Amalia Viti “Una prof nel sottoscala”, NeP Edizioni

Un libro sincero e appassionato, che nasce direttamente dall’esperienza professionale dell’autrice e offre una testimonianza autentica sul problema dell’integrazione scolastica. Un tema spesso dibattuto tra gli specialisti del settore ma il più delle volte ignorato dal grande pubblico.

Amalia Viti racconta il cammino percorso, per due anni scolastici, come insegnante di sostegno della piccola Eva, una bambina che frequenta la seconda classe delle medie inferiori affetta da una particolare forma di autismo.
Insieme, giorno dopo giorno, si trovano a combattere numerose battaglie: dalle frequenti crisi di rabbia, all’ostilità dei compagni di classe, sino al “muro di gomma” degli altri insegnanti.
A ciò si aggiunge il grave sospetto che si voglia contrassegnare la disabilità di Eva come incurabile o, peggio ancora, come semplici capricci, da reprimere con severità.
Un percorso che porta Eva, dopo una fase di chiusura iniziale ad aprirsi maggiormente al mondo e Amalia a tenere una cronistoria al fine di comprendere meglio tutta la situazione, registrando gli avvenimenti e i progressi fatti.
Attraverso il “Diario di Eva e Lia” verrà fuori un quadro articolato fatto di passioni, sogni e delusioni, animato da un messaggio di speranza libero e incondizionato.
Una relazione, quella tra allieva e insegnante, che diviene uno scambio reciproco. Una crescita graduale, dove entrambe imparano qualcosa l’una dall’altra.
Perché la scuola dovrebbe essere il luogo democratico per eccellenza, dove ogni cittadino possa essere incluso nel processo di apprendimento e formazione culturale nel migliore dei modi possibili.
Per l’autrice il libro è “una storia che merita di essere raccontata”. Una storia che insegna a non avere mai paura, perché c’è sempre un modo per potersi risollevare, insieme alle persone giuste cui potersi affidare.
E sono l’amore, la pazienza e la volontà la chiave vera per affrontare tutto.

Amalia Viti nasce a Napoli e si laurea in lettere presso l’Università “Federico II”. Insegnante di materie letterarie per diversi anni, si specializza nel sostegno ai bambini con disabilità. La predisposizione e l’amore per i più piccoli la porteranno a diventare volontaria presso l’ospedale “Bambino Gesù” di Roma. Assidua frequentatrice dei salotti letterari romani,
collabora come Vicepresidente all’Accademia Romana della Rosa. È autrice di alcune raccolte di poesia in vernacolo e in lingua italiana e diversi racconti, con cui ha conseguito posizioni di rilievo in numerosi concorsi letterari.
Con NeP ha pubblicato: “Tra magia e realtà” (2019), “Iesce Sole” (2021) e “La foresta Blu e altre storie” (2022).

Daniela Alibrandi “Storie tra luci e ombre”, presentazione

Storie tra luci ed ombre è la nuova edizione dell’antologia di racconti
I doni della Mente, rivista e aggiornata con testi inediti e una nuova veste grafica: in copertina, per gentile concessione dell’artista Massimo Rossetti, una sua opera(Oil on Canvas “Ragazza 1992”).

I temi trattati sono vari e propongono aspetti della nostra attualità indagati introspettivamente, racconti brevi, fantascienza e fiabe contemporanee. I nuovi racconti inseriti hanno già avuto un significativo successo in Germania e in Spagna, grazie al blog letterario E-Dida a cura di Stefano Angelo.

