“La fiera dell’est. Russia e Turchia alla conquista del Mediterraneo allargato”, di Nicola Lippolis, Paesi Edizioni

Nel saggio di Nicola Lippolis, le mire neo-ottomane di Erdogan, la sfida di Putin all’Occidente, il conflitto in Ucraina e le trappole del Medio Oriente. Un libro per comprendere l’attualità e risalire alla fonte della crisi

Il conflitto in Ucraina e l’instabilità del Mediterraneo, teatro di guerre e tensioni, continuano a mettere in discussione quegli equilibri occidentali che si ritenevano consolidati: cosa sta accadendo? A risalire alla fonte della crisi è lo studioso ed esperto di relazioni internazionali Nicola Lippolis che, nel nuovo saggio La fiera dell’Est. Russia e Turchia alla conquista del Mediterraneo allargato, propone un’analisi dell’epocale avanzamento delle due nazioni nell’area Mena (Medio Oriente e Nord Africa), a scapito soprattutto di Stati Uniti, Unione Europea e Italia.  

Gli attori in gioco e i teatri di crisi, l’ascesa di Mosca e l’avanzata turca, gli Stati Uniti in fuga e lo smarrimento dell’Europa, sono questi i punti attraverso cui l’autore studia e osserva lo scenario geopolitico attuale, risalendo fino alle origini della crisi che, da decenni, travaglia l’area del Mediterraneo e i suoi dintorni. Il saggio in particolare focalizza l’obiettivo sul ruolo, gli interessi e le interferenze della Russia e della Turchia.Forti di un approccio pragmatico e interventista in politica estera, Putin ed Erdogan in pochi anni hanno dominato le sorti di conflitti annosi, come quelli di Siria e Libia, mettendo a nudo i limiti di strategie e visioni di Stati Uniti e Unione Europea. «Quella tra Russia e Turchia in Nord Africa e Medio Oriente è una strana convivenza. Nessuna delle due potenze può ritirarsi dai teatri di crisi in cui è intervenuta. Nessuna delle due può vincere escludendo l’altra» scrive l’autore nel libro. Ma la loro sete di potere potrebbe spingergli a compiere nuovi passi falsi, riducendo al collasso i popoli e le nazioni che governano. Se Erdogan è stato sul punto di abdicare nel golpe dell’estate 2016, con l’invasione dell’Ucraina Putin ha inaugurato la stagione più difficile della Federazione russa da quando è alla guida del Cremlino.

«Il libro di Nicola Lippolis – sottolinea nella prefazione al volume Michela Mercuri, docente universitaria ed esperta di storia e geopolitica del Mediterraneo – riesce a delineare in modo chiaro e puntuale la complessità e la fragilità di questo spazio geopolitico, a partire dalla cosiddetta “sponda Sud” del Mare Nostrum troppo spesso dimenticata».

Nicola Lippolis, pugliese, classe 1976. Studi universitari in Scienze politiche, coltiva da anni la passione per gli affari internazionali. Ricopre un ruolo quadro nella Pubblica amministrazione. Ha compiuto missioni diplomatiche in diversi Paesi del Medio Oriente. Il suo ultimo impiego è stato nel Corno d’Africa.

“NAZILAND. Quella macchia nera nel cuore d’Europa”, di Stefano Grazioli, Paesi Edizioni

in libreria da domani 5 agosto

Il politologo e giornalista esperto di cose tedesche e spazio post sovietico indaga nel libro le radici profonde del neonazismo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai gruppi neonazisti armati riemersi oggi con il conflitto tra Russia e Ucraina, passando nei turbolenti anni Settanta e Ottanta delle Germanie divise

Odio razzista, xenofobo e antisemita: nella storia della Germania riunificata, la violenza targata estrema destra, nelle sue varie ramificazioni, ha lasciato una lunga scia di sangue che ha contagiato tutta Europa. La ricostruzione di come sia nata e dilagata questa macchia nera nel Vecchio Continente è racchiusa nel libro Naziland di Stefano Grazioli, politologo e giornalista che di cose tedesche e spazio post sovietico si occupa da vent’anni, lavorando a Colonia, Vienna e Kiev come autore freelance per testate italiane e straniere.
 
