Piccola collana di classici: da leggere, rileggere o regalare

Una piccola collana di classici da inserire nella propria biblioteca.

Belle e immortali pagine di racconti,

pagine da non perdere di grandi autori italiani e stranieri.

con il testo a fronte:

“Il diavolo nella bottigliae “l’Isola delle voci

di Stevenson

il racconto di Poe “Una discesa nel Maelström”

(si consiglia il cartaceo con il testo a fronte, nell’ebook infatti il testo originale non può essere a fronte, ma è inserito in fondo)

Una collana di racconti o una scelta di novelle corredata da prefazione e note:

Arrigo Boito “L’alfier nero”

Arrigo Boito “Il pugno chiuso”

Luigi Capuana “Novelle” (Cinque novelle scelte)

Grazia Deledda “La regina delle tenebre” (Sei racconti)

Giovanni Verga “Le storie del castello di Trezza”

Igino Ugo Tarchetti “Racconti gotici”

Federico De Roberto “La Paura”

I romanzi con prefazione e note

Verne “La sfinge dei ghiacci”,” Il conte di Chanteleine“, “L’inverno tra i ghiacci“”I violatori del blocco e Martin Paz”, “La rivolta del Bounty e Un dramma in Messico”

Stevenson “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”

Jasmine L. Quan “Zampe in viaggio. Gigia alla scoperta dell’Italia cat-friendly”, Accornero Edizioni

La prima guida per gatti avventurosi e i loro umani!
La guida a misura di gatto

Con fotografie di Gigia

Accornero Edizioni

Dal 12 dicembre

Viaggiare con un gatto è impossibile?
Jasmine L. Quan e la sua gatta Gigia dimostrano il contrario in questa guida unica nel suo genere, unendo il memoir umoristico a un pratico manuale di viaggio. L’opera è il racconto irriverente e divertente di un’avventura attraverso diverse regioni italiane, vissuta tra le “catastrofi” quotidiane (guinzagli spariti, cadute in mare, incontri-scontri con cani e imbarazzanti “bisogni” in ristoranti chic) e la gioia di esplorare il mondo con il proprio felino.

Il progetto nasce con l’obiettivo di esplorare il Bel Paese attraverso gli occhi di un gatto, fornendo una risorsa pratica e dettagliata per chi viaggia con felini. La sezione “Zampe sulla mappa” offre un elenco dettagliato di ristoranti, bar e luoghi d’interesse (divisi in “Food & Drink” e “Scopri”) realmente testati e approvati (o bocciati) dalla severissima Gigia. Il libro mappa e promuove ristoranti, borghi e caffè dove i gatti sono più che benvenuti, svelando un’Italia sorprendentemente accogliente per i viaggiatori a quattro zampe, da Venezia all’Abruzzo. 
Il libro si rivolge non solo agli amanti dei gatti e ai viaggiatori con animali al seguito, ma a chiunque voglia scoprire l’Italia da una prospettiva inedita e baffuta.
«Gigia non è solo la mia gatta: è la mia compagna d’avventura, la mia maestra zen e il mio promemoria quotidiano di quanto sia più bello vivere quando si ha il coraggio di rischiare», afferma l’autrice Jasmine L. Quan. Le pagine raccontano un viaggio che dimostra come, con un po’ di pazienza e spirito d’avventura, sia possibile scoprire le meraviglie d’Italia senza lasciare indietro i propri compagni felini. Questa guida è un invito a guardare il mondo da una nuova prospettiva, celebrando il legame speciale tra umani e animali.
Per seguire le avventure di Gigia e scoprire tutti i luoghi testati, visita GigiaTravelCat.com. Dove potrete anche raccontare le vostre avventure di viaggio con i gatti e scaricare gratis foto di Gigia in giro per Italia! I lettori sono inoltre incoraggiati a condividere le proprie esperienze di viaggio cat-friendly sui social media usando l’hashtag #GigiaCatFriendlyItaly.

