Mariano Lamberti “Magia del tempo breve”, Graphe.it

Magia del tempo breve: un viaggio poetico alla scoperta dell’anima, tra la finitezza dell’uomo e l’infinito dell’esistenza. Un’esplorazione della condizione umana alla ricerca del senso profondo della vita, che invita a riscoprire la bellezza e la fragilità dell’esistenza.

Prefazione di Davide Rondoni

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La forma di poesia più umana possibile è quella che si rivolge al divino: si potrebbe sintetizzare con queste parole l’opera di Lamberti. Il buddhismo costituisce il riferimento principale della raccolta. Nelle intenzioni dichiarate dell’autore c’è infatti l’esigenza di restituire alla spiritualità buddhista un linguaggio che parli all’anima e consenta la percezione diretta del contenuto, spogliato dell’aura di misticismo che rischia di allontanare dal cuore del significato. Magia del tempo breve è «un testo poetico, laico e sacro insieme» che sistematizza le esperienze (anche dolorose), le pulsioni e le emozioni dell’essere umano, testimoniando lo sforzo universale della mente finita per comprendere e avvicinare l’infinito, senza tuttavia perdersi in esso.

Ci sono poeti che sono “poeti nonostante”. Intendo poeti nonostante se stessi, nonostante la precarietà del loro lavoro stilistico, nonostante le convenienze esteriori, e spesso nonostante gli sguardi che la maggior parte delle persone che hanno intorno rivolgono a loro. Sospetto che Mariano sia uno di questi. Ti verrebbe spesso da chiudere questo libro, vuoi di fronte a un uso tronco del verbo all’infinito (quasi una entrata in scena improvvisa di un foscoliano nel Duemila) o vuoi di fronte a immagini che non sai se ingenue o puerili. E però mentre sei lì che pensi queste cose, incroci pochi versi più sotto l’immagine di una «malattia/ che saliva le scale al buio». Cavolo, ecco un poeta! Nascosto a volte persino a se stesso. E poi il libro ha crescite prodigiose: «Vorrei legare il mondo ai tuoi occhi vagabondi/ per vedere il cielo che raddoppia nel mare». Dunque ci si immerge nuovamente in un libro che ha come grande tema il tempo e l’eterno. (Davide Rondoni)

MARIANO LAMBERTI, originario di Pompei, si è formato in filosofia e cinematografia a Roma e New York. La sua carriera poliedrica spazia dal cinema, con opere come Non con un bang e Good As You, al teatro, dove ha diretto Processo a Fellini e Razza sacra. Ha pubblicato romanzi e raccolte di poesie, tra cui Dopo il dolore e Magia del tempo breve. Lamberti si distingue per la sua sensibilità narrativa e visiva, toccando con profondità le corde dell’animo umano.

Pedro Salinas “Nella morte o nel bacio. Dieci poesie e due poemi”, Bibliotheka Edizioni

“NELLA MORTE O NEL BACIO”, NUOVA TRADUZIONE PER DIECI POESIE E DUE POEMI DELLO SPAGNOLO PEDRO SALINAS, CANTORE DELL’AMORE

Testo spagnolo a fronte per la traduzione di Miriam Bruni

Bibliotheka Edizioni

“Alzati e desidera con i piedi sicuri

quel che hai desiderato vacillante

già da molti anni solo col cuore.

Solo il tuo fare ti edifica o ti disfa;

non gli dei che fingono

tra le nubi un vago impero”.

Non esiste favola più bella – canta nelle sue liriche Pedro Salinas – di quella di un uomo che cammina verso la meta desiderata.  A volte si tratta di un treno, o di un negozio, o di un ballo di gala. Altre volte la meta è una persona. Poiché il poeta non porta orologi e sogna di trovare le giuste parole del suo canto, ama e continua ad amare anche quando gli altri dicono, guardando le date: “Aspetta, non è ancora ora, adesso dorme l’amore”. E quell’amore richiede tutto con eccesso: la luce, la vita, il mare. Ma tutto al plurale: le luci, le vite, i mari.
Dieci poesie e due poemi di Pedro Salinas, uno dei maggiori autori spagnoli del primo ‘900, vengono proposti, con il titolo Nella morte o nel bacio, dalle edizioni Bibliotheka nella nuova versione di Miriam Bruni (testo spagnolo a fronte).

