Nadia Terranova “Come una storia d’amore” presentazione in breve

Dieci racconti, dieci donne, una città, Roma. Dieci storie di persone che vivono nella periferia di una città di adozione, dieci storie di felicità smarrita o cercata, di solitudini, disagi e inquietudini, ritratti fermati nel tempo di donne dentro una trasformazione come La sconosciuta in cui una donna insoddisfatta ne studia un’altra o Le due sorelle che visitando Porta Maggiore sfuggono ai litigi dei genitori o La tintoria sbagliata dove una donna ne osserva altre due, diverse, una sorridente e straniera e l’altra meno gradita e popolare o il racconto dall’emblematico titolo Felicità sconosciuta in cui si racconta l’ossessione della protagonista che spia su una pagina social una donna di cui non sa nulla, tormentata dalla felicità degli altri. Flash, momenti che focalizzano ambienti e persone in travaglio, che indagano gli altri per interrogarne le vite, in una città che non è solo uno sfondo alle proprie, ma parte integrante del proprio mondo. Racconti brevi, incisivi, vividi con un prima e dopo ravvicinati in pochissime pagine, come solo in un racconto si può fare.

S.P.

Dalla Quarta di copertina

L’unica è raccontarsela come una storia d’amore, Roma, e per farlo si deve partire dalle assenze, dalla mancanza, dai fantasmi. La scommessa dell’identità strepita coi corvi del Pigneto, nella gramigna di una pensilina a Porta Maggiore la mattina di Natale sognando l’altrove.

Roma, come ogni storia d’amore, necessita di un linguaggio privato che la renda segreta, tua. I personaggi di Terranova sono spezzati, sulla soglia di un cambiamento, congelati in un ricordo. Aspettano di essere liberi, immaginano vite negli occhi degli altri, interrogano l’esistenza in una lingua che non conoscono e scoprono, a volte, che la felicità è un difetto della vista e che, a volte, è necessario perdersi.