Jasmine L. Quan, autrice di “Il Dono di Gigia: Dall’addestramento delle tigri a quello di un gatto” è una donna dalle passioni molteplici e dalla determinazione incrollabile, il cui percorso di vita è un esempio di resilienza e un impegno a lasciare un’impronta tangibile del proprio passaggio su questo mondo. Laureata presso l’Università di Pechino e con un doppio titolo MBA/MA alla Wharton School of Business, Jasmine ha operato come responsabile del settore licenze mondiali per Gucci, immergendosi nel mondo del lusso. Tuttavia, i suoi viaggi globali la portarono a un confronto diretto e scioccante con la difficile situazione della fauna selvatica. Questa consapevolezza innescò una svolta totale: abbandonò la sua carriera per dedicarsi alla conservazione. In prima linea nel “Progetto Tigre della Cina Meridionale”, un’iniziativa visionaria da lei fondata, Jasmine ha supervisionato per oltre un decennio l’allevamento e l’addestramento di oltre una dozzina di tigri, in un audace esperimento di reintroduzione in natura. Il suo lavoro, presentato da media come BBC e CBS 60 Minutes e raccontato nel documentario Last Chance Tiger, ha aperto una nuova strada per la conservazione dei grandi felini. È autrice di due libri sull’argomento: Rewilded: Salvare la Tigre della Cina Meridionale e Diario della Tigre della Cina Meridionale. Il suo legame profondo con i felini, dai più maestosi ai più domestici, trova una nuova espressione in Zampe in Viaggio. Dopo l’esperienza raccontata in “Il Dono di Gigia”, Jasmine ha intrecciato il suo amore per i gatti e per l’anima dell’Italia in questo libro, ma riconosce umilmente di non essere mai stata la vera narratrice di queste storie. Il suo ruolo è stato principalmente quello di seguire, annotare e fotografare Gigia, la vera autrice spirituale di questo progetto. Insieme, hanno trasformato ogni viaggio in una ricerca della perfezione felina, creando un manifesto per chi crede che un’avventura sia completa solo se condivisa con il proprio gatto.

Sara Bontempi “L’Educatrice”, presentazione

“L’educatrice”, il nuovo thriller psicologico di Sara Bontempi

Un romanzo teso, inquietante, che esplora le zone d’ombra della mente umana e il potere distruttivo della manipolazione psicologica.

Cosa accade quando la paura si annida nella mente, e la libertà diventa un ricordo?
Sara Bontempi trascina il lettore dentro un labirinto mentale fatto di suggestioni, inganni, seduzione psicologica e sopravvivenza.
Al centro della storia tre ragazze sequestrate, costrette a confrontarsi con una donna dall’apparenza irreprensibile, capace di trasformare la fragilità delle sue vittime in terreno fertile per un “percorso di rieducazione” disturbante e metodico.
L’apparente calma della sequestratrice nasconde un passato inconfessabile che l’ha plasmata in ciò che teme e venera allo stesso tempo: un’“educatrice”, convinta di salvare ciò che lei stessa spezza. Attraverso un crescendo di tensione e manipolazione, il romanzo scandaglia ferite invisibili, dinamiche di assoggettamento e una lotta disperata per riconquistare la propria identità.
“L’educatrice” è un thriller psicologico che non parla solo di prigionia fisica, ma soprattutto di quella mentale, di quanto facilmente la mente umana possa essere guidata, distorta, catturata.
E di quanto coraggio serva davvero per spezzare le catene più difficili da vedere: quelle che portiamo dentro.
Un romanzo potente, inquietante, emotivo.
Un viaggio nella psiche dove nulla è come sembra.

L’autrice

Sara Bontempi, nata in provincia di Varese nel 1979 e oggi residente nel Golfo dei Poeti, in Liguria, lavora come freelance offrendo servizi di promozione editoriale ad autori e artisti.
Ha partecipato a diversi concorsi letterari e i suoi racconti sono stati inclusi in antologie come Giappone Desire, Nippomania, Racconti Vol. 3 – Alcova Letteraria e Diventa ciò che sei di Atile Edizioni. Nel 2023 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Il bacio sulla fronte (LFA Publishing), premiato per “Spunti di analisi e dialettica” al XII Premio Letterario Internazionale di Poesie e Narrativa della Città di Sarzana.
Nel 2024 è uscito il suo secondo romanzo, Penny (Atile Edizioni).
L’educatrice è la sua nuova e più intensa prova narrativa, un thriller psicologico che conferma la sua voce originale nel
panorama contemporaneo.