I testi raccolti in questa selezione bilingue sono tratti dal volume Pedro Salinas – Poesías completas, Editorial Seix-Barral, Barcelona 1982.. I primi cinque sono contenuti ne “La voz a ti debida”, il poemario amoroso di Salinas certamente più noto al pubblico italiano. I secondi cinque in “Razón de amor”, la raccolta originariamente pubblicata nel 1936. I due ultimi in “Largo lamento”, il libro che chiude la trilogia d’amore di questo importante esponente della Generazione del ‘27.

Nato a Madrid nel 1891 e morto a Boston nel 1951, Pedro Salinas ha insegnato nelle Università di Siviglia e di Murcia e, dopo la fuga dal suo paese in seguito alla guerra civile, alla Johns Hopkins University di Baltimora. Il tema preferito della sua lirica è l’amore, indagato con minuziose indagini di natura psicologica. La traduzione è della bolognese Miriam Bruni, docente di Lingua e letteratura spagnola e autrice di poesie apparse in libri e riviste. Ha vinto il primo premio per la sezione Poesia al Concorso letterario Coop for Words (2017) e il primo premio sezione Poesia al Concorso Otto Milioni (2018).

Francesco Randazzo “E fu sera e fu mattina”, Fara Edizioni

Fara Editore

Dalla postfazione di Alessandro Ramberti:

Il poeta esule ha in sé tracce profonde della nativa Sicilia nella forte compenetrazione di una tonalità sanguigna e abbagliante con il nero assoluto che prefigura l’abbraccio inevitabili che tutti ci attende, quella soglia inquietante e tenebrosa a un oltre che si fa vivo già nell’ora che stiamo – non di rado inconsapevoli – trascorrendo. (…) La poesia di Francesco Randazzo è una lastra fotografica sensibilissima che emoziona e lucidamente registra la ragioni del cuore (del suo e del nostro). (…) I poeti, come i profeti, sanno vedere oltre, lontano e, come Nathan fece con Davide, possono scuoterci, tirarci fuori dalle nostre bolle di transitoria e deleteria onnipotenza.”

Ogni parola è un’invenzione,
ogni suono è una scoperta,
ogni silenzio è rivelazione.

Di tutte le lingue del mondo
quella che ha tutte le risposte
è proprio quella che non sai.

Perché il mistero ti abita
e tutto è inconoscibile,
persino la memoria finge,
senti solo il pulsare dentro
ogni respiro, ti emozioni
per l’attesa, tempo sospeso,
quando tutto è possibile,
quando tutto si dissolve,
tra la terra e il cielo sta
quel che vibra segretamente,
è un battere freddo d’ali,
o lo schianto bruciante,
o la risata flebile di un vecchio,
o la forza d’un abbraccio,
o lo sdegno per il tradimento,
o l’incoscienza di un amore,
o l’invenzione di un Dio amico,
o il divino segreto senza nome.

Francesco Randazzo è scrittore e regista. Laureato in Regia, all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, nel 1991. È attivo in Italia e all’estero come regista e autore per importanti teatri e festival. Ha pubblicato con vari editori, testi teatrali, poesie, racconti e quattro romanzi; ha ottenuto numerosi riconoscimenti in premi di letteratura e drammaturgia nazionali e internazionali. Parallelamente ha svolto attività didattica con corsi di recitazione, regia, drammaturgia e scrittura creativa, storia dello spettacolo, stages e conferenze per varie istituzioni pubbliche e private.

