
Con I rimedi del dottor Aiace Debouché Andrea Vitali ci reimmerge nel cuore del suo mondo letterario, popolato da personaggi inimitabili e involontariamente comici. L’intreccio delle vicende mette in scena l’imprevedibilità della vita, le sue impensabili coincidenze e le inaspettate vie di fuga che gli abitanti di quella sponda del lago sanno inventarsi per fronteggiare gli eventi.(da Garzanti)
1920 Bellano sulle rive del lago di Como, protagonista il dottor Aiace Debouché, “farmacista, varesino nativo di Castellanza, trentenne, alto, barbuto e fino ad allora insegnante di chimica e fisica” che a Bellano è riuscito a coronare il suo sogno di sperimentatore e ricercatore: l’acquisto di una farmacia tutta sua dove mettere a profitto le sue abilità galeniche.
Ed è proprio ai medicamenti più richiesti che dedica tutta la sua attenzione e la sua ricerca: pare proprio che il paese in quel periodo, in febbraio, sia afflitto da problemi intestinali dovuti non si sa bene ma evidenti dalle continue richieste per risolvere la diffusa costipazione.
Ma l’arrivo in paese ha risvolti professionali e anche sentimentali: è Virginia, la bella figlia del droghiere, giovane di particolare bellezza, educata nei collegi svizzeri e bramosa di convolare a nozze con il partito più in che la piazza paesana concede, che gli ha rapito il cuore.
Sembra una favola a lieto fine e per il farmacista e per la bella fanciulla ma il farmacista-scienziato dovrà trovare una soluzione salvifica ai problemi irrisolti che si trascina dalla giovinezza.
L’autore è stato un medico e oggi è narratore affermato: presto alcune trame dei suoi romanzi andranno in tv, quattro episodi con protagonista il maresciallo Maccadò.
Andrea Vitali è nato a Bellano nel 1956. Medico di professione, ha esordito nel 1989 con il romanzo Il procuratore, che si è aggiudicato l’anno seguente il premio Montblanc per il romanzo giovane. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago (premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio Bruno Gioffrè 2004), ha continuato a riscuotere ampio consenso di pubblico e di critica con i romanzi che si sono succeduti, costantemente presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo, tra gli altri, il premio Bancarella nel 2006 (La figlia del podestà), il premio Ernest Hemingway nel 2008 (La modista), il premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante, il premio Campiello sezione giuria dei letterati nel 2009, quando è stato anche finalista del premio Strega (Almeno il cappello), il premio internazionale di letteratura Alda Merini, premio dei lettori, nel 2011 (Olive comprese). Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia, nel 2015 il premio De Sica e nel 2019 il Premio Giovannino Guareschi per l’Umorismo nella Letteratura (da Garzanti)