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri

Penny
Il bacio sulla fronte
Il Golfo dei Poeti.A spasso per Lerici, San Terenzo, Tellaro.

Cristina Cassar Scalia “Mandorla amara”, nei commenti di Mar

Bentornata, Vanina!

Cristina Cassar Scalia dopo quella che forse è stata una pausa dalle vicende della sua protagonista, il  vicequestore Vanina Guarrasi, con il romanzo “Delitto di benvenuto. Un’indagine di Scipione Macchiavelli”, torna nuovamente a narrare le vicende professionali e non di Vanina con “Mandorla amara” e lo fa, come negli altri romanzi che l’hanno vista protagonista, con un intreccio narrativo accattivante e dinamico, una costruzione linguistica fluida che regala quel piacere unico e particolare che dà la lettura di un testo scritto bene e una capacità di mescolare le caratteristiche strettamente professionali di Vanina con i suoi aspetti più profondamente emotivi. 

Insieme a lei il lettore ritrova alcuni dei protagonisti che ha imparato a conoscere nei loro tratti distintivi come, per citarne solo alcuni, il commissario in pensione Patanè, l’avvocata Maria Giulia De Rosa, il medico legale Adriano Calí, il magistrato Paolo Malfitano e l’insostituibile padrona di casa, Bettina. Il tutto senza mai tralasciare quel viscerale amore per la cucina siciliana, dispensatrice di  benessere fisico ed emotivo che l’autrice riesce a trasmettere al lettore.
Il romanzo ha una conclusione “aperta” che fa presagire che l’autrice ci regalerà presto, speriamo, un altro pezzo di vita professionale e umana di Vanina. 

Della stessa autrice su tuttatoscanalibri:

Cristina Cassar Scalia “Delitto di benvenuto”, nei commenti di Mar

Delitto di benvenuto

Sabbia nera

La logica della Lampara

Il talento del cappellano

L’uomo del porto

La salita dei saponari

La carrozza della santa

Il Re del gelato

La banda dei carusi

Il castagno dei cento cavalli

Scalia, De Cataldo, De Giovanni, Tre passi per un delitto

Le stanze dello scirocco

Federica Iacobelli “Il paese dei matti”. Premio dei lettori Lucca-Roma 2026

Federica Iacobelli presenta a Lucca il suo libro “Il paese dei matti” sul sopravvivere alla vita e alla guerra, selezionato per l’assegnazione del Premio dei Lettori Lucca-Roma 2026

Appuntamento martedì 9 dicembre a Villa Rossi (Gattaiola, Lucca)

È Federica Iacobelli la prossima ospite di Villa Rossi: il suo romanzo uscito per Bompiani a maggio è stato selezionato dalla Società Lucchese dei Lettori per la 39sima edizione del Premio dei Lettori Lucca-Roma e l’autrice sarà a Villa Rossi (Gattaiola-Lucca) martedì 9 dicembre alle 18 grazie al sostegno della Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Il romanzo, incentrato sulla forza e la luminosità degli affetti in tempo di guerra, sulla solidarietà che va oltre i pregiudizi e travolge le abitudini di un’intera comunità, sarà introdotto da Daniela Marcheschi, critica letteraria, studiosa di letteratura e antropologia delle arti.

Il romanzo. 
Bassa emiliana, maggio 1944. La piccola Gianna, suo fratello Carlo e la sorella Adriana lasciano la città, resa pericolosa dai bombardamenti, per sfollare con la famiglia in un paese che agli occhi della bambina sembra dominato da un castello da fiaba. In realtà il palazzo è un grande manicomio da cui un giorno Gianna vede uscire una bara scortata solo dal vecchio parroco e allora, per compassione, si accoda, suscitando lo sconcerto degli abitanti del paese, perché quando i matti muoiono nessuno li accompagna. È l’inizio del legame tra la bambina e quello strano posto, il castello-manicomio da cui le arrivano piccoli giochi, doni fragili creati da un uomo rinchiuso tra quelle mura. Un romanzo sulla forza e la luminosità degli affetti in tempo di guerra, sulla solidarietà che va oltre i pregiudizi e travolge le abitudini radicate di un’intera comunità.