Laura Pavia “Comporre la quiete”,NeP Edizioni

Per l’autrice la scrittura è qualcosa di salvifico, che rappresenta la cura del proprio destino: l’atto creativo assume la funzione di una ricerca costante di una strada conoscitiva di sé e del mondo esterno. La creazione poetica è capace di restituire una realtà più profonda, più vera e meditativa, uno spazio dello spirito dove è sempre possibile ritrovarsi.

Leggendo i versi nella raccolta poetica di Laura Pavia, il pensiero che avvolge il lettore è la genesi dall’inizio dei tempi. La sua solida struttura, intervallata da fotografie di rara bellezza di Giuseppe Tricarico, riesce a cogliere l’essenza dei simboli e l’armonia degli elementi.
I principi fondamentali che costruiscono la dinamica dei componimenti provengono dalla stessa natura, i versi permettono di riordinare ciò che appare in conflitto e gli stessi silenzi diventano così la tela per reinventarsi, il luogo privilegiato dove zittire il conflitto esistenziale.
Analizzare i testi all’interno di questa silloge è come percorrere un cammino di cui diventiamo consapevoli solo una volta completata la lettura.
Attraverso un tempo che è quello della poesia e dell’arte, l’autrice si pone domande indagando la creazione poetica oltre il semplice godimento estetico, oltre la tradizione, muovendosi in uno spazio libero, inconsueto, sperimentale che passa per il dolore prima di arrivare a comporre la quiete.

Anteprima

Brevi note biografiche

Laura Pavia, laureata in lettere classiche, è autrice, tra gli altri, del romanzo “L’orizzonte delle possibilità” (Oceano Edizioni, 2018). Ha pubblicato diverse sillogi poetiche, quali “Sospiri di nuvola” e “Bisbiglia la notte2 (Miso Editore, 2013 e 2015), “Quando la sera” (Planet Book, 2017), “La Miseria del cielo” (Pensa Editore 2019), “L’ombra delle parole” (Nep Edizioni, 2022). Vincitrice di numerosi Premi letterari nazionali e internazionali. Fra i più recenti: Primo premio Assoluto al concorso Leandro Polverini (2018), Primo premio al concorso Internazionale di Letteratura Contemporanea Lucius Annaeus Seneca (2020) sezione poesia inedita, Primo premio al Premio Internazionale Enrico Ratti (2022), Premio della Giuria al concorso La Gorgone d’Oro (2023) sezione silloge edita; Premio Speciale della giuria al concorso Premio Nazionale di Poesia Città di Partanna-Grifo d’Argento (2023) e Primo Premio al concorso Vitruvio, Le Muse (2024) sezione poesia inedita.Già vicepresidente dell’Associazione “Sentieri Diversi”, è socio fondatore dell’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche, membro titolare dell’Accademia Tomitana e dell’Accademia Lèopold Sedar Séngor. Vive a Sannicandro di Bari (BA).

Daniele Turrini “La collina dei cocci… Una Spoon River romana”

“La collina dei cocci”, il nuovo libro di Daniele Turrini, è una piccola gemma letteraria che intreccia poesia e musica in modo unico.
Questa raccolta di sonetti “romanizzati” ci porta a riscoprire le vite di personaggi del passato e i loro antichi mestieri, ormai quasi scomparsi.
Attraverso versi ricchi di suggestioni e atmosfere, Turrini dà voce a storie dimenticate, riportando alla luce un mondo che appartiene alla memoria e al cuore di chi lo legge.

Così l’autore racconta “La collina dei cocci”

Una fascinazione. Mi viene da pensare che l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, si sia furtivamente introdotta nella mia anima, sedimentandosi giorno per giorno, fino a provocare un’impellenza narrativa, che ho cercato di soddisfare con la realizzazione di questa piccola opera.
In realtà, tutto nasce dall’ascolto di un disco, o meglio di un concept album (come dicevano una volta quelli della mia età), realizzato dal più grande poeta- musicista italiano, Fabrizio de André.
NON AL DENARO, NON ALL’AMORE, NÉ AL CIELO è per me un disco di formazione negli anni giovanili (oltre che un assoluto capolavoro).