Quattro dei racconti presenti nell’antologia saranno protagonisti per altrettanti sabato sulla home della nostra rivista a partire da sabato 8 novembre.
Un gradito omaggio dell’autrice ai nostri lettori

La Quarta di copertina

Il link al blog dell’autrice

della stessa autrice su tuttatoscanalibri

I più recenti:
I delitti della Vergine
I delitti del Mugnone
la trilogia Crimini del Labirinto
e i molti precedenti
“Quelle strane ragazze”
“Nessun segno sulla neve”
“Una morte sola non basta”
“Un’ombra sul fiume Merrimack”
“Il bimbo di Rachele”
“I misteri del vaso etrusco”
“Viaggio a Vienna”
Quella improvvisa notte a Venezia
Daniela Alibrandi in Racconti racconti racconti: corti, con brivido, fantastici

Alda Merini “Il mio labirinto di assurdo silenzio”, presentazione

Merini inedita: tre piccole e preziose raccolte emerse dagli archivi della casa editrice Manni

Introduzione di Giacomo Poretti e Daniela Cristofori

In questo libro compaiono tre piccole e preziose raccolte inedite di Alda Merini emerse dagli archivi della casa editrice, tutte risalenti al biennio 1988-1989, anni molto intensi sul piano personale e creativo per la poetessa: La piccola Spoon River, con ritratti di personaggi dei Navigli milanesi; Breviario sconsacrato, che ruota attorno al Centro psico-sociale frequentato dopo il manicomio, ai medici, ai pazienti, alla percezione che dal “di fuori” si ha della malattia mentale; I filibustieri della follia, con versi dedicati ad amici e amori; e altre poesie, anch’esse inedite, in cui protagonista indiscussa è la passione, declinata in varie sfumature ma sempre colore dominante dell’esistenza.(da Manni Editori)

Il ritrovamento nell’archivio della Casa Editrice lo svela nel suo articolo, apparso sul Corriere (25 ottobre 2025), Ida Bozzi che così scrive illustrando le nuove proposte editoriali della Manni ( Casa Editrice fondata a San Cesario di Lecce nel 1984 da Piero Manni (1944-2020) e dalla moglie Anna Grazia D’oria) che, rinnovando il progetto grafico, porta in libreria varie novità e riedizioni arricchite e aggiornate, come ha esplicitato a Ida Bozzi Agnese Manni, figlia di Piero, che insieme alla madre e alla famiglia continua l’opera del padre nella Casa editrice:

[…]Tra le prime uscite da ieri in libreria, due titoli di Alda Merini: innanzitutto, un’autobiografia in poesia e in prosa ormai classica, curata da Piero Manni nel 2005, Sono nata il ventuno a primavera. E poi una novità, un volumetto di inediti assoluti della poetessa, della quale Piero Manni era amico di lunga data, Il mio labirinto di assurdo silenzio, questo nuovo titolo (che mercoledì 29 ottobre sarà presentato a Milano, alla Libreria Pontremoli, ore 18) ha una storia particolare, spiega Agnese Manni: «Dopo che l’archivio e la Biblioteca di Anna Grazia D’oria e Piero Manni e della casa editrice Manni hanno ricevuto dal ministero della Cultura nel 2022 il riconoscimento di interesse storico, è iniziato un progetto (a cura di Università del Salento, Roma Tre e Lum di Bari) per creare un archivio fisico e digitale di tutto questo materiale: migliaia di carte, manifesti politici, locandine, testi, manoscritti…». E prosegue: «Così, tra le migliaia di carte, sono state ritrovate tre piccole ma organiche raccolte di versi di Alda Merini, del tutto inedite. Spesso Alda Merini scriveva a mio padre inviandogli poesie, pensieri, note: ricordo che sulle buste a volte Merini scriveva solo “Manni Lecce”, eppure le lettere, miracolosamente, arrivavano». Ora le tre raccolte inedite sono riunite nel libro, con un’introduzione di Giacomo Poretti e della moglie, la psicoanalista Daniela Cristofori”.

