Leopoldo Pomés “Teoria e pratica di pane e pomodoro”. Con una ricetta gourmet di Nicola Santini. Graphe.it Edizioni

Leopoldo PomésTeoria e pratica di pane e pomodoroCon una ricetta gourmet di Nicola Santini

Pagine 64 con illustrazioni in bianco e nero, prezzo 7 euro.

Non propriamente un libro di cucina, nemmeno un libro di memorie, eppure chiamarlo semplicemente “saggio” non gli renderebbe giustizia: questo è un volume – è il caso di dire – gustoso, che parla di cibo e di tanto altroIl tema è la semplice preparazione del pane con pomodoro, caposaldo della tavola tradizionale catalana (ben conosciuto anche in Italia). Ci si intrufola dunque nelle case delle generazioni passate, si legge di nonni e merende, e del pane e pomodoro si scopre la storia, la pratica e l’arte. Perché si tratta di cucina povera e popolare, ma la pietanza è tutto fuorché priva di un intento estetico, di un amore per il fare con cura che all’autore è caro quanto il sapore. Il tono ironico e ricco di ricordi affettuosi soddisfa l’appetito di qualsiasi lettore, anche il più digiuno di esperienza culinaria. A impreziosire il testo, una ricetta proposta da Nicola Santini

Nell’apparente semplicità del pane e pomodoro Pomés ha trovato la ricetta della sensualità, del piacere e della vita che tante volte ha fotografato (David Trueba)

Da Graphe.it Edizioni

[…]”Teoria e pratica di pane e pomodoro non è un libro di ricette, ma una lunga riflessione su questa preparazione che è considerata uno dei piatti più diffusi della Catalogna. Come potete immaginare, è una riflessione che deve essere per forza ironica e in questo Leopoldo Pomés è un maestro. Racconta della nascita di questo pane (una possibile storia, giacché è impossibile sapere come sia nato), descrive i sapori, spiega quando mangiarlo e anche quando non mangiarlo. Credetemi, sarete assaliti da una voglia irrefrenabile di saziarvi pane e pomodoro.

L’edizione italiana è introdotta da un commento di Juliet, figlia di Leopoldo, e ha una ricetta gourmet di Nicola Santini, che tutti conosciamo come esperto di bon ton ed è un appassionato di cucina”.

e anche

Brevi note biografiche

Fotografo e scrittore LEOPOLDO POMÉS (Barcellona 1931-Girona 2019) nel 1961 fonda lo Studio Pomés insieme a Karin Leiz, madre dei suoi quattro figli, diventando fin da subito un punto di riferimento per il mondo della pubblicità. Molte delle sue campagne appartengono all’immaginario popolare spagnolo. Crea la cerimonia inaugurale dei Mondiali di Calcio di Spagna1982 e partecipa a campagne per la candidatura di Barcellona ai Giochi Olimpici nel 1992. La sua dedizione alla gastronomia e la sua natura curiosa in molti campi lo portano ad aprire ristoranti e a scrivere testi di cucina.

Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati “La cucina del buon gusto” recensione di Salvina Pizzuoli

I libri dedicati alla cucina o che indagano attorno ai piatti e alle pietanze sono davvero tantissimi, corredati di ricette non vogliono essere solo ricettari, ma presentare il proprio punto di vista sul cibo, questo incredibile elemento vitale che ci impegna e continua a impegnarci anche se, come afferma l’autrice, Simonetta Agnello Hornby, il rapporto con il cibo e con il cucinare è davvero cambiato.

La cucina del buon gusto non vuole solo essere un percorso della memoria che indugia e si sofferma sui piatti tradizionali rinnovellando un’infanzia ed una giovinezza in luoghi lontani da quelli in cui le autrici sono poi vissute, vuole essere una riflessione sul cibo, nell’attuale quotidianità dominata da tanta fretta e in cui per necessità il fast food predomina, e sul valore del cucinare per sé e per gli altri: per far questo molti capitoli presentano come introduzione stralci dalle pagine tratte da Anthelme Brillat-Savarin “Fisiologia del gusto”, un autore francese, scritte nel lontano 1825, in cui alterna a riflessioni sui cinque sensi, anche descrizioni, aneddoti, digressioni filosofiche e di costume, insieme a notazioni scientifiche, indagando il mondo del cibo sotto l’aspetto sociale; compito che implicitamente l’ autrice affida al proprio testo scritto a quattro mani con Maria Rosario Lazzati:

Cucinare è il legame benefico con la natura attraverso la scelta e la preparazione degli ingredienti. La consapevolezza di quello che si cucina, del perché lo si cucina e per chi, dà godimento e appaga i sensi[…]Cucinare ci fa sentire umani […] Cucinare è il piacere di prendersi cura dei propri cari […] cucinare le ricette di casa è sentirsi vicini alla propria famiglia e parte della sua storia. Chi vive lontano dal paese d’origine prova un senso d’appartenenza quando condivide un piatto casalingo con la famiglia o con gli amici, ma anche se lo consuma da solo. Cucinare distrae e placa l’ansia.

E non mancano ricordi e riferimenti a quanto si va affermando, a momenti simpatici, a descrizioni di ambienti, all’arte di apparecchiare e ricette ed eventi che intrattengono piacevolmente il lettore. E, soprattutto, questo testo sa di abbracci, calore, affettività, sa di famiglia, fa Natale, quello di una volta e che ci manca molto!

Dal Catalogo Feltrinelli Editore

“Brillat-Savarin è stato per noi una scoperta recente. Avevamo già deciso di scrivere un libro di cucina per esprimere la profonda gioia che ci dà il cucinare e il grande conforto che ne abbiamo tratto vivendo all’estero. Volevamo celebrare la gastronomia e i piaceri dei sensi che si incontrano nel preparare il cibo, nel servirlo e nel mangiarlo. Cucinato, condiviso, consumato da soli, regalato; occasione d’incontro, simbolo di appartenenza a gruppi e a religioni, nutrimento del corpo e della psiche, il cibo è potentissimo antidoto contro l’isolamento e la tristezza. Rosario […]all’estero, cucinava per mantenere la propria identità […]Molte alunne della sua scuola di cucina londinese frequentano i corsi da anni, perché hanno imparato che cucinare aiuta a stare meglio. Simonetta, cuoca per tradizione familiare e per necessità, ha sperimentato attraverso le vicissitudini della vita il valore catartico della cucina. Per lei, la cucina e la tavola, oltre a essere elementi fondamentali dell’esistenza, costituiscono un trionfo dei sensi, della bellezza e dell’ospitalità.”

Brevi note biografiche

Simonetta Agnello Hornby, palermitana, laureata in giurisprudenza, vive da tempo a Londra. Ha esercitato la professione di avvocato aprendo a Brixton lo studio legale “Hornby&Levy” specializzato in diritto di famiglia e minori. Nel 2002 esordisce con La Mennulara cui seguono La zia Marchesa, del 2004, La monaca, del 2010 e Caffè amaro, del 2016.

Maria Rosario Lazzati, milanese, con La cucina del buon gusto (con Simonetta Agnello Hornby; Feltrinelli, 2013) racconta la sua esperienza culinaria, sia in famiglia sia come insegnante di cucina.

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Simonetta Agnello Hornby Piano nobile