
In libreria il racconto di Thomas Mann nella traduzione di Giorgio Zampa e con uno scritto di Adriano Sofri per Quodlibet Editore
Pubblicato nel 1930, il racconto breve racconta l’esperienza familiare vissuta nell’agosto del 1926 in una località balneare toscana, in Versilia, nel racconto identificata in Torre di Venere, in realtà Forte dei Marmi.
La storia racconta la vacanza realmente vissuta dalla famiglia Mann in quel periodo particolare che segnò l’affermazione del regima fascista in Italia.
Alloggiati in un primo momento al Grand Hotel, si vedono costretti a preferire una tranquilla pensioncina per l’atteggiamento intransigente di alcuni ospiti italiani nei confronti dei piccoli di famiglia: la loro tosse, disturbante e forse contagiosa, e l’inopinata idea di sciacquarsi in mare non indossando nulla da parte della più piccola.
Ma il vero nucleo è lo spettacolo cui la famiglia assiste in uno dei locali: un prestigiatore, illusionista, il mago Cipolla.
Il mago, dall’aspetto sgradevole tanto quanto i suoi modi, riesce a soggiogare il pubblico al punto da manipolare in maniera umiliante gli spettatori.
Un racconto che unisce elementi autobiografici e un episodio durante la villeggiatura a una lettura sui meccanismi di potere e sulla suggestione che stava per pervadere intere popolazioni.
«Al tempo in cui lo scrissi», confessò Mann anni dopo, «non credevo alla possibilità di un Cipolla tedesco. Era una sopravvalutazione patriottica del mio paese.»
Thomas Mann, nato nel 1875 a Lubecca esordì giovanissimo con il romanzo I Buddenbrook (1901) ispirato alla sua storia famigliare. Lasciò la Germania nazista nel 1933 e dal 1938 visse negli Stati Uniti. Tornato in Europa nel 1952 morì in Svizzera nel 1955. Premio Nobel per la letteratura nel 1929, tra i suoi romanzi e racconti ricordiamo anche Tonio Kröger (1903), Morte a Venezia (1913), La montagna incantata (1924), la tetralogia Giuseppe e i suoi fratelli (1933-1943) e Doktor Faustus (1947).