
Luna è coraggiosa, comprensiva, curiosa. Ma Luna è anche fuggevole, volatile, impalpabile. La sua identità è come la luce di un elettrone: più la guardiamo e meno sapremmo dire dove si trovi o dove sia diretta. Nondimeno Luna esiste, è esistita, modificando la vita delle persone che le sono state vicine o di chi semplicemente le è passato accanto.(da Racconti Edizioni)
Un esordio definito interessante quello di Marta Cristofanini su Racconti Edizioni
Si apre dalla fine e prosegue per “fasi lunari” verso l’inizio attraverso nove racconti che di fatto sono fasi di un percorso “lunare”.
Un’impostazione narrativa d’effetto, un gioco di composizione narrativa che spezza la routine del narrato e struttura il raccontato all’interno di nove percorsi che evidenziano, senza che il lettore d’acchito ne colga la chiave, il comparire e scomparire di una Luna che esiste ma è anche impalpabile, come il ricordo, dove c’è, c’è stata, anche se è scomparsa e dove ha lasciato traccia di sé nel vissuto di chi le è trascorso accanto anche se per poco.
A chiarimento di una presentazione che aiuti il lettore ad avvicinarsi al contenuto, può essere utile quanto scritto nella sua presentazione al volume da Alessandro Beretta (da la Lettura Il Corriere 4 gennaio 2026)
“In primo o secondo piano ma sempre con una certa suspense, la linea narrativa principale dei racconti urta con una domanda: chi è Luna per chi narra? Quasi fossero premesse all’invenzione del personaggio, aiutano a rispondere le due frasi d’esergo da Nadja (1928) di André Breton — «Chi sono io? Chi frequento, chi infesto» — e da una lettera di Vita Sackville-West all’amata Virginia Woolf: «C’è un gioco che faccio tutta sola. Consiste nel trovare e mettere assieme i frammenti sparsi del mondo di Virginia». Un gioco che l’autrice ha fatto con la sua protagonista, usando il procedere delle fasi lunari per creare corrispondenze nella disposizione dei racconti secondo note tematiche più e meno esplicite”.
Cui aggiunge una valutazione e compositiva a livello simbolico e della scrittura
“Se l’articolata struttura generale e simbolica è tenuta con poche forzature, colpisce sia il lavoro sulle singole storie, tra inizi spiazzanti, belle costruzioni temporali, narratori in terza e prima persona, che la felicità della scrittura con uno stile dal periodare ampio, preciso nelle descrizioni e con metafore riuscite”.
Marta Cristofanini nasce a Genova, metà ligure e metà sarda. Laureata in Filosofia e Scienze Cognitive, oggi si occupa di comunicazione e design conversazionale. Scrivendo su L’Oca e partecipando a un laboratorio autogestito di teatrodanza continua a coltivare la sua passione per il teatro e le arti performative. Suoi racconti sono comparsi su diverse riviste, tra cui Rivista Blam, Altri Animali, Risme, Turchese e Lunario. Selenide è il suo primo libro.