L’autrice. Federica Iacobelli  lavora da oltre vent’anni con la scrittura in diversi ambiti, muovendosi fra i materiali di realtà e quelli di immaginazione, il pubblico dei ‘grandi’ e quello dei ‘piccoli’, i racconti e romanzi di sole parole, le storie per immagini, le scene del teatro, dei libri illustrati, della televisione. Ha pubblicato racconti lunghi, racconti brevi, testi teatrali e romanzi, spesso dedicati ai lettori giovani, e scritto soggetti, sceneggiature per il cinema documentario e d’animazione e per la televisione, testi per il teatro di prosa e musicale: un lavoro che, quando è scrittura funzionale ad altre arti, nasce in dialogo con altri artisti e professionisti (illustratori, musicisti, attori, registi). Oggi alterna al lavoro di autrice un’attività di insegnamento di sceneggiatura e scrittura drammaturgica. Dal 2019 è ideatrice, direttrice-scout e curatrice della collana di letteratura teatrale per giovani lettori ‘i gabbiani’ (Edizioni Primavera): una collana dalla vocazione internazionale che cerca, sceglie, traduce e pubblica drammaturgie jeune public dall’Italia e dal mondo, e che è arrivata oggi non solo a venti titoli in catalogo ma anche a un Premio Andersen alla miglior collana per ragazzi.

Il Premio dei Lettori è un premio letterario istituito a Lucca nel 1988 dalla Società Lucchese dei Lettori, fondato da Francesca Duranti e Antonio Dini, e destinato alla migliore opera di narrativa presentata nel corso dell’anno sociale nell’ambito delle iniziative dell’associazione. Le attività dell’associazione sono aperti a tutti e l’ingresso è libero.

Daniela Alibrandi “L’amore giovane”, il quarto racconto tratto dall’antologia “Storie tra luci e ombre”

Oggi 6 dicembre “L’amore giovane” il quarto racconto di Daniela Alibrandi tratto dalla sua antologia“Storie tra luci e ombre”


È l’amore giovane quello che sento per te e io per prima non riesco a credere che sia trascorso quasi mezzo secolo dal momento in cui lenostre labbra si sono toccate. E non fu un semplice tocco, ma un attorcigliamento di lingua e di carne, di sete che veniva placata dal tuo sapore, dalla tua saliva. Anche se poco più che adolescente io ti avevo sempre cercato e quello fu ritrovarti.
Non c’è nulla di maturo, invecchiato, antico tra noi due. Al tuo tocco la mia pelle freme come allora, quando ti avvicini sento ancora l’emozione di quando guidavi e mettevi la freccia, lasciando la strada principale per entrare in quella stradina, sì quella che costeggiava il campeggio, e io sapevo che volevi stare solo con me, e non mi avresti riportato a casa,
almeno per un’altra ora.
E quando penso che gli anni inesorabili andranno avanti, so già che nel nostro distacco ci sarà ancora la struggente nostalgia di quei baci, la lacerante disperazione che sentivamo quando tu, militare, dovevi partire e io ti venivo a salutare alla stazione. Piangevo e tu mi consolavi, ma avevi gli occhi lucidi anche tu. Poi, quando il treno partiva, tu
continuavi ad agitare il basco finché i convogli sparivano alla curva e io restavo sola, impaurita e, con l’unico desiderio di riaverti vicino, andavo ad aspettarti.

Daniela Alibrandi “Storie tra luci e ombre”

I racconti su tuttatoscanalibri

Daniela Alibrandi “L’ultima prospettiva”, il primo dei quattro racconti

Daniela Alibrandi “Il bacio dei vecchi”

Daniela Alibrandi “L’ultima casa”

Maurizio Zaccaro “Bellissima dea.La storia di Clara Calamai”, Vallecchi

Dal successo travolgente di Ossessione all’ombra del silenzio: la parabola di un mito.

