Alcune novità NeP di aprile 2025

Mimma Campanile Lello il pipistrello

“Lello il pipistrello” è un albo illustrato per bambini di Mimma Campanile, che affronta con
dolcezza e profondità il tema della diversità e dell’accettazione di sé.
Un’avventura pensata per i piccoli lettori, che non solo diverte, ma educa alla bellezza della
molteplicità e alla forza dell’autenticità. Un viaggio poetico e delicato nel cuore dell’infanzia,
che si può leggere sia in italiano che in inglese, arricchito da splendide illustrazioni ad
opera della stessa autrice, che incantano e scaldano il cuore.
Ambientato in un mondo fiabesco, il libro racconta l’avventura di Lello, un pipistrello di
colore bianco, diverso da tutti gli altri della sua colonia. Circondato da pipistrelli neri, Lello si
sente spesso fuori posto, invisibile o “sbagliato”.
La storia è raccontata dal saggio Tek, il cui nome deriva dal greco “τέχνη,” che significa
“arte” o “tecnica”. Attraverso parole gentili e immagini suggestive, Tek accompagna Lello e i
piccoli lettori in un percorso di consapevolezza, alla scoperta di un’importante verità: ciò
che ci rende diversi è anche ciò che ci rende speciali.
Con un linguaggio semplice ma denso di significato, “Lello il pipistrello” parla direttamente
al cuore dei bambini, aiutandoli a comprendere che ogni essere umano è un’opera d’arte
irripetibile.
Il libro si fa così portavoce di valori fondamentali come l’inclusione, il rispetto e la valorizzazione delle differenze. Un racconto che emoziona, fa riflettere e insegna a guardarsi – e a guardare gli altri – con occhi diversi.
Ma anche un invito a volare liberi, proprio come fa Lello, oltre la paura di essere sé stessi.

Mimma Campanile è un’insegnante e un’artista: due anime che l’accompagnano da sempre. I suoi maggiori campi di interesse sono l’inclusione e la creatività.
Crede che l’immaginazione e il pensiero divergente possano davvero salvare il mondo e che tutti noi possiamo migliorarlo insieme. Ama la famiglia e gli animali, che, spesso, abitano il suo mondo immaginario. Ama vivere a colori.

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Antonio Pavone Adesso, foto di Fabio Colangiuli

“Adesso” è una raccolta di poesie di Antonio Pavone, con le fotografie di Fabio Colangiuli.
Come precisa lo stesso autore, si tratta di componimenti che raccontano di anime, luoghi ed
esperienze. Di istanti che viviamo ogni giorno, in chi incontriamo e in chi siamo. Di bivi che si
traducono in scelte e ogni scelta porta a un’esperienza, giusta o sbagliata che sia.
Lo spazio bianco della pagina diviene il mezzo per viaggiare attraverso le parole, liberare le
idee e lasciare la mente leggera. Uno spazio che si riempie di colori, dove spiccano il blu del
cielo e del mare o la luce ora del sole, ora della luna.
I frammenti poetici che si traducono in immagini, rese ancora più potenti dai suggestivi attimi
rubati e immortalati dal fotografo Fabio Colangiuli che, con straordinaria capacità espressiva,
guidano il lettore tra le parole.
Le poesie non hanno titolo perché sarà il lettore a collocarle in uno spazio, in una strada tra i
suoi pensieri. Le foto si prenderanno a loro volta cura dei suoi ricordi e dei suoi sogni.
“Adesso” è molto più di una semplice raccolta poetica, è un viaggio che sin dai primi versi
trasmette un senso di pace, dove la semplicità si accosta alla purezza di un sentimento
incontaminato che si dissemina in attimi di vita.
Perché bisogna avere il coraggio di lanciarsi nella semplicità delle cose, per non perdere
l’attimo e riuscire ad entrare nell’Adesso.
L’autore fa percepire la sua anima e le sue fonti di ispirazione, donando allo stesso tempo al
lettore, attraverso un cambiamento di prospettiva, la possibilità di affacciarsi con occhi nuovi
alla vita.

Antonio Pavone, nato in provincia di Bari nel 1991, è docente di Scienze Motorie e Sportive. I suoi studi in ambito scientifico (Infermieristica, Scienze e Tecniche dello Sport e Scienze della Nutrizione) gli permettono di lavorare a stretto contatto con le persone e di scoprire ogni giorno storie nuove e mondi sempre diversi.
Ogni persona incontrata sul suo percorso formativo, lavorativo e di vita è un grande libro damleggere con una storia da raccontare.
Sportivo da sempre e allenatore, alterna i programmi d’allenamento a pensieri, parole e poesie.

