Hans Tuzzi, “zaff&rano e altre spezie”, presentazione di Salvina Pizzuoli

«Fra i cinque e i sei anni feci due grandi scoperte: la lettura e la magia. Vidi, infatti, che lettere e suoni si corrispondevano. E, in cucina, vidi un riso bianco diventar giallo. Ciò era in potere di due djinn dei deserti, Zaff e Rano. Così, almeno, mi rivelò l’agne Guste, la prozia Augusta, che sovrintendeva allo spentolio della casa.»(da Slow Food Editore)

Nella Piccola biblioteca di cucina letteraria di Slow Food Editore “zaff&rano e altre spezie” di Hans Tuzzi – una delle penne più importanti della tradizione letteraria – come si legge nella presentazione della raffinata collana che coniuga narrativa e cibo.

Sessanta pagine di sapori e ricordi riemersi dall’infanzia “che ritorna e ritorna, come un rimpianto, come un rimorso” in un fluire senza tempo, indistinto e miscelato a odori, sapori e a quel senso di rammarico e cruccio nel cuore perché “come possono, i bambini, sopravvivere alla loro infanzia?” Detto così potrebbe ingannare, ma Tuzzi sa sempre sorprenderci non solo con la sua scrittura elegante, ma per la leggerezza e nello stesso momento per lo spessore coinvolgente e sotteso tra le righe. E così spezie e ingredienti e personaggi e fantasie che quell’io bambino rifonde convinto di ricordare, si mescolano in una nuova pietanza condita dalla trappola della memoria “che crede di inoltrarsi nel passato quando invece lo ricrea”. “Ricordare è mentire” aggiunge più avanti, come corollario ad un percorso sopraffino. Parole, immagini, profumi e sapori di un’altra infanzia, quella del lettore che beve dal calice dell’ambrosia perduta, vi si sovrappongono in un emozionante ritrovarsi, in un cerchio che si chiude nel lirico finale.

Nelle poche pagine più tecniche, alla fine del volumetto, dedicate allo zafferano, se ne ripercorre la storia e si spiega che Slow Food è promotore di tre tutele, una nazionale e due internazionali, per il fiore di zafferano e contro le contraffazioni.

Non perdetevi questa chicca e non perdetevi le ricette!


Per saperne di più su Slow Food Editore: Una collana di narrativa, arricchita da alcune delle penne più importanti della tradizione letteraria e artistica italiane: da Nicola Lagioia a Giuseppe Culicchia, da Carlo Petrini a Giovanni Arpino, da Lella Costa a Moni Ovadia e Giorgio Conte, da Lou Palanca a Hans Tuzzi, Massimo Carlotto e Matteo Codignola, sono numerosi gli autori che hanno accettato di prestare la propria arte e la propria firma all’unione tra letteratura e cibo, pubblicando questi piacevolissimi racconti dai profumi e dai sapori gastronomici.