Le radici del neonazismo sono profonde, partono dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, passano nei turbolenti anni Settanta e Ottanta nelle Germanie divise e arrivano sino ai giorni nostri. La presenza di gruppi neonazisti armati in Europa è riemersa potentemente con il conflitto scatenato dalla Russia in Ucraina, ed è stata documentata oltre ogni ragionevole dubbio. Wagner Group, Svoboda, Pravy Sektor. E ovviamente l’ormai famoso Battaglione Azov. Sono solo alcune delle sigle appartenenti al pantheon dell’ultradestra o venate di simpatie hitleriane, a vario titolo impegnate nei combattimenti in Ucraina tanto da un lato quanto dall’altro.
 
Impreziosito dalla prefazione di Emanuele Fiano, deputato del Partito Democratico e membro della Presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati, il libro di Stefano Grazioli è un’analisi agile e precisa su un pericoloso fenomeno che continua a gettare sul nostro continente l’ombra di un odioso passato che non riusciamo ancora a sradicare.

Stefano Grazioli – Da vent’anni si occupa di cose tedesche e di spazio post sovietico come autore freelance per testate italiane e straniere. Ha lavorato a Colonia, Vienna e Kiev. In italiano ha pubblicato tra l’altro La Galassia Neonazista in Germania e in Austria (2002), Vladimir Putin, la Russia e il Nuovo Ordine Mondiale (2003), Estremisti e leader carismatici nell’Europa d’oggi (2004), Gazprom il nuovo impero (2011), Putin 4.0 (2018), Ucraina 2009-2019, Appunti da un Paese che non c’è più (2019).

Alberto Simoni “Ribelli d’Europa”

Viaggio nelle democrazie illiberali da Visegrád all’Ucraina

«Stiamo costruendo uno stato volutamente illiberale, uno stato non liberale perché i valori liberali dell’Occidente oggi includono la corruzione, il sesso e la violenza».
Viktor Orbán

Paesi Edizioni

Prefazione di Paolo Valentino

C’è un posto nel cuore della Mitteleuropa che negli ultimi anni si è trovato al centro delle vicende politiche del Vecchio Continente, un luogo simbolico dove la storia si intreccia oggi più che mai con l’attualità. Si chiama Visegrád. Da qui è partita la linea dura di UngheriaPoloniaRepubblica Ceca e Slovacchia contro Bruxelles. Temi: i migranti, il braccio di ferro sulla giustizia e lo stato di diritto, sino allo scontro sul budget e i fondi europei del piano di ripresa dal Covid. E oggi la guerra tra Russia e Ucraina e le sanzioni contro Putin

Il premier ungherese Viktor Orbán guida il fronte di questi quattro Paesi che vogliono cambiare l’Ue, limitandone il raggio d’azione per custodire la sacralità della sovranità nazionale. La loro politica «ribelle» contagia e infiamma già minoranze rumorose nel resto d’Europa, che al tribuno ungherese e alla fierezza identitaria polacca guardano con ammirazione.

Questi i temi al centro del nuovo saggio Ribelli d’Europa. Viaggio nelle democrazie illiberali da Visegrád all’Ucraina del corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa Alberto Simoni.

Un libro – spiega l’autore nel prologo – nato «il giorno in cui ho deciso che avrei intervistato Viktor Orbán. Ho cominciato a studiare il personaggio, a immergermi nella storia dell’Ungheria, a sfogliare riviste, a consultare libri, a contattare esperti, reduci del 1989, vecchi amici e nuovi avversari, politici, diplomatici, analisti; sono andato tante volte a Budapest dove in realtà ho finito per essere più attratto dal goulash di un ristorante sulla collina di Buda che dalla ricerca. Ma tant’è. Anche lo stinco polacco ha avuto quasi la stessa forza attrattiva nelle varie tappe in quella bellissima terra. Volevo capire se l’idea di Europa del premier magiaro, un radicale anti-comunista negli anni Novanta diventato poi un picconatore dei valori della liberal-democrazia, fosse espressione di un pensiero diffuso nel Paese, o più semplicemente un escamotage per far credere a una Nazione di poco meno di dieci milioni di anime di poter tener testa ai grandi dell’Unione europea. Quasi un anno dopo la nascita di questa folle idea, stringevo la mano a Viktor Orbán nella Biblioteca dei Carmelitani nel palazzo del governo a Budapest».