«Clara Calamai fu una vera e propria invenzione di Visconti. Credo non ci fosse allora nel cinema italiano una figura femminile che avesse la possibilità di diventare sullo schermo sesso e simbolo come fece Clara.»  Giuseppe De Santis

Prefazione di Emanuela Martini

Vallecchi

Dal 5 dicembre 2025

Clara Calamai è stata il primo scandalo del cinema italiano. Bellissima, sensuale, altera come una diva francese, nel 1942 osò ciò che nessuna attrice aveva mai fatto prima: apparire a seno nudo ne La cena delle beffe, sca­tenando lo scandalo e la fascinazione di un intero Paese sotto dittatura. Un anno dopo, con Ossessione di Luchino Viscon­ti, rinunciò agli abiti eleganti e al trucco, prestando il volto e il corpo a Giovanna, la bottegaia frustrata che inaugurò il ne­orealismo. Da quel momento divenne il simbolo di una generazione: l’immagine che i soldati italiani portavano al fronte nel portafogli, la donna proibita che incarnava il desiderio e il peccato. Ma Clara Calamai non fu solo la diva con­turbante degli anni Quaranta. Fu anche una donna inquieta, fragile, piena di pas­sioni e paure, che scelse a un certo punto di abbandonare le luci del set per insegui­re affetti e normalità. Un ritiro improvviso che la rese ancora più leggendaria, come una Greta Garbo italiana. Poi, quando sembrava ormai dimenticata, la chiamata inattesa: Dario Argento la volle in Profon­do rosso, restituendole una nuova, inquie­tante immortalità. Bellissima dea è il romanzo di una diva che bruciò di scandalo e desiderio, e che pagò con il silenzio e l’ombra il prezzo della sua unicità.

Scrive l’Autore nella Postfazione: 

Ci sono voluti più di due anni per completare questo libro ma devo dire che sono stati ben spesi, alternando la scrittura alla ricerca delle fonti, alla visione dei suoi innumerevoli film, almeno quelli che ancora si trovano (altri purtroppo sono considerati perduti come “L’adultera” – 1946 – di Duilio Coletti , “Pietro Micca” – 1938 – di Aldo Vergano, o difficilmente reperibili come “Amanti senza amore” – 1948 – di Gianni Franciolini) e soprattutto agli incontri con chi Clara Calamai l’ha conosciuta e frequentata per motivi familiari o professionali. Ora che questa straordinaria macchina del tempo si è fermata e il lavoro è compiuto posso dire che Clara mi mancherà parecchio. Restano queste pagine, è vero, resta la sua voce sottile nella mia memoria, il suo sguardo “orientale”, la sua eleganza “francese” e infine restano le sue parole, a volte allegre, altre velate da una malinconia insanabile: “L’ho sempre presa sbagliata questa vita mia. Ho sempre pensato che non si può essere felici, con il padre e la madre che devono morire, con tutti questi animali che devono essere uccisi, con tutto questo dolore che si vede nel mondo.”

Maurizio Zaccaro è regista e sceneggiatore. Fra i suoi film ricordiamo Dove comincia la notte (1991), David di Donatello come miglior regista esordiente, L’Articolo 2 (1993), premio Solinas per la sceneggiatura, Il carniere Un uomo perbene, Nour (2019). Dal 2000 a oggi ha diretto inoltre numerosi docu­mentari, sceneggiati e film per RaiUno e Mediaset, fra i quali Fernanda. Ha pubblicato Bleu (Maggioli, 2017), La scelta. L’amicizia, il cinema, gli anni con Ermanno Olmi (Vallecchi, 2020) e Sotto il sole. Racconti di uomini animali e ombre (Vallecchi, 2022).