La Quarta di copertina

Harper Lee “La terra del dolce domani”, presentazione

Feltrinelli

La terra del dolce domani, un racconto che dà il titolo alla raccolta, inedita fino ad oggi; tradotta da  Mariagiulia Castagnone per  Feltrinelli, curata e introdotta da Casey Cep, biografa ufficiale dell’autrice

[…]“Una raccolta di alcuni tra i suoi primi racconti, finora mai pubblicati, che aiutano a spiegare come la ragazzina proveniente da South Alabama Avenue si sia trasformata in un’autrice bestseller che ha incantato generazioni di lettori in tutto il mondo. Scritti nel decennio che precede Il buio oltre la siepe, dopo che Lee si era trasferita a New York nel 1949, queste storie, i primi otto racconti del volume, presentano alcuni dei personaggi e delle ambientazioni che l’autrice avrebbe presto reso famosi, e rivelano alcune delle contraddizioni e dei conflitti che cercò di risolvere per tutta la vita” (dall’Introduzione)

Racconti inediti e saggi pubblicati tra il 1961 e il 2006, inseriti nel volume per la prima volta, dell’autrice de Il buio oltre la siepe (1960) e di Va’, metti una sentinella;  nel 1962 il romanzo della Harper Lee fu tradotto e pubblicato  in Italia da Feltrinelli; occorsero altri 53 anni per leggere il secondo; con il  primo vinse il premio Pulitzer per poi essere adattato in un film che vinse tre Oscar ed ebbe tra i protagonisti Gregory Pec, al quale è dedicato un particolare ritratto presente all’interno della raccolta, così come a Truman Capote, amico della Harper Lee sin dall’infanzia e al quale si ispirò per il personaggio di Dill ne Il buio oltre la siepe. Il Corriere del 21 ottobre lo riporta, di seguito alcuni stralci:
In una fredda giornata autunnale del 1959, Truman Capote partì per il Kansas armato di un bauletto pieno di generi commestibili sufficienti a garantirgli qualche settimana di vita in quella terra ostile, senza avere idea che avrebbe dedicato i cinque anni successivi a un lavoro incredibilmente stimolante, una vera sfida al suo talento […]
e che conclude dopo aver presentato le sue caratteristiche di uomo e di scrittore eccezionale
“All’inizio provò un senso di estraneità particolarmente intenso ma poi, pian piano, con infinita pazienza, si insinuò nel tessuto del paese, diventando una cosa sola con il territorio e riuscendo, con i suoi doni straordinari, a scrutare nel fondo di molti cuori.La popolazione del Kansas passerà il resto dei suoi giorni a cimentarsi in un gioco affascinante, quello di scoprire Truman, ma ciò che lui scorse in loro aiuterà la gente di tutto il mondo a scoprire se stessa”.

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di ottobre 2025

Stefano Terra “Alessandra” Oltre Edizioni

Simona Genovali “C’era una volta un padre”

Julian Barnes “Diciassette diverse possibilità di fallire”

Elsa Morante “La Storia”

Olivier Guez “Mesopotamia”

Alessandro Barbero “San Francesco”

Vania Pirillo “Enanthelios” NeP Edizioni

Francesco Recami “Il tesoro del Casoretto. Sei storie della casa di ringhiera”

Sergio Ferdinandi “Carlo I D’Angiò. Il sogno di un iompero mediterraneo” Graphe.it

Poesia

Silverio Scramoncin “Le stelle cadono una volta sola”, NeP Edizioni

 Un’originale raccolta di racconti

Sedici storie che, pur non seguendo un apparente filo conduttore, sono unite da un elemento profondo e sottile: lo sguardo compassionevole dell’autore verso le dinamiche umane e sociali. È proprio questa particolare sensibilità a rappresentare il motore creativo che anima l’intera raccolta e che si traduce in osservazione lucida e partecipazione empatica, mai espressione di giudizio o superiorità.

Come consuetudine stilistica dell’autore, i protagonisti non hanno nomi propri, ma sono identificati da semplici lettere dell’alfabeto, prive di riferimenti espliciti. Questa scelta consente al lettore un coinvolgimento attivo nella definizione dei personaggi e delle loro sfumature, senza alcun tipo di condizionamento.
Si tratta di figure spesso fragili, smarrite, immerse in situazioni impreviste e in un contesto instabile, in costante cambiamento, che sfugge a qualsiasi tentativo di interpretazione lineare. Sembrano in balia degli eventi e della complessità dell’esistenza, trovandosi ad affrontare trasformazioni profonde, spesso innescate da accadimenti inspiegabili o inaspettati. Riescono in questo modo a entrare in contatto con il lettore, offrendogli uno specchio in cui riconoscere frammenti di sé.

