“Le ferite” antologia di racconti a cura di Caterina Bonvicini

“Le ferite” raccoglie, a cura di Caterina Bonvicini, quattordici racconti di sette autori e altrettante autrici, in omaggio ai cinquant’anni di Medici Senza Frontiere, l’associazione che opera nel mondo per curare e guarire quanti ne sono afflitti nel corpo e nell’anima, lasciando sempre e comunque una dolorosa presenza: questo il tema, interpretato dagli autori dei quattordici racconti in base alle diverse facce del dolore che nasce da ferite, siano esse state procurate o subite, profonde piaghe che nessun tempo riuscirà a cauterizzare. Un’analisi intensa che proprio nel racconto, come componimento breve, trova la migliore incisività ed espressività.

L’antologia si apre con Jhumpa Lahiri che in “I bigliettini” affronta il tema del razzismo e quanto possa ferire e traumatizzare, fino al punto di sentirsi fragili e minacciati, un rifiuto scolpito nella parole “Non ci piaci” o “Non vogliamo che tu resti qui” per quanto anonimo e senza conseguenze. Troviamo la solitudine di chi fugge nelle intense pagine di Hamid Ziarati o l’incisiva raccolta di luoghi comuni di un mondo che si chiude a difesa e tutela di sé stesso escludendo, in “Non passa lo straniero” di Diego De Silva. La terribile sofferenza di due adolescenti e la voglia di dimenticare le violenze domestiche sostenendosi vicendevolmente che Antonella Lattanzi scandaglia con acutezza. Può un amore finito scatenare la voglia, in chi abbandonato, di punire chi abbandona fino ad escogitare un disservizio idraulico? Lo leggiamo esterrefatti nel racconto “Tubature” di Rossella Milone. E ancora tante ferite le cui facce e sfaccettature ci porteranno a riflettere su molti aspetti del nostro vivere quotidiano. Racconti da leggere e non da sintetizzare in queste brevi righe di presentazione.

Quattordici autori che riporto in ordine alfabetico e non in base alla sequenza dei racconti: Marco Balzano, Diego De Silva, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Helena Janeczek, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Melania G. Mazzucco, Rossella Milone, Marco Missiroli, Evelina Santangelo, Domenico Starnone, Sandro Veronesi e Hamid Ziarati.

Dal Catalogo di Giulio Einaudi Editore

Quattordici grandi racconti per i cinquant’anni di Medici Senza Frontiere

Con l’acquisto di questo libro il lettore sosterrà la causa di MSF: tutti gli autori hanno ceduto gratuitamente i loro racconti, la curatrice Caterina Bonvicini ha rinunciato al suo compenso e l’editore devolverà l’utile del progetto.

Antonio Tabucchi “Che ore sono da voi? Racconti scelti da Paolo Di Paolo Presentazione

Amo i racconti, i revival e gli inediti, in poche parole quanto c’è in questa nuova pubblicazione a firma Feltrinelli. Una raccolta, come indica il sottotitolo, curata da Paolo Di Paolo insieme all’ Introduzione alle short story di Antonio Tabucchi. Molti conoscono il romanzo che ha reso l’autore popolare, quel grande romanzo che è “Sostiene Pereira”, ma questa raccolta ha il pregio di avvicinarci alla narrativa breve di Tabucchi. “Il racconto è un appartamento in affitto”, diceva, come riporta nella sua interessante Introduzione Paolo Di Paolo, riferendosi ad un’intervista televisiva in cui lo scrittore contrapponeva “alla disponibilità del romanzo […] la misura chiusa del racconto” che non permette dilazioni nel tempo, ma deve essere fatto lì, in quel momento e non in un altro e pertanto come l’appartamento in affitto, se lo si lascia, si perde. Come sottolinea a tale proposito Paolo Di Paolo, il racconto breve richiede infatti all’autore la massima concentrazione e un lavorio sofisticatissimo. In genere la produzione del racconto è tale e, a maggior ragione, quella del racconto breve. Chiude l’Introduzione un simpatico ricordo che mette in evidenza una particolarità: i racconti di Tabucchi nascevano sulla carta, ma la loro stesura definitiva avveniva attraverso la voce che li “ravvivava, li accendeva”, scrive Di Paolo, quasi quelle carte ne fossero solo la matrice.

S.P.

Da Giangiacomo Feltrinelli Editore

[…] da Il gioco del rovescio a L’angelo nero, fino a Il tempo invecchia in fretta, è come se immergesse la narrativa breve in un’acqua diversa, misteriosa. L’enigma, il rebus, la coincidenza, il piccolo equivoco senza importanza. C’è l’uomo misterioso che commette l’omicidio di cui si parla su un quotidiano del giorno dopo; quattro giovani e un poeta alla vigilia della caduta di un regime totalitario; una ex spia che ha un segreto da raccontare alla tomba di Brecht; qualcuno che scrive una lettera da Casablanca e comincia, chissà perché, parlando di una palma. Basta un dettaglio a fare la differenza, a modificare la prospettiva sulla realtà. Le storie di Tabucchi sono storie “fatte a voce”, e d’altra parte lo scrittore è un collezionista di voci: “voci portate da qualcosa, impossibile dire cosa”. Raccontare è un atto umano che nasce così, labbra e fiato; perché ogni racconto è una evocazione, e ancora, perché chi racconta può dare voce a chi l’ha persa o non l’ha mai avuta. […]

Su mangialibri le recensioni:

Antonio Tabucchi “Sostiene Pereira”

e anche la recensione ad altre opere dell’autore

Georges Simenon “Un delitto in Gabon” recensione di Maria Anna Patti CasaLettori

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Dalla Quarta di copertina:

Le opere di Georges Simenon (Liegi, 1903-Losanna, 1989) sono in corso di pubblicazione presso Adelphi sin dal 1985. Scritti a La Rochelle nel 1938, i cinque «racconti esotici» che riuniremo nel volume La linea del deserto apparvero in fascicoli settimanali nella collana «Police-Roman» tra il 1938 e il 1939, per essere poi raccolti, insieme a tre inchieste di Maigret, nel 1944 in Signé Picpus. Qui ne anticipiamo due: Un delitto in Gabon e La linea del deserto.

e anche:

G. Simenon “Le persiane verdi”