Alberto Simoni – Trentino, classe 1973, laureato in Filosofia, da dicembre 2021 è corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa, di cui in precedenza è stato per nove anni caporedattore degli Esteri. Ha lavorato fino al 2010 alla redazione Esteri di Avvenire. Ha scritto diversi libri fra cui George W. Bush e i falchi della democrazia (Falzea, 2004) sul movimento neoconservatore Usa. Dal 2019 è socio dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma. Vive a Washington DC.

Chiara Clausi “Beirut au revoir. Il crocevia del Medio Oriente tra bellezza e macerie”, Paesi Edizioni

«Il cielo ti piomba addosso. Azzurro, indimenticabile.
Beirut è una continua festa perché la danza di oggi potrebbe anche essere l’ultima. È un miraggio che si staglia sull’azzurro del Mediterraneo».

Prefazione di Francesca Mannocchi

Paesi Edizioni

Il crocevia del Medio Oriente raccontato da chi la città l’ha vissuta e ha imparato ad amarla, nelle sue contraddizioni. Una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali

Una piccola New York nel cuore del Libano. Tripoli, Baalbeck, Tiro, la Qadisha Valley, Byblos, Batroun. Sono tutti posti remoti ma di un fascino infinito. Beirut è lì da sempre. Non stanca, anzi provoca una sorta di dipendenza e malinconia. Chi non la conosce spesso ne fa un ritratto non corrispondente alla realtà. La città, crocevia di tutte le tensioni mediorientali, è svelata in tutte le sue contraddizioni nel libro Beirut au revoir, racconto della giornalista Chiara Clausi che nella capitale del Libano vive dal 2016, dove lavora come corrispondente.
 
Quello dell’autrice è un punto di osservazione privilegiato e Beirut è descritta in modo dettagliato, tra bellezze e macerie. «Beirut au revoir tiene insieme tutto – scrive nella prefazione la giornalista Francesca Mannocchi, una delle inviate di guerra più note e stimate per il suo racconto coraggioso da diverse zone di conflitto. L’amore per gli odori, i sapori, la malia del Libano, lo strazio per un Paese che cambia al voltare dell’angolo della strada e diventa il Libano in cui metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà. Ci sono le calde giornate di Tripoli e le passeggiate a downtown Beirut, ci sono i volti resi indistinguibili da una ricerca dell’effimera bellezza, e la sofferenza di un Paese piccolissimo che però ospita da dieci anni un milione di siriani che hanno cercato riparo dalla guerra. Un quarto della sua popolazione».
 
Il libro reportage di Chiara Clausi, edito da Paesi Edizioni, è una guida utile per chi vuole capire questo pezzo di mondo così complicato ma imprescindibile negli equilibri globali. È un libro che «tiene insieme tutto – ribadisce Francesca Mannocchi – perché questo è il grande insegnamento che apprende chi Beirut l’ha vissuta e ha imparato ad amarla nelle sue contraddizioni. La lezione che insegna è che sa tenere insieme tutto, un equilibrio fragile che da decenni tiene il centro». L’ha tenuto nella ricostruzione diseguale del suo dopoguerra, negli eserciti che per decenni l’hanno occupato e martoriato, nella ricchezza a beneficio di pochi e la povertà a danno di troppi, nei colpi dell’Holiday Inn rimasti lì a ricordare quello che è stato, mentre il cemento intorno provava a coprire le tracce di un passato di violenza sempre alle calcagna.

Chiara Clausi – Prima Roma, poi Torino, e infine Beirut, dove vive dal 2016 e lavora com corrispondente. Dopo aver studiato lingua araba e storia del Medio Oriente all’American University di Beirut, oggi scrive per Il Giornale, Panorama e altre testate nazionali.