L’autore ha composto i racconti rileggendoli ad alta voce, riprendendo un’antica pratica ormai quasi dimenticata, per regolare il respiro e la musicalità del testo, due elementi per lui essenziali per la scrittura narrativa.
I dialoghi, misurati e densi, lasciano spazio a monologhi interiori di grande forza emotiva, in cui l’introspezione si approfondisce progressivamente, svelando complessi livelli di pensiero, moti interiori e domande esistenziali.

Una lettura che invita a riflettere, combinando emozioni profonde con un piacevole stimolo intellettuale, per un’esperienza coinvolgente e significativa.

Silverio Scramoncin è nato Roma, dove ha conseguito la Laurea in Lettere con una tesi in Storia dell’Arte. Ha svolto attività teatrali, interpretando ruoli, curando l’adattamento alla scenografia e musicando testi. Dal 2011 al 2018 ha collaborato con la compagnia teatrale “Paltò Sbiancato”, componendo ed eseguendo le musiche e le canzoni di nove spettacoli rappresentati a Roma e partecipando alla XVII edizione del Festival del Teatro Patologico di Roma. Per NeP ha pubblicato, nel 2024, “Seduto alla sua destra” – un saggio storico sulla formazione del Cristianesimo primitivo, scritto con Rita Pietropaoli – e la raccolta di racconti “La casa degli alisei”.

Dello stesso autore su tuttatoscanalibri

La casa degli alisei ed altri racconti

 Lisa Bjärbo- Johanna Lindbäck – Sara Ohlsson:”UGLY GIRLS- L’account”, Beisler Editore

Arriva anche in Italia il romanzo che ha venduto 38.000  in Svezia ed è stato tradotto in 7 lingue.

Traduzione di Samantha K. Milton Knowles

Collana: MATERIE PRIME

BEISLER

Dal 31 ottobre in libreria

Età: 13+

Svezia. Tilde, Jasmine ed Eleni frequentano la stessa classe, ma conducono vite separate. Quando su Instagram compare l’account “Ugly Girls”, le tre si uniscono, improvvisandosi detective unite da una precisa missione: scoprire l’autore del “catalogo” che pubblica foto di ragazze brutte.
Tilde è la prima a essere colpita, con una foto dove non è venuta affatto bene. Ogni giorno lo sconosciuto posta una nuova “ragazza brutta”, ma i sospettati ben presto si rivelano innocenti. Quando su “Ugly Girls” esce la foto di Amanda, una compagna con il volto deturpato da un incendio, la questione si fa seria e in molte aderiscono alla caccia allo sconosciuto. 
Un romanzo intimo e corale al tempo stesso, a dimostrare che la forza delle donne scioglie ogni matassa. Una grande storia di amicizia e di lotta ad armi bianche contro la morbosità della rete. Rivendicando il diritto ad essere uniche!

