Manuel Vilas intervista di Alessia Rastelli da Il Corriere Cultura

leggi l’intervista a Manuel Vilas di Alessia Rastelli

e anche

la recensione di Fernando Aramburu (traduzione di Bruno Arpaia) da tuttolibri La Stampa

la recensione su DLa Repubblica di Rosella Pastorino

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Silvia Volpi “Alzati e corri, direttora” un assaggio da Il Tirreno e l’intervista all’autrice

“Alzati e corri, direttora” della pisana Silvia Volpi al debutto con Mondadori (228 pp. 18 euro). È un giallo la cui protagonista, la “direttora” di un quotidiano cittadino, si preannuncia come un personaggio scoppiettante e sorprendente. 

Vai all’assaggio del romanzo e all’intervista di Nicola Stefanini

Karin Slaughter “Frammenti di lei” intervista di Enrico Franceschini da La Repubblica

Karin Slaughter “Sono la scrittrice con la pistola”

di ENRICO FRANCESCHINI

Incontro con la regina americana del crime, 35 milioni di copie vendute in puro stile hard boiled: “In casa ho un’arma per difendermi e so sparare”. E sulla letteratura dice: “Odio i romanzi ombelicali alla Franzen”

LONDRA

I figli credono di conoscere i propri genitori, ma ignorano quasi tutto di quello che ha preceduto la loro nascita: e il passato, se ritorna, può contenere sorprese. È la premessa di Frammenti di lei, ultimo romanzo di Karin Slaughter, soprannominata la “regina del crimine” dall’alto di 35 milioni di copie vendute in trenta paesi, risposta femminile o meglio femminista al genere hard boiled di Raymond Chandler e Dashiell Hammett. Non a caso il libro ha due donne per protagoniste, madre e figlia: quando un killer minaccia una strage in uno shopping center, la prima salva la seconda rivelando capacità impreviste e da quel momento nulla è come prima.

…continua a leggere l’intervista di Enrico Franceschini a Karin Slaughter

e anche

Karin Slaughter “Frammenti di lei” recensione di Tiziana Lo Porto da DLa Repubblica

Intervista a Gianrico Carofiglio di Paolo Conti da Il Corriere

«Volete essere letti? Fatevi capire»

Gianrico Carofiglio: troppe oscurità in libri e sentenze, comprendere è un diritto

di Paolo Conti

Lo scrittore da tre settimane primo in classifica con «La versione di Fenoglio» (Einaudi Stile libero)

«Il libro nasceva come un saggio, diciamo come un manuale di tecnica di indagine. Per riflettere su un metodo ma anche su come porsi, in generale, rispetto alla vita. Avevo anche pensato a una forma teatrale, con un dialogo tra due personaggi astratti: ma c’era il rischio mortale del teatro pedagogico. Insomma, il lavoro mi appariva, non saprei ora dire veramente perché, tutto fuori posto, disordinato. Mi dicevo: questa è la volta che davvero non ce la faccio. Poi, misteriosamente, è riemerso in me il personaggio del maresciallo Pietro Fenoglio e così… tac-tac-tac… tutto si è rimesso magicamente a posto».

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e anche:

Gianrico Carofiglio “La versione di Fenoglio” e altri scritti a cura di Maurizio Amore su Consigli.it

Hans Tuzzi “Il Trio dell’Arciduca” intervista di Salvina Pizzuoli su Prosa e Poesia

INTERVISTA A HANS TUZZI

 

 

 

 

 

 

-Posso dire di aver letto tutti i suoi romanzi e vari suoi saggi; sono sicuramente una  affezionata estimatrice della sua prosa e della sua capacità inventiva. Ciò premesso, per restare al genere giallo, dopo La morte segue i magi, un “Melis” tra i miei preferiti, ho trovato davvero entusiasmante questo ultimo lavoro, Il Trio dell’Arciduca, e il  personaggio di Neron Vukcic, un giovane eccentrico, arguto e sottile, agente  dello spionaggio  dell’Impero austro-ungarico. Ma chi è Neron Vukcic? Lo strillo  in copertina apre spiragli, ma resta un giallo nel giallo.

Intanto, grazie per la stima e per le lodi al mio ultimo libro. Ha notato, parlando di spionaggio, che spostando una lettera “spiragli” diventa “spiargli”? Visto che siamo nel campo del fantastico, diciamo “chi potrebbe essere Neron Vukcic”. Come lei sa, in alcuni gialli Rex Stout afferma che Nero Wolfe è nato in Montenegro, anche se in alcuni volumi lo dice nativo di Trenton, New Jersey. Di fatto – e le biografie scritte sul personaggio lo confermano – né Archie Goodwin né il lettore sanno davvero chi è Nero Wolfe. E Neron Vukcic? Potrebbe non avere alcun rapporto biografico con il personaggio di Stout. Mi divertiva però suggerire al lettore questa possibilità. In fondo Wolfe potrebbe benissimo mentire quando dice in più di un’occasione a Goodwin che durante la guerra fece l’agente segreto per l’Austria. Questo vale, naturalmente, anche per la casa in Egitto, o per il lurido carcere di Algeri. Insomma, l’uno non è l’altro. Ma avrebbe potuto esserlo.

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