Ma per molto tempo l’ho ascoltato solo in quanto prodotto musicale. Poi ho scoperto la suggestione e l’insopprimibile attrazione provocata dalla lettura dell’opera letteraria che lo aveva ispirato.

Daniele Turrini biografia

Nato a Roma il 31 agosto 1964. Ha pubblicato con piattaforme di self publishing, con Aletti Editore e con Edup. L’autore ha partecipato al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 9 al 13 maggio 2024, selezionato nella sezione self publishing con il libro “LUCI, OMBRE E VOCI- la parola ai dipinti di Caravaggio”.

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La strategia di comunicazione dell’autore Daniele Turrini è affidata a Sara Servizi Editoriali.

Valentino Ronchi “Ma tu l’hai letto “Il giovane Holden”?, Graphe.it

Frammenti di vita in versi ipnotici: Milano, periferie urbane e dell’animo umano si mescolano in una geografia dello spirito poetica e profonda.

Collana Le Mancuspie diretta da Antonio Bux

in libreria dal 26 settembre

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(L’appostamento)

Struggente e irripetibile andare
per il paese io e te sotto i portici
(fa freddo, ne manca alle rondini)
in cerca del tuo innamorato,
il sabato, il pomeriggio dei bambini.
È lui? Mi pare di vederlo. Forse sì,
forse no. Aspetta, sì, eccolo,
dai, andiamo. E stringi più forte
la mano.

Valentino Ronchi, già autore di romanzi e sillogi poetiche di rara eleganza, torna con una raccolta di versi che cattura l’attenzione per la sua capacità di frammentare la vita in sequenze ipnotiche di senso. Un caleidoscopio di incontri, situazioni e paesaggi cesellati tra le pagine, dove l’Hinterland di Milano si fonde con altre periferie più distanti, anche quelle dell’animo umano. Lingua semplice legata al dialogo che porta alla luce epifanie del quotidiano, mentre il risvolto civile, quasi mai di denuncia ma più un’espressione di un sentimento laico, è uno degli architravi della poetica dell’autore lombardo. Versificare tagliente, ironico e irriverente che lega l’incontro tra il dettato lirico e un atteggiamento di tendenza narrativa. Un’opera da non perdere per gli amanti della poesia contemporanea.

VALENTINO RONCHI (Milano 1976) ha pubblicato i libri di poesia L’epoca d’oro del cineromanzo (nottetempo 2016), Primo e parziale resoconto di una storia d’amore (nottetempo 2017), Buongiorno ragazzi (Fazi 2019) e i romanzi Riviera (Fazi 2021) e Quasi niente (fve 2024).

Mary de Rachewiltz “Processo in verso. Tutte le poesie italiane”, presentazione

Le poesie italiane di Mary de Rachewiltz sono qui raccolte per la prima volta in un unico volume, sorprendente per l’ampiezza e l’intensità con cui racconta per istantanee la storia di una vita fra cultura e natura. Dal Tirolo natìo agli Stati Uniti, all’Africa; dagli studi di artisti ed editori ai salotti del bel mondo, alle apparizioni di letterati e amici, fra cui molti protagonisti del Novecento. Primo fra tutti il padre e maestro Ezra Pound[…](da Bertoni Editore)

La figlia di Ezra Pound, traduttrice di poesia, soprattutto dei Cantos, opera del padre che la occupò per circa un trentennio e uscita poi in versione integrale nel 1985 per il centenario della nascita di Pound, ritorna in libreria con le sue poesie, tutte in un’unica raccolta con il titolo Processo in verso. Tutte le poesie italiane a cura di Massimo Bacigalupo ed edite da Bertoni.

Il suo esordio come autrice avvenne nel 1965 con Il diapason, per le edizioni di Vanni Scheiwiller, cui seguirono, sempre per Scheiwiller, Di riflesso (1966), Processo in verso (1973) e Polittico. Poesie 1985-1995 (1996); con l’editore Raffaelli Gocce che contano (1994) e Canzoniere (2002); oggi, con l’aggiunta di svariati testi inediti, sono raccolti insieme per la prima volta.

