Consigli.it le presentazioni di Maurizio Amore ai romanzi dell’autore

Gianfranco Bracci “I misteri del tempio dimenticato” AppenninoSlow Editore, recensione di Luisa Gianassi

Gianfranco Bracci, libero ricercatore della civiltà etrusca e progettista di reti escursionistiche è l’autore delle pagine che portano il titolo “I misteri del tempio dimenticato”, un romanzo che tiene incollati alla lettura con incredibile magnetismo.

La trama ha il fascino intrigante dell’intreccio di interessanti narrazioni storico/mitologiche, rese avvincenti dall’enigmatica atmosfera del romanzo giallo. Un giallo, ma anche un romanzo di ambientazione storica la cui trama si snoda in un armonico avvicendarsi di presente e passato.

I protagonisti sono un ispettore di polizia e la fidanzata Aura Seanti, una giovane archeologa i cui sogni e incubi esoterici vissuti un epoca etrusca, aiutano a svelare i segreti di importanti ritrovamenti archeologici e favoriscono la risoluzione dell’enigma su efferati delitti, retaggio dei culti misterici sopravvissuti fino ad oggi. I vuoti storici che si incontrano inevitabilmente quando si parla di civiltà etrusca, sono riempiti con la fantasia dell’autore che rende ancora più coinvolgente il racconto. L’esoterismo connesso all’interpretazione dei sogni di Aura è la porta di accesso tra passato e presente dal quale, tra mito e religione, emerge il desiderio atavico di immortalità che ha accompagnato l’uomo in tutte le epoche, spingendolo ai peggiori compromessi nella speranza di continuare a esistere in qualche modo, oltre la morte fisica.

Terminato il romanzo il lettore si rende conto che resta ancora qualcosa da scoprire, delle curiosità da soddisfare che l’autore ha sapientemente stimolato. Come non fare una escursione a Poggio Colla a Vicchio di Mugello dove il ritrovamento di una stele etrusca fa pensare a un passato lontano 2600 anni “dove le partorienti trovavano l’energia sufficiente per mettere al mondo i propri figli”? E ancora: come non fare trekking fino al castello del Trebbio presso S. Piero a Sieve dove “Lì sembra vi fosse il trivium della Flaminia Minor o militare. Adesso infatti c’è un’edicola dedicata alla Madonna che accanto ha una vasca che raccoglie le acque di una sorgente… Quella è l’acqua santa della Madonna che in antichità era dedicata alla dea Artume, Diana e, prima ancora, alla Grande Madre: ovvero la primordiale forza benefica dell’universo.”

Dal Trebbio è d’obbligo salire a piedi fino al Santuario del Monte Senario dove un’antica pergamena porta all’epilogo del romanzo “…Sette uomini pagani e malvagi, mossi da un’antica divinità etrusco-romana, talvolta producono delitti in nome dell’immortalità dell’anima…”

Borges scriveva che i libri regalano benessere e sono una farmacia dell’anima, mentre è scientificamente provato che camminare nei boschi a contatto con la natura, energizza e aiuta a trovare l’equilibrio interiore. Leggere e camminare: una sinergia magica che si trova in questo romanzo.