Jurij Tynjanov “Il sottotenente Kižè”, Bibliotheka Edizioni

Nuova traduzione dal russo della novella Il sottotenente Kižè, che ha ispirato una suite di Prokofiev e un film. Un divertente e corrosivo ritratto della Russia zarista ai tempi di Paolo I

UN BANALE ERRORE DI SCRITTURA DÀ VITA A UN UFFICIALE INESISTENTE, CHE FARA’ UNA SORPRENDENTE CARRIERA E SARA’ ONORATO DALLO ZAR

A cura e con la traduzione dal russo di Francesca Tuscano

Nota di lettura di Roberto Alessandrini

Bibliotheka

Dal 5 dicembre

Un copista militare maldestro e inesperto compie due errori nello scrivere altrettante ordinanze da sottoporre alla firma di Paolo I, imperatore di Russia: una persona in carne e ossa viene data per morta e un individuo inesistente viene destinato a una favolosa carriera.
È un divertentissimo e corrosivo ritratto della Russia zarista quello offerto dalla novella di Jurij Tynjanov Il sottotenente Kižè, scritto nel 1928. La novella ebbe molto successo al punto da ispirare un film con lo stesso titolo, diretto nel 1934 da Aleksandr Michajlovic Fajncimmer, e la Suite op. 60 di Sergej Prokofiev.

È lo zar Paolo I a firmare le due ordinanze che certificano ufficialmente due fatti mai avvenuti e che saranno ritenuti veri, per banali errori di scrittura, dalla conformistica società statale e dall’ottusa burocrazia militare: la cancellazione dai ranghi dell’esercito di un tenente la cui esistenza verrà completamente ignorata, e la parallela creazione di un ufficiale virtuale, il sottotenente Kižè, il quale andrà incontro a eventi reali, di cui resterà traccia nei documenti ufficiali. Inizialmente fustigato e deportato in Siberia, sarà poi promosso e farà una brillante carriera nei ranghi dell’esercito. Avrà persino una moglie e un figlio, ma alla fine si ammalerà, morirà e sarà onorato con funerali di Stato alla presenza dell’addolorato sovrano.

[…] nella novella storica di Jurij Tynjanov Il sottotenente Kiže un banale errore di trascrizione agisce come motore, anche in questo caso identitario, della vicenda. Un giovane e inesperto scritturale è intento a ricopiare l’ordine del giorno che dovrà essere sottoposto al sovrano. Angosciato dal ritardo, dalle interruzioni e dal timore di sbagliare, commette due involon­tarie mistificazioni che producono effetti inattesi, ma reali. Pur non esistendo, il sottotenente Kiže esiste in virtu’ di un lapsus, di una semplice maiu­scola su un documento. Ufficiale ignoto e incorporeo, senza volto, ma con un cognome, Kiže sarà esiliato in Siberia su ordine dell’imperatore, poi richiamato dall’esilio, promosso al grado superiore e persino sposato a una dama d’onore. Ai tasselli di questa elementare biografia si deve aggiungere la notorietà che presto si assocerà al suo nome assieme al rigore della sua condotta militare. L’errore di scrittura che lo ha generato lo protegge da ogni possibile sbaglio e lo proietta in un mondo di perfezione irreale perché gli automa­tismi della finzione militar-burocratica non ha al proprio interno la possibilità di emendarsi: tutti fin­gono di vedere ciò che non esiste. (Roberto Alessandrini)

Jurij Tynjanov (1894-1943), nato in una famiglia della borghesia ebraica russa, studiò all’Università di San Pietroburgo, dove conobbe Šklovskij ed Ėjchenbaum, con i quali fondò la Società per lo studio del linguaggio poetico, centro del Formalismo russo (insieme a Jakobson, Propp e altri linguisti e critici letterari). Dal 1925 iniziò la sua attività nella narrativa e nel cinema, prima come consulente presso gli studi della Leningradkino, poi come sceneggiatore.

Stefano Cerati “(Don’t Fear)The Reaper. Testi e canzoni dei Blue Öyster Cult “, Tsunami Edizioni

Per la prima volta un libro italiano indaga i testi e la musica dei Blue Öyster Cult, una delle band hard rock più influenti e originali di sempre.