Tematiche ricorrenti sono riferite al Tirolo dove è vissuta, ma vi trovano spazio molti viaggi in varie parti d’italia, in Africa, in Inghilterra, negli Stati Uniti, così come la natura in genere e il lavoro dei campi, prevalentemente scritte in italiano ma anche  versi o passaggi in lingue diverse: provenzale antico, francese, spagnolo, tedesco,inglese.

Luigia Veccia “Troppo è l’amore per essere compreso”, NeP Edizioni

Reduce dal successo del romanzo “Il gazebo dei pini” e della raccolta di racconti “Le vite di Sara”, Luigia Veccia torna in libreria con “Troppo è l’amore per essere compreso”, una raccolta di poesie e prose poetiche edita da NeP edizioni.

All’interno della raccolta, differenti sono le fonti di ispirazione. Diversi sono gli stimoli sensoriali e intellettuali, così come mutevoli sono gli stati d’animo espressi dalla voce narrante. L’amore appare sicuramente come il tema predominante nella poetica dell’autrice: un amore variegato e caleidoscopico, immanente e a tratti ossessivo che, attraverso schegge sentimentali e tenui sollecitazioni emotive, permette di addentrarsi nei recessi remoti della sua interiorità. Ulteriore tematica ricorrente è il perenne conflitto fra luce e buio. L’autrice gioca molto sui contrasti cromatici e concettuali e alimenta un mosaico variegato di sensazioni e misteriose alchimie.

Anche la natura permea questi componimenti, con il suo respiro invisibile e la sua fusione perfetta di elementi e scenari paesaggistici, tra l’alternarsi delle stagioni e il ricordo attuale di odori e sapori. Viene dato inoltre spazio alla dimensione della memoria. I versi percorrono l’inesorabile logorio del tempo che scorre, in una malinconica e struggente sospensione spaziale e temporale, mentre sfumature quasi oniriche scandiscono frammenti di vita vissuta. L’autrice opta per la scelta di un doppio registro stilistico, costituito sia dai versi sciolti che da quelli liberi della prosa poetica, la cui alternanza si presta ad una lettura piacevole e ad una interpretazione lineare, in una ricerca costante dell’ineffabile significato del vivere.

L’Anteprima

Luigia Veccia è nata il 2 dicembre 1952 a Caserta, dove ha sempre vissuto insieme ai suoi cari. La sua è un’esistenza come tante. Da sempre appassionata di letteratura, ha letto numerosi libri ma solo recentemente ha deciso di girarsi dall’altra parte del tavolo e di incominciare a scrivere. Sempre con NeP edizioni, ha pubblicato nel dicembre 2023 il romanzo “Il gazebo dei pini” e nel gennaio 2024 la raccolta di racconti “Le vite di Sara”. 

Giamapaolo Giampaoli “Emozioni difficili”, presentazione

“Tutta la raccolta nasce dal desiderio di liberarsi da
pesi condizionanti, per condividere con l’altro quella aspirazione alla
serenità, al quieto appagamento interiore che il contatto catartico
con la poesia offre. Un ideale espresso con parole illuminanti, usate a mo’ di colpi di luce, come farebbe il pennello di un pittore, non per ritrarre la realtà, ma per riconfigurarla in poesia.[…]
I versi si sgranano con un ritmo compositivo lineare, sciolto, linguisticamente ricco, ma accessibile e sussurrato per non mettere in difficoltà chi legge, perché gli intendimenti dal poeta arrivino nitidi e

possano essere accolti e ricordati da chi li incontra”.(dalla Prefazione di Carla Paolini)

Emozioni difficili: il titolo suggerisce la rinascita della sensibilità, che avviene attraverso il contatto con la natura. Il poeta riscopre la necessità della catarsi dalle sofferenze della moltitudine dei luoghi e degli eventi della civiltà, il contatto assoluto con gli elementi del paesaggio rurale, in un contesto che rimanda all’universo del mito e sollecita la riflessione sulla morte.(da Controluna Edizioni di poesia)

