Étienne-Léon de Lamothe-Langon “La Vampira. Ossia la Vergine d’Ungheria”, Oblivium Edizioni

 Un gioiello gotico (1825) salvato dall’oblio; torna alla luce un’opera che anticipa il vampirismo femminile, svelandoci i tratti più umani di una predatrice intrappolata nel proprio destino.

Copertina del romanzo del 1825 di Étienne de Lamothe-Langon "La Vampira. Ossia la Vergine d'Ungheria",anticipa di quasi mezzo secolo il celebre racconto di Le Fanu e molte altre vampire, imponendosi come uno fra i testi pionieristici sul vampirismo. Oblivium Edizioni

 

A cura di Enrico De Luca 

Illustrazioni di Massimiliano Modica

 COLLANA Redivivi

GENERE Classico gotico

Oblivium Edizioni*

Dal 4 settembre 2026

Molto prima di Carmilla di Sheridan Le Fanu (1872), la letteratura gotica europea aveva già generato una vampira di straordinaria vividezza. Riscoperta di recente, e ora presentata per la prima volta in traduzione integrale, La Vampira ossia La Vergine d’Ungheria (1825) anticipa di quasi mezzo secolo il celebre racconto di Le Fanu e molte altre vampire, imponendosi come uno fra i testi pionieristici sul vampirismo.

Nel 1815, il colonnello Édouard Delmont abbandona Parigi con la famiglia per rifugiarsi in un antico castello isolato nel Lauragais; crede di potersi lasciare alle spalle il passato, ma il passato non smette di perseguitarlo. Quando una misteriosa straniera, Alinska, si stabilisce nei pressi del suo maniero, la quiete della vita familiare comincia a incrinarsi. Bella, enigmatica e segnata da un destino oscuro, la giovane ungherese porta con sé un’ombra soprannaturale che si allunga lentamente e inesorabilmente sui Delmont. Poco alla volta, la sua presenza causa un susseguirsi di eventi inquietanti, tragedie e lutti. Ma Alinska non è una semplice predatrice assetata di sangue: è lo strumento di una vendetta superiore, vittima, più che carnefice, di un terribile patto ultraterreno che nemmeno lei ha il potere di spezzare.

Dalla introduzione:

Circa settant’anni prima che Bram Stoker pubblicasse Dracula e più di cinquanta prima che Le Fanu concepisse Carmilla, in Francia apparve La Vampira ossia La vergine d’Ungheria, uno dei primi testi a livello mondiale in cui la protagonista è una vampira che ritorna in vita per vendicare il tradimento di un patto d’amore stipulato col sangue. Quest’opera, pubblicata nel 1825, e scritta dal barone de Lamothe-Langon (prolifico scrittore di ampio successo nella prima metà del XIX secolo, con all’attivo una considerevole messe di romanzi storici, sentimentali, di costume, morali e gotici, ma anche di testi teatrali, mistificazioni storiche e di memorie apocrife) potrebbe, esaminato lo stadio attuale delle ricerche, essere considerato il più antico romanzo sui vampiri in lingua francese che ci sia pervenuto, in cui la protagonista è, come già anticipato, una donna; si tratta di un prodotto letterario nato dell’enorme successo che Il Vampiro di Polidori riscosse in Francia, dove fu prontamente tradotto (e all’epoca considerata erroneamente una delle migliori opere di Byron) nel medesimo anno, il 1819, in cui il racconto uscì prima sul «New Monthly Magazine» e subito dopo in volume.

Étienne-Léon de Lamothe-Langon (1786 – 1864) fu un prolifico ed eclettico scrittore francese di successo. La sua vasta produzione letteraria, ampiamente tradotta e imitata all’epoca, è costituita da oltre sessanta romanzi di argomento storico, gotico, fantastico, sociale e investigativo, memorie apocrife (per esempio quelle attribuite alla contessa Du Barry e a Luigi XVIII) e falsificazioni storiche come La storia dell’inquisizione in Francia (1829).