IL FOTOGRAFO
Fabio Colangiuli è nato a Bari nel 1994. Ha studiato mediazione interculturale a Bari, per poi laurearsi in Lingue per la Comunicazione Internazionale a Torino, specializzandosi in inglese e russo. Quattro anni fa ha scoperto la passione per la fotografia, dopo aver ritrovato una vecchia macchina analogica di suo padre. Da quel momento, ha iniziato a scattare per le strade di Torino e poi della “sua” Puglia, lasciandosi ispirare dalla vita urbana e dalle sue atmosfere, cercando di raccontarle nel modo più genuino possibile. Quella che era nata come una semplice curiosità si è trasformata in una vera e propria professione. Ad essa abbina l’attività di agente di commercio, unendo così due mondi diversi ma complementari.


Michèle Pedinielli e Valerio Varesi “Il confine della vergogna”, Edizioni le Assassine

Il romanzo Il confine della vergogna è il risultato di una cooperazione tra due grandi autori del romanzo giallo, la francese Michèle Pedinielli e l’italiano Valerio Varesi, da un’idea del festival Quais du Polar e delle edizioni Points nell’ambito della valorizzazione di Lione e Milano, città creative della letteratura dell’Unesco
Si tratta di un progetto di scrittura collaborativa in stile “cadaveri eccellenti”, in cui i due autori si sono alternati nella stesura dei capitoli e in cui i personaggi principali lasciano intravedere in filigrana le differenze culturali tra i due Paesi, secondo l’idea di contribuire a una migliore conoscenza reciproca.

La parte francese è stata tradotta da Barbara Monteverdi

Edizioni le Assassine

In libreria dal 23 aprile

Leonardo Morandi, un contrabbandiere franco-italiano, viene trovato morto in montagna. Il suo viso sfigurato rende inizialmente difficile il riconoscimento: unica traccia lo scontrino di un negozio di Bardonecchia per l’acquisto di un piumino piuttosto costoso, speciale per il freddo intenso. A scoprire il suo corpo è un escursionista francese, Jean Pelissier. Nel frattempo, un giovane burkinabé, che stranamente sta cercando di tornare in Italia quando ormai aveva superato l’agognato confine, viene ritrovato mezzo assiderato in alta quota. Spiegherà che il suo gruppo è stato braccato e catturato dalle forze dell’ordine francesi che lo aspettavano, probabilmente a seguito di una soffiata. L’indagine condotta da un ispettore di polizia di Lione mette in luce un traffico di sigarette su larga scala proveniente dall’Albania, ma non solo: in parallelo ha luogo un vero e proprio traffico di esseri umani. Trovare i collegamenti e la soluzione su quanto succede alla frontiera alpina tra Italia e Francia non è un compito semplice, per cui sarà necessaria la collaborazione delle forze dell’ordine di entrambi i Paesi, anche se non mancheranno sorprese su entrambi i versanti.

Incipit

«Non c’è niente di più triste di una stagione agli sgoccioli su in quota. Gli ultimi escursionisti bagnati e frettolosi nelle già brevi giornate di fine settembre, le nuvole basse a nascondere le cime e i preparativi per la chiusura del rifugio immalinconivano la fine dell’estate. La montagna tornava in solitudine dopo aver concesso i suoi sentieri ancora chiazzati di neve fin da maggio. La domenica successiva sarebbe stato il giorno del congedo. Remo Brusotti, il gestore, completava le ultime operazioni con lo stesso stato d’animo di una ritirata. Carmela Cosentino era invece allegra. Giovane e del sud, non vedeva l’ora di scendere da quei monti freddi e ormai senza più nessuno a percorrerli. Passava lo straccio sui tavoli canticchiando mentre dalla cucina arrivava un sottofondo di stoviglie accatastate. Ancora due giorni e sarebbe tornata nel tepore della costa amalfitana, dopo mesi di clausura. “Qui, settembre è come novembre giù a valle” borbottò Brusotti, pensando alla sua Milano e scrutando il salone dove mangiavano in silenzio tre escursionisti, all’apparenza tedeschi, in un arcipelago di tavoli vuoti. La luce era scarsa, l’atmosfera un po’ cupa e fuori la roccia grigia impregnava dello stesso colore il paesaggio. Alla fine anche Brusotti, che pur amava quei monti, si rassegnò a considerare la chiusura come un sollievo. Pensava di nuovo a Milano ancora immersa nella fine dell’estate coi Navigli pieni di gente che, chiusa la parentesi vacanziera di agosto, era tornata a popolare i locali. A settembre ricominciava anche la vita mondana e culturale»