“Bugie di guerra. La disinformazione russa dall’Unione Sovietica all’Ucraina”

di Francesco Bigazzi, Dario Fertilio, Luigi Sergio Germani

Paesi Edizioni

Paesi Edizioni
Pagine: 214
Prezzo: € 15,00€ / Ebook € 7,99

Dezinformacija significa molto più che fake news per i russi. Questa
parola, immediatamente comprensibile e dalla forte risonanza anche in italiano, indica quel sistema globale e coerente basato su
menzogne, mascheramenti e inganni, che ha avuto la sua applicazione più capillare in Unione Sovietica. Un metodo ancora oggi determinante per il Cremlino e messo da Vladimir Putin al centro della sua strategia per l’invasione dell’Ucraina. Partendo dalla storia e arrivando all’attualità, il libro Bugie di guerra svela i segreti del sistema di disinformazione e della propaganda russa in Italia, in Ucraina e nel mondo, con documenti e dovizia di particolari.
Il saggio inizia il suo racconto già dalla sua copertina, che raffigura la ragazzina-simbolo della guerra in Ucraina, immortalata dal padre fotografo il 22 febbraio 2022 – cioè due giorni prima dell’inizio della guerra – con il lecca lecca e il fucile in mano, in attesa dell’invasore russo come fosse una vedetta.

“L’autore del manifesto si chiama Oleksii Kyrychenko, ed è il padre della bambina che ha scattato e poi pubblicato sul suo profilo Facebook la foto-simbolo della guerra e dei suoi orrori – spiega l’editore Luciano Tirinnanzi nella premessa del libro. Perché abbiamo scelto quell’immagine così forte ed evocativa? Non solo per rendere ancora più attuale il contenuto di questo libro, ma anche perché la storia di quella foto resterà a lungo come un caso-scuola della comunicazione visiva e, al tempo stesso, della propaganda politica in tempo di guerra. Che poi è l’oggetto ultimo di questo saggio”.


Bugie di guerra è diviso in tre parti, “Dezinformacija. La strategia del Cremlino dall’epoca sovietica alla Russia di Putin” di Luigi Sergio Germani, “La guerra fredda e l’ingerenza russa in Italia” di Francesco Bigazzi e “Le tecniche moderne: cyber disinformazione e giornalismo collettivo” di Dario Fertilio. Uno strumento indispensabile a comprendere le tecniche di propaganda e disinformazione del Cremlino, in Russia ma soprattutto all’estero e in Italia, e a chiarire il confine e la differenza tra finzione e realtà. Una realtà che dipende dal modo in cui la si comunica, dal mezzo attraverso cui la si divulga, dallo scopo che ci si è prefissi. E, in definitiva, dal punto di osservazione da cui si osserva.

Francesco Bigazzi – Già direttore dell’Ansa, poi corrispondente del Giorno e di Panorama, è stato collaboratore di numerose riviste scientifiche, settimanali e quotidiani. Dal 2004 al 2009 è stato addetto stampa e cultura presso il consolato generale di San Pietroburgo. È uno dei massimi esperti italiani del dissenso dell’Est europeo.
Dario Fertilio – Nato nel 1949, è un giornalista e scrittore di origine dalmata. Alterna saggi, narrativa, teatro, articoli sulla stampa italiana e inter- nazionale. Con Vladimir Bukovskij ha ideato il Memento Gulag,
giornata della memoria per le vittime dei totalitarismi che si celebra il 7 novembre. Insegna Teorie e tecniche della comunicazione giornalistica all’Università Statale di Milano.
Luigi Sergio Germani – Direttore scientifico dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici, è esperto di politica interna ed estera russa, con particolare riferimento alle strategie di guerra ibrida e servizi d’intelligence russi. È autore di articoli e saggi sull’intelligence, la disinformazione, l’information warfare, i fondamentalismi religiosi, il terrorismo e la criminalità organizzata


“Delitto diplomatico. La morte di Attanasio e Iacovacci in Congo”, Paesi Edizioni

Inchiesta di Fausto Biloslavo – Antonella Napoli – Stefano Piazza – Matteo Giusti