Enrico De Luca è professore a contratto presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Fra le sue numerose curatele e traduzioni ricordiamo l’edizione integrale e annotata dei primi sei titoli della serie dedicata ad Anne Shirley di Lucy Maud Montgomery (Mondadori 2022/23). Per Caravaggio Editore, dirige tutte le collane dedicate ai classici.

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*Dalla pluriennale esperienza nella pubblicazione di classici di Caravaggio Editore (sotto la direzione editoriale di Enrico De Luca), nasce Oblivium Edizioni: un nuovo marchio dedicato al gotico e al weird. Caravaggio Editore si è affermata negli ultimi anni come una realtà apprezzata per la serietà delle sue edizioni: testi integrali, rispettosi degli originali, annotati e arricchiti da apparati iconografici d’epoca. È proprio da questa attenzione per la qualità che nasce il marchio Oblivium, che si propone come un vero e proprio “riscattatore dall’oblio” di testi classici dimenticati, mai tradotti in italiano o ingiustamente trascurati. Il nome stesso del marchio – che evoca ciò che è stato dimenticato – riassume la sua missione: riportare alla luce opere che meritano di essere lette ancora. All’interno delle due collane principali – Redivivi e Voci dall’ignoto – verranno pubblicati romanzi inediti, raccolte d’autore e antologie tematiche di racconti. Ogni volume sarà caratterizzato da un’alta qualità editoriale: come per Caravaggio, traduzioni accurate, testi integrali e un ricco corredo illustrativo che attinge al meglio dell’illustrazione d’Ottocento e inizio Novecento o realizzato appositamente da artisti contemporanei. Oblivium Edizioni nasce con l’ambizione di portare in libreria e fra le mani di chi legge testi potenti e fuori dal tempo: libri che restituiscono il gusto autentico della letteratura orrorifica classica, senza semplificazioni o adattamenti.

TRASFORMAZIONI. Licantropie e altre terribili metamorfosi

Con racconti di Lovecraft, Hodgson, Bierce, Kipling, Saki, Crowe e tanti altri che esplorano uno dei temi più universali dell’immaginario umano

Copertina della raccolta antologica Trasformazioni. Licantropie e altre terribili trasformazioni. Oblivium Edotore

A cura di Michela Pollutri, con la collaborazione di Andrea Gide

Illustrazioni d’epoca

COLLANA Voci dall’ignoto

GENERE Racconti gotici e weird

25 racconti

Oblivium*

Dal 4 settembre

Dal mito antico alla fiaba popolare, dal folklore al racconto gotico e weird, il tema della metamorfosi parla di confini labili e pericolosi: tra umano e bestiale, tra identità stabile e alterità mutevole e caotica, tra civiltà e natura selvaggia; racconta la paura ancestrale di perdere le proprie sembianze, e quindi la propria umanità, ma anche la segreta fascinazione per l’abbandono delle costrizioni razionali, sociali e morali. 
Dedicata agli appassionati di horror classico, letteratura gotica e weird, l’antologia Trasformazioni. Licantropie e altre terribili metamorfosi esplora uno dei temi più potenti e universali dell’immaginario umano. Il volume raccoglie 25 racconti distribuiti in quattro sezioni che allargano progressivamente lo sguardo dal classico lupo mannaro alle metamorfosi più inquietanti e imprevedibili.

Licantropie vere o presunte riunisce i grandi classici del genere: dal Lupo mannaro di Orest Somov, ispirato al folklore ucraino, a Frederick Marryat col Lupo bianco dei Monti Hartz e la prima memorabile licantropia femminile; si prosegue con Sutherland Menzies, Catherine Crowe, Rudyard Kipling e altri, fino a H. Warner Munn e Arlton Eadie. La sezione esplora varianti europee ed extraeuropee, mostrando la vitalità del mito in contesti culturali anche molto diversi.