Alcuni stralci

Gocce
A mio padre

Rivedo gli occhi
mai dimenticati
e il vento soffia
nella mia mente
mentre immagino
l’incontro.
Poche parole
bastano per noi;
una fantasia, la mia fantasia,
mentre l’acqua lava il cielo
le parole sono gocce
che conducono all’eterno

Ti avrei

Ti avrei parlato,
ma mi avrebbe ascoltato
solo il ciliegio in fiore,
ornamento del creato
a esaltare bellezza
fin dentro le emozioni.
Ti avrei ascoltato,
ma le tue parole le avrebbe
inghiottite l’atmosfera ovattata,
stanca di registrare
i nostri umori malati.
Nel silenzio vedo
il tuo volto esprimere
vicinanza, poi lontananza,
indecisione e comprensione

Giampaolo Giampaoli

Dottore di ricerca in Storia, Giampaolo Giampaoli insegna materie letterarie. La sua prima raccolta “Diario di poesia” è stata pubblicata da Prospettiva Editrice nel 2002. Dopo l’impegno nella ricerca, il ritorno alla poesia è stato nel 2017 con la “Qualità dei sentimenti” (Pagina tre) e nel 2020 con “Parole raccolte” (Sillabe di sale). Giampaoli è redattore del blog Mangialibri. (da Controluna Edizioni di poesia)

Maria Giusi Ledda “Le strade invisibili del vento”, NeP Edizioni

Una nuova raccolta poetica impreziosisce il catalogo di NeP edizioni. Si tratta di “Le strade invisibili del vento” di Maria Giusi Ledda, poetessa raffinata e coinvolgente.
Nel volume ritroviamo gli affetti e i luoghi che la circondano nello scenario della sua adorata isola: “Nella mia Sardegna, abbracciata dal cielo e dal mare, lo scorrere delle stagioni, metafora della nostra esistenza, attraversate dalle invisibili strade del vento, che sferza o
accarezza, nascono emozioni che evidenziano le orme del mio cammino, nei sentieri, spesso tortuosi, dell’anima”.
Una poesia che sa essere silenziosa e austera, terapeutica nella sofferenza, sa farsi speranza e sintesi illuminante di alcuni dei più importanti e ricorrenti temi che fanno vibrare la sensibilità della poetessa.
Molte composizioni della raccolta sono brevi, ricondotte ai vari momenti di ispirazione e agli stimoli che sollecitano di volta in volta l’autrice, che riesce ad interrogarsi con eccezionale lucidità e profondi sentimenti. Emozioni che, da soggettive, diventano patrimonio di tutti.
Fonte di appagamento spirituale è il rapporto con la natura. Le luci, i profumi, i colori e i suoni convergono in un carosello di sensazioni, sempre preziose anche quando la vita le traduce in pianto.
Versi dalla delicata e intensa musicalità, che manifestano un’acuta sensibilità in sintonia con una colta ispirazione e offrono un’ampia gamma di temi di riflessione.
Composizioni dal forte impatto emotivo, che sono preziosi scrigni delle tante emozioni che la Ledda sa cogliere e generosamente trasmettere ai suoi lettori.

Maria Giusi Ledda vive e lavora tra Cagliari e Oristano. Terminati gli studi universitari, partecipa giovanissima al dibattito culturale sulle problematiche femminili e giovanili con inchieste giornalistiche e radiofoniche. Giornalista professionista, ha ideato e condotto per Rai Sardegna numerosi programmi di successo, tra i quali: “Eva miele amaro”; “Dal nuraghe alla Luna; “Salute Donna”, da cui è nato il libro “Donna salute donna”, un viaggio nella medicina al femminile.
Da anni si occupa di comunicazione e informazione sanitaria. Ha già pubblicato i volumi di poesie “A sorre mia uno cantigu”, in lingua sarda e “Indelebili rughe dell’anima”.