Prefazione di Toni Capuozzo

«Per mantenerne vivo il ricordo, per reclamare giustizia attorno alla loro morte,
per diffonderne tra i giovani l’esempio. Ecco le ragioni semplici che stanno dietro
alla realizzazione di questo libro».

dalla Prefazione di Toni Capuozzo

dal 24 febbraio in libreria

Paesi Edizioni

Un’inchiesta giornalistica per non dimenticare il fatto di sangue del 22 febbraio 2021, quando l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere della scorta Vittorio Iacovacci cadono in un agguato lungo una delle strade più pericolose della Repubblica Democratica del Congo. Dopo oltre un anno e nessuna verità, questa pubblicazione a più mani intende onorare la memoria degli uomini delle nostre istituzioni caduti in servizio e soprattutto punta a non far scemare l’attenzione mediatica e della politica su un caso ancora aperto e doloroso, dove la verità manca in toto. All’insabbiamento del governo di Kinshasa e all’impotenza delle Nazioni Unite fanno da contraltare le indagini di un gruppo di giornalisti italiani d’eccellenza. Nel libro sono presenti anche le testimonianze dei parenti delle vittime

Chi li ha uccisi? E perché? Paesi Edizioni manda in libreria a distanza di un anno dall’omicidio, la prima inchiesta giornalistica completa sui fatti misteriosi che ancora avvolgono quella giornata.

Il libro “Delitto Diplomatico. La morte di Attanasio e Iacovacci in Congo”, scritto a più mani, intende onorare la memoria degli uomini delle nostre istituzioni caduti in servizio e soprattutto punta a non far scemare l’attenzione mediatica e della politica su un caso ancora aperto e doloroso, dove la verità non c’è. Se da un lato troviamo la non volontà del Governo di Kinshasa a collaborare e l’impotenza delle Nazioni Unite, questo libro con le indagini di un gruppo di giornalisti italiani d’eccellenza prova a rimettere in ordine i fatti e per la prima volta le testimonianze dei parenti delle vittime

GLI AUTORI
Toni Capuozzo, giornalista, scrittore, reporter di guerra e conduttore televisivo italiano, autore di decine di saggi e inchieste.
Antonella Napoli, giornalista, scrive per Repubblica, Vanity Fair, Limes e Huffington Post, e coordina la campagna internazionale Sudan 365.
Fausto Biloslavo, giornalista e reporter di guerra, scrive per Il Giornale, il Foglio, Panorama.
Stefano Piazza, giornalista, scrittore, esperto di terrorismo internazionale per Panorama e La Verità.
Matteo Giusti, giornalista, autore del saggio L’Omicidio Attanasio (Chiarelettere), scrive per la rivista di geopolitica Limes

Angelo Gallippi “Sergio Mattarella. 40 anni di storia italiana”, Paesi Edizioni

Il 7 gennaio 2022 Paesi Edizioni manda in libreria la prima e unica biografia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Da Mani Pulite alla guerra in Kossovo, dalla riforma dei servizi segreti al “patto della crostata”, Angelo Gallippi ripercorre la vita politica
e privata di un Presidente “per bene” – Anti-Narciso per eccellenza – che ha sempre mantenuto un alto gradiment
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Con la prefazione di Ugo Magri

Angelo Gallippi – classe ‘64, già docente a Tor Vergata e Presidente del primo Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Regione Lazio – ci accompagna in quasi mezzo secolo di storia italiana. Come ricorda Ugo Magri nella prefazione, nessuno prima di Gallippi ha tracciato l’intero operato di Mattarella. Infatti il Presidente della Repubblica “incarna una doppia eccezione. Ha maturato un’esperienza straordinaria come servitore delle istituzioni: parlamentare, ministro, vicepremier, giudice costituzionale e da ultimo presidente della Repubblica. Eppure – ecco l’altro paradosso – dell’uomo Mattarella poco si conosce. Tra i personaggi pubblici del nostro tempo è forse il più schivo, probabilmente il meno portato a raccontarsi, a farsi pubblicità. L’Anti-Narciso per eccellenza”.