Altre metamorfosi allarga il campo a trasformazioni non lupesche, spesso ancora più disturbanti: l’uomo-tigre di Hugh Clifford, la fanciulla-gatto di Marcel Prévost, la donna-pantera di Ambrose Bierce, l’orrore fungino di W.H. Hodgson, l’ironia di Saki e la maledizione serpentiforme di Lovecraft e Bishop.

Fiabe e dintorni raccoglie testi dal forte valore simbolico e morale: dal Bisclavret alla Meravigliosa storia della bella Melusina di Ludwig Tieck, fino alle fiabe tradizionali africane e ai racconti di Christina Rossetti e Mary Mapes Dodge.

Ultime trasformazioni chiude il volume con due capolavori russi: La famiglia del Vurdalak di Aleksej Konstantinovič Tolstoj e Lazzaro di Leonid Andreev, dove la resurrezione diventa la più radicale delle metamorfosi.

ELENCO RACCONTI:

Licantropie vere o presunte

Il lupo mannaro – Orest Somov
Il lupo bianco dei Monti Hartz – Frederick Marryat
Hugues, il Lupo Mannaro – Sutherland Menzies
La storia di un Lupo Mannaro – Catherine Crowe
Il segno della bestia – Rudyard Kipling
Il lupo bianco di Kostopchin  – Sir Gilbert Campbell
I lupi mannari  – Honoré Beaugrand
La lupa  – Hector Hugh Munro (Saki)
Il licantropo  – Virgínia de Castro e Almeida
Il lupo mannaro di Ponkert  – H. Warner Munn
La Fanciulla-Lupo di Josselin – Arlton Eadie

Altre metamorfosi

La tigre mannara – Hugh Clifford
La fanciulla con il gatto d’oro – Marcel Prévost
Gli occhi della pantera – Ambrose Bierce
La voce nella notte – William Hope Hodgson
Laura  – Hector Hugh Munro (Saki)
La maledizione di Yig  – Z. Bishop e H.P. Lovecraft

Fiabe e dintorni

Bisclavret  – Constance Cary Harrison
La meravigliosa storia della bella Melusina  – L. Tieck
Due fiabe: Hero e Nick  – Christina Rossetti
Il bambino corvo – Mary Mapes Dodge
Leopardo dalla splendida pelle  – R.H. Nassau

Ultime trasformazioni

La Famiglia del Vurdalak – Aleksej  K. Tolstoj
Lazzaro  – Leonid Andreev

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* Dalla pluriennale esperienza nella pubblicazione di classici di Caravaggio Editore (sotto la direzione editoriale di Enrico De Luca), nasce Oblivium Edizioni: un nuovo marchio dedicato al gotico e al weird. Caravaggio Editore si è affermata negli ultimi anni come una realtà apprezzata per la serietà delle sue edizioni: testi integrali, rispettosi degli originali, annotati e arricchiti da apparati iconografici d’epoca. È proprio da questa attenzione per la qualità che nasce il marchio Oblivium, che si propone come un vero e proprio “riscattatore dall’oblio” di testi classici dimenticati, mai tradotti in italiano o ingiustamente trascurati. Il nome stesso del marchio – che evoca ciò che è stato dimenticato – riassume la sua missione: riportare alla luce opere che meritano di essere lette ancora. All’interno delle due collane principali – Redivivi e Voci dall’ignoto – verranno pubblicati romanzi inediti, raccolte d’autore e antologie tematiche di racconti. Ogni volume sarà caratterizzato da un’alta qualità editoriale: come per Caravaggio, traduzioni accurate, testi integrali e un ricco corredo illustrativo che attinge al meglio dell’illustrazione d’Ottocento e inizio Novecento o realizzato appositamente da artisti contemporanei. Oblivium Edizioni nasce con l’ambizione di portare in libreria e fra le mani di chi legge testi potenti e fuori dal tempo: libri che restituiscono il gusto autentico della letteratura orrorifica classica, senza semplificazioni o adattamenti.