Collana Le Tormente 25

Tsunami

Dal 5 dicembre

I Blue Öyster Cult sono una band particolare e unica sotto molti aspetti. Grazie alla sapiente guida del loro manager, produttore, paroliere principale e mentore Sandy Pearlman, hanno sviluppato un concept unico che, partendo dalle suggestioni cosmiche e aliene di H. P. Lovecraft, ha sviluppato un mondo lirico in cui s’intrecciano alchimia, storia, occultismo, orrore e magia, andando ben oltre agli scopi della loro casa discografica che voleva farne “semplicemente” la risposta americana ai Black Sabbath. La loro carriera frastagliata e tormentata, ma che li vede attivi ancora oggi dal 1967, ha prodotto vendite per oltre trenta milioni di dischi, ma soprattutto ha contribuito a dare al genere heavy metal, termine inventato proprio per la loro musica, una connotazione intelligente, intrigante e profonda, tanto che il loro rock è stato etichettato come «metal for the thinking man». Primi a usare i laser in concerto e l’abbigliamento denim & leather, hanno sempre avuto un lato misterioso, horror, ambiguo e criptico, difficile da decifrare fino in fondo, e che si sublima nel concept di Imaginos, un alieno che cambia le sorti del mondo attraverso due secoli di storia. Ripercorrere la carriera dei Blue Öyster Cult attraverso le loro canzoni e i loro testi vuol dire addentrarsi in una delle avventure più affascinanti del mondo del rock.

Stefano Cerati è un giornalista e scrittore milanese, attivo nel campo del rock da quasi trent’anni. Ha collaborato per numerosi periodici rock e metal e dal 2009 è editore della rivista Rock Hard. Per Tsunami Edizioni ha scritto per la serie “I 100 Migliori Dischi” i volumi sulla NWOBHM, sul thrash, sul death e sul doom. È inoltre autore degli acclamati saggi Heavy Metal – 50 anni di musica dura Black Mass – La Storia dell’Occult Rock e di Black Sabbath – Masters Of Reality, il volume dedicato ai testi del periodo classico della band di Birmingham.

Luca Magnano “Futuri”, presentazione

Racconti come finestre aperte sul futuro, o meglio su futuri possibili e impossibili.
Un uomo si sveglia nel cuore della notte, perseguitato dalle interruzioni pubblicitarie che scandiscono la sua vita; un’auto costosa non basta a proteggere un uomo e sua figlia da una città che va in pezzi; in una scuola superiore le sparatorie sono entrate a far parte della quotidianità; in una valle devastata dal riscaldamento globale, si dà la caccia a una strega armata di antiche tecnologie; nel bel mezzo di una guerra civile, i morti rifiutano di essere morti… Futuri che ci assediano, preoccupano, spaventano… ma che lanciano un monito: guardare in faccia ciò che potrebbe accadere, serve a guardare in faccia il presente.( dal Catalogo Montag Edizioni)

Stralci da una recente intervista (23 ottobre 2025) :

Futuri è la mia prima raccolta di racconti, in precedenza avevo pubblicato solo qualcosa su riviste online o in antologie. È un libretto, undici racconti brevi, come portata narrativa si potrebbe paragonare a un album musicale. Alcuni dei racconti sono in prima persona, altri in terza. Quello che li accomuna l’essere ipotesi su cosa potrebbe riservare il futuro dell’umanità, e su come l’elemento umano possa continuare a esistere in condizioni mutate e, nella maggior parte degli scenari, difficili”.
“Per molti anni, e per svariate ragioni, la scrittura breve mi è parsa la più congeniale, quella che praticavo più spontaneamente e con meno difficoltà”. […]
[…]”La crisi del capitale e quella climatica, la distruzione degli ecosistemi e la mercificazione di tutto ciò che esiste sono alla radice di tutte le situazioni descritte in questi racconti”.
[…]”i miei racconti in genere nascono da riflessioni oziose o trascrizioni di sogni, che passano attraverso successivi stadi di riscrittura finché non trovano una forma”.

Luca Magnano vive e lavora a Torino. Futuri è la sua prima raccolta di racconti.