Gallippi per la prima volta racconta la vita di Mattarella con una biografia “obiettiva e accurata, non irriguardosa ma nemmeno agiografica, ricca di curiosità, che lungo la strada raccoglie frutti sorprendenti e di Mattarella rivela alcuni aspetti molto privati, in qualche caso sconosciuti persino ai collaboratori più stretti” come sottolinea Magri.

Il percorso umano si intreccia così alla storia del nostro Paese: dall’assassinio di Piersanti Mattarella, a Mani Pulite, dal crollo del Muro di Berlino alla guerra in Kosovo, dall’epilogo della partitocrazia alla sfida dei populismi, passando attraverso le indagini sugli affiliati alla loggia massonica P2, la riforma del Cnel, l’abolizione del servizio militare obbligatorio, l’introduzione nella scuola elementare del «modulo» di tre insegnanti su due classi, la riforma dei Servizi segreti, l’elevazione dell’Arma dei Carabinieri al rango di forza armata, il «patto della crostata» tra Berlusconi e D’Alema e lo smantellamento del Porcellum.

Eletto con 665 voti su 910, Mattarella puntualizzò immediatamente che il suo ruolo sarebbe stato quello di un arbitro cui «compete la puntuale applicazione delle regole», con assoluta imparzialità. Anche se, soprattutto nell’ultima fase, si è fatto carico di atti di coraggio politico come il veto opposto alla nomina di Paolo Savona come Ministro dell’Economia e la scelta di Mario Draghi alla guida di un governo rappresentativo per autonoma iniziativa presidenziale.

Brevi note biografiche

Angelo Gallippi Romano, classe 1946, fisico, è stato professore di Informatica all’Università Tor Vergata di Roma e Presidente del primo Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) della Regione Lazio. Funzionario del Garante della Privacy e giornalista pubblicista, è autore di una quindicina di libri tra i quali l’unica biografia di Federico Faggin, l’inventore del microprocessore.

Giorgio Battisti e Germana Zuffanti “Fuga da Kabul. Il ritorno dei talebani in Afghanistan” Paesi Edizioni

 ‘Fuga da Kabul. Il ritorno dei Talebani in Afghanistan’, il racconto crudo di prima mano del generale di corpo d’Armata italiano Giorgio Battisti, il quale ha servito «boots on the ground» nel teatro di guerra afghano contro il terrorismo islamico. Scritto a quattro mani con la giornalista Germana Zuffanti, che da tempo si occupa di questioni sociali e delle problematiche legate all’Afghanistan.
 
Il libro, edito da Paesi Edizioni, offre uno sguardo approfondito e critico senza alcun giudizio ideologico o politicizzato sulla realtà dell’Afghanistan e della sua nuova leadership.

Partendo dai fatti, gli autori raccontano con uno stile fresco e una narrazione incalzante le ragioni del disastro militare, i fatti del 2021 e perché aspettarsi importanti novità in questo Paese indomabile e refrattario alle ingerenze internazionali.

Durante l’esperienza sul campo – ben quattro missioni in Afghanistan subito dopo l’11 settembre e fino al 2016 – il generale Battisti ha avuto modo di comprendere a fondo la realtà di questa regione chiave per la geopolitica mondiale e conoscere i suoi abitanti. Insieme con la giornalista Germana Zuffanti, ecco che si ricostruiscono anni di missioni in prima linea.
 
Alla cornice storica, gli autori affiancano un diario dettagliato delle missioni NATO, dell’importante ruolo svolto dall’Italia, del valore strategico del Paese e di come e perché non sia stato possibile sconfiggere gli studenti/guerriglieri del Corano, pur con una potenza di fuoco molto maggiore. Un libro scritto da un generale che, grazie al suo punto di osservazione privilegiato, oggi è in grado di trasferire la propria esperienza alle nuove generazioni di operatori delle forze armate.
 

Giorgio Battisti – Generale di Corpo d’Armata (Aus.), ha ricoperto diversi incarichi allo Stato Maggiore dell’Esercito. Ha comandato il Corpo d’Armata Italiano di Reazione Rapida della NATO, ha partecipato alle operazioni in Somalia (1993), in Bosnia (1997) e in Afghanistan per quattro turni, tra il 2001 e il 2016.