«Uno, due, tre, cacca? Sul serio? Come se avessero tre anni. La cosa patetica e che il trucchetto aveva funzionato quasi con tutti. Nella foto tutti i suoi compagni di classe sorridono o ridono. Nel bel mezzo di quell’allegria c’è lei che sembra uno zombie, si potrebbe forse dire. A voler essere buoni. Uno zombie drogato, a voler essere sinceri. Occhi mezzi chiusi e bocca mezza aperta. Quando il fotografo aveva scattato lei aveva gli occhi chiusi e stava anche facendo una smorfia strana. E purtroppo lui aveva scelto proprio quella foto per l’annuario scolastico. E una di quelle foto che vorresti eliminare e non rivedere mai più. Tanti auguri, se finisce nell’annuario scolastico. La settimana scorsa, quando sono arrivate le copie a scuola, avrebbero benissimo potuto annullare le lezioni del pomeriggio. Tutti lo sfogliavano come pazzi. Commentavano e facevano i confronti. «Peccato», ha detto dopo un po’ Linnea riguardo a Tilde e alla foto di classe. Sembrava una mamma gentile che vuole consolarti, ma non trova altro da dire se non «No, che peccato. Uffa, che sfortuna.» Si. Certo. Una sfortuna. All’incirca una catastrofe totale. La foto più brutta di sempre. E ora sul telefono di Linnea c’è proprio quella. Qualcuno ha fotografato la foto di classe, zoomato su Tilde, l’ha pubblicata su insta, su un account che si chiama… Tilde deve ricontrollare per essere sicura di aver letto bene: @uglygirls. L’account si chiama @uglygirls. «Ma che e?» Tilde non l’ha mai visto e non ne ha mai sentito parlare: @uglygirls. Dio santo.»


Lisa Bjärbo è nata nel 1980 e dal suo esordio nel 2006 ha pubblicato circa venti libri. Si è affermata come autrice di narrativa per bambini e ragazzi, ma ha scritto anche diversi libri di cucina. Nel 2018 ha ricevuto il prestigioso Premio Astrid Lindgren, oltre ad altri riconoscimenti per la sua produzione letteraria.

Johanna Lindbäck è nata nel 1972 e, prima di dedicarsi completamente alla scrittura, ha lavorato come insegnante di scuola superiore. Oltre a tenere conferenze e laboratori di scrittura creativa, è autrice di numerosi libri per bambini e ragazzi e si occupa anche di traduzioni.

Sara Ohlsson è nata nel 1977 e ha lavorato per molti anni nella televisione per ragazzi. Oggi è scrittrice a tempo pieno e, oltre ai romanzi per giovani adulti, è autrice della popolare serie di libri su Frallan, dedicata ai lettori dai 6 ai 9 anni.

Emerita Cretella “Luna rossa. Gli inganni nascosti”, Armando Editore

Armando Editore

dal 27 ottobre in libreria


Anna Ridolfi viene definita fragile, disturbata, forse spinta al suicidio da un’instabilità latente e pericolosa. Ma lei al risveglio dal coma per la caduta da un terrazzino parla di una lunga violenza subita, e tutto cambia.
Accanto a lei Paolo, un uomo insospettabile, colto, affermato, rispettato.
Chi mente? Chi dei due vuole manipolare la realtà?
La procuratrice Maddalena Lipari indaga in cerca di una verità difficile da trovare, nascosta tra le pieghe di pregiudizi e ambiguità. E mentre ricostruisce i tasselli di questa vicenda, affiora anche la sua storia personale segnata da un sogno notturno ricorrente, inquietante e da una luna rossa che si riflette nelle acque profonde di memorie nascoste. 
“Luna Rossa. Gli inganni nascosti” è un romanzo dove ogni risposta solleva nuove domande e la verità si rivela sempre più sfuggente.

Emerita Cretella, antropologa, scrittrice e autrice, si occupa da anni di tematiche legate al genere, ai diritti e alla memoria culturale. Ha condotto ricerche e promosso attività culturali sui temi della parità e della giustizia sociale. Ha pubblicato saggi e racconti, tra cui Guarda come una donna. Storia nelle storie (Armando Editore, 2024), di cui è curatrice e autrice. Insieme a Michela Nacca dirige la collana “Voci di donne”, per la valorizzazione di progetti culturali al femminile che intreccino narrazione, ricerca e impegno civile. In Luna Rossa. Gli inganni nascosti l’autrice affronta in chiave narrativa le problematiche legate alla violenza di genere, alla manipolazione della realtà e alla condizione femminile, intrecciando indagine, introspezione e denuncia sociale.

