Veronica Galletta “Malotempo”, presentazione

[…]”Dopo Pelleossa, Veronica Galletta torna a Santafarra e, con la maestria che guida la sua penna, dà voce a un luogo martoriato da cui hanno origine tante delle crepe e storture di oggi, restituendoci una parte di Sicilia all’alba del terremoto del 1968″.(da minimum fax)

Paolino Rasura è tornato a Santafarra:  protagonista bambino di Pelleossa, ritorna adulto in Malotempo, ancora a Santafarra, il paesino siciliano, immaginario, dove è nato e cresciuto e da dove era scappato a Palermo per seguire la passione per l’arte e frequentare l’Accademia; una passione nata da una prova di coraggio e sfida dei suoi coetanei quando, entrando nel giardino segreto dell’anziano scultore Filippu, da tutti ritenuto pazzo, fra le sue teste in pietra di artisti, politici, scrittori, Paolino aveva trovato in lui un amico e scoperto la sua inclinazione.

Ora Filippu è morto e, nei giorni a cavallo fra la fine del 1967 e l’anno nuovo, alla vigilia del terremoto, Paolo torna per la prima volta al paese per il funerale dove il giardino e le opere dell’artista rischiano di fare spazio ad una moderna superstrada.
Paolo si aggira quindi per il paese tra vecchio e nuovo, tra sensi di colpa, rimorsi, rabbia tra ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Eppure Filippu ha lasciato proprio a lui foto e documenti preziosi…

Veronica Galletta è nata a Siracusa e vive a Livorno. Con Le isole di Norman (Italo Svevo Edizioni 2020) ha vinto il Premio Campiello Opera Prima. Con Nina sull’argine (minimum fax 2021) è stata finalista al Premio Strega e ha vinto il Premio Letteratura d’Impresa. Con il testo Pelleossa (minimum fax 2023) è stata finalista al Premio Neri Pozza per opere inedite.

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