Germana Zuffanti –  Giornalista pubblicista, funzionario pubblico presso l’Università di Torino, si occupa da tempo di questioni sociali e delle problematiche legate all’Afghanistan. Gestisce un canale youtube e cura una rubrica su Panorama.it

Mirko Mussetti “La rosa geopolitica. Economia, strategia e cultura nelle relazioni internazionali”Paesi Edizioni


L’analista di geopolitica e geostrategia Mirko Mussetti definisce nel saggio le competenze indispensabili per orientarsi nella conoscenza e comprensione delle dinamiche geopolitiche: dall’ascesa e caduta dei grandi imperi al libero mercato, dalle guerre ibride alle nuove sfide per la sicurezza e l’intelligence. Con la prefazione di Lucio Caracciolo, direttore di Limes

In tempi di pandemia, nuove minacce terroristiche e scontri economici globali, il termine «geopolitica» è soggetto a ripetute rivisitazioni e, in molti casi, anche a utilizzi impropri. Come orientarsi? Un utile strumento giunge da Mirko Mussetti, analista di geopolitica e geostrategia, che nel nuovo saggio ‘La rosa geopolitica. Economia, strategia e cultura nelle relazioni internazionali’ rimette ordine nello studio della disciplina, partendo da un’analisi delle sue branche – geoeconomia, geostrategia e geocultura – e di come la mancanza di politiche incisive in questi ambiti sia alla base dell’attuale declino delle nazioni.
 
Secondo l’autore il terreno che disegna i nuovi equilibri tra le potenze non è più quello del conflitto convenzionale ma ibrido: dal global marketing alla guerra economica e cognitiva. Compito dell’intelligence è padroneggiare appieno questi fronti e garantire così la sicurezza dello Stato.
 
La sfera della «politica» è sempre necessariamente condizionata da una conoscenza approfondita della storia, della geografia, della filosofia, della sociologia e della psicologia non solo del proprio Paese di appartenenza, ma ugualmente di ogni altra area del mondo e delle relazioni internazionali tra Stati e regioni. Nel saggio Mussetti prova a definire un approccio in grado di inquadrare in modo sistemico tutte le competenze elencate e, dal suo punto di vista, l’indispensabile competenza richiesta ai leader contemporanei nel mondo delle istituzioni ma anche delle imprese diventa la comprensione delle dinamiche geopolitiche.
 
Tra le pagine del libro, in forma ammirabilmente sintetica e in stile perfettamente leggibile, si trova una vera e propria “teoria della geopolitica”, a un elevato grado di astrazione. «Il limite di ogni astrazione sta nella compressione massima degli eventi entro contenitori concettuali – scrive Lucio Caracciolo, direttore di Limes, nella prefazione del libroL’abilità dell’autore, conscio di tale limite, sta nel rigore logico con cui padroneggia e indirizza l’astrazione. Così esponendola alla confutazione di chi volesse opporvi altra teoria. Soprattutto, offrendo questo suo saggio come contributo all’impresa dell’artigiano geopolitico, per dargli orientamento e consapevolezza della varia casistica che si troverà a trattare. Con lo sguardo sempre orientato su quei classici cui ogni mente occidentale sollecitata a riflettere sul presente dovrà riferirsi».
 
Con la postfazione di Salvatore Santangelo, giornalista e docente universitario, il saggio è inoltre impreziosito da un glossario di approfondimento. Edito da Paesi EdizioniLa rosa geopolitica. Economia, strategia e cultura nelle relazioni internazionali di Mirko Mussetti, è disponibile nelle librerie e negli store online a partire dal 7 ottobre.
 

Mirko Mussetti, analista di geopolitica e geostrategia. Collabora con Limes, rivista italiana di geopolitica. Ha pubblicato Áxeinos! Geopolitica del Mar Nero (goWare, 2018) e Némein. L’arte della guerra economica (goWare, 2019) con cui ha vinto la settima edizione del Premio Voltaire per la saggistica di Lucca