Andrev Walden “Maledetti uomini”, presentazione

Un romanzo di formazione in cui, con una gioia narrativa che vira nel fiabesco senza cancellare il nucleo doloroso della storia, Andrev Walden rifà suo l’umorismo disarmante e la crudezza innocente del bambino di allora che, maschio tra maschi mediocri quando non violenti, non solo rincorre disperatamente una figura paterna ma si chiede che uomo diventerà.(da Iperborea)

Maledetti uomini è un memoir, divertente per lo spirito con cui viene raccontata la vicenda sebbene  possa essere catalogata anche  tragica proprio perché tutto ciò che è raccontato nel romanzo, come dichiara lo scrivente, è tutto vero: sette padri in sette anni sono la conseguenza di avere una madre single giovane e povera che cerca di dare un padre a suo figlio, un padre nuovo visto che l’originario, “con i capelli lunghi come un Indiano”,  se ne è andato .
L’ambientazione è nella Svezia tra i tardi anni Settanta e  i primi Ottanta.
Il primo dei sette è “Mago delle piante”, appellativo che gli deriva dal giovane Walden per essere un naturalista e un naturista ma anche un  fannullone, un falso invalido e violento con i bambini, aspetto che il protagonista  ha sperimerntato in prima persona ma dal quale ha derivato anche le sue competenze in fatto di piante e funghi.
Al primo e non dei peggiori, seguiranno un artista ma senza talento, un taccheggiatore capace di  rubare i soldi anche dalla busta paga di un ragazzino… Quindi il Pastore, che non è un pastore; l’Assassino e il Canoista che, ultimo dei sette lo manda appena quattordicenne a lavorare d’estate, anche se sarà lui a imprimere una svolta alla vita dell’ormai ragazzo Walden

Andrev Walden, nato nel 1976, è un affermato giornalista e editorialista svedese. Nel 2023 ha esordito come romanziere con Maledetti uomini, vincitore del prestigioso premio August.

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