Lorenzo Foltran “Khalvat”, Graphe.it


Un viaggio poetico tra amore, spiritualità e memoria, alla ricerca di un intimo rifugio interiore

Collana Calligraphia

Graphe.it

Dal 26 ottobre in libreria

Khalvat è una parola in antico persiano che può voler dire “isolamento”, “rifugio”, ma anche “intimità”. Nella tradizione sufi indica il raccoglimento necessario alla contemplazione. Un termine evocativo e stratificato, perfetto per dare titolo alla nuova raccolta poetica di Lorenzo Foltran. Dopo Il tempo perso in aeroporto (Graphe.it, 2021), Lorenzo Foltran torna con un’opera intensa e strutturata in tre movimenti, che accompagna il lettore lungo un percorso di progressivo raccoglimento: dall’amore sacro e senza tempo, alla forza dei legami nel presente, fino al fluire incerto e personale della memoria.
Nella prima parte, la parola poetica si fa preghiera laica, evocando un amore immerso nel quotidiano ma proteso verso una dimensione spirituale, dove l’umano e il divino si toccano senza confondersi. La seconda sezione dà voce a un sentimento che resiste nel tempo, si misura con la materia, si rinnova nella fatica dell’esistere. Infine, nella terza parte, un naufrago in piscina galleggia tra ricordi e proiezioni, in un mondo liquido dove passato e futuro si sfiorano in una sospensione emotiva.
Con Khalvat, Foltran conferma la sua capacità di dare forma a un lirismo sobrio e profondo, che intreccia riferimenti culturali, tensione spirituale e sensibilità contemporanea

Lorenzo Foltran è nato a Roma e vive in Francia. Dopo gli studi in italianistica all’Università Roma Tre, ha conseguito un master in management dei beni culturali tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’École Supérieure de Commerce de Paris. Ha lavorato in Italia e Francia per festival e istituzioni culturali (tra cui la Casa delle Letterature, l’Institut français e la Fête de la Gastronomie). Ha pubblicato In tasca la paura di volare (Oèdipus, 2018) e poesie su riviste letterarie e quotidiani come La Repubblica. Vincitore del Concorso Nazionale Sinestetica nel 2019, ha già pubblicato con Graphe.it Il tempo perso in aeroporto (2021).

Sergio Ferdinandi “Carlo I d’Angiò. Il sogno di un impero mediterraneo”, Graphe.it

In occasione della ricorrenza dei 2500 anni dalla fondazione dell’antica Neapolis nel 475 a.C., la collana I Condottieri contribuisce alle iniziative commemorative celebrando la figura storica di Carlo I d’Angiò che, a partire dal 1266, conferì a Napoli il ruolo di grande capitale mediterranea.

Collana I Condottieri

Graphe.it

Dal 26 ottobre in libreria


 Crociato, re, stratega: Carlo d’Angiò fece di Napoli una capitale e cambiò il destino del Mediterraneo

Figura chiave della storia medievale, Carlo I d’Angiò fu recrociato protagonista della politica mediterranea del XIII secolo. Dopo le vittorie su Manfredi e Corradino, trasformò Napoli in capitale del regno e sognò un impero mediterraneo, infranto però dai Vespri siciliani.
Questa biografia ne ricostruisce l’ascesa e l’eredità, in concomitanza con i 2500 anni dalla fondazione di Neapolis, a cui il Nostro conferì il ruolo di grande capitale mediterranea.

SERGIO FERDINANDI (Sedan 1963), archeologo e storico medievista, dirigente generale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ha ricoperto diversi incarichi governativi. Componente del Consiglio Superiore per i beni e le attività culturali e paesaggistici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, esperto della Commissione nazionale italiana UNESCO per le crociate e Bisanzio, è membro di diversi istituti di ricerca storica e archeologica internazionali fra i quali l’ISMEO-Associazione internazionale di studi sul Mediterraneo e l’Oriente e la Scuola Archeologica Italiana di Cartagine (SAIC). Docente e relatore in convegni nazionali e internazionali, è autore di numerosi saggi e contributi scientifici in particolare sull’Oriente Crociato. Con Graphe.it edizioni ha pubblicato Goffredo di Buglione. Il cavaliere perfetto (2020).