Quando un libro ci sceglie… Brevi note di Salvina Pizzuoli a “La ragazza di Marsiglia”

Brevi note: di Salvina Pizzuoli

Quando un libro ci sceglie, dentro questa grande onda che ci sommerge quotidianamente…

Mi occupo di libri, li leggo, li scrivo, li recensisco, ne curo l’editing; un lavoro che mi appassiona e non mi stanca, anzi trovo sempre nuovi entusiasmi che nascono proprio dalla lettura, diretta e indiretta.

Tempo fa ho, su tuttatoscanalibri, riportato la recensione del romanzo – inchiesta di Maria Attanasio “La ragazza di Marsiglia”. Cosa mi abbia colpito non lo so precisare, ma ho sentito che avrei proprio dovuto leggerlo…

Ed eccomi qua ancora presa dall’appassionante ricerca che ha caratterizzato il lavoro, enorme, a monte, dell’autrice. Ne ho compreso fino in fondo le motivazioni, la spinta e la forza per non mollare di fronte alla scarsità delle fonti, fondamentali per poter “immaginare” e far rivivere i protagonisti sul nuovo palcoscenico della ricostruzione storica. Una storia vera, la storia di un uomo, un uomo importante del Risorgimento italiano e nella vita politica del neonato Regno d’Italia, e di una donna semplice e umile, ma con un carisma dettato dalle convinzioni che ne connotano le scelte e l’esistenza tutta: si incontrano per caso e si amano e condividono e lottano per gli ideali che li accomunano. E poi la frattura, e i fatti successivi, e gli avvenimenti si oscurano, le documentazioni scompaiono e il silenzio si apre tra le pieghe della Storia.

L’autrice rende giustizia alla verità, così ricercata e ritrovata, e ad una donna cancellata dalle pagine della vicenda che l’aveva resa protagonista ma che richiedevano entrambe un riscatto: e così, seguendo un filo d’Arianna, tenue e a volte reciso, l’autrice ci restituisce un quadro completo e dal punto di vista dei fatti e da quello umano, ma anche vivificando un periodo, quello risorgimentale, di nuova luce, quella che si spegne relegata all’aneddotica e al luogo comune o all’indifferenza di chi ritiene di conoscerla a fondo.

Coinvolgente, interessante, ben scritto e ben organizzato, mescola ricostruzione e documentazione perché fosse giusto non far perdere, tra le righe da romanzo, ancora una volta quella figura di donna effettivamente esistita e fosse al contrario avvalorata la sua esistenza attraverso quei fatti provati e comprovati che l’autrice perfettamente ripercorre.

Salvina Pizzuoli

Vai alla recensione di Cristina Taglietti

Tayari Jones “Un matrimonio americano” presentazione in breve


 

Celestial e Roy sono una coppia di afroamericani. Lei di famiglia benestante è un’artista in ascesa, lui borsa di studio dopo borsa di studio ha conquistato il ruolo di manager. A un anno e mezzo dalle loro nozze Roy viene accusato di stupro nei confronti di una donna e finisce in galera. Si scrivono e in queste lettere c’è tutto l’iter di un matrimonio che va in pezzi. L’America delle contraddizioni e delle ingiustizie condizionerà le loro vite. Saranno i protagonisti a raccontare al lettore le vicende dal loro punto di vista.

Leggi anche la recensione da Il mestiere di leggere di Pina Bertoli

 

Massimo Recalcati “A libro aperto” su Terza Pagina La Repubblica

 

Ci si accosta a molti libri, per interesse, curiosità o obbligo; ma il lettore sa che alcuni di loro, appena aperti, sembrano come venirgli incontro. Proprio “incontro” è la parola-chiave: designa la forma della relazione che si instaura fra libro e lettore.

Vai all’articolo di Stefano Bartezzaghi

Susanne Schötz ” Il linguaggio segreto dei gatti” da Panorama Libri

Vai all’articolo di Valeria Merlini su Panorama Libri

John Leland “Scegliere di essere felici” recensione su La Stampa

 

È semplice il segreto della felicità: basta ascoltare i super-anziani

[…]Scegliere di essere felìcì di John Leland, cinquantanovenne, giornalista del New York Times.

Si tratta del resoconto di un anno trascorso dall’ autore conversando, in varie puntate, con sei persone molto in là con gli anni. E precisamente: Fred Jones, 87 anni, impiegato statale in pensione, Helen Moses, 90 anni, da sei mesi fidanzata con un altro anziano allocato nella stessa casa di riposo, John Sorensen, novantenne gay incapace di accettare la morte del suo compagno libraio, Ping Wong, 89 anni, fanatica del Majong ed ex lavoratrice immigrata, Ruth Wìllig, 91 anni, capace di organizzare un argomentato programma di lamentele da non riconciliata senza per questo perdere il buon umore e Jonas Mekas, 92 anni, regista e scrittore, ancora molto attivo e creativo.

Ciascuno dei personaggi incontrati, più che ricevere l’onore di un interesse costante quanto inusuale (ai vecchi, si sa, nessuno presta attenzione). regala all’ autore una complessa ed imprevedibile «lezione di felicità». Ciascuno, pur limitato dai problemi del corpo invecchiato, offre a Leland vie d’uscita mentali o morali che, se applicate quando si è ancora nel pieno della mezz’ età, suonano come campane a festa. I vecchi sono «felici malgrado», mentre i giovani sono «felici se». E questa è una piccola rivoluzione esistenziale: se impari a mantenere il tuo sguardo positivo quando vedi, nello specchio del mattino, soltanto un reticolo di rughe, puoi buttare la crema che ti illudeva, fino alla scorsa stagione, di poter diventare più bella e perciò più felice.[…](da Lidia Ravera La Stampa)

 

Murata Sayaka “La ragazza del convenience store” presentazione in breve

 

 

Keiko è single e molto introversa. È sempre stata una ragazza strana, ma ha deciso di adeguarsi a quanto richiesto e della società e della famiglia abbandonando gli studi per lavorare in un konbini, nome con cui in Giappone vengono chiamati i negozi dove è possibile comprare caramelle e snack ma anche giornali e riviste, bibite e sigarette: sono scatole luminose sparse un po’ dappertutto, il cui corrispettivo  in America chiamano convenience store.   È qui, in questa negozio sempre aperto e sempre illuminato, che è impiegata da diciotto anni, con un contratto part-time e dove pare abbia trovato il proprio posto proprio qui, dove tutto accade come in un manuale ed è sufficiente attenersi alle regole. Keiko incarna il ruolo di una qualsiasi eroina urbana che ricorda le protagoniste dei romanzi di Banana Yoshimoto.

L’ autrice Murata Sayaka

Murata Sayaka è nata nel 1979  Debutta come scrittrice nel 2003  Nel 2009 si aggiudica un premio per esordienti. La ragazza del convenience store, è ispirato alla sua storia personale di commessa presso un konbini.