Vania Colasanti “Inseguendo Caravaggio. Nei suoi luoghi e nei suoi quadri”, presentazione

[…]   Una caccia al tesoro, in forma di racconto, in grado di svelare i retroscena dei suoi celebri dipinti e della sua esistenza in fuga attraverso le sue Madonne scalze, i suoi santi, le ali dei suoi angeli. Michelangelo Merisi continua a far parlare di sé tra pieghe di documenti antichi che si affacciano dai vari archivi, smentendo, rinnovando, ribadendo notizie e nuove ipotesi che imbastiscono ogni volta una storia diversa e sempre uguale. Rumore Caravaggio che non si placa mai. Oltre che dalle immagini di alcune opere dell’artista, il testo è arricchito dagli scatti della fotografa Gina De Bellis.(Da Libri Baldini e Costoli)

Un testo diverso per raccontare  Caravaggio e le sue opere, artista e protagonista: lo si scopre nelle tracce ancora presenti nella realtà raffrontata ai dipinti. È la cronaca di un viaggio alla ricerca, su base documentaria, delle tracce lasciate dall’artista nel suo peregrinare: Michelangelo Merisi da Caravaggio, giunto alla fine del Cinquecento da Milano a Roma, dove soggiornerà a lungo, seguito fino a a Porto Ercole dove morirà nel 1610 a soli trentanove anni, nelle case e nelle strade e nelle città frequentate dall’artista che andò sempre fuggendo per sfuggire alla forca e ai sicari delle sue vittime.  A Napoli, Malta, Siracusa, Messina; un dettagliato e documentato racconto, storicamente accurato, sulla base delle biografie coeve e i numerosi atti processuali, cui fanno riscontro foto delle opere e  i raffronti visivi con i luoghi che le ispirarono.

Gli scorci di Campo Marzio, del vicolo del Divino Amore, le stradine circostanti la Roma seicentesca che fu teatro di vita quotidiana, il tutto raffrontato nelle fotografie di Gina De Bellis. Un esempio:  al civico 19 di vicolo del Divino Amore, ai tempi vicolo di San Biagio,  l’edificio dove Caravaggio, nel 1604, abitò e, al numero 22 del medesimo vicolo, la cornice marmorea del portone, quasi identica a quella dipinta da Michelangelo Merisi nella Madonna dei Pellegrini che compare nella bella copertinIna. In una recente intervista (Il venerdì La repubblica 12 Luglio 2024 di Brunella Schisa) alla domanda “Lei ha fatto scendere i personaggi dai quadri e li ha rimessi nei luoghi rappresentati, la scrittrice risponde  che voleva guardare i luoghi attraverso lo sguardo del pittore “Le città conservano e assorbono come spugne le vite degli artisti, volevo confrontare la sua col nostro tempo”.

Vania Colasanti, giornalista, autrice televisiva e scrittrice. Ha pubblicato Ciao, sono tua figlia (2011), Scatto matto La stravagante vita di Adolfo Porry-Pastorel, il padre dei fotoreporter italiani (2013), e con il neurologo Rosario Sorrentino Grazie al cielo. Vincere la paura di volare (e non solo) (2018). In televisione ha lavorato per Renzo Arbore e per Franca Leosini a Storie maledette. Per RaiPlay ha scritto e ideato la serie di docu-crime sulla stagione dei sequestri: Ti ho visto negli occhi, sul rapimento Bulgari-Calissoni; 343 giorni all’inferno, sulla prigionia di Barbara Piattelli, e L’incredibile sequestro Casana. Scrive per il quotidiano «la Repubblica», per le cui pagine romane cura la rubrica di interviste a casa di personaggi celebri.

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