Catherine Poulain “Il grande marinaio” racconto di viaggio, presentazione di Martina Castagnoli

Una giovane donna francese, d’improvviso si rende conto di non essere più felice e decide di lasciare in tronco compagno, lavoro, paese e tutto quello che si aspettavano da lei (gli altri, se stessa, la società..?), per inseguire il suo desiderio di imbarcarsi su un peschereccio nei mari del nord per diventare pescatore, un mestiere rigorosamente e “necessariamente” maschile. Così inizia il viaggio di Lil, fuori e dentro di sé, nei gelidi mari dell’Alaska, alla ricerca di una vita nomade e libera, fuori dagli schemi imposti. Una prosa, asciutta, ruvida, priva di sentimentalismi, che rispecchia la condizione di esistenza/resistenza dei personaggi. Un romanzo d’avventura magnifico.
“Il grande marinaio” Catherine Poulain – Beat Edizioni – E 9,90

 

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Il libro è disponibile in libreria:

 

Leggi anche la presentazione di Martina Castagnoli a:

Alberto Bile “Una Colombia. Canzone del viaggio profondo”

 

Francesca Pieri “Bianca” recensione di Flavia Piccinni da Il Tirreno

Due donne al bivio angoscioso della maternità
di Flavia Piccinni
Ci sono due donne, due esistenze che si incrociano e si colpiscono a vicenda, con quella violenza raffinata e distruttiva propria di chi ha condiviso un significativo tratto di vita insieme.
È questo il romanzo d’esordio di Francesca Pieri che in “Bianca” (Dea Planeta) racconta di Costanza e Silvia, due vite diverse che si incontrano nel desiderio. Entrambe, vogliono avere un figlio. Si conoscono da poco, ma diventano complici, si fidano l’una dell’altra, si confessano. A distanza di qualche mese, scoprono di essere entrambe in attesa di una bambina. Quello che per un breve tempo è stato unito, improvvisamente si sovrappone: le vite delle due prendono a scorrere parallele e per mesi respirano all’unisono, nutrendosi della stessa felicità. Ma il destino è fatto di scelte, e tutto cambia quando Costanza decide di rinunciare alla futura figlia, che avrebbe voluto chiamare Bianca, affetta da una rara malattia. Silvia decide di portare a termine la gravidanza. Scoprirà solo dopo che il medesimo morbo sarà diagnosticato anche ad Anita, la sua piccola. Per Costanza, che con il suo sguardo guida il lettore nella storia, si apre un confronto con l’altro: il mondo, la ricerca interiore, la necessità di una risposta e di una soluzione a un trauma che soluzione non ha. «La sofferenza, come tutte le cose banali, a volerla raccontare, sfugge, evapora. Si poggia sulle cose e scompare. L’assorbe la vita, la chiudono i gesti quotidiani, la inghiotte l’aria» scrive Francesca Pieri. In questo romanzo il lettore si trova a barcamenarsi in un universo fatto d’egoismo e di scelte. Quelle che saremmo disposti (forse) a fare per inseguire la felicità.

Silvia Volpi “Alzati e corri, direttora” un assaggio da Il Tirreno e l’intervista all’autrice

“Alzati e corri, direttora” della pisana Silvia Volpi al debutto con Mondadori (228 pp. 18 euro). È un giallo la cui protagonista, la “direttora” di un quotidiano cittadino, si preannuncia come un personaggio scoppiettante e sorprendente. 

Vai all’assaggio del romanzo e all’intervista di Nicola Stefanini