Michèle Pedinielli, nata a Nizza da un mix di sangue corso e italiano, è stata giornalista per circa quindici anni. Oggi collabora al sito hhh libri di storia, della BNF e al podcast “Séries noires à la Une”. Il suo primo romanzo, Boccanera, è stato premiato con il Lion Noir 2019 al Festival del Libro Poliziesco di Neuilly-Plaisance. Nel maggio 2019 ha pubblicato Après les chiens, un nuovo caso condotto da Ghjulia Boccanera. Seguono La patience de l’immortelle (Premio speciale della giuria dell’Évêché nel 2022), Sans collier (2023) e Un seul œil (2025).

Valerio Varesi, nato a Torino nel 1959, laureato in filosofia, è stato giornalista de La Repubblica per molti anni. È autore di una decina di romanzi. Grande ammiratore di Giorgio Scerbanenco e del duo Fruttero e Lucentini, si inserisce brillantemente nella tradizione del giallo italiano classico e impegnato. Il commissario Soneri è il protagonista di diversi romanzi che si svolgono a Parma e dintorni: Il fiume delle nebbie (nominato al prestigioso premio Strega) ha ricevuto nel 2017 il premio Violeta Negra del Festival Toulouse Polars du Sud, Le ombre di Montelupo, La pensione di via Saffi, Le mani vuote, Oro, incenso e polvere, La casa del comandante, La mano di Dio, È solo l’inizio, commissario Soneri e La strategia della lucertola. Ultimo romanzo pubblicato: L’altra legge (2025).

Anton Čechov “Reparto numero 6”, Bibliotheka Edizioni

Traduzione di Alessandro Pugliese

dal 2 maggio in libreria

Bibliotheka

Tra i più celebri racconti di Cechov, Il reparto numero 6 fu scritto nel 1892, dopo il ritorno dell’autore da Sachalin, l’isola russa che ospitava la colonia penale alla quale dedicò un libro-inchiesta sulle disumane condizioni di vita dei forzati. Resoconto e aspra invettiva, critica sociale e allegoria si intrecciano in queste pagine, che ripercorrono la quotidianità nel piccolo padiglione psichiatrico di un ospedale civile della Russia zarista, dove sono internate e rinchiuse cinque persone trattate come animali.

C’è un piccolo padiglione nel cortile dell’ospedale, cir­condato da un vero e proprio bosco di cardi, ortica e canapa selvatica. Il tetto è arrugginito, il comignolo mezzo crollato, gli scalini della porta d’ingresso marciti e infestati d’erba, e dell’intonaco non è rimasta che qualche traccia. Il padiglione, con la sua facciata anteriore, è rivolto verso l’ospedale. Con quella posteriore si apre alla cam­pagna, da cui è separato dal brunito recinto dell’ospedale irto di spuntoni. Questi, le cui punte sono rivolte all’insù, il recinto e il padiglione stesso hanno quell’aria particolare di squallore e desolazione che in Russia è una tipica carat­teristica delle costruzioni ospedaliere e carcerarie. Se non avete timore di pungervi con l’ortica, inoltriamoci per l’an­gusto sentiero che conduce al padiglione, e osserviamo cosa vi accade dentro.

Anton Cechov (1860 – 1904), tra i maggiori autori russi, scrittore introverso e drammaturgo eccelso, ha denunciato la società del suo tempo, senza risparmiare la vita intellettuale e letteraria. Tra i suoi capolavori, modellati sul tragico quotidiano e sull’alienazione esistenziale, Il gabbiano, Zio Vanja, Le tre sorelle e Il giardino dei ciliegi.

Le pagine di tuttatoscanalibri più lette nel mese di aprile 2025

Collana Ronzinante, i nuovi titoli di Giorgio Vasta(Sicilia)Pasquale Vitagliano (Puglia)Giorgia Tribuiani (Abruzzo), OLIGO

C.F. Ramuz “Presenza della morte”

Roberto Barbolini “La strada fantasma”

Giorgio Luciano Pani “Poesia specchio del profondo”

Alessia Gazzola e la nuova trologia con Costanza Macallè

Han Kang “Convalescenza”

Alessandra Visconti “Un giorno qualunque”

Hans Tuzzi “La letteratura come una delle arti equestri”

Alessia Gazzola “La costanza è un’eccezione”

Theodor W. Adorno “Stelle su misura. L’astrologia nella società contemporanea”